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L'Intervento

di Alessio Miceli*
3 maggio 2011


Quello che so dei Centri antiviolenza in Italia l’ho imparato qui a Milano e dal mio punto di vista maschile, in un percorso di reciproca conoscenza e di stima, che è diventato anche di amicizia e di collaborazione con Marisa Guarneri.
E’ stato un avvicinamento anche dei nostri due mondi associativi, cioè la Casa delle donne maltrattate che Marisa ha fondato con altre a Milano già negli anni ’80, e l’associazione nazionale Maschile Plurale con i suoi percorsi sulla maschilità e sulle relazioni con le donne.
di Caterina Botti

In genere, quando si è invitati/e a parlare o scrivere dei risvolti morali delle scelte di inizio vita, è spesso implicitamente inteso, o esplicitamente chiarito, che si debba parlare delle pratiche di procreazione medicalmente assistita (PMA) e delle loro liceità o illiceità morale. Questo non solo perché nel nostro paese, per alcuni anni, si è discusso intorno alla legge 40/2004 che appunto norma il ricorso a queste tecniche, ma anche perché sembra a molti la questione più importante da discutere in relazione alla procreazione.
di Lucia Re, l'Altro Diritto Onlus

Michel Foucault ha ‘svelato’ da tempo come la pena “dolce” della detenzione, affermatasi in epoca moderna in contrapposizione ai supplizi, non abbia eliminato né il carattere violento dei castighi, né la punizione dei corpi1. Il sovraffollamento, la violenza diffusa, le condizioni igieniche precarie e l’assistenza sanitaria insufficiente – tutte esperienze che quotidianamente affliggono i detenuti e le detenute – sono lì a dimostrarlo ancora oggi. Nelle carceri italiane si sconta però anche una pena corporale che è quasi completamente ignorata: la pena della privazione della sessualità.
di Leila Daianis

Oggi in Italia le persone transessuali M/F spesso vengono messe in relazione alla prostituzione e alla delinquenza. Si parla poco e quasi niente delle trans che hanno un lavoro o una laurea. Tra le trans che si prostituiscono molte lo fanno per libera scelta, però una minoranza viene sfruttata e subiscono molta violenza sia fisica che psicologica. Questa ultima è praticamente invisibile. Nel secondo periodo dell’età antica, quando la giudaica ossessione del peccato cominciava a impadronirsi del costume della società, il commercio delle prestazioni sessuali era considerato un’autentica risorsa.
di Pina Adorno

Il rischio che corriamo quando si parla di educazione sessuale è che ognuno pensi a una cosa diversa: qualcuno può pensare che sia una lezione a carattere scientifico, altri che sia una esibizione pornografica o una sollecitazione all’agito sessuale, per alcuni genitori può rappresentare un corredo di competenze  da far acquisire ai figli quando vanno alle superiori, e c’è chi la vede come una minaccia al percorso di fede.
Vorrei provare a raccontare come la pensiamo noi operatori dei consultori e descrivere la nostra esperienza ormai ultratrentennale, inizialmente rivolta agli adulti e svolta nei luoghi di lavoro o all’interno dei nostri servizi e successivamente, e in maniera più diffusa e sistematica, nelle scuole di Roma.
di Maria Serena Sapegno

La mobilitazione del 13 febbraio che chiama nelle piazze di almeno sessanta città di tutta Italia le donne di ogni età e provenienza, di diverse convinzioni politiche e collocazione sociale, e invita anche gli uomini che ne capiscano il senso e la complessità, è organizzata da un gruppo di donne anch’esse molto diverse tra loro. Non ha ‘mandanti’ o burattinai, come alcune/i temono, e soprattutto ha come scopo fondamentale quello di imporre il rispetto per le donne. PER TUTTE LE DONNE.
di Ritanna Armeni, Gli Altri 28 gennaio 2011

Chi sono le ragazze di Arcore? Prostitute avide ed interessate? Giocose compagne di serata del premier? Povere donne costrette a vendere il loro corpo per bisogno? E ancora: sono il simbolo del disprezzo che Berlusconi dimostra per le donne? Sono il modello femminile negativo al quale è giusto ribellarsi per il bene delle nuove generazioni? Sono, come ha detto finemente Paolo Floris D’Arcais, delle “troie” che hanno nelle loro mani il governo? Oppure semplicemente delle donne libere che autonomamente  scelgono di fare il mestiere più antico del mondo?
di Oria Gargano

Era già abbastanza complicato parlare della prostituzione in sé – ovvero di quella definita con vistosa iperbole “liberamente scelta” –, era già abbastanza impervio districarsi tra i pareri libertari e quelli abolizionisti, comprendere l’ottica neoliberista/postfordista e quella moralizzatrice, cercare di comunicare decentemente con gli uomini clienti e con gli uomini critici verso le manifestazioni della mascolinità, con le femministe negazioniste e con  quelle possibiliste, con i cattolici e con le cattoliche, con i sexworkers di ogni identità sessuata….

TRIANGOLI

  • Gen 23, 2011
  • Da
di Eleonora Cirant

C'era una volta un triangolo a punta in giù. Come segno scolpito nella pietra, la forma ha attraversato i millenni che ci separano dalle
nostre origini. Come immagine, risale dalle profondità della psiche con la forza degli archetipi. Simbolo della madre terra nelle civiltà
matrifocali del paleolitico e poi lungo la trama del tempo fino ad oggi, il triangolo a punta in giù è una rappresentazione sintetica del
pube femminile e insieme della forza generatrice del femminile: un simbolo.
di ArciLesbica

In un paese dove la legge per istituire i corsi di educazione sessuale nelle scuole giace in Parlamento dal 1975 senza essere approdata mai a un dibattito serio, un paese dove la parola del Vaticano ha un peso che non ha in nessuna altra parte del mondo, dove le libertà di pensiero e di insegnamento sono formalmente difese, ma in realtà combattute con tutti i mezzi a disposizione non stupisce affatto che una iniziativa lodevole come quella dell'Università di Milano susciti reazioni incolte e ridicole come quelle pubblicate dal Foglio e da Libero.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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