L'Intervento

Gogna mediaticaAngela Azzaro, Cronache del Garantista
5 giugno 2015

Le immagini che accompagnano le notizie erano rimaste, fino a qualche mese fa, l'ultimo baluardo in difesa dell'autonomia dei giornalisti. Sì, è vero quando ci sono rinvi a giudizio o ancora meglio arresti, gli articoli sono il copia e incolla delle ordinanze. ...
Arturo Zampaglione, La Repubblica
4 maggio 2015

"Purtroppo nessuno ci ha insegnato a essere padri". Da un lato, infatti, gli uomini sono sempre più attenti ai doveri, alle responsabilità (e ai piaceri) della paternità: in parte anche per necessità. [...] Da un alto lato, però, mentre le mamme hanno quasi sempre una nonna, una sorella maggiore o un amica esperta cui chiedere suggerimenti, i padri non sanno a chi rivolgersi o spesso hanno resistenze psicologiche nel domandare aiuto a un parente o un conoscente. ...
Zeropregi, Il Manifesto
21 aprile 2015
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Era dicem­bre dello scorso anno, pochi mesi fa, quando esplose Mafia Capi­tale. Una ope­ra­zione dei ROS a Roma e din­torni portò a 101 avvisi di garan­zia e all’arresto di circa 35 per­sone. Si parlò di que­sta orga­niz­za­zione che aveva a capo Mas­simo Car­mi­nati e che vedeva nei ran­ghi alcuni super­stiti della destra radi­cale ed ever­siva degli anni 70. Si temeva un ter­re­moto che avrebbe scosso Roma visto che la sud­detta orga­niz­za­zione aveva rap­porti tra­sver­sali sia con le ammi­ni­stra­zioni di cen­tro­de­stra che di cen­tro­si­ni­stra. Addi­rit­tura il PD romano venne com­mis­sa­riato da Renzi e tutt’ora c’è Orfini che cerca di riat­tac­care i cocci del par­tito. E poi? E poi nulla.

Se ha avuto un merito que­sta inchie­sta, è stata quella di disin­ne­scare la reto­rica raz­zi­sta nei quar­tieri di peri­fe­ria, esplosa a Cor­colle prima e a Tor Sapienza poi, e di con­se­guenza tutti quei comi­tati di quar­tiere, appa­ren­te­mente apo­li­tici, che però sono attra­ver­sati da pezzi della destra romana, ex AN soprat­tutto. Finite le pro­te­ste con­tro i CARA, smon­tata la leg­genda dei migranti che pren­de­vano 45 euro al giorno per stare lì den­tro, i raz­zi­sti erano stati depo­ten­ziati degli argo­menti, gli stessi soste­nuti da alcuni quo­ti­diani di destra, ed erano di nuovo tor­nati da dove erano venuti.

Ma a pochi mesi di distanza, il tanto che è bastato per un pro­cesso di rimo­zione col­let­tiva, che poli­ti­ca­mente ha fatto un po’ comodo a tutti, per fine mag­gio “i comi­tati di quar­tiere ribelli” fatti da gente “per bene” tor­ne­ranno in piazza per mani­fe­stare con­tro rom e per la chiu­sura dei campi. Ovvia­mente tra la “brava gente” nes­suno pro­pone una solu­zione, l’obiettivo è che i rom ven­gano sgom­be­rati. Del resto que­sto è l’effetto di una cam­pa­gna raz­zi­sta che da alcune set­ti­mane per­vade i media ita­lici, che rilan­ciano le dichia­ra­zioni dei vari Sal­vini o Meloni o chiun­que altro abbia tra­sfor­mato i rom nella emer­genza nazio­nale. Tutto que­sto pro­prio quando l’inchiesta Mafia Capi­tale aveva dimo­strato quanto la banda di Car­mi­nati & Co. sfrut­tas­sero il disa­gio dei rom e quanti dei soldi desti­nati ai campi veni­vano fatti sparire.

Del resto su Mafia Capi­tale nelle set­ti­mane seguenti lo scop­pio dell’inchiesta si è detto di tutto e il con­tra­rio di tutto, soprat­tutto attra­verso la pub­bli­ca­zione di inter­cet­ta­zioni al quanto poco rile­vanti per l’inchiesta tanto quanto per il pub­blico inte­resse. Tra quelle carte c’era la spie­ga­zione per cui le più grandi aziende muni­ci­pa­liz­zate della capi­tale fos­sero nello stato coma­toso in cui ver­sano da anni ma a nes­suno sem­bra inte­res­sare più. Se l’Atac affonda è colpa degli auti­sti o dei mac­chi­ni­sti in scio­pero. Se Roma è sporca è colpa di chi rovi­sta nei cas­so­netti e non dell’Ama e via dicendo. Curioso è che gli unici a fare rife­ri­mento a Mafia Capi­tale siano espo­nenti del cen­tro­de­stra, nono­stante il coin­vol­gi­mento di alcuni ex col­le­ghi par­tito, che nella loro nar­ra­zione è diven­tata “la mafia delle coop rosse che sfrut­ta­vano i rom e gli immigrati”.

Nel frat­tempo su alcuni quo­ti­diani si discu­teva se la banda Car­mi­nati fosse in effetti una cosca dai metodi mafiosi oppure no. Dibat­tito irri­le­vante tra garan­ti­sti part-time e giu­sti­zia­li­sti full-time. Nes­suno ha pro­vato a ragio­nare sul per­ché si fosse arri­vati a quel punto, sul pro­li­fe­rare dell’esternalizzazione dei ser­vizi, sul per­ché alcune coo­pe­ra­tive otten­gono quasi il mono­po­lio del lavoro sul sociale, sul per­ché nes­suno con­trolli che i soldi effet­ti­va­mente inve­stiti in pro­getti non siano spre­cati ma bensì messi real­mente a frutto.

Del resto a Roma chiun­que lavori nel sociale sa bene come fun­zioni il “sistema Roma” con i suoi bandi spesso pilo­tati o acco­mo­dati, con finan­zia­menti diretti alle coo­pe­ra­tive ami­che o fidate. Non serve cer­care le tan­genti, non serve nean­che cer­care chissà quali ille­citi, ormai era un sistema rico­no­sciuto e accet­tato poli­ti­ca­mente e trasversalmente.

Pro­prio qual­che giorno fa mi è sal­tato agli occhi una sto­ria a mio avviso para­dig­ma­tica se con­fer­mata. Ed è quella dell’unità di strada per le tos­si­co­di­pen­denze finan­ziata attra­verso un bando per un cam­per che coprisse il quar­tiere di Tor­pi­gnat­tara, che si trova in una parte di città ad alta dif­fu­sione di eroina, che gli abi­tanti stessi non hanno mai visto e di cui comin­ciano a chie­dere conto. Chi con­trolla che i soldi inve­stiti nei ser­vizi, nei campi rom, nei cen­tri di acco­glienza, siano effet­ti­va­mente messi a frutto? Chi con­trolla che que­sti ser­vizi siano effet­ti­va­mente ero­gati? Pos­si­bile che a fronte dell’investimento che fa il Comune di Roma da anni le con­di­zioni dei campi rom peg­gio­rino mese dopo mese?

Evi­den­te­mente sì. Del resto nes­suno a Roma si sor­prende più. Il ter­re­moto che avrebbe dovuto tra­vol­gere la poli­tica ha appena incri­nato e momen­ta­nea­mente qual­cosa per poi ripren­dere a mar­ciare come se nulla fosse. Anche a sini­stra, non ci si è fer­mati per ragio­nare sul sistema Roma. Non ci si è fer­mati a ragio­nare sul lavoro coo­pe­ra­ti­vi­stico, da sem­pre sot­to­pa­gato, quando viene pagato, né sull’accesso ai finan­zia­menti e alla maniera a cui si accede. Alla pre­tesa di bandi che siano chiari e diretti e alla fine di quei male­detti bandi al ribasso che fini­scono per schiac­ciare defi­ni­ti­va­mente chi nel sociale ci lavora e male.

Una oppor­tu­nità man­cata pro­prio men­tre l’attuale governo romano si è dimo­strato uno dei più deboli di sem­pre. Inca­pace di affron­tare aper­ta­mente le con­trad­di­zioni e i con­flitti di que­sta città, a volte asse­con­dando la pan­cia raz­zi­sta dei romani come è suc­cesso col tra­sfe­ri­mento dei rifu­giati da Tor Sapienza. Ed è dav­vero tri­ste che biso­gna aspet­tare che arrivi il secondo filone dell’inchiesta, sem­pre che arrivi, per vedere di nuovo disin­ne­scati i raz­zi­sti nei quar­tieri tanto quanto la reto­rica lega­li­ta­ria di quel par­tito che è al governo dap­per­tutto è che su Roma ha subito uno scos­sone senza pre­ce­denti.

Mala tem­pora cur­runt ma evi­den­te­mente è sem­pre colpa dei rom.

Anna Meldolesi, Corriere della Sera
18 aprile 2015

Niente sesso, siamo connessi. Isso, essa e 'o smartphone. Possiamo scherzarci su parafrasando commedie inglesi o sceneggiate napoletane, ma il copione non è allegro. La sera sempre più persone preferiscono digitare su tablet e telefoni piuttosto che toccare il partner con cui dividono la camera da letto. Un touchscreen è spesso l'ultima cosa che accarezziamo prima di addormentarci e la prima che sfioriamo appena svegli. ...

Fulvio Vassallo Paleologo, Corriere delle migrazioni
15 aprile 2015

Naufragio permanente per i migranti abbandonati o respinti nelle acque del Mediterraneo, ma anche naufragio dell'Europa, incapace di aprire canali umanitari e chiusa tra le mura della sua Fortezza. L'ultima tragedia davanti alle coste di Alessandria d’Egitto, con centinaia di morti e dispersi. Sembra che l'imbarcazione carica di migranti fosse ancora molto vicina alla costa.
Donald Sassoon, La Repubblica
15 aprile 2015

I capitalisti hanno spesso dovuto essere inventati, nutriti e protetti. È passato più di un secolo e il capitalismo è cresciuto, è diventato globale, e ora vuole liberarsi dall'abbraccio dello Stato, quello Stato che li ha fatti. Poiché il capitalismo ha forti tendenze anarchiche. [...] I capitalisti non controllano il capitalismo. Sono essi stessi (così pensavano sia Adam Smith che Karl Marx) prigionieri di un insieme di relazioni sociali in cui ognuno cerca di migliorare la propria posizione economica nell'ignoranza di quello che succederà agli altri o dopo. ...
MigrantiJosé Ignacio Torreblanca, Internazionale
11 aprile 2014

E' comprensibile che nelle emergenze le emozioni prendano il sopravvento, ma lasciarsi dominare dalla paura può essere più pericoloso delle persone che attentano al nostro stile di vita e alla nostre libertà. Dopo gli attacchi di Parigi alla redazione di Charlie Hebdo e alla comunità ebraica, ...
Commedia e tragediaSarantis Thanopulos, Il Manifesto
21 marzo 2015

Sui media si susseguono le denunce sul mostro del momento: l'Isis. Sono accorate ma inefficaci: le uccisioni barbariche e l'oscurantismo alienante creano smarrimento e indignazione, ma, nella sostanza, lasciano il tempo che trovano. Le immagini raccapriccianti bruciano nel tempo breve della loro messa in onda. Isis è una prova attendibile dell'inganno che sorregge la difesa, stanca e ripetitiva, del "diritto all'informazione". ...
Giacomo Gambassi, Avvenire
19 marzo 2015

Più che nativi digitali, sono una generazione in balìa dei media. A 10 anni l'80% dei ragazzi accende da solo la tv e il 51% naviga su Internet senza avere nessuno accanto. A 7 anni si ha già in mano il cellulare. E poi c'è il boom del tablet che viene usato dalla metà degli under 13 fra le due e le tre ore al giorno. Guai, comunque, a pensare che i bambini abbiano abbandonato la televisione. Il piccolo schermo resta il mezzo più amato. ...
Elena Molinari, Avvenire
18 marzo 2015

Il bambino era stato colpito sei volte, due al petto. Era agosto, e Antonio, di nove anni, era corso fuori dal'appartamento soffocante di Grand Crossing, a Chicago, arrabbiato perché la madre gli aveva negato i soldi per un gelato. Pochi minuti dopo, il membro di una gang del South side lo aveva scambiato per la sentinella di una banda rivale. E lo aveva freddato. La scena aveva attirato alcuni curiosi, più che altro perché si trovava a pochi metri da due stazioni di benzina e lungo una strada principale. ...

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