La Recensione

EPIDURALE POR FAVOR

  • Apr 03, 2011
  • Da
di Eleonora Cirant

Bello quando qualcuno mi aiuta a vederci più chiaro su qualcosa. Mi piace farmi trasportare dal sottile lavoro dell'intelligenza che smonta i tasselli di un pregiudizio, e ancora di più quando quel pregiudizio vive in me. Amo l'ironia che sferza il potere, e tanto meglio se è un potere che prende vita nelle forme meno appariscenti. E reputo che sia una conquista di tutte le donne e di tutti gli uomini quando qualcuno scompone coi mezzi dell'analisi fatti concreti in cui la parola “natura” è usata ideologicamente per giustificare prassi, idee, comportamenti consolidati.
di Franco La Cleca, Repubblica
30 maggio 2011

Il romanzo di Hanif Kureshi "Ho qualcosa da dirti" è la storia di uno psicanalista londinese che parla di , di tutto l'ambiente londinese di questi anni e del suo migliore amico, un regista, Henry. Sono entrambi sulla cinquantina ed entrambi "risentono" di amori e matrimoni andati a male o semplicemente perduti. L'amico ha "perso" il desiderio e la cosa che più gli brucia è che vive con il figlio ventenne che invece rimorchia quasi ogni sera una nuova partner. Lo psicanalista dice a Henry che non c' è da preoccuparsi, il desiderio è inestinguibile, può diventare invisibile, assentarsi per un po', ma alla fine vince lui.
di Elettra Deiana, Gli Altri
23 novembre 2012

Una storia di violenza, di morte, di 'ndrangheta è quella che Celeste Costantino e Marina Comandini hanno voluto mettere in scena nella graffiante graphic novel di recente pubblicata dalla casa editrice Round Robin, dal titolo "Roberta Lanzino, ragazza".

MALANOVA

  • Nov 08, 2010
  • Da
di Donne daSud

Tu mi fai girar, tu mi fai girar come fossi una bambola. Poi mi  butti giù poi mi butti giù come fossi una bambola

Malanova” racconta la storia di Anna Maria Scarfò, una ragazzina che fu stuprata per la prima volta a tredici anni da quattro ragazzi del suo paese, San Martino di Taurianova provincia di Reggio Calabria.
Una violenza perpetuata per tre lunghi anni dal branco che nel corso del tempo si è allargata sempre di più fino a trasformare il segreto di un crimine, nella pubblica etichettatura di Anna come “troia del paese”. Tutti sanno, ma tutti fanno finta di non sapere: questo è il paese. Anche questo è Sud.
di Simone Migliorato, Gli Altri
26 agosto 2011

Elisabetta Leslie Leonelli è una psicoterapeuta, coach e "amorologa" (termine scelto al posto di sessuologa) che vive e lavora a Roma. Ha scritto diversi libri tra cui Coccole e carezze. Alla radice della virilità (edizioni Nuovi Mondi) pubblicato per la prima volta da Rizzoli nel 1986, riedito e aggiornato [...] Il suo è un libro dedicato a rivoluzionare l'idea che gli uomini hanno del sesso e si sé stessi e soprattutto della ricerca di un orgasmo visto come un must irrinunciabile.
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MATERNITY BLUES

  • Mag 02, 2012
  • Da
di Barbara Mapelli, Zeroviolenzadonne.it
2 maggio 2012

Mi sono provata tempo fa a scrivere qualcosa sulla violenza delle donne, un argomento arduo e scabroso. Dicevo allora che consideravo pericoloso lo stereotipo semplificante della non violenza femminile e l’attribuzione di questo problema a un solo genere, quello maschile. Pericoloso perché, innanzitutto, non vero e poi perché assumere la pretesa non violenza femminile come una sorta di virtù ‘naturale’ rischia di togliere valore al pensiero e alle pratiche, appunto di non violenza,
di Francesca Koch

“Tu parli bellissimo” dice emozionata Zhu alla operatrice che, pur senza conoscere la lingua cinese, ha trovato il modo di accogliere lei e la sua storia, di “riconoscerla come donna”, di offrirle empatia e solidarietà emotiva. All’interno del CIE di Ponte Galeria, nello sportello settimanale gestito dalla cooperativa Be Free, il rapporto tra le donne recluse e le operatrici della cooperativa si svolge, certo, attraverso la mediazione culturale e linguistica, grazie alle molteplici competenze della cooperativa, ma quello che più colpisce, in questo prezioso libro di documentazione e testimonianza (Storia di Ponte e di frontiere, a cura di Oria Gargano, ed. BeFree Coop. soc., 2010) sono gli scambi attraverso linguaggi non verbali, gli sguardi, ma anche la gestualità, la mimica, la condivisione di emozioni. Gli sguardi, soprattutto.
di Claudio Tognonato, Il Manifesto
29 giugno 2011

«Quando Da compì diciotto anni, il padrone del Viva Night la vendette per 750 dollari al bordello 55 perché era troppo vecchia e i clienti volevano carne fresca. Sono fortunata, dice con un sorriso privo d'allegria: ci sono bambine che iniziano a sei anni, se non altro io ne avevo tredici. Poi rimase incinta di un cliente e nacque una bambina che, dice, non farà mai la prostituta».
Il libro della giornalista messicana Lydia Cacho, Schiave del potere. Una mappa della tratta delle donne e delle bambine nel mondo (Fandango, pp. 341, euro 20) è un viaggio sconvolgente sulle piste del traffico di schiavi. Qui siamo a Phnom Penh, Cambogia: la giovanissima Da, acquistata a suo tempo per 200 dollari, ora sta imparando a cucire, vuole lavorare in una fabbrica e tenere la figlia lontana dalle grinfie dei mercanti di carne umana.
di Anna Simone
5 luglio 2011

Ho incontrato Tenera Valse ad un convegno sul lavoro sessuale che introducevo alla Sapienza. Mi ha regalato il suo libro “Portami tante rose” (edizioni Cooper) che ho letto e diffuso per quel che potevo. A distanza di qualche settimana, prima di scrivere questo pezzo, mi sono fatta un giro in rete e ho preso atto di una cosa poco edificante: la scrittrice Tenera è diventata un grimaldello attraverso cui veicolare tutti gli istinti giudicanti e bacchettoni che attraversano la sessualità in questo paese, la sua scelta di diventare sex worker viene totalmente bypassata dalla dimensione mediatica che può suscitare una storia come la sua.
di Claudia Campese, CTzen
28 marzo 2012

«Uccidere le donne riporta l’equilibrio»

Vittime di un presunto codice d’onore, sono almeno 150 le donne uccise dalla criminalità organizzata dal 1896 a oggi. Attentati, vendette, ritorsioni e induzioni al suicidio le cause principali. Le loro storie sono adesso raccolte in un dossier, curato dall’associazione romana antimafie daSud. La curatrice delle ricerche, Irene Cortese: «L’omicidio di una donna fa meno parlare. Ed è troppo spesso nascosto tra le righe della cronaca».

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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