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La Recensione

di Renate Siebert, DeA
02 aprile 2012

Vorrei parlare di questo testo (Amore e violenza. Il fattore molesto della civiltà Bollati Boringhieri, Torino 2011) a partire da una annotazione sull’autrice: la passione di Lea Melandri per le scritture di esperienza, la sua testardaggine nel ritornare sempre e ancora sulla dimensione esistenziale dove s’intrecciano corpo, pensieri ed emozioni. Sento vicinanza con lei innanzitutto nell’amore per il dettaglio, nell’insistenza sulla concretezza e, di conseguenza, nella diffidenza per l’ideologia.
di Cristina Morini

“La prima frammentazione del corpo, vale a dire l’assegnazione del sesso può essere definita, seguendo Judith Butler, come procedimento di “nominazione performativa”. Nessuno/a di noi ne è scampato/a. Ancor prima della nascita, grazie all’ecografia - una tecnologia ritenuta descrittiva mentre di fatto è prescrittiva - ci hanno assegnato un sesso femminile o maschile. D’altra parte l’ideale scientifico è di eliminare ogni imbarazzante ambiguità. Tutti siamo passati da questa prima performativa tavola operatoria: “È una femmina! È un maschio!”.
di Alessio Miceli

C’è una grande passione, in questo libro di Stefano Ciccone, Essere Maschi (tra potere e libertà), Rosenberg & Sellier. Scritto sui treni in giro per l’Italia, mi ha ridato nella lettura il senso del tempo impiegato a tessere un racconto denso, nato e cresciuto nell’incontro di tante realtà di donne e di uomini. Fin dall’introduzione, Stefano ci avverte: “questo non è un libro sul mondo, ma sul mio essere uomo nel mondo”. Così la passione politica che lo attraversa è subito mescolata con il racconto sessuato di sé e le domande di senso per la propria vita, assieme ad un senso di responsabilità più generale.
di Annamaria Rivera

Costituito dalla raccolta di sedici scritti*, preceduta dall’introduzione della curatrice, Isabella Peretti, questo volume è il secondo della collana sessismoerazzismo, edita dalla Ediesse in collaborazione con il CRS e inaugurata nell’ottobre scorso da La Bella, la Bestia e l’Umano. Sessismo e razzismo, senza escludere lo specismo, che ha come autrice chi scrive.
Il pregio della collana (diretta da Lea Melandri, Isabella Peretti, Ambra Pirri e Stefania Vulterini) risiede anzitutto nel proporre al pubblico le tappe di una riflessione – quella sull’intreccio fra i due sistemi di dominio e discriminazione – che in Italia trova poco spazio anche in ambiti accademici.
di Anna Simone

“Luisa, 90 anni, 530 euro al mese. Ne spende 180 per l’affitto, 21 per il condominio, 15 per le medicine, 35 per la luce, 12 per il gas, 13 per l’acqua, 40 per il telefono, 240 per il cibo, 10 per i detersivi, 8 per i pannoloni, 10 di parrucchiere, 10 di pedicure, 12 di spazzatura, 8 per la TV, 10 per l’abbigliamento, 200 per la colf che l’aiuta nelle faccende più pesanti. Sono 824 euro. La differenza la colma con i risparmi messi da parte per il suo funerale”.
Un pensionato su due è sotto la soglia di povertà, una pensionata su due è ai limiti della marginalità sociale perché oltre ad essere povera e sola è anche una  “vecchia” per il mondo che la circonda. Luisa è una sorta di scarto reale all’interno di una società che rispetto alle generazioni e al nesso tra età biologica ed età sociale (di spirito) balza agli occhi come un rimosso permanente.
di Anna Simone

Era il 1975 quando Martha Rosler, scrittrice e artista, mostrava per la prima volta al pubblico statunitense un video dal titolo piuttosto esplicativo Semiotics of the Kitchen. Martha si fece filmare nella sua cucina mentre mostrava l’uso dei vari utensili dediti al lavoro domestico, li  impugnava con gesti fermi e aggressivi come se fossero armi o oggetti contundenti. La calda e accogliente cucina diveniva così il luogo di massima frustrazione per centinaia di migliaia di donne costrette per lustri al ruolo di casalinghe.
di Anna Bravo, Tuttolibri
5 marzo 2011


Chi non conosce il lavoro di Lea Melandri troverà nel suo nuovo libro Amore e violenza una buona occasione per fare amicizia. Perché l'autrice ha idee forti, e applicandole al "fattore molesto" della storia umana (il nesso amore/potere/violenza nel rapporto uomo/donna) accetta il rischio di apparire a sua volta "molesta" per lesa superficialità. Composto di ampi saggi, ricco del pensiero psicanalitico e del patrimonio femminista, Amore e violenza, affronta il suo tema muovendosi fra il vicino e il lontanissimo, fra la contemporaneità e lo spazio/tempo delle origini, per mettere a fuoco le teorie e le pulsioni sottese al binomio questione maschile/femminile.
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LA CITTA' DEL SESSO

  • Feb 07, 2011
  • Da
di Anna Simone

Mai come in questo periodo la sessualità, nel bene e nel male, sembra attraversare il dibattito pubblico. Ovviamente il filtro che tende a relativizzare gli innumerevoli punti di vista delle femministe sull’affaire Berlusconi (meglio chiamarlo così, anziché “caso-Ruby”) è direttamente consustanziale a due forme di potere che si nutrono del tema per renderlo “scandalistico” o peggio ancora prossimo ad indicarci una morale, una strada maestra che, non a caso, risulta pressocché identica alle posizioni assunte dalla Chiesa.
E’ evidente, allora, che per focalizzare le trasformazioni che la sessualità in generale e la prostituzione in particolare assumono nella società contemporanea bisogna volgere lo sguardo altrove, per significarle meglio, ma anche e soprattutto per averne una visione più laica.

STUDI SULLO STUPRO

  • Dic 20, 2010
  • Da
di Alessia Muroni

Lo stupro e la violenza sono, nella vita delle donne, un evento normale. Come le mestruazioni, o quasi. A questa considerazione si arriva allineando i dati offerti dall’osservazione della società umana nel suo complesso, al di là di stati, nazioni, religioni, culture ed epoche differenti.
La violenza fisica e sessuale sulle donne sembra essere insita nell’organizzazione sociale dell’animale uomo – e per una volta, con questo termine non intendiamo l’umanità tutta, ma proprio l’uomo come maschio della specie umana.
Genziana Brullo in Studi sullo stupro. La pratica della verità (Aracne, Roma, ottobre 2010, € 16) ha dedicato a questa scomodissima considerazione un libro che, sobriamente intitolato Studi sullo stupro, reca infatti come sottotitolo La pratica della verità. Costruito su una solida struttura teoretica, e sul confronto diretto, nei Centri antiviolenza, con il sangue e la vergogna delle donne.
di Assunta Sarlo

Lo sguardo è affettuoso, mai giudicante, attento a cogliere i fili del racconto, le trame delle vite, il mutare delle prospettive. Le parole chiave sono impegnative e impegnate a tenere in sé la molteplicità di significati che hanno assunto nel corso del tempo all’incrocio tra sfera pubblica e sfera privata: amore, solitudine, violenza, maternità, famiglia, corpo, lavoro, alterità e infine cittadinanza.

Qui – nelle pagine di “Sette vite come i gatti. Generazioni, pensieri e storie di donne nel contemporaneo”, autrice per Stripes Edizioni Barbara Mapelli, pedagogista e femminista  – si raccontano e si indagano vite femminili, che sono differenti tra di loro innanzitutto per generazione, differenti nel tempo presente e nello spazio condiviso –  una nativa e una migrante per esempio – e insieme differenti  da quel maschile sul quale è stata costruita la sfera pubblica e la sua norma.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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