IL MANIFESTO

Facebook SocialBenedetto Vecchi, Il Manifesto
27 gennaio 2018

Facebook ha annunciato di aver modificato il suo algoritmo affinché siano messi in evidenza i post degli amici con i quali è più frequente lo scambio di omaggi (i like) e di commenti. Decisione in sintonia con il progetto di Mark Zuckerberg di costruire una comunità globale scandita dalla successione di comunità virtuali basate su affinità elettive.

Come disfare la banalità del male

Banalità del maleGuido Caldiron, Il Manifesto
27 gennaio 2018

"Memoria, consapevolezza, responsabilità". Nel tracciare le coordinate del suo lavoro come direttore del Museo-Memoriale di Auschwitz-Birkenau, creato dove esisteva il più grande campo di sterminio industrializzato del Terzo Reich, ma un luogo assurto anche a tragico simbolo dell’intera barbarie nazista, lo storico polacco Piotr M. A. Cywinski non ha mai avuto dubbi.

Gli adolescenti migranti nella loro città

Bambini AdolescentiSarantis Thanopulos, Il Manifesto
20 gennaio 2018

Secondo papa Francesco il bullismo dei bambini, è opera di Satana (un modo di rappresentare il male), il segno dell’assenza di compassione.
Il ministro Minniti, richiamato a Napoli dalle continue aggressioni operate da bande di adolescenti, ha attributo un carattere nichilistico agli attacchi: colpiscono nel mucchio, in modo analogo a quello del terrorismo jihadista.

Le ragazze nel pallone

Calcio DonnePasquale Coccia, Il Manifesto
13 gennaio 2018

Giovani, malpagate, con una carriera breve e prive dei più elementari diritti, a volte oggetto di discriminazioni e abusi sessuali da parte degli allenatori e dei dirigenti delle squadre nelle quali giocano. E’ il quadro che emerge dal rapporto sul calcio femminile professionistico, pubblicato per la prima volta dal sindacato mondiale dei calciatori (Fifpro), un’indagine condotta dall’Università di Manchester

Amore Violenza Uomo DonnaLea Melandri, Il Manifesto

13 gennaio 2018


Non posso negare l’importanza del Me-too ("Anch’io"), che è sempre stato per il femminismo il primo passaggio necessario per uscire da una condizione vissuta come privata, particolare di ognuna, per creare solidarietà, amicizia e impegno culturale, politico nella relazione tra donne.

De profundis per l'uomo lavoratore

Lavoro Moni Ovadia, Il Manifesto

10 gennaio 2018

Il sociologo statunitense Jeremy Rifkin, già una ventina d’anni fa scrisse un libro dal titolo profetico: "La fine del Lavoro". Rifkin annunciava un evento del quale oggi si può discutere normalmente come di una prospettiva che si colloca nel quadro della nostra realtà.

Casette terremotoMario Di Vito, Il Manifesto
7 gennaio 2018

Il secondo inverno si abbatte sulle zone terremotate mentre la ricostruzione non riesce a partire. E non solo quella: anche la questione delle casette provvisorie appare lontanissima da una conclusione qualunque, con la stanchezza che ormai ha preso il posto della rabbia. I riflettori qui non si accendono nemmeno più, si dà quasi per scontato che i terremotati soffrano, senza alternativa, in uno stato di eterna malinconica rinuncia.

Amore a prima vista

Chagall, PromenadeSarantis Thanopulos, Il Manifesto
6 gennaio 2018

Secondo una ricerca del dipartimento di Psicologia dell’Università di Groningen in Olanda, l’amore "a prima vista" è un’illusione, una confabulazione. A essere più precisi: una proiezione di sentimenti correnti nel passato.
Il campo dell’illusione è minato per chi avanza nel campo dei sentimenti come un elefante in una cristalleria.

A chi conviene una crisi a Teheran

Proteste in IranFarian Sabahi, Il Manifesto

2 gennaio 2018

Agli Stati Uniti e all’Europa la destabilizzazione dell’Iran non conviene, perché Teheran è il naturale baluardo contro l’Isis: se ayatollah e pasdaran non avessero dispiegato forze sul terreno, in Iraq e in Siria, l’Isis avrebbe potuto espandersi maggiormente nella regione.

Dalla Diaz alla Dia: una scelta inopportuna

Tortura ViolenzaRiccardo Noury, Il Manifesto
28 dicembre 2017

Il 5 luglio 2012 la V sezione penale della Corte di Cassazione confermava definitivamente le condanne, tutte andate in prescrizione, di 25 funzionari di polizia per le torture (questa parola la userà poi la Corte europea dei diritti umani nel giugno 2017) eseguite alla scuola Diaz di Genova nel 2011.

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