IL MANIFESTO

Povertà, la beffa del potere

Povertà crisiMarco Revelli, Il Manifesto
5 dicembre 2017

Grottesca e crudele. La vicenda del Reddito di inclusione (Rei) sta raggiungendo vette di insipienza inimmaginabili anche per chi è da tempo abituato a commentare le imprese di una classe di governo difficile da qualificare.
Che la marea dei poveri fosse in Italia in tumultuosa crescita era cosa conosciuta da chi si occupa professionalmente del fenomeno, anche se mascherata nel racconto pubblico da una buona dose di ottimismo a buon mercato.
FuturoRoberto Ciccarelli, Il Manifesto
2 dicembre 2017

Uno sviluppo senza espansione economica, una ripresa spinta dalla manifattura e dall’export senza ampliamento della base produttiva. Un paese dove i "poveri assoluti" sono aumentati del 165% rispetto al 2007 (sono 4,7 milioni), senza contare i "nuovi poveri", 8 milioni 465mila persone, pari a 2 milioni 734 mila famiglie, che lavorano precariamente, appartengono anche al ceto medio, e non vedono la fine del mese con un solo stipendio.

Ikea, il diritto non è solo affare di donne

Diritti-lavoroSilvia Niccolai, Il Manifesto
30 novembre 2017

Molti, anche esponenti politici, sostengono che una donna non dovrebbe essere discriminata in quanto madre, come sarebbe accaduto alla signora licenziata da Ikea qualche giorno fa.
È vero, ma dicendo questo non si coglie del tutto la posta in gioco.
25 novembre violenza donneAlessandra Pigliaru, Il Manifesto
24 novembre 2017

Diffusi ieri, i numeri dei femminicidi in Italia nei primi 10 mesi del 2017 confermano il drammatico dato dell'anno precedente. Sono 114 le donne uccise per mano maschile in Italia nel 2017, lo rende noto il quarto Studio Eures.
Dopo l'aumento del 5,6% tra il 2015 e il 2016, lo scorso anno vi è stata una concentrazione al nord del paese in cui risultano 78 femminicidi, corrispondenti a più della metà dei totali e con il 30% in più rispetto al 2015. Anche al centro Italia l'incremento è del 30% mentre al sud in diminuzione.

Ratko Mladic, quale futuro dopo la condanna?

Srebrenica 1995Daniele Archibugi*, Il Manifesto
23 novembre 2017

La sentenza fa emergere i fallimenti della comunità internazionale. Il primo: la maggior parte dei 83 condannati sono serbi, mentre molti dei crimini di croati e musulmano-bosniaci sono stati tralasciati, così come quelli della Nato. Il secondo:il territorio jugoslavo è oggi diviso proprio sulle linee ottenute grazie a quei crimini.

Italia-Europa, il disumano che è in noi

Migranti in LibiaTommaso Di Francesco, Il Manifesto
15 novembre 2017

"È disumana" la politica dell'Unione europea di assistere le autorità libiche nell’intercettare i migranti nel Mediterraneo e riconsegnarli nelle "terrificanti prigioni: lo denuncia l'Alto commissario Onu per i diritti umani Zeid Raad Al Hussein che accusa: "La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell'umanità",

Giulio Regeni e l'interesse nazionale

Salvadro DalìRiccardo Noury, Il Manifesto
14 novembre 2017

La "verità" di Alfano e al-Sisi. Se mai per le istituzioni italiane ne abbia fatto davvero e sinceramente parte, Giulio è uscito dall'interesse nazionale. Resta, e non è affatto poco, nell'interesse delle innumerevoli persone che chiedono verità. Non quella dei governi italiano e egiziano ma la verità storica e politica.
Armi Stati UnitiFabrizio Tonello, Il Manifesto
7 novembre 2017

Siamo alle statistiche: quello di domenica a Sutherland Springs è stato il peggiore massacro di civili nella storia del Texas, o ci furono più vittime nel 1966, quando all'Università del Texas ad Austin un cecchino salì su una terrazza e iniziò a sparare sugli studenti, facendo 15 morti e 31 feriti? E nella categoria "sparatorie in chiesa", la strage di domenica è più o meno grave di quella di Charleston, in South Carolina, nel 2015?

In mille pezzi il "Codice Minniti"

Migranti Rifugiati MinnitiAlessandro Dal Lago, Il Manifesto
5 novembre 2017

Minniti aveva dichiarato che con il codice di comportamento imposto alle navi di soccorso e gli accordi con i libici, "si cominciava a vedere la luce in fondo al tunnel". Quale luce e quale tunnel? La soluzione escogitata da Minniti l'Africano era semplice: scopare la questione dei migranti sotto il tappeto libico.
Migranti Isole ProfughiCarlo Lania, Il Manifesto
3 novembre 2017

Per i rifugiati siriani, iracheni e afghani le isole greche dell'Egeo sono ormai una prigione a cielo aperto. Le condizioni di vita nei campi di Chios, Samos, Kos, Lesbo e Leros – denunciano le organizzazioni umanitarie – sono oltre il limite della sopportazione e le persone, spesso intere famiglie, sono costrette a cercare da sole un rifugio dove ripararsi.

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