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IL MANIFESTO

Aspettando il 13 luglio

di Giorgio Salvetti, Il Manifesto
6 luglio 2012

Mina alla Diaz c'era. Adesso è emozionata. «Sono abbastanza soddisfatta anche se è stato un percorso lungo e molto duro per noi e anche se si tratta solo di un condanna a metà. Ormai dalla giustizia non ci aspettavamo più niente, non credevo che andasse così. Oggi è il momento di essere contenti. Ma settimana prossima c'è un altro processo importante».
Il 13 luglio, infatti, la Cassazione si pronuncerà ancora sui fatti del G8 di Genova.

LA GENEALOGIA FRAGILE DEI GIOVANI PADRI

di Matteo Bartocci

Doveva essere un'assemblea di donne e uomini e così è stato. Gli uomini hanno risposto in molti all'appello firmato da cinque donne pubblicato il 26 settembre sul manifesto. Tanto che qualcuna, più pratica di questo genere di appuntamenti, pensava di aver sbagliato stanza.

di Valerio Renzi, Il Manifesto
29 giugno 2012

«Devastazione e saccheggio», questo il reato per cui, 11 anni dopo il G8 genovese del 2001, 10 manifestanti rischiano di scontare 100 anni di carcere complessivi se il prossimo 13 luglio la Corte di Cassazione confermerà le condanne di secondo grado rendendole definitive.
100 anni di carcere sono tanti, troppi, per chi viene accusato di aver rotto una vetrina, rubato una bottiglia in un supermercato, o solo di essere presente mentre questi e altri atti venivano compiuti. Solo per essere presente?

QUANDO IL CORPO E' REATO

di Norma Rangeri, Il Manifesto
13 aprile 2012
 
Siamo arrivati a dover leggere in un dispaccio di agenzia "e la 'nera' non dovesse arretrare dalle sue posizioni...". La Nera è naturalmente la vicepresidente del senato Rosy Mauro, coinvolta nel malaffare che sta travolgendo i vertici della Lega. E se dalla prosa della cronaca transitiamo ai piani alti del giornalismo, ecco, con rinnovata passione lombrosiana, corsivisti e grandi firme affondare la penna non sul reato ma sul corpo, sfregiandolo (la badante, la strega, la terrona, mamma Ebbe, la virago), fino a insistere sulle sue mani rosse e nodose, come tocco finale di un rogo intellettuale. 

LA LIBERTA' FEMMINILE E IL DESIDERIO

di Sarantis Thanopulos, Il Manifesto
10 marzo 2012

La violenza maschile (spesso assassina) nei confronti delle donne è lontanissima da una sua auspicabile drastica riduzione, come i fatti quotidiani evidenziano. Nascosto dalla violenza esplicita si espande, come un tumore maligno, l'altrettanto distruttivo rigetto della femminilità, causa principale dell'incapacità di coinvolgimento emotivo profondo (in entrambi i sessi).

Diaz, quello che la Corte deve chiarire

di Livio Pepino, Il Manifesto
10 Giugno 2012

Genova 2001. Undici anni dopo i fatti, la Cassazione sta mettendo la parola fine - per quanto riguarda il versante giudiziario - all'accertamento dei gravissimi strappi della legalità intervenuti a margine del G8 di Genova del luglio 2001. Sintomo della lentezza del nostro sistema giudiziario ma anche delle difficoltà e degli ostacoli che hanno caratterizzato indagini e dibattimenti.

Padri senza futuro

di Sarantis Thanopulos, Il Manifesto
26 maggio 2012

Un uomo di 40 anni ha gettato dalla finestra la figlia di 14 mesi e il figlio di 4 anni. Subito dopo ha cercato di fare la stessa cosa con la moglie, che invocava disperatamente soccorso per i figli. Non ci è riuscito, per il sopraggiungere di alcuni vicini, e alla fine si è buttato giù suicidandosi. È accaduto dopo un litigio con la moglie per motivi economici. L'uomo era disoccupato e la famiglia si reggeva sul lavoro della moglie.
di Luisa Betti, Il Manifesto
15 gennaio 2012

Rosa López Díaz è una detenuta messicana che vive nel carcere San Cristóbal de las Casas, in Chiapas, con il suo secondo bambino, Leonardo di due anni, dopo aver perso il suo primo figlio, Natanael, nato malato per le torture subite. Lo scorso aprile ha scritto alle Madri antifasciste di Roma lanciando un appello accorato, una lettera straziante che sabato è stata riproposta al Museo storico della Liberazione di via Tasso, a Roma, durante il convegno “Prima le donne e i bambini - Maternità e infanzie negate dietro le sbarre”.

Le scuse di Manganelli e quelle mancate di De Gennaro

di Alessandro Mantovani, Il Manifesto
10 luglio 2012

Gianni De Gennaro ha perso l’ennesima occasione per chiedere scusa a chi fu bastonato, arrestato con prove false e  torturato al G8 di Genova. Il sottosegretario con delega ai servizi segreti resta al suo posto anche dopo la condanna, nel processo per la sanguinosa e truffaldina perquisizione alla Diaz, di alcuni dei suoi uomini migliori, protagonisti di pagine cruciali della lotta alla mafia come Francesco Gratteri e Gilberto Caldarozzi, che lasciano mestamente i loro incarichi mentre ci si allarma per la “decapitazione” della struttura investigativa della polizia.

ABBIAMO SBAGLIATO, DISCUTIAMONE

di Giuseppe De Marzo, Il Manifesto
21 ottobre 2011
 
Un'occasione unica. Il 15 ottobre sarà ricordato come la data in cui per la prima volta in tutto il mondo l'egemonia culturale della governance globale è stata incrinata. Le politiche messe in campo per risolvere la crisi sono ritenute inadeguate in ambienti molto più ampi del perimetro sul quale siamo abituati a ragionare. Si è consumato il divorzio tra modello di sviluppo capitalista e democrazia liberale, rendendo ancor più evidente l'incapacità culturale del modello dominante di riassorbire la crisi come in passato. Per continuare a creare plus valore il sistema capitalista è costretto a liquidare quei diritti che sono parte anche del patrimonio di valori di una democrazia liberale.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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