IL MANIFESTO

Diaz, quello che la Corte deve chiarire

di Livio Pepino, Il Manifesto
10 Giugno 2012

Genova 2001. Undici anni dopo i fatti, la Cassazione sta mettendo la parola fine - per quanto riguarda il versante giudiziario - all'accertamento dei gravissimi strappi della legalità intervenuti a margine del G8 di Genova del luglio 2001. Sintomo della lentezza del nostro sistema giudiziario ma anche delle difficoltà e degli ostacoli che hanno caratterizzato indagini e dibattimenti.

Padri senza futuro

di Sarantis Thanopulos, Il Manifesto
26 maggio 2012

Un uomo di 40 anni ha gettato dalla finestra la figlia di 14 mesi e il figlio di 4 anni. Subito dopo ha cercato di fare la stessa cosa con la moglie, che invocava disperatamente soccorso per i figli. Non ci è riuscito, per il sopraggiungere di alcuni vicini, e alla fine si è buttato giù suicidandosi. È accaduto dopo un litigio con la moglie per motivi economici. L'uomo era disoccupato e la famiglia si reggeva sul lavoro della moglie.
di Luisa Betti, Il Manifesto
15 gennaio 2012

Rosa López Díaz è una detenuta messicana che vive nel carcere San Cristóbal de las Casas, in Chiapas, con il suo secondo bambino, Leonardo di due anni, dopo aver perso il suo primo figlio, Natanael, nato malato per le torture subite. Lo scorso aprile ha scritto alle Madri antifasciste di Roma lanciando un appello accorato, una lettera straziante che sabato è stata riproposta al Museo storico della Liberazione di via Tasso, a Roma, durante il convegno “Prima le donne e i bambini - Maternità e infanzie negate dietro le sbarre”.

Le scuse di Manganelli e quelle mancate di De Gennaro

di Alessandro Mantovani, Il Manifesto
10 luglio 2012

Gianni De Gennaro ha perso l’ennesima occasione per chiedere scusa a chi fu bastonato, arrestato con prove false e  torturato al G8 di Genova. Il sottosegretario con delega ai servizi segreti resta al suo posto anche dopo la condanna, nel processo per la sanguinosa e truffaldina perquisizione alla Diaz, di alcuni dei suoi uomini migliori, protagonisti di pagine cruciali della lotta alla mafia come Francesco Gratteri e Gilberto Caldarozzi, che lasciano mestamente i loro incarichi mentre ci si allarma per la “decapitazione” della struttura investigativa della polizia.

ABBIAMO SBAGLIATO, DISCUTIAMONE

di Giuseppe De Marzo, Il Manifesto
21 ottobre 2011
 
Un'occasione unica. Il 15 ottobre sarà ricordato come la data in cui per la prima volta in tutto il mondo l'egemonia culturale della governance globale è stata incrinata. Le politiche messe in campo per risolvere la crisi sono ritenute inadeguate in ambienti molto più ampi del perimetro sul quale siamo abituati a ragionare. Si è consumato il divorzio tra modello di sviluppo capitalista e democrazia liberale, rendendo ancor più evidente l'incapacità culturale del modello dominante di riassorbire la crisi come in passato. Per continuare a creare plus valore il sistema capitalista è costretto a liquidare quei diritti che sono parte anche del patrimonio di valori di una democrazia liberale.

13 FEBBRAIO. PRIMA E DOPO

da Il Manifesto

Donne e uomini, sultani e complici. Un dossier

Che non fosse un sexgate, ma la catastrofe di un sistema politico basato sullo scambio sistematico fra sesso, potere e denaro era chiaro dall’inizio. Quando lo smascherò Veronica Lario, anzi prima, quando Sofia Ventura denunciò i metodi della cooptazione femminile in parlamento del suo partito, anzi ancora prima, quando fu insabbiata la prima inchiesta sulle veline; e dopo, quando Patrizia D’Addario aprì il sipario sulla prostituzione di regime.
Un dossier di analisi e interventi per ripercorrere due anni vissuti pericolosamente, senza cadere nelle trappole di destra e di sinistra sulla separazione fra pubblico e privato, fra perbene e permale, fra politica e morale, fra reato e peccato, fra le notti di Arcore e i giorni di palazzo Chigi.
Voci di donne sui fili invisibili che legano sessualità e potere, voci di uomini sulle complicità indicibili fra il sultano e i suoi sudditi.
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