IL SOLE 24 ORE

LA PILLOLA ABORTIVA RU486 ARRIVA IN ITALIA

il sole 24 ore
31 07 09

La decisione tanto attesa è arrivata nella notte dopo una riunione fiume del consiglio di amministrazione dell'Agenzia italiana del farmaco. La Ru486 sarà commercializzata anche nel nostro paese, così come avviene nella maggioranza dei paesi europei. Il CdA dell'Agenzia del Farmaco (Aifa) ne ha autorizzato l'immissione in commercio con quattro voti a favore e uno contrario. Il farmaco, già utilizzato in altri paesi europei, potrà essere impiegato solo in ospedale ed entro il 49/o giorno di gravidanza. Oltre questo termine aumentano infatti le complicanze rispetto all'aborto chirurgico.
Il CdA dell'Aifa si è avvalso dei pareri del Consiglio superiore di Sanità e ha raccomandato ai medici «la scrupolosa osservanza della legge». La decisione, ha voluto sottolineare l'Aifa in una nota, «rispecchia il compito di tutela della salute del cittadino che deve essere posto al di sopra e al di là delle convinzioni personali di ognuno pur essendo tutte meritevoli di rispetto».
Già nel pomeriggio di ieri, il possibile via libera alla pillola aveva innescato una netta reazione del Vaticano, che aveva parlato di «veleno letale» e di «delitto» che comporta «la scomunica» della chiesa per chi la usa, la prescrive o partecipa a qualsiasi titolo «all'iter».
«Non sono stati chiariti alcuni punti oscuri del metodo relativi alla sicurezza nell'utilizzo» della Ru486: è il primo commento del sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, la quale chiede «chiarezza» all'Aifa. «Come ministero - aggiunge - dobbiamo garantire la compatibilità con la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza e dobbiamo garantire la sicurezza delle donne».

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/07/pillola-abortiva-commercio.shtml?uuid=4c37686c-7d9a-11de-8f39-498e54438b53&DocRulesView=Libero

Il sole 24ore
20 07 09

di Patrizia Maciocchi


Compie violenza privata il marito che minaccia di morte la moglie per farla tornare con lui. La Corte di Cassazione, con la sentenza 707 di oggi, alza il livello di prevenzione della violenza domestica, accordando una tutela penale rafforzata alle donne oggetto di aggressioni verbali, da parte dell'ex sposo, finalizzate al "ricongiungimento" della coppia. ?Per il testo integrale della sentenza si veda il sito di Guida al diritto www.guidaaldiritto.ilsole24ore.com ??Espressioni del tipo: «se entro tre giorni non torni con me io ti ammazzo, incendierò i camion di tuo padre, se vengo sopra ti spacco la porta e faccio un macello», come quella contenuta nel procedimento esaminato dai giudici di piazza Cavour non integrano il reato della semplice minaccia ma quello di violenza privata, anche se solo tentata. La vicenda su cui si è espressa la Cassazione riguardava la decisione di un giudice di pace che aveva dichiarato il non luogo a procedere - per la mancata comparizione in udienza della vittima - nei confronti di un ex marito che cercava di far cambiare idea alla moglie sulla fine del matrimonio con mezzi non proprio legittimi. ??La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione del Giudice di pace per errata applicazione della legge penale. La Corte di secondo grado – con una lettura in linea con la Cassazione - aveva, infatti, sostenuto che le espressioni dell'uomo non dovevano essere considerate una minaccia ma una violenza privata, reato ben più grave e perseguibile d'ufficio. Considerazione che automaticamente sposta la competenza del processo dal giudice di pace al tribunale ordinario.??La Cassazione non manca di spiegare la differenza tra le due fattispecie criminose. Mentre nella minaccia il pericolo è generico, nella violenza privata l'intimidazione è precisa e finalizzata a costringere qualcuno a fare o a non fare un determinato atto «con evento non di pericolo ma di danno, rappresentato dal comportamento coartato del soggetto passivo dipendente dall'atto di intimidazione (o di violenza) subito». Il giro di vite della Corte di Cassazione può risultare un utile strumento in un'azione di contrasto del fenomeno delle violenza domestica che riguarda in Italia circa tre milioni di donne.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/07/cassazione-minacce-violenza-privata-moglie.shtml?uuid=d1483f4c-7546-11de-9d99-54433044c7f1&DocRulesView=Libero
 

17 07 09

di Carlo Marroni

Enrinque Morones è il fondatore dei Border Angels. L'organizzazione, attiva in Arizona, tra le sue attività per assistere i messicani che tentano di scavalcare il muro di separazione, piazza una gran quantità di taniche d'acqua qua e là nel deserto per placare la sete dei clandestini. Per loro, per tutti quelli che si nascondono, i preti dell'organizzazione celebrano la messa nel canyon. Uno dei tanti segni della vicinanza della Chiesa cattolica ai migranti. Una battaglia, quella dei cattolici, ormai combattuta a livello planetario verso i governi occidentali che contrastano o comunque non favoriscono – anche legittimamente - condizioni umane per chi cerca di scappare dalla miseria o dalle guerre, vittime il più delle volte di sfruttamento. Anche il Papa lo ha ribadito nei giorni scorsi, e quotidianamente cardinali, vescovi e preti, lanciano accuse e nel stesso tempo lavorano sul campo. Quello degli immigrati è un valore ormai assurto a ‘non negoziabile' per la Chiesa, quasi quanto famiglia e vita. E ora la Chiesa, quella ufficiale, è scesa in campo anche nelle comunicazioni. Alti esponenti della Curia vaticana, infatti, sono tra gli autori de ‘La valigia con lo spago', inchiesta-denuncia in quattro puntate che va in onda su Rai Uno ogni lunedì sera nel corso del mese di luglio. Un documentario molto duro che mette a nudo i governi occidentali – compreso quello italiano – dove si parla di tratta di schiavi, prostituzione, caporalato, criminalità, terrorismo islamico, mafia cinese. Il segretario della Congregazione per il Clero, l'arcivescovo Mauro Piacenza, ha supervisionato il lavoro, con la collaborazione del teologo Nicola Bux e del missionario Massimo Cenci, mentre i testi e la regia sono di Luca De Mata, direttore dell'agenzia Fides della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli. L'inchiesta spazia in tutto il mondo, Argentina, Moldavia, Slovacchia, Francia, Inghilterra, Spagna, Italia, Stati Uniti, Canada, Thailandia, dove il dramma dei migranti è differente, ma alla fine profondamente uguale. Si passa in America, "in cui il sogno americano non esiste più, nonostante ogni anno migliaia di persone cerchino di varcare il deserto tra Messico e Stati Uniti", dicono gli autori, ed in questo viaggio trovano, per la maggior parte, la morte. Come Lucrezia, che ha dato la poca acqua da bere ai suoi figli, Jesus e Nora, e li ha salvati dalla morte che, invece, ha colpito lei. In Moldavia il problema più grande è il numero di bambini abbandonati, circa 900 mila all'anno, da genitori che partono e che non tornano, o a causa della vergogna, o perché vittime della criminalità. Soprattutto le donne, di ogni paese, purché giovani e belle, sono soggette alla macchia della tratta. Dice la voce narrante fuori campo: "Non entreremo da porte nascoste da dove le porte che non si vogliono vedere, che non vogliamo vedere. Le nostre 4 mura sono certezza. Siamo andati là dove non si arriva, dove finora dove nessuna era andato, nel fondo del profondo".


http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/07/immigrati-valore-non-negoziabile.shtml?uuid=940ee2a0-72a0-11de-8e91-a57e421b143c&DocRulesView=Libero
 


16 LUGLIO 2009


Un'Italia spaccata in due, con un Centro-Nord che attira i flussi migratori e li smista al suo interno e un Sud che espelle giovani e manodopera per rimpiazzarli con pensionati, e stranieri. È l'immagine che emerge dal Rapporto Svimez 2009, l'associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno.

Un dato spicca su tutti: tra il 1997 e il 2008 circa 700mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno. E, lo scorso anno, le regioni meridionali hanno perso oltre 122mila residenti a favore di quelle del Centro-Nord, a fronte di un rientro di circa 60mila persone. E, oltre l'87% delle partenze, ha origine in tre regioni: Campania, Puglia, Sicilia. L'emorragia più forte è in Campania (-25mila), seguita dalla Puglia (-12,2mila) e dalla Sicilia (-11,6 mila). ??In particolare, cresce fortemente il numero dei laureati "eccellenti" che decide di lasciare il Sud: nel 2004 partiva il 25% dei laureati meridionali con il massimo dei voti; tre anni più tardi la percentuale è balzata a quasi il 38%.

Per i giovani in possesso di laurea il Centro-Nord rapprensenta un'opportunità per guadagnare di più, anche se i contratti sono meno stabili rispetto a quelli che riesce a ottenere chi rimane. Esiste poi una fetta consistente di popolazione che, pur essendo residente nel Mezzogiorno, lavora altrove. Nel 2008, secondo quanto emerge dal Rapporto, i pendolari di «lungo raggio» sono stati 173mila, 23mila in più del 2007 (+15,3%). Si tratta di giovani con un livello di studio medio-alto: l'80% ha meno di 45 anni, quasi il 50% svolge professioni di livello elevato e il 24% è laureato. Sono persone che, vivendo al Sud e lavorando al Centro-Nord o all'estero, rientrano a casa nel weekend o un paio di volte al mese.

Lombardia, l'Emilia Romagna e il Lazio sono le regioni maggiormente riescono ad attrarre i pendolari. Cresce anche il fenomeno dei lavoratori che, dal Mezzogiorno, si spostano verso altre province meridionali: erano 60mila nel 2008, contro i 24mila del 2007. ?Con la crisi, però, molti pendolari sono stati costretti a tornare a casa: se il movimento dal Sud verso il Nord è cresciuto nei primi sei mesi del 2008, con il peggioramento della situazione economica, 20mila persone sono rientrare al Sud, soprattutto donne. ??Ed è proprio il Mezzogiorno a soffrire particolarmente della recessione e di un gap di sviluppo che ormai si protrae da anni.

Secondo quanto emerge dal Rapporto, il Pil delle regioni meridionali nel 2008 è crollato a -1,1%, segnando un dato peggiore della media nazionale (-1%) e del Centro-nord (-1%). Quella che emerge è la fotografia di un Sud «in recessione, colpito particolarmente dalla crisi nel settore industriale» e che «da 7 anni consecutivi cresce meno del Centro-nord, cosa mai avvenuta dal dopoguerra a oggi». In particolare, la Campania ha avuto una diminuzione del Pil particolarmente elevata (-2,8%), mentre per le altre regioni meridionali le perdite sono state più contenute: la meno colpita dalla crisi è la Puglia (-0,2%). ??Il Pil per abitante è pari a 17.971 euro, il 59% del Centro-nord (30.681 euro), «con una riduzione però del divario di oltre 2 punti percentuali dal 2000, dovuta solo alla riduzione relativa della popolazione». ??Un altro indicatore, poi, «rende l'idea della situazione stagnante: nel 1951 nel Mezzogiorno veniva prodotto il 23,9% del Pil nazionale. Sessant'anni dopo, nel 2008, la quota è rimasta sostanzialmente immutata (23,8%). Dal 1951 al 2008 il Sud è cresciuto circa agli stessi ritmi del Centro-nord, ma non è riuscito e non riesce a recuperare il gap di sviluppo».

?A livello settoriale, spiega il rapporto, «l'agricoltura meridionale ha tenuto molto più di industria e servizi e ha invertito il trend negativo iniziato nel 2005». In particolare, molto positiva è stata la performance della Basilicata, con una crescita del Pil nel 2008 rispetto al 2007 del 24%. A fare le spese maggiori della crisi è stata l'industria, con un calo del Pil nel 2008 del 3,8%, mentre le produzioni manifatturiere hanno segnato un calo di oltre il 6%. Perdita più contenuta, invece, nel settore dei servizi, dove, dopo 4 anni di forte crescita, nel 2008 il Pil è sceso dello 0,3%, con un calo quasi del 3% nel comparto del commercio.

Il quadro, conclude lo Svimez, «diventa sconsolante se confrontato con le dinamiche economiche degli altri Paesi europei». In dieci anni, dal 1995 al 2005, le regioni meridionali sono sprofondate nella classifica europea, situandosi in posizioni comprese tra la 165esima e la 200esima su un totale di 208. Un processo «in decisa controtendenza con le altre aree deboli Ue, che sono cresciute mediamente del 3% annuo dal 1999 al 2005, mentre il Sud si è fermato a +0,3%».

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/07/rapporto-svimez-emigrati-sud.shtml?uuid=05c2a0d0-71f7-11de-92dd-89cda6061e6a&DocRulesView=Libero

OK ALLA TERZA DELLE 3 FIDUCIE SUL DDL SICUREZZA

di Nicoletta Cottone

Con 161 si, 124 no, 2 astenuti il governo ha incassato la terza fiducia, dopo le due di ieri, al ddl sicurezza. Dopo le dichiarazioni di voto è previsto verso le 12,45 il voto finale sul provvedimento che diventa legge dello?Stato. L'aula del Senato ieri ha dato il via libera alle prime due fiducie poste sul ddl sicurezza. La fiducia posta sull'articolo 2 del disegno di legge è stata incassata dal Governo con 162 voti favorevoli, 127 contrari e 4 astenuti, mentre il via libera alla fiducia sul primo articolo è giunto con 164 sì, 124 no e 3 astenuti. Il voto di fiducia sul terzo e ultimo articolo si terrà questa mattina (giovedì) alle 9,30, mentre intorno alle 13 è previsto il voto finale. Sul ddl sicurezza, infatti, il Governo ha posto un tris di fiducie, come è già avvenuto il 13 maggio alla Camera, quando le norme del disegno di legge sicurezza erano state oggetto di tre questioni di fiducia. Il conto delle questioni di fiducia poste dal governo Berlusconi IV arriva così a 22. Ecco, in sintesi, le principali novità, che potranno essere approfondite consultando gli abc sul sito, divisi in base ai 3 articoli che costituiscono il provvedimento, dedicati al contrasto all'immigrazione clandestina, alla lotta alla criminalità organizzata e al pacchetto sicurezza pubblica. ??Per contrastare l'immigrazione clandestina, permesso di soggiorno a punti e introduzione del reatò di clandestinità. Permesso a punti per gli immigrati, contributo per ottenere il titolo di soggiorno, introduzione del reato di clandestinità, sono alcune delle misure di contrasto all'immigrazione clandestina raggruppate nel primo articolo del ddl sicurezza, introdotto dal primo maxiemendamento del governo, diviso in 32 commi e 4 tabelle. Arriva un contributo di 200 euro per la richiesta di cittadinanza da parte di stranieri, mentre per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno è previsto un contributo da un minimo di 80 a un massimo di 200 euro. Prevista una stretta sui matrimoni di comodo e sul money transfer. Istituito un accordo di integrazione, che il cittadino straniero deve obbligatoriamente sottoscrivere per il rilascio del permesso di soggiorno. È una sorta di "patente a punti" per l'immigrato, racchiusa nell'accordo di integrazione: ci sono dei crediti, conseguibili nell'arco di validità del titolo di soggiorno richiesto. La perdita dei crediti comporta la revoca del titolo di soggiorno. Rischia, poi, da 3 a 6 mesi di reclusione chiunque per trarne ingiusto profitto, affitti un immobile a uno straniero senza permesso di soggiorno.??Escluso dagli appalti chi non denuncia l'estorsione. Escluse dalle gare d'appalto le vittime di concussione o estorsione aggravata che non denuncino i fatti all'autorità giudiziaria, a meno che ricorra lo stato di necessità o di legittima difesa. Giro di vite sul cosiddetto 41-bis, il regime carcerario speciale per detenuti per reati di particolare allarme sociale. Sono le principali novità contenute nell'articolo 2 del ddl sicurezza, dedicato alla lotta alla criminalità organizzata. Sul fronte della stretta al 41-bis si restringono a uno al mese i colloqui possibili, che dovranno essere sempre sottoposti a controllo auditivo, a registrazione e videoregistrazione. La permanenza all'aperto per chi è dietro le sbarre in regime speciale sarà in gruppi non superiori a 4 persone, per non più di 2 ore al giorno. Dovrà essere assicurata l'assoluta impossibilità di comunicare tra detenuti. Nuove disposizioni, poi, sui beni confiscati alla mafia e in tema di conservazione di beni sequestrati. Stretta ai benefici per i superstiti della criminalità organizzata: si potrà accedere agli aiuti pubblici solo se non ci sono rapporti di matrimonio, di convivenza, di parentela o di affinità entro il quarto grado con indagati o condannati per associazione a delinquere, mafiose, per tratta di persone, sequestro di persone a scopo di estorsione, traffico di stupefacenti o contrabbando. Modifiche anche alla normativa di scioglimento dei consigli comunali e provinciali in odore di mafia.??Arriva una stretta sulle patenti, accanto alle ronde in città. Ronde, spray al peperoncino, stretta sulle patenti. Sono molte le novità contenute nel pacchetto sicurezza pubblica, raggruppato nei 66 commi che costituiscono l'articolo 3 del provvedimento, introdotto dal terzo maxiemendamento del governo nel ddl sicurezza. Oltre all'arrivo delle ronde, viene introdotto nell'ordinamento il delitto di "Impiego di minori nell'accattonaggio", punito con la reclusione fino a 3 anni e la decadenza della patria potestà del genitore. Istituito un registro nazionale per le persone senza fissa dimora. Carcere da 3 mesi a un anno e multe da mille a 3mila euro per i writers che danneggiano il patrimonio storico-artistico. Mano pesante anche con chi sporca le strade gettando rifiuti dai finestrini delle auto: si rischiano da 500 a mille euro di sanzione. Sarà autorizzato l'uso dello spray al peperoncino a scopo di autodifesa. Viene introdotto un nuovo illecito amministrativo, punito con una sanzione fino a mille euro, per la vendita ai minori di bombolette spray con vernici non biodegradabili. I buttafuori dei locali di intrattenimento dovranno obbligatoriamente essere iscritti in un elenco ad hoc tenuto dal prefetto e non potranno usare armi o oggetti "atti a offendere". Stretta anche sulle patenti per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti. Attenzione ai requisiti morali per il rilascio della patente. Arrivano nuovi poteri per i sindaci in materia di occupazione abusiva di suolo pubblico. Sono state introdotte aggravanti per furti e rapine se il malcapitato è colpito sui mezzi pubblici, all'uscita di istituti di credito o uffici postali, ai bancomat.
2 LUGLIO 2009


http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/07/ddl-sicurezza-senato-fiducia.shtml?uuid=92307116-6651-11de-ba89-a7e6967b40ec&DocRulesView=Libero



di Boris Sollazzo
 

Ci sono capolavori che perdono il loro significato originario, che appaiono superati e anacronistici. Altri invece che hanno in se la profezia di una Storia che si ripete, peggiorandosi, come Persepolis. Fumetto e film, sono figli di Marjane Satrapi, una quarantenne iraniana arrabbiata e geniale, una donna che ha saputo mettere nero su bianco un'insieme di nuvole parlanti (in bianco e nero) che attraverso la sua vita e i suoi drammi personali ci raccontassero l'assurdità del conflitto di civiltà e culture, la violenza del regime iraniano in tutte le sue forme.

La sua graphic novel autobiografica (edita da Lizard in Francia e Sperling e Kupfer, in due volumi, in Italia) rappresenta la linea d'ombra di un genere, di una generazione e di un paese. Di una rivoluzione culturale che doveva essere utopia realizzata ed è divenuta una cappa di fondamentalismo e maschilismo da cui Marjane è stata costretta dai genitori- figure umane, eroiche e tragiche- a scappare. Trovando l'ignoranza e l'ottusità religiosa, politica e culturale anche nei pregiudizi europei. Lei li affronta con pathos, umorismo, sensibilità e durezza. Con gli occhi di chi ha visto tutto ma non ha smesso di sperare. Gli occhi di Marjane, sono quelli di Neda (la ragazza simbolo uccisa a Teheran durante le manifestazioni): che, morta in quello sguardo straziante mostra un'incredulità atroce.

Persepolis ha vinto un premio importante due anni fa a Cannes, è uscito un anno e mezzo fa in Italia (proprio mentre sfiorava l'Oscar), ma ci parla più di allora. Lo sa anche la Bim di Valerio De Paolis che a Milano (all'Anteo da mercoledì), ma anche a Roma e Torino (rispettivamente al Fiamma e all'Eliseo da venerdì) prepara una nuova uscita speciale della pellicola. Un cartellone cinematografico quello entrante, che vive delle coincidenze e corto circuiti che solo l'arte sa regalare. Non c'è solo Persepolis, ma anche Crossing over, opera di Wayne Kramer con Harrison Ford e Ashley Judd con cui si racconta l'odissea tutta americana dell'immigrazione clandestina, della naturalizzazione, della green card. Di un filo-khomeinista che aveva troppi amici nelle regie stanze dello Scià e che è fuggito con la famiglia in un paese che adula e disprezza. Ancora Iran, ancora la teocrazia che distorce vite, una cultura straordinaria, la voglia di vivere di un popolo.

Per non parlare del film che proietterà la ricca seconda edizione del Festival Senza Frontiere (1-3 luglio, Casa del Cinema, Roma http://www.withoutbordersfilm.org), Head Wind, documentario sul peso insostenibile della censura in Iran, al centro anche di uno dei film più apprezzati a Cannes: Nobody knows about Persian cats. O ancora Penalty, applauditissimo all'ultimo Taormina Film Fest. E quattro di questi cinque film, quelli di finzione, ci parlano di donne, ragazze (nell'ordine: una giovane intellettuale, un'anticonformista disinibita e bellissima, una musicista, persino delle tifose di calcio!) che trovano l'energia lì dove gli uomini provano solo oldrassegnazione o disperazione. L'Eye of the tiger di Rocky che Marjane canta nel fumetto (le sue strisce sono presenti da anni sulla rivista settimanale "Internazionale") e che nel film fa stonare a Chiara Mastroianni, segno che la rivoluzione nasce lì dove la restaurazione si accanisce: sulle donne.

E si annida nel cinema, nelle arti visive: è un caso forse che a Bruxelles hanno parlato e protestato Marjane Satrapi e il regista Moshen Makhmalbaf, addirittura portavoce del candidato opposto al regime Mousavi? Lui padre di Samira, e femminista da tempi non sospetti, e lei, coraggiosa combattente contro gli opposti fondamentalismi religiosi (anche quelli cristiani e occidentali: le gerarchie ecclesiastiche sono accomunate nell'ottusa violenza fisica e morale nei suoi fumetti, e non ha mai avuto paura di segnalare gli attacchi alla donna e al suo corpo anche nella "civile" Europa). Loro hanno sostenuto che sono stati ignorati 19 milioni di voti, per i brogli.

Ed è Marjane, che ora è una Cassandra addolorata, a fare fatica a parlare, a non rilasciare interviste da una settimana, o quasi, da quando ha chiamato le ultime elezioni, "un colpo di stato". Perché Neda è lo specchio della sua lotta, perché se fosse rimasta nel paese che ama e che odia- "sono straniera ovunque, è la mia fortuna e la mia condanna"- quegli occhi potrebbero essere i suoi. Le donne cambieranno l'Iran e il mondo. Ma quanti sguardi di quel tipo, quanti eye of the tiger, quante Neda dovremo sopportare?
24 giugno 2009

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2009/06/persepolis-donne-sullorlo-di-una-crisi-politica-religiosa.shtml?uuid=3a87929a-60c6-11de-a5e7-8d5dfa71def3&DocRulesView=Libero

 
di Boris Sollazzo

Ci vuole classe, eleganza e talento per essere Fanny Ardant. Un'attrice che ha paesi, critici e pubblici in molte latitudini diverse. Solo in Italia si è fatto apprezzare da registi come Ettore Scola, Paolo Sorrentino, Vincenzo Marra, attori come Marcello Mastroianni, cineasti come Truffaut. Una carriera pluridecennale in cui ha incantato con le sue performance attoriali e raccogliendo sempre nuove e più difficili sfide, non scendendo a compromessi, dicendo sempre quello che pensa (anche troppo, come ricorderanno molti: nel 2007 fu quasi "espulsa" dalla Mostra di Venezia per malintese dichiarazioni su Renato Curcio e Br). Ora, splendida signora del cinema, affronta la regia, con Cenere e sangue, storia di una faida familiare transilvana diretta e scritta da questa donna che al suo esordio dietro la macchina da presa chiude il Festival di Cannes e dà una lezione di cinema pubblica al Taormina Film Fest 2009 diretto da Deborah Young, in uno splendido dialogo con Hugh Hudson. Noi la incontriamo subito dopo, per una lunga chiacchierata in un bell'italiano.??Una location e una storia lontana da lei per il suo primo film. Ma nella protagonista c'è molto di lei ?Non ho raccontato la mia storia, ma attraverso questa donna interpretata da Ronit Elkabetz ho detto molto di me. Ho anche pensato a interpretarla io, ma a dir la verità volevo fare tutti i miei personaggi! D'altronde credo che proprio attraverso una storia a te straniera riesci a scoprirti meglio. Questa donna allegra e tragica, forte e sensibile mi è vicina, lo ammetto, anche nel suo essere libera e nel non abbassare la testa, senza essere necessariamente una passionaria.??Libera e indipendente. Un film femminista, ma lei rifiuta questa definizione ?Gli uomini e le donne per me sono uguali, odio le generalizzazioni, ognuno combatte la propria lotta individuale, non sono così presuntuosa da pensare di educare le altre. Nella mia generazione sembrava che una donna dovesse per forza lavorare e io mi chiedevo perché: libertà è anche rimanere a casa coi figli, se si vuole e si può. Nel mio film ho voluto usare le donne come archetipi e gli uomini come personaggi più contraddittori e complessi, rendendo loro giustizia, perché negli ultimi anni mi è sembrato siano stati "maltrattati" dalla narrazione visiva e non. Forse non sono femminista perché sono cresciuta in una famiglia maschile, con un nonno, un padre, fratelli e cugini straordinari.??Ma perché raccontare una faida così primitiva? ?Perché si racconta spesso di vendetta e violenza, dimenticandosi che il perdono è più importante della giustizia. E non parlo del perdono cattolico, ma di qualcosa di ancora più profondo, la mia ispirazione è stata la tragedia greca, lo Shakespeare di Romeo e Giulietta, tutti quei racconti in cui esiste il peso del passato, della società, delle tradizioni. E in cui è il sangue a redimere e risolvere, e ripeto che la religione non c'entra nulla. ??Dopo questa bella e dura esperienza da regista, si è pentita di qualche suo sfogo sul set? ?Non mi sono pentita di nulla, io sono sempre stata molto disponibile con i registi, mi sono sempre buttata nelle sfide che mi offrivano, persino nei loro capricci, per poter vivere il privilegio di questo lavoro. Ho capito però che per quanto tu possa scrivere, dirigere, pensare un film, la magia di vederlo realizzato nei visi e nelle voci degli attori è insuperabile. Senza, tutto rimane materiale sterile.??E i suoi maestri? ?Sergio Leone, l'ho sempre adorato, la scena della stazione in Transilvania è un omaggio a lui. Poi anche molti russi. E tutto ciò che nella mia lunga carriera, di attrice e spettatrice, si è sedimentato in me. ??E ora? ?Un film con un'esordiente, venerdì prossimo a Napoli, in teatro, con Musical. E solo se verrà la storia e il desiderio, un secondo film da regista.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2009/06/fanny-ardant-taorminafilmfest.shtml?uuid=5214dc76-5db8-11de-9015-e6f3fd6e1daf&DocRulesView=Libero


Tutela giuridica, protezione dei figli delle vittime, indennizzi per le spese sostenute nei procedimenti legali e formazione adeguata per poliziotti, magistrati e medici. Sono queste le misure indicate nella Risoluzione contro la violenza domestica, adottata venerdì 19 giugno a Tromso in Norvegia, dai 47 ministri della Giustizia.

Un documento, che traccia la strada per la Convenzione del 2010 e arriva dopo la recente sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo contro la Turchia in cui i giudici hanno stabilito che il ''non intervento di uno Stato per fermare la violenza domestica equivale a una discriminazione nei confronti delle donne''. Tre le azioni fondamentali che le autorità interne devono mettere in atto, per contrastare un fenomeno che riguarda circa ottanta milioni di donne europee e poco meno di tre milioni italiane. Oltre a un luogo sicuro dove venga garantita un'assistenza appropriata alla vittima è necessario prevedere una formazione specifica per tutti i professionisti, giudici, membri delle forze dell'ordine, medici e operatori sociali, che entrano in contatto con chi ha subito e commesso violenza domestica. In ultimo i Guardasigilli riconoscono che è necessario «non solo condannare e punire chi commette violenza domestica, ma anche offrire ai responsabili di seri e ripetuti atti di violenza domestica un trattamento che miri a prevenire il rischio di recidiva»'. Un importante passo avanti in vista della Convenzione del 2010 che riguarderà anche la tutela degli altri soggetti deboli della famiglia: bambini e anziani.
19 giugno 2009

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/06/tutela-giuridica-protezione-figli.shtml?uuid=3f0431ec-5ce4-11de-903e-f38e88e3a6c6&DocRulesView=Libero

 

Sale al 9,2% disoccupazione in aprile nell'Eurozona, livello più alto dal 1999. Rispetto a marzo il numero dei disoccupati é aumentato di 556mila nella Ue e di 396mila nell'eurozona. Rispetto a aprile 2008 ci sono 4,653 milioni di disoccupati in più, tre milioni centomila in più nell'eurozona. Tra aprile 2008 e aprile 2009 la disoccupazione tra i maschi é aumentata dal 6,6% all'8,9% nell'eurozona e dal 6,3% all'8,6% nella Ue; la disoccupazione femminile é passata dall'8,2% al 9,4% e da 7,3% a 8,5%. Tasso di disoccupazione tra i giovani sotto i 25 anni 18,5% e 18,7%; nell'aprile 2008 era al 14,7% nelle due zone. Nell'aprile 2009 il tasso di disoccupazione negli Usa era all'8,9% e in Giappone al 4,9%. Non sono disponibili i dati italiani (nel quarto trimestre 2008 disoccupazione al 6,9%).

2 giugno 2009

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/06/disoccupazione_record-europa_lavoro.shtml?uuid=bd61c210-4f57-11de-96a7-75feceab721d&DocRulesView=Libero

di Elysa Razzino
«Cade la maschera del clown»: così il quotidiano londinese The Times titola un duro editoriale che attacca il premier italiano Silvio Berlusconi, chiamandolo a «rispondere alle accuse di essere un donnaiolo e alle domande sulla condotta inappropriata». Il Noemi-gate è sempre sotto i riflettori dei media esteri e in qualche caso assume i toni della sfida. «Berlusconi non può tenere imbrigliata la stampa straniera», titola oggi un commento dell'Independent. L'attenzione sulla vicenda è alta sui siti inglesi, francesi, spagnoli e americani.

«La qualità del governo non è una questione privata», scrive il Times nel sommario dell'editoriale pubblicato anche sul sito del quotidiano londinese. «L'aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi – comincia l'articolo - non è che è un pagliaccio sciovinista. Né che corre dietro a donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro posti di lavoro come modelle, assistenti o perfino, assurdamente, come candidate al Parlamento europeo». «Ciò che è più scioccante è il completo disprezzo con cui egli tratta l'opinione pubblica italiana».

«Il senile dongiovanni può trovare divertente, o forse anche ardito, agire da playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare commenti che molte donne troverebbero grottescamente inappropriati». Il Times concede che Berlusconi non è il solo la cui condotta è inadatta alla sua carica. «Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare legami che come minimo suscitano dubbi, la maschera del clown scivola giù. Egli minaccia quei giornali e le stazioni televisive che controlla, invoca la legge per proteggere la propria privacy, pronuncia dichiarazioni evasive e contraddittorie, e poi melodrammaticamente promette di dimettersi se fosse colto a mentire».

«La vita privata di Berlusconi è, ovviamente, privata», continua il Times. Ma, aggiunge, «come si è reso conto Bill Clinton, scandali e alti incarichi pubblici non vanno d'accordo». Il quotidiano britannico respinge come «insensato e condiscendente» il ragionamento di chi dice che l'Italia non è l'America, che l'etica puritana degli Stati Uniti non ha mai dominato la vita pubblica italiana e che pochi italiani si scandalizzano davanti ai donnaioli. «Gli italiani comprendono bene quanto gli americani cosa è accettabile e cosa non lo è. E, come gli americani, giudicano spregevole il cover-up», ovvero l'occultamento.

Secondo il Times, pochi media in Italia sono in grado di esprimere questo punto di vista senza timore di un castigo e rende merito a La Repubblica per avere continuamente sollevato domande al primo ministro sulla sua relazione con Noemi Letizia. «Alla maggior parte di queste domande, sulle labbra di ogni italiano sconcertato, non ci sono state risposte soddisfacenti».

E' uno scandalo che riguarda non solo gli italiani ma anche gli stranieri, afferma in conclusione il Times. «Qualcuno potrebbe dire che tutto ciò non riguarda i forestieri. Ma gli elettori italiani, alla vigilia delle elezioni europee, dovrebbero riflettere sul modo in cui è guidato il loro governo, sui candidati considerati adatti per Strasburgo e sul livello di sincerità del premier durante la crisi economica e politica. E la faccenda riguarda anche altri». «L'Italia ospita quest'anno il summit del G8», dove si svolgeranno importanti discussioni: «I Paesi occidentali chiederanno maggiore cooperazione nella lotta al terrorismo e al crimine internazionale. Berlusconi si considera amico di Vladimir Putin. Il suo paese è un importante membro della Nato. Fa parte anche dell'Eurozona, che è messa alla prova dalla crisi finanziaria globale. Non sono soltanto gli elettori italiani a domandarsi cosa sta succedendo. Se lo chiedono anche i perplessi alleati dell'Italia».

Un altro commento sul Times, firmato da Rosemary Righter, osserva che uno scandalo del genere distruggerebbe la maggior parte degli uomini politici, anche in Italia. Ma Berlusconi «sopravvive» come il libertino capace di parlare con la gente. Sul sito del Times c'è anche una corrispondenza dall'Italia, intitolata «Berlusconi blocca la pubblicazione di foto di ragazze in bikini».

Il Financial Times, che la scorsa settimana aveva definito Berlusconi un pericolo per l'Italia, oggi fa notare che l'ondata di pettegolezzi su Berlusconi lascia indietro le cattive notizie sull'economia italiana, distogliendo l'attenzione degli italiani. L'Independent, in un commento di James Waltson, afferma che Berlusconi vorrebbe controllare i media italiani, e in larga misura lo fa. «Ma ha cercato di mettere la briglia anche alla stampa straniera e lo ha trovato più difficile». «Non può sopportare di perdere la faccia e molti dei suoi sostenitori non gli perdonerebbero di avere fatto apparire l'Italia stupida o, peggio, losca».

La ben organizzata finale della Champions League a Roma, la Fiat salvatrice dell'industria automobilistica europea, il soccorso ben coordinato dopo il terremoto in Abruzzo, «tutto ciò passa in secondo piano rispetto agli amoreggiamenti del Primo ministro con una diciassettenne». L'Independent nota che i lettori britannici saranno sorpresi di sapere che Financial Times, Times e Economist «sono boccaloni della sinistra». E conclude: «Berlusconi sta scoprendo che non può manipolare la stampa straniera allo stesso modo di quella nazionale». In un altro articolo, l'Independent scrive: «Saramago contro Silvio: il premio Nobel attacca Berlusconi», dopo che la casa editrice Mondadori si è rifiutata di pubblicare il suo ultimo libro. L'attacco del premio Nobel è in evidenza anche su El Pais, che pubblica anche due corrispondenze dall'Italia: «Artisti e ballerine sull'aereo ufficiale» e «Lo scandalo delle foto private scuote la campagna di Berlusconi». Nella stampa francese, la vicenda è sulla homepage di vari siti. Le Figaro titola: «Berlusconi ottiene il sequestro delle foto rubate». Il Nouvel Observateur: «Berlusconi denuncia una campagna di calunnie». France Soir se ne occupa sull'edizione online e scrive che lo scandalo diventa sempre più delicato per il Cavaliere. Il sito di Libération ha oggi un richiamo sulle foto sequestrate alle «feste private» di Berlusconi, dopo avere dedicato nei giorni scorsi grossi titoli alla «grande crisi per una minorenne».

1 giugno 2009

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/06/visti-da-lontano-times-berlusconi_2.shtml

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