pagine istituzionali

3 febbraio 2014

Genitori ed insegnanti a confronto con Educatori e Psicoanalisti: Geni Valle, Stefano Ciccone, Loredana Lipperini, Gianni De Domenico.

Vedi il Video con le interviste agli insegnanti e ai Conduttori del corso

Zeroviolenzadonne festeggia i 5 anni di attività con un Progetto nelle Scuole delle periferie romane finanziato dall’Otto per mille della Tavola Valdese


"Cosa vuol dire essere genitore?", "Come si insegna l'identità sessuale?" "Cosa vuol dire crescere in periferia?" "Quanto influisce la Tv nell’educazione dei bambini?" Queste sono alcune delle domande a cui Zeroviolenzadonne ONLUS cercherà di rispondere incontrando i genitori e gli insegnanti di alcune Scuole materne ed elementari, con il progetto "Gli adulti imparano, gli adulti insegnano la relazione tra uomini e donne" reso possibile grazie all'Otto per Mille della Tavola Valdese.  Il Corso prevede 5 incontri in ogni Scuola di due ore ciascuno.

Il Corso prevede 5 incontri di due ore in 4 Istituti Comprensivi di altrettante periferie romane: Istituto Via dell'Archeologia a Tor Bella Monaca, Istituto Via del Rugantino a Torre Maura, Istituto Via del Casale di Finocchio a Finocchio, Istituto Via dei Sesami a Centocelle.

Sempre più spesso infatti gli adulti si ritrovano impreparati a dare una risposta alle domande dei bambini e degli adolescenti legate alla definizione della propria identità affettiva e sessuale, ai pregiudizi e alle discriminazioni ad essi collegati.
I mutamenti profondi della famiglia hanno comportato una trasformazione delle relazioni tra i sessi, e i ruoli materni e paterni spesso non sono così distinti e caratterizzanti. Lo sviluppo culturale e tecnologico inoltre ha modificato profondamente il comportamento umano.

Scopo del progetto quindi è formare gli adulti perché educhino i bambini e le bambine a comprendere la propria identità come strumento principale di riconoscimento dell'altro per una cultura del rispetto delle diverse appartenenze di genere, delle scelte affettive e sessuali. In particolar modo quando trasmesse dai media e dalle pubblicità.
Il Corso inoltre svolgerà un'azione di informazione sui temi della violenza contro le donne, i bambini e le bambine, tra i maggiori fattori di disgregazione sociale.

"La genitorialità si manifesta soprattutto come disposizione psicologica e non consiste solo nel desiderio di avere figli, ma anche nella capacità di crescerli in modo adeguato" - dice Monica Pepe, coordinatrice del progetto e curatrice del sito Zeroviolenzadonne.it.
Il progetto ha anche lo scopo di fornire un sostegno al contesto educativo laddove bisogna accogliere i dubbi e le paure dei bambini e degli adolescenti e aiutarli a sviluppare la propria identità personale, affettiva e sessuale.

Istituto Via dell'Archeologia a Tor Bella Monaca, Istituto Via del Rugatino a Torre Maura, Istituto Via del Casale di Finocchio a Finocchio, Istituto Via dei Sesami a Centocelle: queste le Scuole e le periferie romane.
"Ci sembrava prioritario intervenire dove le differenze sociali sembrano accorciate dal consumo e dalla tecnologia, ma di cui in realtà non si parla più - conclude Monica Pepe - mentre persistono situazioni critiche e di disagio aggravate dalla crisi culturale e di valori che il Paese vive da anni".

Gli argomenti e i relatori del Corso sono:
- Individuo e identità di genere nel processo educativo dei genitori, Geni Valle (psicoanalista A.I.Psi.)
- Sentimenti e Sessualità: il rimosso dell'educazione scolastica, Stefano Ciccone (genetista, Maschile Plurale)
- Maschio e femmina, adulto e bambino nel processo educativo formativo, Geni Valle (psicoanalista A.I.Psi.)
- Media e linguaggio del corpo, Loredana Lipperini (scrittrice)
- La città dei bambini nella mente degli adulti, crescere e vivere in periferia, Gianni De Domenico (educatore)


Adolescenti

  • Dic 11, 2013
  • Da

* Rifornimento in volo. Aiuto psicologico agli adolescenti
www.rifornimentoinvolo.it

* Colpo d'Ala - Assistenza Psicologica Giovani Adulti
http://www.informagiovaniroma.it//citta-e-tempo-libero/opportunita/servizi-sociali/colpo-d-ala-assistenza-psicologica-giovani-adulti
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Rifornimento in volo

A chi ci rivolgiamo

Agli adolescenti (dai 12 ai 18 anni) ed ai giovani adulti, fino all'età di 24 anni ed a quanti sono loro vicini: insegnanti, genitori, educatori, operatori dei Servizi sociali municipali e del Terzo settore.

Quali sono i nostri scopi
Sostenere gli adolescenti: aiutarli a divenire maggiormente consapevoli delle loro risorse. Aiutare i genitori e gli operatori che lavorano con adolescenti a mettere a fuoco un' immagine più integrata dell'adolescente, facilitare il lavoro di restituzione  e il coinvolgimento del ragazzo/a in un lavoro di riflessione e approfondimento sulla sua situazione. Sostenere i genitori dei ragazzi nelle loro difficoltà di ruolo e le famiglie di adolescenti con difficoltà di separazione-individuazione. L'équipe  degli operatori elabora progetti "su misura" per ciascun adolescente, attraverso la discussione clinico/scientifica e l'articolazione fra i diversi dispositivi terapeutici offerti dalla cooperativa.

Cosa facciamo
La cooperativa realizza interventi di prevenzione e trattamento del disagio psicologico e sociale attraverso attività di consultazione, psicoterapia individuale e di gruppo, laboratori, ricerca, formazione degli operatori e analisi istituzionale.

Dove siamo
La nostra sede è a Roma in via Lucca, 19/21 nella zona di piazza Bologna (metro linea B, fermata piazza Bologna o Policlinico; bus 490, fermata via Catania, altezza mercato rionale. La sede delle attività cliniche (accoglimenti, consultazioni, psicoterapie) è in viale Ippocrate n° 73 nei pressi di Piazza della Provincie, raggiungibile con il 310.

Sede principale
Via Lucca, 19/21 , 00161 Roma Tel e Fax 06 44.24.60.94 # 335 7572717
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Sede Centro Clinico
Viale Ippocrate, 73 - 1° piano

Come si accede ai servizi di aiuto agli adolescenti
Tramite appuntamento telefonando al 06 44.24.60.94 dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00
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Colpo d'Ala - Assistenza Psicologica Giovani Adulti

Per giovani e genitori in difficoltà un centro dell’ASL RmA

L’U.O.S.D. Assistenza Psicologica Giovani Adulti, 18-25 anni: Colpo d'Ala è un centro dell’ASL Roma A. Svolge attività di prevenzione e trattamento attraverso consulenze psicologiche e interventi terapeutici per:

- giovani dai 18 ai 25 anni
- genitori in difficoltà

Modalità di erogazione
Per usufruire dei servizi del centro è necessaria la prenotazione telefonica. Non occorre invece la richiesta medica. Accesso diretto allo sportello.

Per maggiori informazioni su Colpo d'Ala - Assistenza Psicologica Giovani Adulti, visitare il sito dell’ASL Roma A.
Informazioni
ASL RmA - U.O.S.D. Assistenza Psicologica Giovani Adulti - Colpo d'Ala

Indirizzo: Via Salaria, 140 - 00198 ROMA (RM)
Telefono: 06.77307704 - per appuntamento 06.77302441
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SPOT RADIO
- Spot A da 30 secondi
- Spot B da 30 secondi
- Spot da 60 secondi

SPOT VIDEO
- https://www.youtube.com/watch?v=z5JO69Tms20&list=PL99FEFC40AFE5AC9F&index=1

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Uomini

  • Ott 31, 2013
  • Da
NUMERI UTILI DI EMERGENZA

SERVIZI DI ASCOLTO E CENTRI DI TRATTAMENTO PER UOMINI AUTORI DI VIOLENZA IN ITALIA
Vedi l'elenco



800 713 713 - Gay Help Line


Per modificare o aggiornare i contatti contenuti nella cartina a fianco, scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 

 

Centri antiviolenza


Seleziona una regione e poi una provincia nella cartina qui sotto per trovare il centro antiviolenza piu' vicino a te:

 
 

A.I.Psi. - Associazione Italiana di Psicoanalisi
Dal lunedì al venerdì (h 9.00 - 13.00) l'A.I.Psi. offre un servizio di consultazione psicoanalitica gratuito tramite prenotazione telefonica.
Per fissare la prenotazione si può telefonare al nr. 06 85354861 o al nr. 392 1711740

S.P.I. - Società Psicoanalitica Italiana
Vedi l'elenco dei centri che offrono aiuto

Sportello di aiuto psicologico per l'infanzia, l'adolescenza e la famiglia "Adesso parlo io"
c/o S.Cu.P, Via Nola, 5 - Roma
Per informazioni e appuntamenti: 328 2130917/349 7593372 o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lo sportello nasce dal desiderio di alcuni psicologi e psicoterapeuti, guidati dalla profonda motivazione di offrire un servizio di ascolto e di aiuto socialmente sostenibile.
I percorsi psicologici si attivano con le tariffe variabili in base alle reali possibilità dell'utenza. Al centro delle nostre attenzioni c'è la persona nella sua interessa: ciò può nascere solo da una sana capacità relazionale con le figure importanti della vita, da una chiara comunicazione nella famiglia, da un senso di competenza e soddisfazione personale. L'interezza di una persona è da noi intesa come la capacità di un individuo di riconoscersi non solo in termini di "cosa faccio", ma sopratutto di "cosa sono".


Carta di Milano

  • Giu 09, 2013
  • Da
Carta di Milano
Per il rispetto delle bambine e dei bambini nella comunicazione

Preambolo
Oggi l’attenzione di tutti noi cittadini è sempre più sollecitata da modelli educativi e comportamentali che, attraverso i media, raggiungono le nostre figlie e i nostri figli modellandone l’immaginario e, insieme ad esso, il loro presente e futuro.

Sentiamo come prioritario ripensare il rapporto tra media e minori, ripartendo dall’uso che della loro immagine viene fatto, soprattutto nella comunicazione massmediale. L’immagine delle bambine e dei bambini oggi sembra prestarsi a un uso esclusivamente strumentale che, se da un lato ne sminuisce la dignità, dall’altro finisce, spesso per rafforzare stereotipi discriminatori di genere o costruire stili di vita pericolosi.

Noi cittadini, genitori, psicologi, professionisti della comunicazione, rappresentanti delle istituzioni, dell’arte, della scuola, delle imprese e del diritto crediamo che il rispetto delle bambine e dei bambini richieda oggi nuovi strumenti e un nuovo impegno di responsabilità sociale da parte di tutti gli operatori coinvolti nel mondo della comunicazione. Per questo, stimolati da Terre des Hommes, abbiamo deciso di dare vita alla “Carta di Milano: per il rispetto delle bambine e dei bambini nella comunicazione”.

Nel redigere la Carta di Milano ci siamo ispirati alla Convenzione dei diritti del fanciullo, alla Carta di Treviso, al Keeping Children Safe, al Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e all’esperienza maturata in cinque edizioni del Child Guardian Award di Terre des Hommes.

Con la Carta di Milano vogliamo suscitare un dibattito intorno al tema dell’immagine dei bambini e delle bambine, contribuendo a creare, per i nostri figli un mondo più rispettoso e attento. Per questo la consegniamo oggi alla società civile e agli addetti ai lavori affinché la facciano propria, la sottoscrivano e la adottino nel loro concreto agire quotidiano facendola diventare un punto di riferimento per tutti coloro che operano nel mondo della comunicazione e per tutti i cittadini che intendano far valere, in ogni istante, l’interesse prioritario dell’infanzia.

Principi generali
Il rispetto della dignità delle bambine e dei bambini, così come indicata dalla “Convenzione ONU sui diritti del fanciullo”, deve essere garantito in qualsiasi comunicazione, in modo particolare quando è l’immagine stessa delle bambine e dei bambini ad essere rappresentata.

Il rispetto della dignità delle bambine e dei bambini deve essere garantito, da tutti i soggetti coinvolti, in qualsiasi fase del processo produttivo che accompagna la creazione e la diffusione di una campagna di comunicazione: genitori e tutori, agenzie di casting, agenzie di comunicazione e creativi; aziende committenti e inserzionisti pubblicitari; case di produzione; editori e da chiunque diffonda la campagna di comunicazione.

Il rispetto della dignità delle bambine e dei bambini implica il loro coinvolgimento in tutte le fasi del processo produttivo, dalla concezione alla distribuzione, attraverso la partecipazione attiva, l’ascolto dei loro desideri, valori, tempi e opinioni, delle loro aspettative e dei loro diritti di lavoratori.

È fondamentale e urgente che tutto ciò diventi un impegno concreto di responsabilità sociale d’impresa, documentato con trasparenza da tutti i soggetti professionali coinvolti.

1. Le bambine e i bambini non sono oggetti, bensì soggetti attivi, con la loro dignità, i loro gusti, speranze, sensibilità, idee e valori di cui si arricchiscono e che con loro si rafforzano. Hanno diritti inalienabili e doveri. La rappresentazione delle bambine e dei bambini dovrebbe sempre tenere conto di questa grande ricchezza coinvolgendoli in modo attivo e coerente con gli obiettivi di comunicazione ed evitando l’uso meramente ostensivo, sensazionalistico e artificioso della loro immagine.

2. I bambini e le bambine sono tali indipendentemente dal colore della loro pelle, dalla provenienza etnica, dalla loro fede religiosa e dalla loro condizione sociale. La comunicazione deve saper raccontare tutte le diversità etniche, religiose, sociali e geografiche evitando stereotipi e messaggi discriminatori.

3. La comunicazione deve tenere conto delle differenti età dei bambini e delle bambine coinvolti rispettandone la naturale evoluzione. Non bisogna rappresentarli in comportamenti, atteggiamenti e pose inadeguati alla loro età e comunque non corrispondenti al loro sviluppo psichico, fisico ed emotivo. Ogni precoce erotizzazione dei bambini e delle bambine va bandita dalla comunicazione.

4. La comunicazione dovrebbe rappresentare le bambine e i bambini in maniera veritiera, rifuggendo da ogni idealizzazione, buonismo o pietismo e bandendo, nel contempo, ogni promozione o incitamento di comportamenti devianti o violenti. La comunicazione dovrebbe rispettare la fantasia, la creatività e la curiosità dei bambini e delle bambine, così come quel delicato mondo di relazioni e interazioni in cui vivono ogni giorno.

5. I bambini e le bambine non devono essere rappresentati attraverso la raffigurazione adultizzata di stati d’animo negativi quali noia, depressione, rabbia, paura, o insoddisfazione che mirano solo a una loro strumentalizzazione a fini commerciali. Quando questi sentimenti negativi vengono rappresentati, lo devono essere secondo una modalità coerente, autenticamente corrispondente al significato che essi hanno per i bambini.

6. I bambini sono bambini. Sono femmine e sono maschi, con lo stesso diritto a essere rispettati come persone a tutto tondo. La comunicazione non deve rappresentare il genere in categorie fisse, esaltando attributi di virilità e forza, da un lato, di dolcezza e remissività dall’altro. La comunicazione non deve presentare continuamente i bambini e le bambine in attività convenzionalmente destinate a uomini o a donne, rafforzando le discriminazioni di genere.

7. Le bambine e i bambini hanno bisogno di punti di riferimento forti che trovano soprattutto nei loro familiari e nelle figure affettive a loro più vicine ovvero in chiunque si prenda cura del loro benessere psico-fisico. La comunicazione non dovrebbe sminuire nessuna di queste figure, togliendo ai bambini, specie i più piccoli, la fiducia nelle persone che sono fondamentali per il loro sviluppo psicologico, fisico e per la loro educazione.

8. La fragilità dei bambini e delle bambine e il loro bisogno di protezione non devono essere strumentalizzati per indurre negli adulti senso di colpa, inadeguatezza o allarmismo.

9. La rappresentazione di bambini e bambine affetti da patologie non deve ricorrere a immagini, descrizioni o discorsi che possano ledere la loro dignità.

10. Il benessere delle bambine e dei bambini è prezioso e la loro alimentazione è fondamentale perché possano crescere in modo sano ed equilibrato. La comunicazione dovrebbe promuovere un corretto stile di vita fisico e alimentare, cercando di rafforzare comportamenti che salvaguardino il benessere presente e futuro dei bambini.
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Nel 2017 realizzeremo alcuni corsi di formazione per giornalisti "Media e identità di genere: l'informazione che non discrimina", in collaborazione con Geni Valle e Simona Di Segni dell'A.I.Psi. (Associazione italiana di Psicoanalisi) e con l'Associazione Stampa Romana.



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Abbiamo realizzato il corso di giornalismo radiofonico per ragazzi e ragazze delle periferie di Roma "Vuoi fare una Radio?", con il sostegno dell'8x1000 della Tavola Valdese e con il patrocinio di Rai Radio3.




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Zeroviolenza ha realizzato nel 2014 e nel 2015 due cicli di corsi dedicati a genitori e insegnanti delle scuole materne, elementari e medie in istituti delle periferie romane.




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