×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

Guerre Sante: non sulla nostra pelle

  • Giovedì, 08 Gennaio 2015 10:25 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo press
08 01 2015

L'attacco a Charlie Hebdo, "journal irresponsable", è un dramma terribile, un attacco diretto alla libertà d'espressione e di stampa, oltre che una tragedia che è costata la vita già a 12 persone. [version française]

Chi ha sparato le raffiche di kalashnikov dentro la redazione del giornale e poi in strada appartiene alle frange dell'islamismo radicale e armato? Jihadisti di ritorno? Terroristi fatti in casa o di importazione? Non lo sappiamo ancora ma abbiamo altre certezze.

CH è un giornale di satira, espressione di una cultura libertaria che ha sempre rifiutato l'idea che possa esserci un qualsivoglia argomento tabù su cui esercitare la satira. Già immaginiamo le reazione a quanto accaduto, come la morte di giornalisti che si sono battuti, in maniera spesso controversa, per la libertà d'espressione, sarà strumentalizzata da chi dirà "siamo sotto attacco", "siamo in guerra", "tornano le crociate".

E noi dovremmo usare tutto il fiato che abbiamo in corpo per dire: no, non siamo in guerra, o almeno non siamo in guerra noi "europei e bianchi" contro le comunità migranti che vivono con noi nelle metropoli europee. Dovremmo dire siamo in guerra contro ogni fascismo di ogni matrice, e per questo ad esempio siamo al fianco dei partigiani del Rojava che si battono contro l'Isis e siamo stati a fianco dei giovani delle piazze delle primavere arabe.

Urlare che l'unica guerra che si combatte nelle nostre città è quella di chi impone la povertà e la miseria a tutti, migranti e indigeni, nelle periferie delle metropoli e nelle province di tutta Europa. Vedremo sciacalli come Salvini e Le Pen lanciare i loro slogan truculenti, i loro sgherri agire nell'ombra o alla luce del sole per lanciare le loro crociate. Dovremo lottare per non fare arruolare i giovani proletari delle banlieues delle nostre città in qualsiasi guerra santa, sia quella di qualche califfo o imam o quella dei fascio-leghisti e degli islamofobi.

 

Una sera con Wolinski a ridere di sesso e donne

Conobbi questo poetico pacioccone francese anni fa in occasione di un paio di manifestazioni fumettare di cui non ricordo più le ragioni. Ci parlai per un paio d'ore, non di più. Ma visto che ormai m'hanno incastrato e hanno piantonato l'uscita finché non consegno questa memoria, va bene, vai con le rievocazioni. I primi ricordi di Wolinski per me si chiamano Oreste Del Buono (sempre sia lodato) e Linus. 
Stefano Disegni, Il Fatto Quotidiano ...

I lumi spenti dell'Occidente


Alla base dei fatti di Parigi c'è una profonda frattura culturale: da un lato il massimo valore islamico, la religione, dall'altro il massimo valore illuminista: la libertà d'espressione. Se l'11 settembre ha colpito al cuore il capitalismo, radendo al suolo le torri gemelle, l'attentato francese assume un significato simbolico ancora maggiore: colpisce nel paese "più illuminista" d'Europa, uno dei maggiori valori illuministici, la libertà, intesa come possibilità di mettere in discussione tutto e tutti, anche il dogma religioso.
Carlo "Charlie" Freccero, Il Manifesto ...

facebook