La retorica dell'Expo

  • Lunedì, 04 Maggio 2015 05:43 ,
  • Pubblicato in Il Commento
Cantiere ExpoTomaso Montananri, Articolo 9
2 maggio 2015

La violenza criminale e demenziale di chi ieri ha sfasciato Milano rendono ancora più difficile esprimere il senso di rigetto che ingenera l'immane baraccone dell'Expo.
I fiumi di retorica alimentati da presidenti, ex presidenti, sindaci, ex sindaci, giornalisti sono imbarazzanti almeno quanto il pessimo gusto della cerimonia d'apertura, o la patetica trovata dell'inno nazionale modificato.

Così brucia la protesta

Che senso ha incenerire la giusta lotta per il diritto al cibo con una raffica di molotov? Come si possono contrastare la povertà e la fame nel mondo, se si danneggiano negozi, se si incendiario le auto di cittadini incolpevoli, se si mette in campo solo una anarchica voglia di distruzione? Cosa significa manifestare indossando una maschera antigas? Ha ragione il sindaco di Milano, Pisapia, a definire imbecilli questi travestiti di nero che si divertono a fare i cattivi. A volto coperto. Tuttavia non basta qualche aggettivo per catalogare dei comportamenti sconsiderati. Perché chi agisce ricorrendo ad una violenza fine a se stessa, distrugge in primo luogo la politica, il diritto di manifestare pacificamente, mette in un angolo i movimenti che vogliono esprimere - anche in piazza un'altra visione del mondo.
Norma Rangeri, Il Manifesto
...

Milano, i riot che asfaltano il movimento

Mayday no expoLuca Fazio, Il Manifesto
1 maggio 2015

Le fiamme si sono appena spente, c’è ancora tanto fumo per le strade di Milano. A freddo, una volta dato sfogo al pre­ve­di­bile sde­gno, qual­cuno dovrà pur avere il corag­gio di ammet­tere una cosa piut­to­sto sem­plice, che ovvia­mente non nasconde il pro­blema, anzi, ne pone più di uno: è andata esat­ta­mente come doveva andare. Lo sape­vano tutti, era pre­vi­sto da mesi.

Expo 2015, ladri di culture

  • Venerdì, 01 Maggio 2015 08:05 ,
  • Pubblicato in ZeroViolenza
Brevetti cibo expoMarco Omizzolo Roberto Lessio, Zeroviolenza
1 maggio 2015

Secondo i dati Unesco ci sono circa 771 milioni di analfabeti sul pianeta. Un numero esorbitante che non esclude affatto i paesi economicamente più sviluppati. Peraltro due terzi degli analfabeti mondiali sono donne. Si tratta in verità di persone che dispongono comunque di una propria cultura, soprattutto in campo alimentare e sanitario, generalmente millenaria, frutto di esperienze consolidate che hanno permesso all'uomo di crescere e sopravvivere.

L'alfabeto dell'Expo

Sto morto de fame! si diceva, per spregio. Però la fame nel mondo fu, oltre che una immane tragedia, un gran mito ispiratore della cattiva coscienza e della buona volontà dei paesi ricchi, specialmente dei nuovi ricchi, come diventavamo noi alla svelta nel dopoguerra: oggi non lo è più. È una questione sempre più competente, professionale, e sempre meno commovente e trascinante. 
Adriano Sofri, la Repubblica ...

facebook