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Articolo tre
06 09 2013

Peggiorano le conseguenze al disastro di Fukushima. Il sito web cosmostv.org ha pubblicato i risultati di uno studio del governo giapponese.

"Gravi ripercussioni stanno investendo l'Oceano Pacifico dove si sono immersi migliaia di tonnellate di rifiuti radioattivi che sta causando una vera e propria tragedia ambientale. Il 'ribollire dell'acqua' ha provocato la morte di centinaia di balene, le cui carcasse si stanno continuamente arenando sulle coste nipponiche davanti alla centrale nucleare".

Una vera e propria strage di balene e delfini si sta consumando giorno dopo giorno.

Difficile valutare un intervento di salvataggio che al momento sembra "impossibile", anche perchè questi rifiuti viaggeranno per tutto l’Oceano seminando morte e dolore, anche tra gli abitanti delle Isole che sopravvivono con la pesca.

Cresce il numero dei ciclisti a Roma e cresce il bisogno di risolvere i tanti problemi meccanici che la bicicletta, come mezzo meccanico puro, porta con sé. È per questo che a Roma sono spuntate come funghi le ciclofficine. ...
A Sud
26 07  2013

Una vera e propria beffa ai cittadini siciliani la decisione del Presidente della Regione Rosario Crocetta, che dopo aver, nel marzo scorso, revocato la concessione per l'installazione del Muos a Niscemi, ha pensato bene, nei giorni scorsi, di fare marcia indietro revocando a sua volta, nell'imbarazzo generale, la revoca imposta ai lavori.

Una decisione incomprensibile, che tradisce ogni fiducia riposta nelle istituzioni dai tanti cittadini, comitati, organizzazioni locali e non che in questi mesi hanno sostenuto la battaglia contro la costruzione del potente (e nocivo) sistema satellitare di difesa targato Usa sul territorio della Trinacria.

Dal canto nostro, considerata l'emblematicità della vertenza contro il Muos, il suo potente impatto sulla salute e le questioni sottese che esso solleva (dalla sovranità nazionale, alle politiche di difesa, al diritto di autodeterminazione delle comunità locali sul proprio territorio) avevamo disposto che, nell'ambito della 2° edizione del Premio Donne Pace Ambiente Wangari Maathai, promosso dall'Associazione A Sud in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne e con il patrocinio della Commissione delle Elette del Comune di Roma, che ha l'obiettivo di visibilizzare l'impegno delle donne nella difesa del territorio e dei diritti, uno dei premi fosse assegnato proprio ad una attivista del comitato Mamme No Muos di Niscemi, Concetta Gualato.

Un contributo simbolico al sostegno di una lotta che ci vede tutte e tutti al fianco delle comunità siciliane nel tentativo di sventare l'ennesimo attacco al diritto alla salute e alla salubrità del territorio.

La recente decisione del presidente Crocetta, che ci lascia senza parole, dimostra una volta ancora l'assoluta cecità delle istituzioni politiche rispetto alle richieste che giungono dai territori e dai cittadini e conferma la pericolosissima tendenza a sovra ordinare al rispetto di diritti inviolabili e costituzionalmente garantiti altri tipi di interessi affatto generali.

Ancor più scandaloso che il dietro front della Regione faccia riferimento al contestato parere emesso nelle scorse settimane dall'Istituto Superiore di Sanità, secondo cui il Muos non farebbe male alla salute di chi vi abita accanto. Parere considerato dai comitati e dai tanti tecnici che in questi anni hanno lavorato a dimostrare il contrario, basato su presupposti scientifici tutt'altro che inattaccabili.

Per queste ragioni, e considerando il diritto alla salute e dunque alla vita il più inviolabile e sacro dei diritti umani, esprimiamo la nostra solidarietà e il nostro incondizionato appoggio alle cittadine e ai cittadini siciliani, ai comitati No Muos e al Comitato Mamme No Muos di Niscemi, in mobilitazione da giorni contro quest'ennesimo attacco alla sovranità popolare e alla giustizia sociale ed ambientale che dovrebbe invece orientare ogni scelta di buon governo.

*La commissione allargata del Premio Donne Pace Ambiente Wangari Maathai*
Associazione A Sud
Casa Internazionale delle Donne
Zeroviolenzadonne
Associazione daSud
Coop. Be Free
Action A
Bambini senza Onde
EVA Pescomaggiore
A Sud
26 luglio 2013

Una vera e propria beffa ai cittadini siciliani la decisione del Presidente della Regione Rosario Crocetta, che dopo aver, nel marzo scorso, revocato la concessione per l'installazione del Muos a Niscemi, ha pensato bene, nei giorni scorsi, di fare marcia indietro revocando a sua volta, nell'imbarazzo generale, la revoca imposta ai lavori.
La Repubblica
08 07 2013

Secondo l'indagine della Commissione Ue, tra il 1990 e il 2008 Il vecchio continente ha importato e consumato circa 9 milioni di prodotti provenienti da aree disboscate, contro i 4,5 milioni dell'Asia orientale e l'1,9 dell'America del nord. L'allarme delle associazioni ambientaliste

di ROSITA RIJTANO

AUMENTA il consumo di carne e cereali, diminuiscono le foreste. Sono 239 i milioni di ettari scomparsi dal 1990 al 2008, tredici ogni anno. Uno sterminio al quale contribuisce in modo decisivo l'Unione europea. Proprio così: il vecchio continente conquista il primato di divoratore di boschi. Ma a pagare le spese sono soprattutto Africa, Sudamerica, Indonesia e Australia, ovvero arterie di un patrimonio verde d'inestimabile valore che rischia di scomparire. A rivelarlo è il rapporto 2013 della Commissione europea, 108 pagine in cui si evidenzia come, contrariamente a ogni luogo comune, il disboscamento tropicale sia legato solo in minima parte alla produzione di legname. Ma se pensate che la colpa sia dei mobilifici siete fuori strada. È la vertiginosa ascesa dei bisogni umani a muovere le ruspe che ogni anno macinano chilometri di vegetazione: secondo il report, infatti, su 132 milioni di ettari distrutti, solo 4,4 servono alle fabbriche di legno, mentre ben 58 a far spazio agli allevamenti zootecnici e 69 alle produzioni agricole, soprattutto di soia, mais, olio di palma, riso e canna da zucchero.

Se la maggior parte dei prodotti è consumata a livello locale o regionale, quasi il 36 per cento delle merci esportate arriva sulle tavole del Vecchio continente. "La maggior parte delle grandi forniture agricole dell'Ue è basata sullo sfruttamento di terreni forestali di nuova acquisizione", denuncia il presidente del Wwf Italia, Dante Caserta. "Il Parlamento europeo deve rivedere le politiche legate al consumo di risorse provenienti da aree disboscate per ridurre la deforestazione del 50 per cento entro il 2020, come previsto dagli accordi comunitari". Un risultato che sembra ancora lontano, nonostante l'entrata in vigore lo scorso marzo dell'Eu Timber regulation, una norma che ha l'obiettivo di rendere trasparente l'intera filiera produttiva del legname. "Mancano però indicazioni chiave, interpretazioni univoche e applicazioni unitarie, né si è tenuto conto della corretta manutenzione delle foreste. La strada per raggiungere risultati significativi è ancora lunga". Tra il 1990 e il 2008 l'Europa ha importato e consumato circa 9 milioni di prodotti provenienti da zone disboscate, contro i 4,5 milioni dell'Asia orientale, e l'1,9 dell'America del nord. Cifre che, secondo il Wwf, rappresentano persino una stima contenuta non includendo la domanda di biomassa crescente nel corso degli ultimi anni: "Dobbiamo ridurre il nostro impatto ambientale - conclude Caserta - e far rispettare le norme necessarie per assicurare che i beni consumati arrivino da produzioni efficienti e sostenibili".

Ma a rischiare la corteccia non sono solo gli alberi. Popolazioni indigene, specie protette e piante rare: sono interi habitat quelli coinvolti nei processi di disboscamento. Un fenomeno che non riguarda esclusivamente paesi lontani, ma si riflette sui cambiamenti climatici con conseguenze da "effetto farfalla": un albero in meno, una tacca in più sul termometro di casa. Spiega Federica Barbera dell'ufficio Aree protette di Legambiente: "Le foreste proteggono l'80 per cento della biodiversità terrestre e sono fonte di servizi ecosistemici essenziali al benessere umano. Per non parlare dell'aspetto sociale, nel mondo ci sono 50 milioni di persone la cui sopravvivenza è minacciata dal disboscamento, e soprattutto del fondamentale ruolo svolto da questi polmoni verdi nell'assorbimento dell'anidride carbonica".



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