Migranti a Tiburtina, ecco come aiutarli

  • Martedì, 16 Giugno 2015 13:34 ,
  • Pubblicato in Flash news

Frontiere News
16 06 2015

Frontiere e Ziqqurat danno vita ad una Rete spontanea di sostegno umanitario ai bambini, alle donne ed agli uomini che da giorni sono costretti a vivere in strada nei pressi della stazione Tiburtina di Roma.

La Rete promuove due giorni di mobilitazione di cittadine e cittadini romani per il reperimento di beni di prima necessità, utili al miglioramento temporaneo delle condizioni igieniche, sanitarie ed alimentari delle centinaia di persone vittime di tale situazione (SEGUI L’EVENTO SU FACEBOOK).

DOVE
► Roma Sud – ℅ Villaggio Globale –
Lungotevere Testaccio 1 (Ponte Testaccio)
Giovedì 18 Giugno
dalle ore 16,00 alle ore 20,00
referente: Ziqqurat (388 3265601 )

► Roma Est – ℅ Cowo|360 – Coworking Roma
Via Vacuna 96 (zona Quintiliani/Tiburtina)
Venerdì 19 Giugno
dalle ore 10,00 alle ore 13,00
referente: Roberto (328 3750077)

➜Al termine della raccolta i beni verrano trasportati in via Cupa e nel piazzale Est della stazione Tiburtina e consegnanti ai referenti del Comune di Roma, Municipio I, ed ai volontari che da giorni stanno cooperando nell’emergenza

COSA SERVE
➜ Beni di prima necessità utili:
✓Vestiario adatto alla stagione e accessori
– biancheria intima
– cappelli e foulard
(taglie per uomo, donna, ragazzo e bambino)

✓Alimentari:
– pasta e riso
– pelati e passate di pomodoro
– scatolame (prevalentemente, legumi)
– pasticceria salata (crackers e similari)
– pasticceria secca/dolce (biscotti e similari)
– acqua, succhi di frutta e bevande analcoliche
(per motivi di sicurezza non si accetta cibo fresco non confezionato).

✓Prodotti per l’igiene e la pulizia della persona:
– asciugamani
– spugne
– pettini
– spazzolini denti e dentifricio
– saponi, bagnoschiuma e shampoo
– assorbenti
– fazzoletti (anche umidi) e ovatta
– disinfettanti per la persona
– bacinelle di plastica

INFO
➜ Per info, sostegno, idee e contributi alla Rete (anche zone Roma Nord, Roma Ovest)
✓ Ziqqurat 388 3265601
✓ Roberto: 328 3750077
✓ Luca: 3388188185

 

I giochi pericolosi del “piano b”

  • Martedì, 16 Giugno 2015 11:58 ,
  • Pubblicato in Flash news

Cronache di ordinario razzismo
16 06 2015

Polizia sulle coste libiche e divieto di attraccare nei porti italiani per le navi militari straniere impegnate nell’operazione Triton-Frontex. E’ un “piano b” di totale chiusura quello immaginato dal governo italiano per quanto riguarda l’immigrazione, i cui dettagli sono stati in parte anticipati dal presidente del Consiglio in un’intervista al Corriere della Sera. Il presidente del Consiglio ha accusato l’Europa di dare “risposte insufficienti” di fronte ai nuovi ingressi: “Redistribuire solo 24 mila persone è quasi una provocazione”, ha affermato, riferendosi al programma annunciato a fine maggio dalla Commissione europea, che prevede la ricollocazione sull’intero territorio europeo di 40mila persone, 24mila dall’Italia e 16mila dalla Grecia (Dettagli qui).
Numeri inadeguati se confrontati con la situazione attuale: stando ai dati rilasciati dallo stesso premier, dall’inizio dell’anno a oggi l’Italia avrebbe accolto 57.167 persone.
Ma il problema non è solo questo: la scorsa settimana la nave militare inglese Bulwark, impegnata nel canale di Sicilia nell’ambito di Triton-Frontex, ha soccorso circa mille migranti, portandoli poi nel porto di Pozzallo, in provincia di Ragusa. Inutile l’invito ad attraccare nel porto di Ancona lanciato dalla Capitaneria di porto per evitare di sovraccaricare ulteriormente la Sicilia: “l’unità navale inglese risponde alle disposizioni di Sua Maestà”, sarebbe stata la risposta del comandante della nave, riportata dall’Huffington Post.
E nel frattempo a Ventimiglia la Francia ha schierato poliziotti e camionette per bloccare i migranti che dall’Italia provano a spostarsi oltralpe.

Di fronte alla totale mancanza di dialogo e alla chiusura mostrata da molti degli altri paesi membri, l’Italia sembra dunque, almeno secondo quanto annunciato, voler rispondere innalzando a sua volta altri muri. “Se il consiglio europeo sceglierà la solidarietà, bene. Se non lo farà, abbiamo pronto il piano B”, ha affermato il presidente del Consiglio. La decisione del Consiglio europeo dovrebbe arrivare il 25 e 26 giugno, quando a Bruxelles verrà discusso nuovamente il piano europeo relativo alla gestione dell’immigrazione, in cui sarebbe prevista la distribuzione dei richiedenti asilo, ma anche l‘immediato rimpatrio nei paesi di origine per coloro che risultassero privi, secondo i parametri europei, dei requisiti per chiedere la protezione internazionale.

Quel che è certo è che le azioni dei paesi membri non rappresentano dei segnali positivi, né si evince una volontà comune di gestire l’immigrazione in modo coordinato e attento ai diritti dei migranti. Se è vero che l’Italia non può sostenere da sola la situazione attuale, è altrettanto lampante che l’instaurazione di presidi di polizia alle coste libiche non aiuterebbe in alcun modo i migranti, costringendoli invece a percorrere rotte ancora diverse, forse più lunghe e pericolose, o condannandoli a rimanere in un luogo – la Libia – in cui i loro diritti sono quotidianamente calpestati dalle violenze che subiscono nelle carceri (ad esempio vedi qui). Ciononostante, il “piano b” di cui parla il presidente del Consiglio prevede proprio il blocco delle imbarcazioni su cui viaggiano i migranti, per varare il quale l’Unione Europea – e il ministro per gli affari esteri Mogherini in particolare – ha chiesto il mese scorso l’appoggio del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Un sostegno che, ad ogni modo, non è vincolante: la missione di polizia prescinderebbe, secondo quanto dichiarato da Renzi, dal via libera delle Nazioni Unite. Nei prossimi giorni il presidente del Consiglio incontrerà i leader europei proprio in funzione dell’avvio dell’operazione, nella quale si vorrebbe coinvolgere anche l’Egitto. Oltre, naturalmente, alla Libia: anche se finora il governo riconosciuto di Tobruk ha sottolineato la propria contrarietà all’operazione. In altre parole, se da una parte Renzi chiede all’Europa una scelta di “solidarietà”, dall’altra predispone un piano B che è di fatto finalizzato a fermare gli arrivi con la forza. Nulla dice il Presidente del Consiglio sulle conseguenze che questa scelta irresponsabile avrebbe sulla vita delle persone.

Passando alla gestione dell’accoglienza, Renzi ha sottolineato che “la comunità internazionale è responsabile di ciò che accade in Libia in ragione dell’intervento di 4 anni fa e della scarsa attenzione successivamente dedicata al tema”. E proprio rispondendo al concetto di responsabilità, “in Europa va cambiato il principio sancito da Dublino II”, che ad oggi obbliga le persone a inoltrare domanda di protezione internazionale nel paese di ingresso piuttosto che consentirgli di scegliere liberamente dove fare la richiesta. Considerando gli ultimi interventi promossi dalla Francia e dall’ Inghilterra, i paesi membri dell’UE non sembrano intenzionati a prendere in considerazione alcun cambiamento in proposito: proprio per questo, un altro aspetto del “piano b” annunciato da Renzi potrebbe consistere nella distribuzione di permessi temporanei per consentire ai richiedenti asilo di varcare le frontiere e circolare in Europa.

“Nei prossimi giorni ci giochiamo molto dell’identità europea”, ha affermato il premier. Ma tutte queste strategie, che da mesi impegnano i rappresentanti istituzionali in discussioni e programmazione di piani, ricadono poi, concretamente, sulla pelle di persone in carne e ossa. E per loro quanto sta succedendo non è affatto un gioco.

Internazionale
16 06 2015

La polizia italiana sta portando via i migranti che da giorni sono accampati nel piazzale del confine tra Francia e Italia a Ponte San Ludovico, alcuni fra le aiuole altri sugli scogli. Gli agenti stanno trascinando via di peso alcune decine di persone, caricandole sui pullman della Croce rossa.

Ventimiglia - "Noi non torneremo indietro"

  • Martedì, 16 Giugno 2015 08:01 ,
  • Pubblicato in Flash news

Melting Pot
16 06 2015

Disobbedienza Migrante, un brivido rivoluzionario attraversa l’Europa

La polizia ha provato a sgomberarli, ma alla fine i blindati hanno dovuto fare marcia indietro di fronte alla resistenza di circa un centinaio di migranti che hanno occupato la scogliera a Ponte San Ludovico (Ventimiglia).

Persone, sogni, speranze: tutti bloccati alla frontiera mentre cercano di attraversare l’ultimo ostacolo che li porterebbe dritti in Francia; ma qui non si parla soltanto di quel limite rappresentato dalle forze dell’ordine schierate al confine, qui si parla soprattutto di quelle numerose controversie che a livello politico si stanno accendendo intorno alla scomoda questione dei migranti.

Da una parte il classico e ormai scontato teatrino della Lega Nord che sputa slogan razzisti alimentando il sentimento dell’odio che sempre di più – ultimamente – dilaga in Italia, dall’altra vediamo il sempre più crescente imbarazzo dei leader europei che non sanno tutt’ora come affrontare l’”emergenza immigrazione”, creando un empasse in cui la responsabilità è scaricata ogni giorno in mani diverse. Come se non bastasse non poteva mancare la comparsata da parte di un gruppetto di neonazisti francesi che hanno inscenato una ridicola protesta soffocata sul nascere. (Un gruppo di tredici neofascisti francesi di Generation Identitaire)

Quello che sta succedendo a Ventimiglia è emblematico, e ci da una chiave di lettura interessante per osservare da un altra prospettiva il vero portato di migliaia di persone che stanno attraversando l’Europa.

L’elemento della disobbedienza all’ordinamento legislativo europeo è fondamentale per avere questo sguardo diverso, una disobbedienza spontanea contro leggi che sono intrinsecamente ingiuste.

All’ingiustizia delle leggi in vigore, migliaia di migranti stanno rispondendo facendo valere il loro diritto alla libertà, alla libertà di muoversi, alla libertà di scegliere dove andare e dove fermarsi, lo fanno con gli unici strumenti che hanno a disposizione - i loro corpi e le loro menti - soprattutto nel momento in cui le tante parole spese per richiedere un diritto all’accoglienza degna mai sono state prese in considerazione.

Se ci immaginiamo una barricata (anche se il concetto di mobilità stride con questa rappresentazione) dalla stessa parte dei migranti ci sono tutti coloro che da anni stanno denunciando l’inadeguatezza dell’ordinamento italiano ed europeo, il quale ha la presunzione di regolare i flussi migratori. Il testo unico sull’immigrazione italiano ne è un esempio lampante: legiferare che chi voglia entrare in Europa, debba fare domanda di lavoro mentre si trova all’estero ed aspettare il nulla osta per entrare in territorio italiano è semplicemente ridicolo.

Le azioni di disobbedienza si moltiplicano nel nostro continente, attraverso l’occupazione di case, o mediante l’organizzazione dell’attraversamento delle frontiere (non parliamo dei passeur a pagamento, ma di tutti coloro che con spirito solidaristico hanno aiutato tantissimi migranti a passare i confini interni ) o in mille altre forme che hanno tutte la stessa caratteristica, ovvero di essere solidali e compartecipi a questo senso comune di giustizia.

Dall’altra parte della barricata invece stanno tutti quei movimenti razzisti e xenofobi che avvelenano l’Europa, ci stanno tutti quei governi che hanno una visione miope del futuro.

Basta leggere l’agenda europea sull’immigrazione per rendersi conto di questa limitatezza, perché ipotizzare il “collocamento “ di ventimila persone o poco più, a fronte di centinaia di migliaia di arrivi ogni anno dà l’idea di quanto non si voglia dare una risposta vera a quello che sta succedendo.

I governi hanno ancora l’ipocrisia di gestire i movimenti migratori con leggi repressive, e di riconoscere solo ad una piccola parte di essi la legittimità di restare sul territorio legalmente. Ciò che non vedono è che il “futuro arriva”, per citare una frase scritta sulla lavagna di un corso d’italiano per migranti.

Infatti non arriverà, ma arriva tutti i giorni e cambierà il volto all’Europa (lo stesso sta accadendo in altri parti del mondo come negli Stati Uniti, in Cina, India, Brasile, Emirati etc); il vano tentativo di esternalizzare i confini e di procedere ad espulsioni collettive è destinato miseramente a fallire.

L’Europa e tutti gli altri paesi coinvolti dai processi migratori dovrebbero dar valore a quei principi universali che parlano di accoglienza degna, di fratellanza e di condivisione, piuttosto che alla creazioni di muri e fili spinati. Le generazioni future giudicheranno questi anni in cui si lasciavano morire migliaia di persone in mare per mano di un’Europa repressiva capace di produrre miseria e disperazione.

Per quanto ci riguarda la parte dove stare è chiara, noi stiamo dalla parte dei volontari del mezzanino della stazione di Milano, stiamo con chi tutti i giorni produce solidarietà dal basso, con chi denuncia l’inadeguatezza del sistema di accoglienza (se così si può chiamare), stiamo con chi attraversa le frontiere “clandestinamente”, stiamo con chi si batte per i diritti.

Migranti Sassari, seconda notte sul bus

  • Mercoledì, 10 Giugno 2015 11:46 ,
  • Pubblicato in Flash news

Ansa
10 06 2015

SASSARI, 10 GIU - Sono ancora una trentina i migranti trasferiti due notti fa dal centro di accoglienza di Santa Maria La Palma, ad Alghero (Sassari), ad una struttura nelle campagne di Palmadula, frazione di Sassari, che si rifiutano di prendere posto nell'agriturismo individuato dalla Prefettura per ospitarli. Dei 116 richiedenti asilo politico, circa 30 hanno trascorso la seconda notte in pullman perché si rifiutano di essere sistemati in un luogo ritenuto così isolato e lontano dai centri abitati.

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