Resistenza nel cuore della crisi

  • Mercoledì, 18 Marzo 2015 10:52 ,
  • Pubblicato in Flash news

Alfabeta2
18.03.2015

Andrea Fumagalli

Come spesso accade le coincidenze storiche giocano brutti scherzi. Mentre oggi 18 marzo verrà inaugurata la nuova sede della Bce a Francoforte - una torre alta 185 metri, simile a una fortezza circondata da una barriera di sicurezza e da un fossato, un simbolo di potere che è costato la cifra sbalorditiva di 1,3 miliardi di euro – negli stessi giorni si svolgono gli incontri tecnici tra il neo Brussels Group (la vecchia Troika più il Fondo Europeo Salva Stati) e il governo ellenico: è in gioco l’accettazione del piano greco per recuperare quei 7 miliardi di euro che il FMI non ha versato alla Grecia a fine febbraio in cambio di 4 mesi di tempo per ridiscutere i piani della politica d’austerity che si voleva imporre al governo Tsipras.

Lo stato greco si trova sotto assedio, dopo che la stessa BCE il 4 febbraio scorso ha chiuso i rubinetti della liquidità alla Banca Centrale Ellenica non accettando più come garanzia i titoli di stato greci (http://quaderni.sanprecario.info/2015/02/il-terrorismo-della-bce-di-andrea-fumagalli/) e dopo che la riunione dell’Eurogruppo del 9 marzo si è conclusa con la dichiarazione che la lista delle riforme proposte dalla Grecia è incompleta: si chiede quindi una velocizzazione dei tempi, rimangiandosi in parte quanto già concesso in precedenza.

Ma anche la Bce rischia di trovarsi sotto assedio. Oggi 18 marzo in occasione dell’inaugurazione della nuova sede, il cartello di associazioni e di movimenti che va sotto il nome di Blockupy - Resistance in the Heart of the European Crisis Regime ha indetto una manifestazione transnazionale contro le politiche d’austerity e a sostegno delle rivendicazioni greche in nome di un cambio radicale della politica economica europea.

Si tratta del primo appuntamento europeo da parte dei movimenti sociali dopo il cambio di governo greco. Dopo vari anni di imposizione ottusa delle politiche d’austerity unicamente finalizzate a garantire i diritti dei creditori a danno delle condizioni sociali delle popolazione, e lungi dal diminuire la stessa situazione debitoria, si ha l’occasione di cominciare un percorso che, sia sul piano dell’agitazione politica che su quello istituzionale, ha come obiettivo minimo non solo il diritto di poter trattare e discutere le stesse politiche d’austerity, ma soprattutto di sviluppare un ampio fronte sociale europeo in grado di bloccare le rovinose scelte economiche di una ristretta oligarchia finanziaria.

Di fronte al silenzio complice di tutti i governi europei, succubi per opportunismo e calcolo politico alle rigidità imposte dalla Germania, si apre la possibilità che un nuovo movimento sociale dal basso, superando i limiti di un nazionalismo provinciale, possa preludere ad un rovesciamento radicale dei quella logica mercantile e finanziaria all’origine della più pesante crisi economica, in nome della ridefinizione di un nuovo welfare – commonfare - di una politica fiscale europea comune e del superamento di una condizione precaria dilagante e sempre più istituzionalizzata (dai mini jobs al Jobs Act): a favore della propria autodeterminazione e libertà.

 

La repubblica dei debitori


Una vita scandita dal debito. Quello contratto dai singoli verso imprese, università, banche. E quello subito in seguito ai debiti contratti da uno stato sovrano in base al quale uomini e donne devono sottoscrivere altri debiti per accedere all'assistenza sanitaria, per l'acquisto della casa, per garantirsi una pensione. Diritti sociali cancellati dalle politiche di austerity imposte da quello stesso Stato per adempiere agli impegni presi con il Fondo Monetario Internazionale, talvolta la Banca Mondiale, la Banca Centrale Europea.
Benedetto Vecchi, Il Manifesto ...

Atene chiede i danni di guerra a Berlino

  • Mercoledì, 11 Marzo 2015 09:55 ,
  • Pubblicato in Flash news

Popoff
11.03.2015

Firma storica del ministro di Giustizia per i risarcimenti della strage nazista di Distomo. Per Syriza cresce il consenso popolare. Tsipras: «Governo non è disposto a subire i ricatti Bce»

da Atene, Elena Sirianni

Seduta parlamentare ad Atene sulla costituzione di una Commissione Parlamentare d’inchiesta sui danni di guerra causati dalla Germania. Tsipras: «Manterremo i nostri impegni, lo stesso facciano i nostri partner con noi. Il governo di Syriza non è disposto a subire i ricatti di Bruxelles e della BCE».

E’ chiaro ormai che i partner europei hanno collocato una bomba ad orologeria sotto la poltrona di Tsipras e l’accordo che offrono alla Grecia è l’imposizione di un nuovo prestito correlato da una nuova dose di macelleria sociale. Gli europei alternano moniti severi sul rispetto degli impegni presi dalla Grecia a rassicuranti dichiarazioni sul sicuro futuro “europeo” del paese ellenico. La verità è che si vuole portare il paese allo stremo negandogli ogni possibilità di finanziamento ordinario o straordinario così da obbligare il governo a rinunciare al suo programma e costringerlo a fare le “riforme” gradite a Bruxelles. Il governo di Syriza però non intende cedere confortato da un consenso popolare amplissimo e senza precedenti. Significativo di quanto sia aspro lo scontro apertosi fra la Grecia e i partner europei è la notizia filtrata dall’Eurogroup in corso a Bruxelles, dove un contrariato Schauble ha accusato il governo greco di aver assunto un’iniziativa unilaterale presentando il disegno di legge per affrontare la crisi umanitaria.

La Grecia da parte sua reagisce aprendo in Parlamento il dibattito sulla costituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta per la restituzione dei danni di guerra da parte della Germania che includa riparazioni e risarcimenti, restituzioni del prestito forzoso di guerra e restituzione dei beni archeologici sottratti dai nazisti. Nel corso della seduta il nuovo ministro della Giustizia Nikos Paraskevopoulos ha annunciato un’importante decisione a favore dei discendenti delle vittime della strage nazista di Distomo in Beozia dove nel 1944 i tedeschi uccisero 228 persone, fra cui 53 bambini. Nel 2000, il tribunale dell’Areopago ha reso giustizia alle vittime della strage e ai loro eredi obbligando la Germania al risarcimento, o in caso di non ottemperanza, al sequestro obbligatorio del suo patrimonio. Perchè si possa procedere al sequestro di beni a danno di uno stato straniero è però necessaria la firma del ministro della Giustizia, cosa che non ha osato fare finora nessun ministro. Paraskevopoulos, quindici anni dopo, si è detto pronto a firmare.

Nel dibattito è intervenuto anche il primo ministro Alexis Tsipras che ha definito storica la seduta e spiegando che ha deciso di prendervi parte sia per motivi sostanziali sia per rendere onore alle vittime della Seconda Guerra Mondiale e ai combattenti della Resistenza Nazionale. «Quando al dialogo fra i popoli subentrano discorsi sulla superiorità e sul loro destino storico allora prevale la guerra e il buio e l’Europa ha conosciuto questo buio, lo ha vissuto, lo ha odiato… Per questo motivo avviò le procedure perchè non risuonassero di nuovo le sirene della guerra». Parlando del debito ha dichiarato: «Il governo lavorerà instancabilmente perchè in condizioni di parità si trovino le soluzioni perchè la Grecia possa onorare per intero i suoi impegni ma anche perchè vengano rispettati integralmente gli impegni verso la Grecia e il popolo greco».

Alexis Tsipras ha sottolineato che «di fronte ai toni moralistici che sono prevalsi in Europa in questi ultimi anni non vogliamo fare la parte dello scolaretto che abbassa lo sguardo nè quella del maestro che agita il dito del moralista». Ha poi aggiunto: «Non diamo lezioni di morale ma non accettiamo lezioni di morale» e, riferendosi alle «provocatorie dichiarazioni», degli ultimi giorni provenienti dall’Europa ha risposto citando la frase di Gesù nel discorso della Montagna: «Vedono la pagliuzza nell’occhio del loro fratello ma non la trave nel proprio occhio».

 

Blockupy 2015 #18M il momento di agire è arrivato!

  • Mercoledì, 11 Marzo 2015 09:50 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

DinamoPress
11.03.2015

Il comunicato della coalizione Blockupy e il decalogo con le informazioni per la manifestazione del 18 marzo contro l'inaugurazione dell'Eurotower della BCE. Da tutta 

Europa treni, pullman e delegazioni dei movimenti raggiungeranno Francoforte.

Dall'Italia azioni, mobilitazioni e campagne: la declaration degli strikers, la call della Comune d'Europa, il comunicato della Fiom.

Mercoledì 11 assemblee #StrikeBCE a Roma e Padova. Qui tutte le info sui pullman.

Il 2 marzo azioni in Italia: bloccata la sede di Banca d'Italia a Venezia, striscioni a Napoli, a Bologna ed Ancona. Il prossimo 11 marzo iniziative a Roma e Padova
degli strikers verso Francoforte.

A seguire il comunicato per l'action consensus

La mattina del 18 marzo 2015 il nostro obiettivo sarà quello di creare un blocco effettivo della BCE, del suo lavoro quotidiano e della sua cerimonia di apertura. Per
questo, insieme ai tanti attivisti provenienti da reti, organizzazioni e gruppi di tutta Europa andremo il più vicino possibile alla BCE. Seguendo il blocco, le
singole organizzazioni della coalizione realizzeranno azioni per denunciare le questioni specifiche e i protagonisti del regime della crisi.

Blocchi di massa, fatti da persone, saranno la nostra forma d’azione. Chiuderemo ogni ingresso alla BCE con sit-in e blocchi stanziali, performance di teatro di
strada, gruppi di percussionisti e oggetti a tema sulla nostra resistenza. Nei nostri blocchi ci serviremo anche delle transenne e barricate della polizia. Anche se le
forze di polizia proveranno a impedirci di raggiungere il nostro obiettivo, non ci concentreremo su di loro. Riempiremo gli spazi vuoti tra le fila della polizia o le
aggireremo, ovunque sia possibile, e useremo i nostri corpi per tenere saldi i blocchi. Non ci sarà alcuna escalation da parte nostra. Eserciteremo il nostro diritto
all’integrità fisica e, quindi, potremo difendere i nostri corpi con materiali protettivi.

Tutti insieme ci prendiamo la responsabilità del successo della nostra azione. Creeremo una situazione trasparente per tutti coloro che parteciperanno al blocco, nella
quale ci siano rispetto e supporto reciproco, in solidarietà. Questo aspetto consentirà di partecipare anche a chi ha poca esperienza di blocchi. Per quanto riguarda
la manifestazione del pomeriggio, vogliamo che sia una manifestazione vivace e visibile, che mostri i colori di Blockupy con occhiali da sole, ombrelli, ecc. per tutta
la sua durata. Vogliamo una manifestazione a cui tutti possano prendere parte in maniera sicura e inoffensiva. Si parte insieme e si arriva insieme.

Blockupy fa parte delle proteste diffuse in tutta Europa contro la politica autoritaria della crisi. Siamo solidali con tutti coloro che condividono i nostri obiettivi
di contrasto alla gestione autoritaria della crisi e alle politiche della Troika. Rifiutiamo qualsiasi posizione reazionaria, nazionalista e razzista. Potete scaricare
qui tutte le informazioni relative alle attività in programma e gli orari per l’intera giornata, le questioni logistiche, le informazioni relative al supporto legale e
alla polizia.

Coordinamento transnazionale Blockupy

noTroika
Per una curiosa coincidenza storica, non vi è né vi sarebbe mai stato momento più appropriato di questo per l'inaugurazione a Francoforte della faraonica Eurotower, nuova sede della Banca Centrale Europea. [...] E l'appuntamento cade nel mezzo delle nuove tensioni che attraversano l'Eurogruppo, alla ripresa di quel braccio di ferro tra governo greco e ministri dell'Unione coincidente con l'avvio delle procedure di quantitative easing da parte della Banca Centrale, i cui termini stanno mostrando l'inconsistenza di tanta chiacchiera sulla sua presunta "tecnica indipendenza".
Beppe Caccia, Il Manifesto ...

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