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Il Fatto Quotidiano
26 01 2015

Reazioni preoccupate dal Paese che è da sempre il primo sostenitore delle politiche di austerity rifiutate dal leader di Syriza. Il Financial Times parla invece di "sfida per l’euro establishment", che sarà chiamato a discutere con il nuovo governo un riscadenzamento del debito. Nel pomeriggio riunione dell'Eurogruppo preceduta da colazione di lavoro tra Draghi, Juncker, Tusk e Dijsselbloem

In tedesco, “speranza” che è stata al centro degli slogan precedenti e successivi il trionfo elettorale di Syriza si traduce in “terrore“. “Euro-terrore”, per la precisione, come titola la sua versione online il tabloid tedesco Bild. Sotto il titolo, una foto del probabile futuro premier Alexis Tsipras con il pugno alzato. Mentre la Frankfurter Allgemeine Zeitung titola un’intervista al sociologo greco Michael Kelpanides “Tsipras significa ritorno alla corruzione“. Reazioni che danno la misura del timore con cui i Paesi “forti” dell’Eurozona osservano il trionfo elettorale del leader anti-austerity e anti-troika che ha messo al centro del proprio programma la rinegoziazione con i creditori internazionali Bce, Ue e Fmi del 60-70% del debito (“come quella concessa alla Germania nel 1952″), l’aumento di stipendi e pensioni, la ricostruzione del welfare e una riduzione delle tasse.

Non per niente, prima ancora dell’uscita dei risultati ufficiali, è arrivato anche il duro commento del presidente della Bundesbank Jens Weidmann, noto per essere un “falco” del rigore di bilancio e già messo a dura prova, la settimana scorsa, dalla decisione del presidente della Bce Mario Draghi di dare il via a un maxi programma di acquisto di titoli di Stato a cui la Germania si opponeva. “Credo che sia anche nell’interesse del governo greco fare il necessario per affrontare i suoi problemi strutturali”, ha detto Weidmann in un’intervista alla tv pubblica tedesca Ard. E “spero che il nuovo governo non metterà in dubbio ciò che ci si attende (dalla Grecia ndr) e quello che è già stato raggiunto” e “non farà promesse che la Grecia non può permettersi”. Come dire: il Paese ha ancora bisogno di aiuti e li otterrà solo se rispetterà gli accordi. Ma Tsipras, come è noto, ha messo in chiaro di non avere alcuna intenzione di rispettare gli accordi presi dai suoi predecessori.

Meno tranchant della stampa tedesca il Financial Times, secondo il quale “la vittoria della sinistra radicale in Grecia rappresenta una sfida per l’euro establishment”. Il che è poco ma sicuro. Dopo che Tsipras avrà formato il nuovo governo, probabilmente con il sostegno della piccola formazione dei Greci Indipendenti, partirà infatti il negoziato per ottenere dalla troika – che il leader di Syriza non riconosce peraltro come interlocutore, chiedendo invece di parlare direttamente con i rappresentanti di Ue e Fmi – almeno un’estensione del termine entro cui il Paese dovrà ripagare le rate in scadenza dell’enorme debito, che ha toccato quota 330 miliardi di euro.

Lunedì, proprio per discutere della Grecia post elezioni e della linea da tenere con il nuovo governo, è prevista una riunione dell’Eurogruppo. Che sarà preceduta da una colazione di lavoro tra il presidente della Bce Draghi, della Commissione Ue Jean Claude Juncker, del Consiglio Donald Tusk e dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.

Corriere della Sera
26 01 2015

Syriza con il 94% dei voti scrutinati ha 149 seggi sui 300. Gli occhi dell'Europa su Atene: «Rispetti gli accordi»

di Redazione Online

Alexis Tsipras e Syriza trionfano nelle elezioni politiche in Grecia. Il partito anti-austerità, con il 94% delle schede scrutinate, si ferma però a 149 seggi, due dalla maggioranza assoluta, e dovrà quindi cercare un alleato per governare. «La Troika è una cosa del passato», ha detto il leader, commentando il risultato delle elezioni. «Il voto contro l’austerità è stato forte e chiaro». Prima ancora che arrivassero i primi dati reali, subito dopo la diffusione degli exit poll, è arrivato il monito della Bundesbank per bocca del suo presidente Jens Weidmann: «La Grecia rispetti gli impegni, fare le riforme è nel suo interesse». Intanto oggi del dossier greco si parlerà al tavolo dell’Eurogruppo, preceduto da un vertice ad hoc convocato tra i vertici dell’Europa e dell’Eurozona, cioè i presidenti Draghi, Juncker, Tusk e Dijsselbloem.

Le percentuali
Al termine dello spoglio, andato avanti tutta la notte, i dati ufficiali assegnano a Syriza il 36,34% pari a 149 deputati, oltre il doppio (grazie al premio di governabilità di 50 seggi rispetto ai 71 del 2012, quando prese il 26,89%). A quasi 9 punti di distanza i conservatori di Nea Dimokratia (Nd) del premier uscente Antonis Samaras con il 27,81% e 76 seggi (129 due anni fa). Terzo partito si conferma, come a giugno 2012, l’estrema destra di Alba Dorata, che con il 6,28% conquista 17 seggi (uno in meno delle precedenti elezioni). A breve distanza i centristi di To Potima, questi ultimi con il 6,05%, con 17 seggi. A seguire i comunisti del Kke, che hanno ottenuto il 5,47% e 15 seggi (3 in più rispetto a due anni fa); Greci Indipendenti (formazione scissionista di Nea Dimokratia) ha preso il 4,75% e 13 seggi (7 in meno), così come i socialisti del Pasok di Evangelos Venizelos (prima del crollo il partito che si alternava con Nd al potere dalla caduta del regime dei colonnelli nel ‘74) con il 4,68%. Nel 2012 ne ottenne 33. L’affluenza è stata del 63,87, più alta del voto precedente quando andò a votare il 62,47%.

Tsipras: «Oggi chiudiamo col circolo vizioso dell'austerità»
Alexis Tsipras ha parlato alla folla sotto la sede di Syriza ad Atene: « Oggi il popolo greco ha fatto storia. Il popolo greco ha dato un ordine molto chiaro: la Grecia volta pagina, abbandona l'austerità, la catastrofe, lascia la paura dietro di se, lasca 5 anni di sofferenze e chiude circolo vizioso dell' austerità, annulla l'accordo di austerità con la troika che è il passato». E poi: «Troveremo con l'Europa una nuova soluzione per far uscire la Grecia dal circolo vizioso (dell'austerità) e per far tornare a crescere l'Europa. La Grecia presenterà ora nuove proposte, un nuovo piano radicale per i prossimi 4 anni». « Il nuovo governo greco negozierà «una soluzione finanziaria giusta e vantaggiosa per tutte le parti».

«Gli accordi firmati con la troika sono morti»
Il primo a parlare dopo i risultati era stato il responsabile del programma economico di Syriza, Yannis Milios, che annuncia che alla luce del trionfo alle elezioni (ancora da verificare), gli accordi sottoscritti dai precedenti governi, ultimo quello di Antonis Samars, con la troika (Bce-Ue-Fmi) per il salvataggio della greca «sono morti». «Penso che Gikas Jarduvelis (ministro delle Finanze del governo uscente) domani mattina (a Bruxelles) alla riunione dell'Eurogruppo si limiterà a discutere di aspetti tecnici, perché il programma (di rientro del prestito da 240 miliardi di euro che ha salvato Atene) che ha sottoscritto come rappresentante di Samaras è morto», ha dichiarato Milios. Lunedì è previsto una riunione dell'Eurogruppo che avrà tra i temi più scottanti proprio l'esito del voto greco e le sue possibili ripercussioni sulla tenuta dell'Eurozona.

Le reazioni, Weidmann: «Ora la Grecia rispetti gli impegni»
A risultati non ancora ufficiali erano arrivate le prime reazioni. «È nell'interesse del governo greco fare le riforme necessarie per risolvere i suoi problemi strutturali - è il commento del presidente della Bundesbank Jens Weidmann - La Grecia deve aderire alle condizioni del salvataggio». Il presidente della Bundesbank e membro del direttivo della Bce, ritiene che Atene continuerà ad avere bisogno di aiuti dalla troika (Bce-Ue-Fmi) e ricorda che li otterrà solo se rispetterà gli accordi sottoscritti dai governi precedenti. Weidmann spera che il nuovo governo non faccia promesse che non potrà permettersi, auspica «che il nuovo governo (greco) non metterà in dubbio ciò che si aspetta da lui e ciò che è già stato realizzato».

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