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La Repubblica
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É stata denunciata per violenza sessuale e oltraggio a pubblico ufficiale Nina De Chiffre, la ragazza milanese No Tav, diventata famosa per il bacio al poliziotto durante la marcia contro la Torino-Lione, tenutasi il 16 novembre da Susa a Bussoleno.

Lo ha annunciato il segretario generale del sindacato di Polizia (Coisp), Franco Maccari: "Ho denunciato la No Tav che ha baciato il casco del poliziotto" ha detto il sindacalista, intervistato durante la trasmissione di Radio24 "La Zanzara".

Ma perché violenza sessuale? "Se io la bacio sulla bocca, non é reato? - ha risposto Maccari - se fosse stato un poliziotto a baciare un manifestante a caso, sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale".

Il gesto di Nina De Chiffre aveva creato molto clamore: inizialmente, quando la foto del bacio era stata pubblicata su giornali e siti web, si era pensato ad un gesto distensivo e di rappacificazione tra il movimento No Tav e le forze dell'ordine.

Ma nel giro di poche ore era stata proprio la giovane milanese a smentire tale interpretazione, precisando che il suo era un gesto di provocazione e di disprezzo contro le forze dell'ordine, che su Facebook ha definito "dei porci schifosi da appendere a testa in giù".

Dopo il "bacio" l'attivista si sarebbe bagnata le dita con la saliva, e avrebbe provato ad avvicinarle alla sua bocca. "Volevo che quel poliziotto si ricordasse quello che è successo a Marta di Pisa - aveva detto Nina a Repubblica - lo scorso luglio è stata molestata e picchiata senza nessuna conseguenza per gli agenti".

Fabio Tanzilli

Corriere del Veneto
11 12 2013

TREVISO – Sarebbe tutto iniziato con un bacio in un corridoio. Un bacio forse troppo avido, per alcuni. Anche se poi la versione ufficiale è quella di un abbraccio. Protagoniste, due studentesse del Duca degli Abruzzi, istituto superiore di Treviso. Uno loro coetaneo, indignato, ha spedito una lettera alla vicepreside. La quale avrebbe richiamato le due studentesse. Un episodio ancora borderline, dal quale però è già scaturita una conseguenza reale. Sabato prossimo, durante la ricreazione, gli studenti hanno organizzato un flash mob: tutti cingeranno al braccio un nastro viola, il colore simbolo della lotta all’omofobia. I fatti sono raccontati da Lorenzo Boz, rappresentante della consulta provinciale degli studenti per il Duca degli Abruzzi.

«La nostra vicepreside, la professoressa Renata Moretti, ha convocato due ragazze che frequentano la sede distaccata di San Pelajo», spiega. «Il motivo: aveva ricevuto una lettera di uno studente che si lamentava del loro comportamento tra i corridoi scolastici. Io ho parlato con le ragazze, che mi hanno detto di essersi solo abbracciate». Fatte queste premesse, c’è però un «retrogusto omofobo», per citare Boz, e di qui la decisione, «in armonia col corpo docente» di organizzare durante l’assemblea, convocata per sabato mattina, il flash mob tra le 10.45 e le 10.50 nel parcheggio antistante la scuola, una iniziativa pensata e voluta dai compagni di classe delle ragazze. «Precisiamo però che il comportamento dei docenti è stato totalmente corretto», precisa il rappresentante degli studenti.

«Anche se ci fosse stato un richiamo, è assolutamente legittimo: nel regolamento scolastico sono vietate le effusioni amorose in luoghi pubblici, indipendentemente dal sesso dei protagonisti». La preside dell’istituto, Maria Antonia Piva, conferma l’accaduto, che sarebbe avvenuto lunedì 9 dicembre, di mattina. «Ma a me risulta al più un normale richiamo in corridoio, di quelli che si fanno ogni giorno», puntualizza. «In ogni caso voglio vederci chiaro, convocherò i protagonisti per capire cosa è effettivamente avvenuto». Per quanto riguarda la manifestazione, la docente non pone paletti, anzi. «Siamo attenti a tutte le dinamiche educative, è importante oliare il dialogo tra educatore e studente», chiude. «E non mi pare sbagliato che i ragazzi possano riflettere sui temi della discriminazione politica, razziale o sessuale senza con questo contrapporsi al corpo docente».

"E' contro l'Islam!", "Andranno all'inferno", "Sono atei". In Egitto ci sono leggi sulla pubblica decenza contro questo genere di effusioni, anche se non sempre vengono applicate. "Ma potevano essere picchiati, e la ragazza poteva subire molestie sessuali", spiega al Corriere Ghada Abdel Aal, autrice del bestseller Che il velo sia da sposa (Epoché). "La cosa assurda è che, quando le donne subiscono molestie, nessuno interviene, ma se una coppia si bacia, allora è scandaloso". ...

Brasile: calciatore bacia un amico e infuria la polemica

  • Martedì, 27 Agosto 2013 08:42 ,
  • Pubblicato in Flash news

Global Voices
26 08 2013

A una sola settimana di distanza dalle proteste contro l'omofobia da parte degli sportivi ai mondiali di atletica leggera di Mosca, e dopo le dichiarazioni della tre volte campionessa Yelena Isinbayeva [it] a favore della legge antigay russa [it], è il Brasile a discutere dell'argomento attraverso lo sport.

Una foto condivisa dal giocatore del Corinthians [it], Emerson Sheik [it], ha scatenato una serie di polemiche sui social network brasiliani. Nell'immagine il numero 10 festeggia la vittoria della sua squadra baciando un amico.

"Tem que ser muito valente, para celebrar a amizade sem medo do que os preconceituosos vão dizer. Tem que ser muito livre para comemorar uma vitória assim, de cara limpa, com um amigo que te apóia sempre.

Bisogna essere molto coraggiosi per celebrare l'amicizia senza avere paura di quello che potrebbe dire la gente prevenuta. Bisogna sentirsi liberi per festeggiare in questa maniera, a viso aperto, vicino ad un amico che ti sostiene sempre."

È bastato un bacio perché che il calcio, notoriamente simbolo di virilità, diventasse sede di dibattito sull'omofobia.

Le critiche al comportamento del calciatore non si sono fatte attendere a lungo sulla rete e si sono susseguite anche fuori. Un gruppo di fanatici appartenenti alla tifoseria chiamata Camisa 12 [pt, come i link successivi eccetto ove diversamente indicato], si è presentato sul campo dove la squadra svolge gli allenamenti, richiedendo le scuse ufficiali e la ritrattazioni delle dichiarazioni di Sheik. I tifosi avevano preparato striscioni con scritte come: “qui niente invertiti“ (sic) e “questo è un posto da uomini”.

Sul loro profilo Twitter, il gruppo Camisa 12 (@Camisa12oficial) ha dichiarato:


Disapproviamo atteggiamenti isolati che denigrano l'immagine del Corinthians e dei suoi tifosi, esigiamo rispetto e fedeltà! Questo è il Corinthians!

— Camisa 12 Oficial (@Camisa12oficial) 19 agosto 2013

Come ricorda Wilson Gomes, in un ambiente come quello calcistico, l'utilizzo di una terminologia che rimandi all'omosessualità è sempre stato un mezzo per sminuire gli altri:

Faccio innanzitutto una distinzione: non è importante tanto “il caso del bacetto di Sheik” quanto “lo scandalo creatosi attorno”. Tengo sempre a mente una regola di antropologia sociale che non dimentico mai: si può capire profondamente una data cultura dagli avvenimenti per i quali si scandalizza.

Tuttavia, la rete si è riempita anche di messaggi a sostegno del calciatore.

Non c'è voluto molto per creare una riedizione della “protesta di baci“ [it], la campagna contro l'omofobia della Commissione per i Diritti Umani in Brasile, realizzata online lo scorso aprile.

La protesta è iniziata con una foto pubblicata dai fratelli Fernando e Gustavo Anitelli, membri del gruppo O Teatro Mágico.

In seguito l'idea si è sviluppata nel Blog do Rovai ed è circolata online con gli hashtag #Sheiktamojunto e #vaicurintia.

Anche altri utenti hanno iniziato a postare le proprie foto a favore della campagna:

Il blog Impedimento ha ricordato il periodo della Democrazia Corinthiana [it], considerato “il più grande movimento ideologico nella storia del calcio brasiliano”. La squadra era autogestita dai giocatori stessi, ricalcando il modello politico della democrazia.

Il bacio di Sheik ha sollevato manifestazioni e proteste che non sono in linea con la Democrazia del Corinthias, nonostante il calciatore non avesse alcuna intenzione politica con tale gesto. Non è niente di grave, ma non avevamo mai visto nessun calciatore brasiliano affrontare “questo stupido pregiudizio che esiste nel calcio”, come affermato da Sheik stesso, dopo le conseguenze del suo gesto.

La foto del bacio di Emerson Sheik è divenuto il simbolo della lotta all'omofobia, in un mondo in cui 76 Paesi considerano illegali le relazioni omosessuali, o come il blogger Fabio Chiorino l'ha definito “un piccolo bacio per l'uomo, un grande passo per il calcio brasiliano”.

La legge vieta la diffusione di informazioni sulla comunità gay ai minorenni: diventa sanzionabile qualunque discorso o manifestazione, un bacio scambiato in strada o il Gay Pride, nei cui paraggi possa trovarsi un minorenne. Baci fra persone dello stesso sesso sono stati scambiati davanti alla Duma: 20 arrestati. ...

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