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Grexit
"La scelta dell'Eurogruppo di non concedere un'estensione del piano di aiuti fino al voto del 5 luglio è un ricatto vergognoso - ha detto Alexis Tsipras in un tesissimo annuncio televisivo a reti unificate -. Bce ed Eurogruppo vogliono soffocare il popolo greco, è un insulto alla democrazia".
Ettore Livini, La Repubblica ...
Tutto in un poche ore, dal quasi accordo al rischio del fallimento. Venerdì sera il premier greco Alexis Tsipras ha annunciato a sorpresa un referendum sul piano di salvataggio proposto dai suoi creditori - Ue, Bce e Fmi -, decisione che a Bruxelles hanno trovato "surreale" visto che, contestualmente, gli sherpa ellenici avevano interrotto il negoziato. "La porta resta aperta-  ha concesso il loro presidente, Jeroen Dijsselbloem -, ma con dispiacere noto che la trattativa è fallita".
Marco Zatterin, La Stampa ...
"Siamo meglio equipaggiati rispetto al 2012 e 2010", ma se la crisi greca precipitasse ci troveremmo "in acque inesplorate". Il monito del presidente della Bce, Mario Draghi, arriva mentre Atene tratta con la Russia.
Stefania Tamburello, Corriere della Sera ...

La primavera dell’Europa sociale

  • Giovedì, 19 Marzo 2015 09:46 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO

Il Manifesto
19 03 2015

Blockupy. Decine di migliaia alla manifestazione di Francoforte contro l'inaugurazione della nuova sede della Bce. Scontri con la polizia, fermati e poi rilasciati decine di attivisti italiani. Per l'IgMetal, "l'Unione europea deve abbandonare le politiche di austerity. Per i movimenti è stato svelato il volto innominabile delle politiche di pareggio del bilancio proprio nel ventre della bestia: precarizzazione e aumento della povertà"

Forse per­ché i dician­nove sele­zio­na­tis­simi ospiti sono stati costretti a rag­giun­gere la ceri­mo­nia inau­gu­rale della Euro­to­wer solo gra­zie all’elicottero, Mario Dra­ghi ha dedi­cato il cuore del suo discorso ai «molti che stanno pro­te­stando qui fuori. Pen­sate che que­sta Europa stia facendo troppo poco. E chie­dete un’Europa più inte­grata con una mag­giore soli­da­rietà finan­zia­ria tra i diversi Paesi».

Al con­tra­rio dei popu­li­sti, ha aggiunto il pre­si­dente della Banca Cen­trale, che cre­dono che l’Europa «stia facendo troppo». Entrambi espri­mono una radi­cale e com­pren­si­bile «domanda di cam­bia­mento». E ha così difeso il ruolo della Bce, che avrebbe fun­zio­nato da «cusci­netto» evi­tando che la crisi avesse effetti peggiori.

La lunga gior­nata di Bloc­kupy Fran­co­forte era ini­ziata molto pre­sto: verso le 5 i mani­fe­stanti arri­vati con pull­man e treni da tutta la Ger­ma­nia e da una decina di diversi Paesi euro­pei hanno ini­ziato a rag­giun­gere le strade di accesso alla nuova Euro­to­wer. Nono­stante il mas­sic­cio dispo­si­tivo di sicu­rezza e diverse cari­che con idranti, la sede Bce è stata cinta d’assedio per tutta la durata dell’inaugurazione. Decine di improv­vi­sate bar­ri­cate, alcune delle quali date alle fiamme, hanno reso più effi­caci i bloc­chi. Men­tre sull’incendio di alcune auto della poli­zia, che tanto hanno ecci­tato i media ita­liani, restano a com­mento le lapi­da­rie parole rivolte ai ban­chieri da Naomi Klein: «i veri van­dali, i deva­sta­tori siete voi, voi non bru­ciate le auto, ma state bru­ciando l’intero pianeta!».

Non sono man­cate in mat­ti­nata alcune pro­vo­ca­zioni, come il ten­ta­tivo di pro­ce­dere al fermo di 250 atti­vi­sti ita­liani, in mag­gio­ranza del «rain­bo­w­bloc» dei Cen­tri sociali, cir­con­dati in una strada late­rale dalla poli­zia. Qui la resi­stenza pas­siva degli asse­diati, insieme all’arrivo di un migliaio di mani­fe­stanti soli­dali e all’intervento dei par­la­men­tari di Sel Fra­to­ianni e Zac­ca­gnini e di Eleo­nora Forenza della lista Tsi­pras, ha otte­nuto che la poli­zia tede­sca rila­sciasse tutti dopo una som­ma­ria identificazione.

A par­tire dalle 14 a migliaia si sono ritro­vati nella cen­tra­lis­sima Römer­platz per due ore di comizi, che hanno dato voce alle tante anime della coa­li­zione Bloc­kupy: oltre all’applauditissimo inter­vento della Klein, hanno preso la parola tra gli altri la co-portavoce di «Die Linke» Sahra Wagen­k­ne­cht, Gior­gios Chon­dros del comi­tato cen­trale di Syriza, Miguel Urban di Pode­mos, Nasim Lomani della rete greca di soli­da­rietà Dyk­tio, atti­vi­sti di movi­mento tede­schi, ita­liani e fran­cesi e diversi sin­da­ca­li­sti tra cui Valen­tina Oraz­zini della Fiom, Jochen Nagel del sin­da­cato tede­sco degli inse­gnati Gew e un espo­nente dell’organizzazione dei metal­mec­ca­nici che, in mat­ti­nata, aveva sfi­lato insieme alla con­fe­de­ra­zione Dgb in una mar­cia di quat­tro­mila tra dele­gati e lavo­ra­tori.

Pro­prio ad Hans– Jür­gen Urban della segre­te­ria della IG Metall abbiamo chie­sto di spie­garci il senso della loro inu­suale par­te­cia­pa­zione. «A dif­fe­renza di gran parte dell’opinione pub­blica tede­sca – ha affer­mato – noi pen­siamo che il cam­bia­mento della Gre­cia non rap­pre­senti una minac­cia, ma un’opportunità per ripen­sare a fondo le poli­ti­che eco­no­mi­che e sociali dell’Unione e dei Paesi più forti. Per que­sto chie­diamo a Mer­kel di nego­ziare sul serio con Atene, e ai ver­tici della Bce di non tenere com­por­ta­menti discri­mi­na­tori nei con­fronti della Gre­cia. Il tanto deplo­rato ma non ancora supe­rato defi­cit demo­cra­tico a livello euro­peo non può essere aggra­vato da un’ulteriore limi­ta­zione della demo­cra­zia negli stati mem­bri, come acca­drebbe se con­ti­nuasse que­sto ricatto – pro­se­gue Urban – senza dimen­ti­care che le poli­ti­che di auste­rity hanno ini­ziato a pena­liz­zare anche l’economia mani­fat­tu­riera tede­sca: se con­ti­nuiamo a stran­go­lare i con­su­ma­tori del Medi­ter­ra­neo, lo vogliamo dire ai padroni e al governo di Grosse Koa­li­tion, chi com­prerà più le auto pro­dotte a Wol­fsburg?» Insomma, con­clude l’esponente dei metal­mec­ca­nici «il cam­bia­mento in Gre­cia è una grande occa­sione per rifon­dare dal basso un’Europa sociale e demo­cra­tica. E que­sto è nell’interesse degli ope­rai tede­schi per primi».

Un pen­siero con­ver­gente con la sod­di­sfa­zione espressa, al ter­mine di un cor­teo che ha visto oltre tren­ta­mila per­sone inva­dere le strade del cen­tro com­mer­ciale e finan­zia­rio di Fran­co­forte, dagli atti­vi­sti della Inter­ven­tio­ni­sti­sche Linke, la rete di movi­mento tra i pro­ta­go­ni­sti della costru­zione del per­corso di Bloc­kupy. «Oggi pos­siamo dire – insi­ste Mario Neu­mann – che la crisi è arri­vata anche in Ger­ma­nia, nel cuore della bestia. Sia per­ché sono cre­sciuti anche qui feno­meni di impo­ve­ri­mento e pre­ca­riz­za­zione di massa, sia per­ché oggi nelle strade di Fran­co­forte si è espressa con forza la rab­bia di tutta Europa. E la domanda di un cam­bia­mento radi­cale, con­di­viso da tanti e diversi, fa sì che la paura per una volta non sia solo dalla parte degli inde­bi­tati, ma anche da quella delle élite».

Certo è che, nell’anniversario della Comune di Parigi, la pri­ma­vera d’Europa a Fran­co­forte è arri­vata con tre giorni di anticipo.

Giuseppe Caccia

Assendio anti-austerity alla Banca in festa

Forse perché i diciannove selezionatissimi ospiti sono stati costretti a raggiungere la cerimonia inaugurale della Eurotower solo grazie all'elicottero, Mario Draghi ha dedicato il cuore del suo discorso ai "molti che stanno qui fuori. Pensate che questa Europa stia facendo poco. E chiedete un'Europa più integrata con una maggiore solidarietà finanziaria tra i diversi Paesi". 
Giuseppe Caccia, Il Manifesto ...

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