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Lazio, ecco la prima legge antibullismo

  • Mercoledì, 11 Febbraio 2015 09:21 ,
  • Pubblicato in Flash news

la Repubblica
11 02 2015

Il Lazio potrebbe essere la prima regione in Italia a istituire per legge una strategia permanente contro il bullismo. E' scaduto ieri il termine per gli emendamenti alla proposta di legge 202 del 23 ottobre 2014 in materia di prevenzione e contrasto del bullismo [...]...

 

Bullismo: dodicenne aggredita in classe

  • Martedì, 10 Febbraio 2015 12:26 ,
  • Pubblicato in Flash news

Ansa.it
10 02 2015

BOLOGNA, 10 FEB - Una dodicenne ha denunciato ai carabinieri di essere stata aggredita in classe, durante la ricreazione, da tre coetanei. "Due mi tenevano per le braccia, l'altro mi colpiva con calci e pugni allo stomaco, e la professoressa era distratta al computer", ha detto la ragazzina, che frequenta la seconda in una media alla periferia di Bologna.

"La scuola era informata delle vessazioni che subisce mia figlia - ha detto al Resto del Carlino il padre, infermiere - ma note e incontri non sono serviti".

"I nuovi media hanno ridefinito le relazioni fra le persone, che hanno superato definitivamente i confini di spazio. Le chat e i social network, di cui gli adolescenti sono competenti dal punto di vista tecnologico ma poco consapevoli da punto di vista relazionale..."
Enrica D'Acciò, La Gazzetta Del Mezzogiorno ...

Huffingtonpost
17 11 2014

L'indagine della polizia e speriamo un sollecito intervento del Miur (che ieri non ha trovato parole pubbliche di condanna) chiariranno la vicenda del professore accusato di aver insultato uno studente quattordicenne con una frase del tipo: "Essere gay è una brutta malattia e tu lo sai bene vero?" attuando poi, secondo le testimonianze dei compagni di classe, una vera e propria aggressione ai danni del giovane. Le cronache giornalistiche parlano di un adolescente turbolento, con problemi di apprendimento, in verità eterosessuale, tutte ipotesi da prendere con le pinze. Il tema rimane se è perché quel docente abbia davvero fatto scattare un'azione, che se comprovata, dovrebbe portare all'immediato licenziamento.

C'è un clima pesante che si è addensato sulla scuola italiana, forse un po' abbandonata in questi mesi di governo Renzi da un ministro, Stefania Giannini, magari pure mossa da buone intenzioni, ma politicamente debolissima, a capo di un partito ormai inesistente, soggetta alle pressioni delle associazioni cattoliche reazionarie che colgono ogni occasione per mettere in discussione il ruolo costituzionale della scuola pubblica. È di qualche giorno per esempio la pubblicazione su Famiglia Cristiana di un decalogo a cura del Forum delle famiglie che in dodici punti sollecita i genitori cattolici a difendersi dalle scuole che favoriscono la teoria gender (una poetica inventata dalla cultura clericale, di cui nessuno comprende i contorni). La premessa di questa guida chiarisce bene gli intenti: "Prima dell'iscrizione verificate con cura i piani dell'offerta formativa (POF) e gli eventuali progetti educativi (PEI) della scuola, accertandovi che non siano previsti contenuti mutuati dalla teoria del gender. Le parole chiave cui prestare attenzione sono: educazione all'effettività, educazione sessuale, omofobia, superamento degli stereotipi, relazione tra i generi o cose simili, tutti nomi sotto i quali spesso si nasconde l'indottrinamento del gender".

L'attacco è preciso e mira al cuore stesso della funzione educativa del sistema scolastico italiano, come l'altro tentativo della curia milanese di schedare, attraverso un questionario distribuito ai seimila insegnanti di religione della provincia, quali scuole si macchiassero di trattare i temi sopra descritti. Se l'odio si sparge nel luogo della conoscenza, il nostro paese è perduto, perché sempre più gli adolescenti, che siano eterosessuali o omosessuali, magri o obesi, abili o disabili, bianchi o neri, si sentiranno soli. Il bullismo violento dei compagni e quello culturale di troppi insegnanti, potrà prendere il sopravvento, di tutto questo si vuole rendere coresponsabile il cattolicesimo italiano? Le risposte inevase degli adulti alle domande più intime dei ragazzi e delle ragazze, alle loro inquietudini e paure, che a volte sfociano nel ruolo di carnefice o di vittima, di spaccone o di silente e disperato introverso, portano fino alle estreme conseguenze, a patologie sociali e mediche devastanti, in qualche caso al suicidio.

Di tutto questo deve tenere conto il ministro e agire, abbandonando le belle parole o gli imbarazzati silenzi, non spargendo le cortine fumogene dei progetti negli istituti, che sono pochi e in molti casi osteggiati dai dirigenti scolastici, da tanti insegnanti e, appunto ora dai genitori organizzati sotto le bandiere di un certo ipocrita e colpevole moralismo religioso. In ultimo, impressiona il silenzio dei sindacati di categoria, con felici e importanti eccezioni, di cui non si sentono mai pronunciare parole sul bullismo e l'omofobia dilagante. Se il compito di queste organizzazioni è solo quello di difendere le ragioni economiche dei propri iscritti è evidente che interpretano il proprio ruolo in forma neutralistica, avulsa dalla realtà in cui operano. Il neutralismo e l'indifferenza (se non l'ostilità) nell'ambito della formazione delle nuove generazioni sono indice di complicità.

Il grasso è nocivo se ingerito, è nocivo se incarnato nella persona che ci si siede accanto, è nocivo anche solo se visto passare. È nocivo e in fondo pericoloso perché costituisce una provocazione cocente alla mia regola di vita, il cui unico precetto ordina: sii magro. Non: sii giusto. Non: sii buono. Non: sii capace. Non: sii saggio. Ma: sii magro.
Mauro Covacich, Corriere della Sera ...

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