I primi dieci anni del Sans

  • Martedì, 17 Marzo 2015 15:14 ,
  • Pubblicato in COMUNE INFO

Comune - info
17 03 2015

di Davide Villa

Dieci anni fa mi trovavo per motivi, almeno sulla carta, di studio all’estero. Mi giunse la notizia di questo posto che era stato occupato nel quartiere di San Giovanni, a Roma, c’era di mezzo qualche amico, quindi la voce corse piuttosto rapida e superò i confini nazionali.

Sta di fatto che mi persi i primi mesi di vita del Sans, un ex bar d’uno stabile occupato già da qualche tempo prima a scopo abitativo da alcune famiglie. Appena rientrato, roso dalla curiosità di conoscere un posto nuovo e dalla paraculite, che voleva farmi trovare un posto per suonare live con la mia band, andai a vedere di cosa si trattasse. Il tutto sembrava un posto in divenire, un cantiere aperto che, della precarietà della propria situazione, faceva in parte la sua spinta e in parte la sua scusante. Non l’ho vissuto dal dentro per un po’, ma l’ho frequentato, ci ho suonato, guardato le partite della Roma, chiacchierato e bevuto, ma l’ho quasi sempre attraversato esternamente. Negli anni l’aspetto è cambiato e più volte le anime che lo facevano vivere si sono alternate, allontanate e riavvicinate, portando nuovi progetti e nuove motivazioni.

Succede che, ad un tratto, mi allontano dal Sans: interessi, amicizie, amori, sono molteplici i motivi che portano allo stemperarsi di una vecchia passione. Arrivato al punto di maggior oblio, ecco che mi arriva una nuova voce: c’è una radio che trasmette dal Sans Papiers! Mi fiondo di nuovo a capofitto, motivato da alcune persone, nuove e vecchie conoscenze, mentre cerco di farmi accettare dentro la radio. L’impresa si rivela meno difficile di quanto chiunque, me compreso, potesse pensare: l’inclusione attraverso il mezzo radiofonico era contemporaneamente una pratica ed una consuetudine a via Carlo Felice. L’attenzione negli anni si è spostata su vari argomenti, ma da qualche tempo è focalizzata sulla produzione e promozione culturale, da affiancare alla politica non come qualcosa di diverso, ma come una parte necessaria, reciprocamente, alla crescita del discorso nella sua interezza.

Dal Sans, negli anni, sono passati artisti emergenti che mai sono emersi, musicisti alle prime armi che poi hanno spiccato il volo, dj e saltimbanchi, teatranti, fotografi. Il posto ha mutato il suo aspetto, raggiungendo l’estetica che chi, negli ultimi due fine settimana di Marzo, vorrà attraversare il Sans, troverà di fronte ai propri occhi. Pareti pitturate con colori che richiamano a Roma (il rosso) e pareti bianche che si prestano ad interpretazioni e proiezioni, come se fossero dei fogli da scrivere. Un’area espositiva per fotografie, stampe, illustrazioni, per mostre itineranti che vogliono passare da San Giovanni, ha preso il posto d’un area bivacco, rispettabilissima, ma lasciata un po’ a sé stessa. Ora almeno il bivacco può essere accompagnato dall’ambrosia dell’arte, cibo preferito dei cervelli.

Il palco per i concerti negli anni si è spostato, dove si suonava un tempo ora c’è lo studio di Radio Sonar, attivo tutti i giorni della settimana, ma ancora non arrivato all’apice delle sue possibilità. Il nuovo palco è più largo, da quest’estate, ed ospita jazzisti, trash warriors, mash-uppers e rockettari. Due bar, banconi che si trasformano in luoghi di scambio per idee e conoscenze, proposte che riempiono, grosso modo, tutti i fine settimana, nonostante gli impegni, gli acciacchi, la vita precaria di chi anima il Sans Papiers.

Una rete antirazzista, un luogo di ritrovo per i fratelli africani del (fu) vicino centro d’accoglienza di Castrense, un mercato del disco che si ripete una volta al mese (leggi Affinità viniliche, cultura e vita), concerti, discussioni, un incipiente corso di italiano, una radio, un posto dove guardare eventi sportivi in compagnia e bersi un paio di birre. Tutto questo è quello che per me è diventato il Sans Papiers, tutto questo è quello che vorrò festeggiare dal 20 al 29 marzo con i fratelli e le sorelle che lo attraversano, più o meno assiduamente. Tutto questo è quello che una città come Roma, con le sue difficoltà, le sue intuizioni, le sue contraddizioni, ricchezze e povertà, dovrebbe festeggiare, perchè un presidio di libertà, per quanto possa piacere o meno, quando compie dieci anni va festeggiato e valorizzato.

 

Je suis Scup, anche in Campidoglio

  • Mercoledì, 28 Gennaio 2015 14:17 ,
  • Pubblicato in COMUNE INFO

Comune-info
28 01 2015

L’appello di Scup, spazio sociale romano, contro lo sgombero. Manifestazione giovedì 29 gennaio in piazza del Campidoglio.

#iosonoscup #scupsottosgombero. Difendi Scup!
MANIFESTAZIONE IN PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO

GIOVEDÌ 29 GENNAIO DALLE ORE 16

Scup è il centro di sport e cultura popolare nato a San Giovanni nel maggio del 2012 dall’occupazione della ex motorizzazione di via Nola 5. Da quel giorno è nato un sogno: quello di creare dal basso welfare e mutualismo. Scup offre dei servizi al territorio e raccoglie numerosi progetti: una palestra con dieci corsi per bambini, adulti e anziani, un bar e un’osteria, una ludoteca, corsi e laboratori per bambini, una web radio, una biblioteca, un’aula studio e dei corsi di lingua, una scuola popolare di musica, uno sportello di ascolto psicologico, un mercato di artigiani e produttori che si svolge ogni prima domenica del mese e un punto di distribuzione settimanale a cura di “terra terra”. Il wi-fi libero e gratuito e uno spazio per seminari e conferenze.

Scup è inoltre un luogo al servizio dei movimenti e della cittadinanza attiva in cui numerosi cittadini e realtà organizzano, laboratori, dibattiti, iniziative, progettano confronti e mobilitazioni.

E poi Scup è l’iniziativa dei cittadini per fermare il tentativo di speculazione in atto sullo stabile di via Nola. Infatti, lo stabile, che era pubblico, è stato privatizzato e ceduto ad una società immobiliare, la F&F immobiliare che intende modificare la sua destinazione d’uso a verdi e servizi, per realizzare un polo commerciali con una cubatore superiore all’attuale del 35%.

Scup si trova in un momento cruciale della sua vita. Lo sgombero di Scup è all’ordine del giorno del prossimo comitato per l’ordine e la sicurezza. Un attacco che non riguarda solo Scup, ma anche altri spazi sociali (ad esempio il Corto Circuito e il Cinema palazzo) che promuovono la socialità, il mutualismo e combattono la speculazione. Per organizzare la difesa di Scup, domenica 18 gennaio si è tenuta una partecipata e bella assemblea di coloro che hanno a cuore il progetto e che in vari modi contribuiscono ad alimentarlo o che comunque solidarizzano con questa esperienza.

Dall’assemblea è emersa la volontà di promuovere una manifestazione in piazza in Campidoglio. Mostrare in una piazza così importante di Roma le attività, i servizi, le professionalità, le passioni e la vitalità di Scup e delle realtà e dei cittadini che lo difendono. Chiunque può dare un contributo, portando l’attività che svolge, pubblicizzando la manifestazione, portando un saluto.

Saremo in quella piazza dalle ore 16 (quindi è possibile raggiungerci anche dopo). Chiederemo al consiglio comunale e all’amministrazione capitolina un atto politico che fermi lo sgombero e difenda l’esperienza di Scup. E anche un atto politico di riconoscimento dell’ importanza per la democrazia di questa città, di tutti gli spazi sociali sotto attacco e delle esperienze che promuovono autogoverno, mutualismo e diritto sociali.
Invitiamo tutti e tutte

IN PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO: GIOVEDÌ 29 GENNAIO DALLE ORE 16 (oppure a Scup alle ore 14.00 per andare insieme)

Difendi Scup! Giovedì 29 manifestazione in Campidoglio

  • Martedì, 27 Gennaio 2015 13:16 ,
  • Pubblicato in Flash news

Communianet
27 01 2015

Scup è il centro di sport e cultura popolare nato a San Giovanni nel maggio del 2012 dall'occupazione della ex motorizzazione di via Nola 5. Da quel giorno è nato un sogno: quello di creare dal basso welfare e mutualismo. Infatti, Scup offre dei servizi al territorio e raccoglie numerosi progetti: una palestra con dieci corsi per bambini, adulti e anziani, un bar e un'osteria, una ludoteca, corsi e laboratori per bambini, una web radio, una biblioteca, un'aula studio e dei corsi di lingua, una scuola popolare di musica, uno sportello di ascolto psicologico, un mercato di artigiani e produttori che si svolge ogni prima domenica del mese e un punto di distribuzione settimanale a cura di "terra terra". Il wi-fi libero e gratuito e uno spazio per seminari e conferenze.
Scup è inoltre un luogo al servizio dei movimenti e della cittadinanza attiva in cui numerosi cittadini e realtà organizzano, laboratori, dibattiti, iniziative, progettano confronti e mobilitazioni. E poi Scup è l’iniziativa dei cittadini per fermare il tentativo di speculazione in atto sullo stabile di via Nola. Infatti, lo stabile, che era pubblico, è stato privatizzato e ceduto ad una società immobiliare, la F&F immobiliare che intende modificare la sua destinazione d’uso a verdi e servizi, per realizzare un polo commerciali con una cubatore superiore all’attuale del 35%.

Scup si trova in un momento cruciale della sua vita. Lo sgombero di Scup è all'ordine del giorno del prossimo comitato per l'ordine e la sicurezza. Un attacco che non riguarda solo Scup, ma anche altri spazi sociali (ad esempio il Corto Circuito e il Cinema palazzo) che promuovono la socialità, il mutualismo e combattono la speculazione. Per organizzare la difesa di Scup, domenica 18 gennaio si è tenuta una partecipata e bella assemblea di coloro che hanno a cuore il progetto e che in vari modi contribuiscono ad alimentarlo o che comunque solidarizzano con questa esperienza. Dall’assemblea è emersa la volontà di promuovere una manifestazione in piazza in campidoglio. Mostrare in una piazza così importante di Roma le attività, i servizi, le professionalità, le passioni e la vitalità di Scup e delle realtà e dei cittadini che lo difendono.Chiunque può dare un contributo, portando l’attività che svolge, pubblicizzando la manifestazione, portando un saluto.

Saremo in quella piazza Giovedì 29 gennaio dalle ore 16.00 (quindi è possibile raggiungerci anche dopo). Chiederemo al consiglio comunale e all’amministrazione capitolina un atto politico che fermi lo sgombero e difenda l’esperienza di Scup. E anche un atto politico di riconoscimento dell’ importanza per la democrazia di questa città, di tutti gli spazi sociali sotto attacco e delle esperienze che promuovono autogoverno, mutualismo e diritto Invitiamo tutti e tutte.

IN PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO
GIOVEDÌ 29 GENNAIO DALLE ORE 16.00 (oppure a Scup alle ore 14.00 per andare insieme)

Milano, in corso lo sgombero del centro sociale Lambretta

  • Martedì, 26 Agosto 2014 10:03 ,
  • Pubblicato in Flash news

Info out
26 08 2014

E' iniziato alle prime ore di questa mattina lo sgombero del csoa Lambretta a Milano, un insieme di palazzine di proprietà dell'Aler occupate nella primavera del 2012. Intorno alle 7 polizia, carabinieri, agenti della digos e guardia di finanza si sono presentati in forze, militarizzando il quartiere in cui si trova lo spazio sociale e facendo poi irruzione al suo interno.

Sei compagni che si trovavano all'interno del Lambretta sono riusciti a raggiungere il tetto di una delle palazzine, dove stanno tuttora resistendo, mentre all'esterno, in piazza Ferravilla, ha iniziato a formarsi un presidio di solidarietà.

Il Lambretta era già stato sgomberato una prima volta nell'ottobre 2012 e poi rioccupato all'incirca un mese dopo.

L'operazione di questa mattina va ad aggiungersi all'ormai lunga serie di attacchi portati avanti da governo e amministrazioni locali contro gli spazi occupati approfittando del periodo estivo, in particolare a Milano, dove la giunta arancione di Pisapia con una mano apre finti tavoli di confronto sugli spazi in città e con l'altra ordina sgomberi, e dove la macchina organizzativa in vista di Expo2015 mostra appetiti sempre più voraci.

Il presidio in piazza Ferravilla proseguirà per l'intera giornata con un appuntamento di mobilitazione questa sera alle 20.

Milano, in corso lo sgombero di Zam

  • Mercoledì, 23 Luglio 2014 13:39 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
23 07 2014

Ancora uno sgombero per Zona Autonoma Milano. Gli attivisti e le attiviste resistono allo sgombero del centro sociale, arrivato mentre il Comune di Milano apre un tavolo di trattativa con gli spazi sociali. Diverse cariche molto violente e almeno cinque feriti.


Il comunicato di ZAM a sgombero in corso:

Sgombero ZAM, si sta come d’estate sui balconi gli occupanti

Stanno sgomberando Zam: tutti in piazza Santa croce adesso, alle 18.30 tavolo sugli spazi sociali davanti ai cancelli di Zam, alle 19.30 mobilitazione!

6, 13 e 20 settembre: paghi due prendi 3, occupiamo tutti i weekend.

Con le prime luci del mattino, giungono i “signori” dell’ordine vestiti di un blu scuro tendente all’arancione.

Zam, un luogo liberato, riconsegnato alla città dopo anni di abbandono, viene di nuovo svuotato dalla “forza gentile” che ormai da anni promuove il suo silenzioso processo di normalizzazione, creando un deserto che chiama cambiamento.

Noi in questo deserto abbiamo imparato a costruire nuclei di resistenza che non accettano nessun tipo di asservimento alle logiche di governo di questa città, spazi di costruzione politica e produzione di cambiamento, che vanno anche al di là di questi muri.

Ci ritroviamo dunque fuori dai cancelli di Largo Don Gallo (ex via santa croce 19), ma non per questo svuotati e senza una meta.

Il primo passo: riconoscere il mandante e responsabile di questo sgombero, il Comune di Milano.

Questa amministrazione, nella sua totale incapacità di costruire dialoghi reali con gli spazi sociali, si nasconde dietro tecnicismi di dubbia valenza, dimostrandosi (per l’ennesima volta) un generatore di sgomberi.

Un’amministrazione che propone un tavolo di dialogo con la città sul tema spazi senza nemmeno renderlo pubblico sin dal suo principio, senza nemmeno avere il coraggio di nominare i “centri sociali” sui comunicati ufficiali, ma soprattutto senza una reale proposta politica in grado di tradurre in fatti i tanto paventati propositi di valorizzazione degli spazi sociali e delle esperienze che in essi vivono come risorsa per la città, scegliendo piuttosto di continuare a dialogare con l’unico vocabolario che tutti già conosciamo: sgomberi e sfratti.

È chiaro che questo vento prepara la metropoli e l’Italia intera a Expo 2015, una macchina ben più grande e pericolosa, portatrice di debito, cemento e precarietà.

E ora torniamo a questi muri che, seppur a noi molto cari, non sono e non saranno mai l’unico spazio politico in cui agire il nostro conflitto.

Crediamo che la forza di un discorso politico significativo e includente possa e debba attraversare la nostra metropoli, sia all’interno che all’esterno dei nostri muri.

Ed è per questo che ribadiamo la necessità di essere generatore continuo di conflitto e della sua materialità, creando nuovi spazi di discussione, lontani dalla pavidità dei tavoli tremendamente traballanti.

Poniamo sin da ora la nostra risposta a questa ennesima creazione di vuoto, invitandovi ad essere qui con noi da subito, per le prossime ore, ma sopratutto nei prossimi due mesi, al fianco del csoa Lambretta e di tutti i luoghi in pericolo.

In tutti i nostri futuri spazi, che saranno piazze, mattoni e sogni.

E sono tutte queste le ricchezze di cui non vi libererete mai.

#crollateprimavoi, anzi siete già crollati.

Sgombero in corso:

invitiamo tutti i solidali a raggiungerci al presidio permanente piazza sant’Eustorgio

ore 18.30: un tavolo dal basso

Convochiamo noi un tavolo dal basso, invitando tutti i soggetti interessati a partecipare per portare la propria idea sulla questione spazi in città. Davanti ai cancelli di Zam.

ore 19.30: mobilitazione in città

stay tuned.


Settembre:

6/7 settembre 2014

reclaim the space

abbiamo bisogno di spazi, occupiamoli.

13/14 settembre 2014

reclaim the dreams

abbiamo bisogno di sogni, occupiamoli.

20/21 settembre 2014

reclaim the base

abbiamo bisogno di basi, occupiamole.

27/28 settembre 2014

reclaim the voice

facebook