Stop-ttip-italia
20 04 2015

Comincia oggi il nuovo meeting dei negoziatori europei e statunitensi per l’approvazione del TTIP, l’Accordo transatlantico di liberalizzazione economica al centro delle critiche e delle mobilitazioni della società civile di mezzo mondo. Sul tavolo delle controparti più che l’abbassamento delle tariffe c’è l’armonizzazione degli standard e delle normative, con un rischio concreto di indebolimento delle tutele ambientali e sociali nel Vecchio continente, così come di un’espulsione dal mercato di centinaia di migliaia di produttori agricoli europei e italiani non più competitivi a causa dell’importazione di agroalimentare a basso costo.

Quanto sia problematica la questione lo dimostrano le ultime risoluzioni (Opinions) votate nelle diverse commissioni del Parlamento europeo i vista dell Risoluzione che verrà votata nel prossimo giugno dal Parlamento europeo, in cui a più riprese si chiede l’esclusione di settori specifici dal negoziato, confermando che le preoccupazioni della società civile sono concrete e non “miti” come più volte banalizzato dal Governo italiano e dalla Commissione Europea.

Dalla Commissione ambiente (Envi) che chiede che siano esplicitamente esclusi servizi pubblici, Ogm, pesticidi, clonazione animale, alla Commissione giuridica (Juri) che boccia senza appello l’arbitrato ISDS che permetterebbe alle imprese di denunciare i Governi i caso di leggi e normative che impattino sui loro profitti.

A complicare il tutto l’ultimo documento leaked da parte delle reti Stop TTIP, dove si mostra come lo scambio sul tavolo proposto dalla Commissione europea sia maggiore apertura degli appalti pubblici americani alle grandi imprese europee con, come contropartita, maggiore flessibilità sull’agricoltura.

“E’ un patto scellerato” commenta Monica Di Sisto, tra i portavoce della Campagna Stop TTIP Italia, “che usa l’agricoltura europea e i suoi produttori come merce di scambio. Con la retorica delle IGP la Commissione europea prova a far digerire una pillola indigesta, promettendo ciò che è impossibile mantenere: il rischio è che per proteggere poche tipicità, nell’accordo CETA con il Canada le IGP italiane tutelate parzialmente sono una quarantina su 273 riconosciute, si butti a mare un’agricoltura di qualità che va ben oltre un riconoscimento formale, e con questo anche centinaia di migliaia di piccole aziende”.
“La mobilitazione del 18 Aprile”, sottolinea Marco Bersani, tra i portavoce della campagna italiana, “mostra come il movimento sia riuscito a rompere il muro di silenzio imposto de facto in Italia. Mentre in altri Paesi europei la questione tiene banco da tempo, il nostro Governo ha scelto di non metterlo in agenda per il dibattito pubblico, considerandolo come affare da addetti ai lavori. Quello che poniamo è soprattutto una questione democratica”.

Per Elena Mazzoni, coordinatrice della campagna italiana “il rischio del TTIP non riguarda solo l’oggi, ma anche il domani. Il negoziato prevede che, a trattato ratificato, si crei un organismo tecnico congiunto Usa – Ue di cooperazione sulle regolamentazioni, che armonizzerebbe le normative e gli standard in autonomia e senza alcun controllo degli organismi democraticamente eletti. Oggi, per uscire dalla crisi, non c’è bisogno di aree grigie di decisione tra interessi economici, ma di un ampliamento sostanziale della partecipazione democratica nella ricerca di soluzioni condivise”.
Un recente sondaggio di YouGov diffuso nel marzo scorso dimostra in alcuni Paesi europei come la Germania, Paese non pregiudizialmente refrattario al libero commercio, il numero di contrari sia sostanzialmente più alto rispetto a chi sostiene il TTIP (43% contro il 26%) e come nella patria del neoliberismo come la Gran Bretagna il confronto sia 19% “No” contro il 19% “Sì”, con un 62% di “Non so”, un numero decisamente alto per un trattato di questa portata.

Il sondaggio YouGov: https://yougov.de/news/2015/03/31/viele-deutsche-sind-gegen-ttip/

Per interviste

Marco Bersani: 329 4740620
Monica Di Sisto: 335 8426752
Elena Mazzoni: 328 1312595

I contadini non vogliono il T-tip

  • Lunedì, 20 Aprile 2015 08:23 ,
  • Pubblicato in COMUNE INFO

Comune - info
20 04 2015

Via Campesina

La Via Campesina Internazionale ha definito il 17 aprile ‘Giornata Internazionale delle Lotte Contadine’, per rendere visibile e denunciare la criminalizzazione delle proteste, le persecuzioni e la violenza che i contadini devono affrontare quotidianamente a causa dell’instaurazione del modello neoliberista e dell’agrobusiness nelle campagne. Per il Movimento Contadino internazionale è urgente facilitare l’approvazione della Dichiarazione dell’Onu sui Diritti dei Contadini e delle altre persone che lavorano in zone rurali, come strumento di lotta per garantire una vita dignitosa nelle campagne.

Questo 17 aprile 2015, la Via Campesina Internazionale centrerà la sua mobilitazione sugli impatti delle Imprese Transnazionali e dei Trattati di Libero Commercio rispetto all’Agricoltura Contadina e alla Sovranità Nazionale. Per questo, nella Giornata di Azione Globale vi invitiamo a rafforzare la lotta sociale e l’organizzazione dei popoli in tutto il mondo per rivendicare la terra e la riforma agraria, così come il diritto ancestrale alla terra e ai territori, come condizioni indispensabili per l’Agricoltura Contadina e la Sovranità Alimentare dei Popoli.

Dal 1996 – in memoria del massacro di 19 contadini senza terra del Brasile – nel movimento contadino internazionale cresce e si consolida la giornata di azione e mobilitazione globale, rafforzando solidarietà e resistenza, così come approfondendo l’alleanza tra campo e città a favore di un progetto di società basata sulla giustizia sociale e la dignità dei popoli.


Noi contadine e contadini, indigeni, afrodiscendenti, senza terra lottiamo per un modello di Agricoltura Contadina e sovrana per la quale i Trattati di Libero Commercio (T-tip) costituiscono in realtà trattati di libera spoliazione, espulsione e scomparsa dei contadini, poiché si basano su un’agricoltura capitalista, industriale, sussidiata e altamente tossica che si negozia sotto l’influenza e gli interessi di poche transnazionali.

Per la Via Campesina le politiche di apertura e i processi di deregolamentazione favoriscono solo le transnazionali, visto che i Trattati e Accordi Commerciali che siano multilaterali o bilaterali tendono fondamentalmente a proteggere le imprese straniere stabilendo un insieme di condizioni, misure e regole per assicurare la piena protezione degli investimenti delle imprese straniere, mentre questa liberalizzazione del mercato produce gravi impatti economici e sociali sui contadini tanto del nord come del sud. Con i TLC i diritti commerciali sovrastano tutti gli altri diritti.

Per esemplificare, attualmente, si discutono gli Accordi di Libero Commercio e Liberalizzazione degli Investimenti tra Ue, Usa e Canada, che sarebbero i più importanti accordi mai firmati. Questi avranno un impatto globale e determineranno nuove norme in favore delle transnazionali. E queste forniranno gli strumenti per manipolare tutti i regolamenti, le norme e le politiche pubbliche per accrescere i propri benefici: il meccanismo di Risoluzione dei Conflitti tra Investitori e Stati (RCIE/ISDR) e il Consiglio di Cooperazione Regolativo. Pertanto, gli Stati, le regioni e le comunità perderanno il loro potere di proteggere i cittadini e il loro ambiente.


In questo contesto, denunciamo l’ “arbitrato”, meccanismo che usano queste imprese transnazionali, che è costituito da una sorte di globalizzazione, transnazionalizzazione e privatizzazione del sistema giuridico, nel quale le imprese private dettano le norme, come strategia per rendere più deboli gli stati e la sovranità nazionale. Nel caso della tristemente celebre Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC/WTO) che tenta di reinventarsi per non perdere di significato, quest’anno porta avanti una nuova offensiva contro i sistemi nazionali di produzione, distribuzione e stoccaggio degli alimenti, cercando di indebolire i sistemi pubblici di protezione nei confronti del popolo.

In questa Giornata di Azione Globale, la Via Campesina invita le proprie organizzazioni, alleati e amici a realizzare una serie di azioni nei vari paesi e territori con il fine di rafforzare questa lotta globale. Queste attività possono essere mobilitazioni, occupazioni di terre, scambio di semi, mercati della sovranità alimentare, dibattiti, eventi culturali, ecc.

Vi chiediamo di registrare queste azioni inviando informazioni perché possiamo renderle visibile questa grande giornata mondiale di lotta (mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) Pubblicheremo una mappa delle azioni in tutto il mondo www.viacampesina.org Per condividere foto, video ecc il sito è www.tv.viacampesina.org

 

 

 

 

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