×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

L'altra Expo nella casa dei cittadini

Nelle stesse ore dei discorsi ufficiali si è svolta un'altra riunione Expo: "Nutrire il pianeta o nutrire le multinazionali?". Era l'occasione per leggere, insieme, la lettera inviata, da un piccolo gruppo di persone, a Renzi e agli altri potenti per ricordare loro l'impegno "nutrire il pianeta", di ridare "energia per la vita", un impegno disatteso dal Protocollo mondiale per il cibo
Guglielmo Ragozzino, Il Manifesto ...

I padroni del cibo

Sono dieci i signori dell'industria alimentare che controllano da soli più del 70 per cento dei piatti del pianeta. Queste multinazionali gestiscono 500 marchi che entrano nelle nostre case quotidianamente. Così pasta, biscotti e caffè diventano globali, anche in Italia. E le grandi questioni, come l'uso di oli e grassi nei prodotti, vengono decise a tavolino.
Paolo Griseri, la Repubblica ...

Cibo criminale la mafia e i nuovi servi della gleba

Don Luigi Ciotti e Stefano Rodotà dialogano su un'industria nascosta con un giro d'affari di 15 miliardi. [...] Quel boss invisibile che siede alla nostra tavola. C'è un cibo difficile da digerire, un cibo illegale, è il cibo mafioso. Il cibo che le mafie coltivano, monopolizzano, trasportano, trasformano, vendono le economie avanzate del paese vivono solo grazie al lavoro dei migranti disprezzati.
Michele Smargiassi, La Repubblica ...

Expo 2015: nutrire il pianeta, energia per le lobbies

  • Lunedì, 10 Novembre 2014 07:34 ,
  • Pubblicato in ZeroViolenza
Filippo Taglieri, Zeroviolenza
10 novembre 2014

Expo è un grande evento, un vecchio format adattato alle esigenze del momento. Un'esposizione universale, una fiera che mette insieme stand di 130 Paesi circa, una manifestazione apparentemente a metà tra il business e promozione dello sviluppo sostenibile.

la Repubblica
17 10 2014

Si taglia la spesa ma scegliendo cibi più genuini e riscoprendo la cucina povera, con le ricette della tradizione. E' la fotografia che emerge dall'anteprima del rapporto Coldiretti/Censis sul tema "Gli effetti della crisi: spendo meno, mangio meglio" illustrata dal presidente del Censis, Giuseppe De Rita, e dal presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, al Forum Internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione organizzato a Cernobbio. Secondo il rapporto, sei italiani su dieci hanno ridotto gli acquisti alimentari, per un totale di 15,4 milioni di famiglie costrette a tirare ulteriormente la cinghia negli ultimi due anni. E facendo questo hanno prediletto l'acquisto di cibi genuini.

Di fronte alla crisi, oltre il 48% ha deciso di ridimensionare gli sprechi nei propri consumi alimentari, il 12% ha tagliato quelli essenziali, e allo stesso tempo ricerca la qualità e la genuinità degli alimenti (45,4%) e la convenienza dei prezzi (39,1%). Si spiega così anche il ritorno della "cucina povera" che utilizza gli avanzi, tagli minori, pesci poveri o addirittura gli scarti per risparmiare. La messa in campo di comportamenti virtuosi, sottolineano Coldiretti/Censis, è l'unico aspetto positivo della crisi che fa prepotentemente ritornare in tavola molti piatti della cucina della tradizione. E come tradizione vuole la famiglia torna a riunirsi attorno alla stessa tavola.

Le difficoltà economiche e sociali fanno stringere i ranghi all'interno della famiglia che si rafforza. In altre parole il 61,8% dei nuclei familiari, riesce ad avere un momento quotidiano di incontro intorno alla tavola. Si stimano in 10,6 milioni le famiglie italiane che ogni giorno della settimana fanno almeno un pasto insieme a colazione, a pranzo o a cena.

Dal taglio delle spese per il cibo, però, derivano anche conseguenze ben più pesanti. Aumentano infatti gli italiani che non riescono a nutrirsi in modo adeguato per mancanza di risorse economiche: sono 11 milioni quelli che non possono permettersi un pasto proteico almeno ogni due giorni e dunque in 6 anni, dall'inizio della crisi del 2008, sono più che raddoppiati (+130%). Ma l'aspetto più drammatico di questa situazione, segnala l'indagine, sono i 4.068.250 di poveri che nel 2013 in Italia sono stati addirittura costretti a chiedere aiuto per il cibo da mangiare, secondo elaborazioni Coldiretti sul "Piano di distribuzione degli alimenti agli indigenti 2013", realizzato dall'Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea). Tra questi, si contano ben 428.587 bambini con meno di 5 anni di età e 578.583 over 65 anni che sono dovuti ricorrere ad aiuti alimentari.

facebook