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La Stampa
05 11 2014

Il quotidiano disastro ambientale cinese è da oggi parzialmente definito da una nuova cifra: 670mila morti premature solo nel 2012, per decessi direttamente causati dall’utilizzo di carbone. La statistica è stata compilata da un gruppo di ricercatori dell’università di Tsinghua, a Pechino, dell’Università di Pechino e dall’Accademia cinese per la pianificazione ambientale, che hanno determinato che le micro-particelle inqinanti, in particolare quelle inferiori ai 2.5 microgrammi ( da cui il loro nome, PM2.5, le cui minuscole dimensioni le rendono particolarmente pronte ad insediarsi in profondità nei tessuti polmonari) hanno portato a morti premature nella forma di infarti, cancri ai polmoni, malattie cardiovascolari e ostruzione polmonare cronica.

Secondo i dati messi a punto dai ricercatori cinesi, dunque, 157 milioni di persone vivono in aree in cui il concentramento di PM 25 è di 10 volte superiore ai limiti raccomandati dall’Organizzazione Mondiale per la Salute. Lo studio si è concentrato unicamente sui decessi prematuri accertati, e non ha dunque fatto stime legate a malattie come l’asma o allergie aggravate dall’inquinamento da carbone – e non ha nemmeno preso in considerazione malattie o decessi causati da altri tipi di inquinamento, che sia dell’aria, dell’acqua o dei terreni. Così, questo già terribile 670,000 è solo una parte del costo annuale in vite umane della crescita industriale a rompicollo della Cina, che fino a poco tempo fa funzionava seguendo il principio di “prima crescere, poi ripulire l’ambiente”. Due anni fa la rivista medica di riferimento, The Lancet, aveva stabilito che i decessi annuali prematuri in Cina, dovuti a tutti i tipi di inquinamento dell’aria, sono 1.2 milioni. Ora sappiamo che più della metà di questi è causata direttamente dall’utilizzo diffuso di carbone come fonte energetica.

Tibet, lo specchio della Cina

Il Tibet fiore all'occhiello della nuova Cina di Xi Jinping. Scolorano pure i toni di protesta del Dalai Lama davanti ai progressi di quella che oggi è una regione autonoma della Cina.
Marco Ventura, Il Messaggero ...

La Stampa
10 10 2014

Torna a salire la tensione ad Hong Kong dopo che il governo locale dell’ex colonia britannica ha cancellato l’incontro, previsto per oggi, con i leader del movimento che chiede la riforma elettorale. I leader degli studenti e di Occupy Central hanno quindi convocato nuove proteste ed occupazioni, dando per questa sera un appuntamento ad Admiralty, il centro di Hong Kong teatro nei giorni scorsi della mobilitazione, per una grande manifestazione contro la mossa del governo. Già nella notte migliaia di giovani sono di nuovo scesi in piazza, e diverse centinaia sono tornati ad accamparsi nel distretto di Admiralty e nell’area di Mong Kok.

I colloqui di oggi sono stati cancellati perché, è stato detto, il governo riteneva che non avrebbero portato ad un risultato costruttivo. Era stato l’annuncio dell’avvio di questo dialogo a far rientrare nei giorni scorsi le proteste e le occupazioni andate avanti per due settimane nel centro di Hong Kong. Carrie Lam, il capo gabinetto del governo che era stato incaricato di condurre i colloqui, ha addossato la responsabilità del fallimento agli studenti che avevano organizzato una manifestazione in contemporanea dell’incontro. Ma la federazione degli studenti di Hong Kong ha accusato il governo di «non essere mai stato sincero nel voler ascoltare le preoccupazione del popolo di Hong Kong».

Intanto Anonymous, il gruppo di hacker che utilizza l’arma del web per le proprie battaglie, è sceso in campo a fianco dei manifestanti prodemocrazia: ha minacciato il blackout dei siti web dei governi di Pechino e dell’ex colonia britannica e anche di rivelare la diffusione degli indirizzi e-mail di migliaia di uomini di governo. «Cina, non ci puoi fermare», spiega il comunicato, «ti saresti dovuta aspettare (la nostra azione) quando hai abusato dei tuoi poteri contro i cittadini di Hong Kong». L’operazione minaccia di bloccare i server del governo cinese attraverso la consueta tecnica del Distributed Denial of Service (DDoS), l’attacco che spinge i siti al limite delle prestazioni fino a mandarli fuori uso.

L'atteso imprevisto

  • Lunedì, 06 Ottobre 2014 10:30 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS
Hong_kong

Paolo Do, Dinamo Press
6 ottobre 2014

Intervista a Cheung Siu Keung, sociologo della HKSYU e per anni attivista dei movimenti sociali sul diritto all'abitare di Hong Kong.
Hong Kong, ex colonia britannica, dal 1997 fa parte della Cina come zona amministrativa speciale. Espressione della cosiddetta politica "un paese, due sistemi", è uno dei centri finanziari più importanti dell'economia mondiale

Anty occupy contro occupy

  • Sabato, 04 Ottobre 2014 00:00 ,
  • Pubblicato in primopiano 2
La "legalità" non è il concetto chiave, fondante, della comunità umana che anima Mong Kok, quartiere di Hong Kong che si affaccia su Nathan Road, nota via dello shopping, nel pieno di Kowloon ovest. E' uno dei primi posti dove finiscono tanti turisti che non possono permettersi il lusso degli alberghi costosi di Central, o di zone più "bene" di Hong Kong.
Simone Pleranni, Il Manifesto ...

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