Manomettono la Costituzione, ma il turista è salvo

Venerdì l'Italia è stata colpita da un'epidemia d'isteria collettiva. Tema: la scandalosa violazione dei diritti dei turisti. Tutti indignati perché i lavoratori del Colosseo e dei Fori hanno indetto un'assemblea.
Silvia Truzzi, Il Fatto Quotidiano ...

Quando i fumetti raccontano la mafia

  • Venerdì, 18 Settembre 2015 10:43 ,
  • Pubblicato in L'ESPRESSO

l'Espresso
18 09 2015

Ci sono i libri, i film e le serie tv, ma non solo. La mafia, con le storie dei suoi protagonisti e di chi ha cercato di combatterla, è un tema che è stato spesso tradotto anche in disegni e nuvolette. Proprio a questa narrazione attraverso i fumetti è dedicata la mostra "Mc Mafia", al museo di Roma Trastevere (Piazza di Sant’Egidio, 1/b) dal 22 settembre al 4 novembre, e poi dal 4 dicembre al 14 febbraio al Museo del fumetto di Cosenza.

«Da sempre le mafie – spiega Luca Scornaienchi, curatore della mostra e responsabile artistico del Museo del Fumetto di Cosenza – hanno ispirato la produzione di opere culturali. Mc Mafia rappresenta uno sguardo inedito, una lunga sequenza di tavole, schizzi e illustrazioni originali sulle mafie e l’antimafia nella storia della letteratura disegnata».

La rassegna, pensata dall’Associazione daSud, è divisa in tre sezioni che vanno dalla satira al giornalismo d'inchiesta alla narrativa pura, e mette insieme 90 opere originali di oltre 40 autori distanti tra loro per provenienza e stili che permettono di ricostruire come il fenomeno sia stato raccontato negli anni e come sia cambiato l'immaginario collettivo.

A Napoli c'è un teatro che lo Stato ignora

maschere"Fare teatro" significa allenarsi alla vita, quella vera, non solo quella da palcoscenico. Il teatro insegna a rispettare ruoli e spazi, i propri e quelli di chi ti sta accanto. Su un palco non devi mai coprire chi si trova con te.
Roberto Saviano, l'Espresso ...

Nella zona grigia del caporalato pugliese

sfruttamentoC'è poca voglia di parlare. E soprattutto di dire la verità. Perché il rischio, tutt'altro che remoto, è quello di perdere un lavoro che seppur massacrante come quello del bracciante, serve come il pane per mandare avanti la vita di una famiglia.
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Quale che sia la ragione, un primo cambiamento si è registrato nella considerazione dell'emergenza migranti e l'opinione pubblica anche italiana sembra finalmente cogliere la valenza epocale di quanto sta accadendo. Non semplice emergenza.
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