Acilia, fermate per un bacio alla stazione due ragazze

  • Lunedì, 24 Dicembre 2012 09:10 ,
  • Pubblicato in REPUBBLICA
La Repubblica
24 12 2012

Un bacio tra due ragazze nel piazzale antistante la stazione ferroviaria di Acilia ha scatenato la reazione di un carabiniere e la conseguente presa di posizione dell'associazione Di' Gay Project, che ha denunciato quanto avvenuto mercoledì scorso.

"La sera del 19 dicembre, nel piazzale antistante la stazione di Acilia (tratto Roma-Lido), G. ha salutato la sua amica con un bacio sulle labbra, in un'area chiaramente visibile dalle telecamere di sorveglianza. Un carabiniere in servizio, che si trovava dietro ai tornelli a circa cento metri, si è avvicinato alle due ragazze urlando loro di spostarsi, che era 'uno schifo e una vergogna', in quanto 'due femmine certe cose è meglio che le vanno a fare di nascosto'". E' quanto racconta Imma Battaglia, presidente di Di' Gay Project.

"Alla richiesta ferma di G. di motivare quel comportamento - prosegue la Battaglia - il carabiniere ha reagito chiedendo i documenti alle ragazze. Dopo averle trattenute per circa venti minuti, ha minacciato di denunciarle per atti osceni in luogo pubblico intimando 'Ormai so chi siete'".

Secondo quanto riferisce la presidente di Di' Gay Project, "G. si è poi rivolta alla caserma di Acilia, che però era chiusa. Al citofono gli agenti le hanno risposto che non erano tenuti a comunicarle le generalità del carabiniere in servizio. I nostri avvocati hanno allora consigliato alla ragazza di sporgere denuncia presso la caserma di polizia di un'altra zona, cosa che G. ha poi fatto".
"Sarebbe tempo - prosegue Imma Battaglia - di porre fine per sempre a queste vicende lesive della dignità e della libertà delle persone: non solo offendono i gay, le donne e tutti i cittadini. La grave ignoranza omofobica di un solo agente rischia di screditare l'immagine di tanti colleghi impegnati ogni giorno nella pubblica sicurezza"

"Questa spiacevole occasione - continua - mi offre ancora una volta il pretesto per ribadire quanto fondamentali e necessarie siano azioni di sensibilizzazione e di educazione all'inclusione delle differenze, come corsi di aggiornamenti alle forze dell'ordine affinché non confondano i veri atti osceni con gesti d'affetto leciti e dignitosi".

"Di fronte all'atteggiamento rilassato e senza difese di due persone che si salutano - conclude - l'attacco immotivato da parte di un agente in divisa si configura come un abuso di potere a sfondo omofobico. Per questo sono necessarie azioni di formazione e perciò chiediamo un incontro con il dirigente di riferimento. Un bacio è un atto d'amore. A essere oscene in ogni luogo pubblico sono sempre e soltanto la violenza e la discriminazione".

E Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, attacca: "Dopo questa denuncia, chiediamo che l'Arma prenda le distanze dal militare che ha compiuto questo atto e porti avanti un progetto ancora più forte contro l'omofobia, che punti innanzitutto sulla formazione dei suoi appartenenti".
"Per fare piena luce su questo episodio siamo in contatto con l'Oscad, l'osservatorio congiunto di polizia e carabinieri contro le discriminazioni, al quale già diversi giorni fa abbiamo chiesto di reperire i video delle telecamere presenti nella stazione. Alle donne che hanno subito questa ingiustizia stiamo offrendo assistenza legale e il massimo supporto nella denuncia".

"Contro le violenze e l'intolleranza verso lesbiche, gay e trans - conclude Marrazzo - serve un forte impegno. Di certo non hanno aiutato le esternazioni di chi, anche all'interno delle istituzioni e della politica, continua a volere forze dell'ordine nemiche dei gay. Per noi non deve essere così".
Insorge il mondo omosessuale dopo lo scandalo scoppiato sul bacio saffico tra due ragazze alla stazione di Acilia che ha scatenato l'ira di un carabiniere, poi denunciato dalle due ragazze.
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Vite senza valore nell'Italia indifferente

  • Sabato, 15 Dicembre 2012 08:24 ,
  • Pubblicato in L'Analisi

Annamaria Rivera, Micromega

14 dicembre 2012

La notte fra l’8 e il 9 dicembre, un sessantenne di origine egiziana, detto Jimmy, muore assiderato per strada a Napoli. Il mattino dell’11 dicembre, a Torvajanica, sul litorale romano, in un casolare abbandonato è rinvenuto un cadavere carbonizzato: secondo i carabinieri, è di una donna immigrata da un paese dell’Est europeo che era solita rifugiarsi lì.

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