Discriminazioni handicapSerena Giannico, Il Manifesto
21 marzo 2017

La data limite per iscriversi alle scuole medie era il 7 marzo, ma per un bambino autistico a Lanciano non c'è posto. "Siamo pieni", si sarebbe sentita dire una mamma che ha tentato, finora inutilmente, di iscrivere il proprio figlio in tre istituti dei quattro presenti in città.

Un gesto di orrore quotidiano

  • Domenica, 12 Marzo 2017 07:53 ,
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Orrore violenzaAlessandro Dal Lago, Il Manifesto
12 marzo 2017

Non sappiamo se il senzatetto di Palermo sia stato bruciato per una ritorsione dopo un alterco o per una vendetta privata o puro e semplice odio verso i marginali. Ma sta di fatto che episodi simili non sono infrequenti. Basta fare una rapida ricerca in rete e balzano agli occhi i delitti contro gli ultimi, senzatetto, immigrati o entrambi, fatti che suscitano un’indignazione di maniera di qualche giorno e poi finiscono nell’oblio.

Il mondo secondo Amnesty: distrutto dal "noi contro di loro"

  • Giovedì, 23 Febbraio 2017 12:57 ,
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Uomini e dirittiChiara Cruciati, Il Manifesto
23 febbraio 2017

Come un gambero il mondo va all’indietro: ripiombato in un buio clima da anni Trenta, diviso con l’accetta nell’inquietante binomio "noi" e "loro", permeato di populismo razzista che lambisce il fascismo.
Il quadro che emerge dal Rapporto 2017 di Amnesty International è allarmante perché smonta l'impalcatura di falsa democrazia che l'Occidente – esperto "esportatore" – ha sempre usato per distanziarsi dalla funzionale categoria degli Stati canaglia.
Il  Mattino
30 10 2015

Nella scuola perfetta, frequentata dai figli della buona borghesia, una bambina di 11 anni che pesa appena 16 chili sconvolge una quotidianità che sembrava inattaccabile.
La bimba, Francesca, ha l`Aids: viene rifiutatdalla scuola media «San Giovanni Bosco»di Trentola Ducenta perché i genitori affidatari della comunità di Capodarco di Teverola la iscrivono tardi. ...

"No al gender e alla cannabis". E Giovanardi se ne va

  • Martedì, 27 Ottobre 2015 11:56 ,
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Il Manifesto
27 10 2015

Maggioranza. Il senatore lascia Ncd anche perché «ora ci troviamo con una parte del partito che vuole allearsi stabilmente con il Pd». Sel e M5S: bene, ora sulle unioni civili il governo non ha più alibi.

«Mi trovo l’imposizione del matri­mo­nio gay, della libe­ra­liz­za­zione della can­na­bis, della teo­ria dei gen­der nelle scuole, ma io lì che ci sto a fare?». No, per Carlo Gio­va­nardi «i gen­der» sono dav­vero troppo. Quindi il dado è tratto, il sena­tore lascia Ncd e la mag­gio­ranza, anche per­ché «ora ci tro­viamo con una parte del par­tito che vuole allearsi sta­bil­mente con il Pd». Non ci sta a farsi pren­dere a «frizzi, lazzi e per­nac­chie» da Mat­teo Renzi, che «governa con i nostri voti» e poi «fa pas­sare tutto ciò che a noi non piace con i voti del M5S». Il rife­ri­mento è a quello che lui chiama «matri­mo­nio gay» che però ancora non è pas­sato nem­meno nella ver­sione Cirinnà. Ma comun­que «uno avrà il diritto di restare nel cen­tro­de­stra?». In Forza Ita­lia? No, «con Ber­lu­sconi ero in ottimi rap­porti, ero nell’ufficio di pre­si­denza del Pdl, mai in Fi non ci sono mai stato. Nei pros­simi giorni deci­de­remo con gli altri…».

Gli altri sono i coor­di­na­tori pro­vin­ciali dell’Ncd di Pia­cenza, Reg­gio Emi­lia e Modena, il sin­daco di Mon­zuno Marco Mastac­chi, un paio di con­si­gliere comu­nali e i pre­si­denti di 31 cir­coli in Emi­lia Roma­gna. Hanno preso la deci­sione al ter­mine di un’assemblea regio­nale che ha appro­vato un docu­mento con­tro «una vera e pro­pria rivo­lu­zione antro­po­lo­gica» che sarebbe il «matri­mo­nio gay», l’«insistente cam­pa­gna per la lega­liz­za­zione della can­na­bis» che «il sot­to­se­gre­ta­rio agli Esteri Bene­detto della Vedova che sta por­tando avanti» e, ovvia­mente, «il gender».

Dun­que Gio­va­nardi lascia, ma dal suo ormai ex par­tito nes­suno lo prega di ripen­sarci. Ange­lino Alfano, che almeno per Gae­tano Qua­glia­riello, dimes­sosi da coor­di­na­tore di Ncd e avvia­tosi verso l’uscita, aveva pro­nun­ciato un lapi­da­rio «non trat­tengo nes­suno», con Gio­va­nardi nem­meno quello.

Invece si feli­cita Fabri­zio Mar­razzo, por­ta­voce di Gay Cen­ter: «Ora Gio­va­nardi potrà capeg­giare le Sen­ti­nelle in piedi. Men­tre siamo lieti di appren­dere da lui che il per­corso delle unioni civili avrà seguito». Se lo augura anche Peppe De Cri­sto­faro, sena­tore di Sel: «Sulle unioni civili il governo non ha più alibi». E così il 5 Stelle Alberto Airola che, come De Cri­sto­faro, invita anche a andare «avanti spe­diti sui pro­grammi sco­la­stici anti­di­scri­mi­na­zione e sul poten­zia­mento dell’Unar, l’Ufficio anti­di­scri­mi­na­zioni raz­ziali isti­tuito presso la pre­si­denza del consiglio».

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