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I nuovi modi e i nuovi tempi della separazione

  • Venerdì, 06 Maggio 2016 07:27 ,
  • Pubblicato in L'Intervento
Uomo donna separazioneSimona Napolitani, Zeroviolenza
6 maggio 2016

Una vera rivoluzione, direi proprio di si!
Ormai, in caso di accordo tra i coniugi separasi o divorziare è più facile e piu' veloce.

Divorzio breve: da oggi in vigore le nuove regole

  • Martedì, 26 Maggio 2015 11:43 ,
  • Pubblicato in Flash news

Ansa
26 05 2015

E' in vigore da oggi il divorzio breve. La 'rivoluzione' che ha ridotto fino a 6 mesi (in caso sia consensuale) i tempi dalla separazione al divorzio. Il provvedimento, approvato in via definitiva dalla Camera il 23 aprile scorso è stato pubblicato in Gazzetta il 6 maggio e da oggi è in vigore.

ECCO COSA PREVEDE IL TESTO

Finora lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio poteva essere chiesto da uno dei coniugi non prima di tre anni di separazione. Con il divorzio breve il termine scende a 12 mesi per la separazione giudiziale e a 6 mesi per quella consensuale, indipendentemente dalla presenza o meno di figli. Novita', poi, sulla comunione dei beni che si scioglie quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o al momento di sottoscrivere la separazione consensuale; prima si realizzava solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione.Infine c'e' l'applicazione immediata: il divorzio breve sara' operativo anche per i procedimenti in corso. Non e' stato affatto facile arrivare a questo punto. E pensare che nel 1800 il Codice di Napoleone gia' consentiva di sciogliere i matrimoni civili, (ma serviva il consenso dei genitori e dei nonni). Ma con l'Italia unita, il divorzio rimase un tabu': Nel 1902 non fu approvata una direttiva del governo Zanardelli che prevedeva il divorzio solo in caso di adulterio, lesioni al coniuge, condanne gravi. Bisogna cosi' arrivare alla seconda meta' degli anni Sessanta per l'avvio della battaglia in nome del divorzio: con il progetto di legge del socialista Loris Fortuna, le manifestazioni dei radicali, la Lega italiana per l'istituzione del divorzio. cosi' si arriva alla svolta, al dicembre 1970 quando radicali, socialisti, comunisti, liberali e repubblicani approvarono la legge; contrari la Dc e il Msi. Ma anche allora la strada fu tortuosa. L'Italia cattolica, antidivorzista, chiese il referendum: il 12 maggio 1974, l'87,7% degli italiani ando' al voto per scegliere se abrogare o meno la legge Fortuna-Baslini; grazie a quasi il 60% dei no, resto' in vigore. Arriva, poi, la prima forma di divorzio breve, con la riforma nel 1987 e con i tempi del divorzio che passano dai 5 ai 3 anni. Oggi l'ulteriore grande passo, in attesa del divorzio immediato, stralciato dal Ddl, e del riconoscimento degli altri diritti civili che l'Italia ancora aspetta.

La 27 Ora
23 04 2015

Esistono valori che non hanno prezzo. La libertà, prima di ogni cosa, per Francesca. Quella vera. Quella che ti allontana dalla rabbia, dalla tristezza. Dall’umiliazione.

Aveva sedici anni Francesca — il nome è di fantasia — quando sui banchi di scuola ha conosciuto Bruno. Un amore che ha oltrepassato l’università ed è finito all’altare dopo undici anni di fidanzamento. «Ero convinta non ci saremmo mai più lasciati, che saremo invecchiati insieme…», racconta adesso Francesca, impiegata con una vita a Roma. E invece, a 52 anni, dopo venticinque di matrimonio, non ha esitato: è corsa dall’avvocato per chiedere la separazione.

«La mia storia è una triste storia», racconta. La storia di un tradimento nascosto per cinque anni e scoperto per una pagina Facebook aperta sul computer di famiglia dalla loro figlia più grande. «Ho pensato che Bruno lo abbia voluto fare apposta, talmente vigliacco che ha preferito lasciar parlare un computer piuttosto che prendermi da parte e dirmi le cose come stavano». Francesca parla ma nella sua voce non c’è rancore e nemmeno livore. «Bruno — dice — è pur sempre il padre delle mie due figlie ed è anche un buon padre, devo ammettere. Io, semplicemente, non lo voglio mai più in mezzo alla mia vita».

Per separarsi dal marito, Francesca ha fatto scelte complicate, soprattutto dal punto di vista economico. Spiega: «Avevo prove a iosa del suo tradimento. E l’avvocato mi ha detto che avrei potuto toglierli tutti i soldi che volevo». Invece: «Mi sono accontentata di fare a metà per le spese, scegliendo la via della separazione consensuale, senza altri traumi per me e per le figlie. Per potermi sbrigare prima possibile».

Francesca si è separata da suo marito nel dicembre dello scorso anno. E adesso grazie alla scelta di separazione consensuale dovrà aspettare solo fino a giugno per poter avere il divorzio definitivo. Delle sue due figlie una è minorenne, ma la legge approvata ieri non mette limiti se la coppia ha figli minori. «Una legge benedetta», sospira Francesca.

Alessandra Arachi

Era il 1° dicembre del 1970 quando nello stato italiano veniva introdotto il divorzio, legge che avrebbe cambiato la società e le famiglie italiane. Le donne finalmente potevano liberarsi da matrimoni soffocanti, in molti casi violenti, dove il dominio patriarcale continuava a resistere. Seguirono altre leggi che debellarono, almeno formalmente, la minorità delle donne all'interno della "cellula fondamentale della società".[...] Il divorzio breve è la prima riforma civile di questa legislatura che conclude felicemente il suo iter.
Aurelio Mancuso, Cronache del Garantista ...

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