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Ma guarda, un'emergenza

  • Lunedì, 13 Ottobre 2014 11:24 ,
  • Pubblicato in Flash news

Lipperatura
13 10 2014

D.i.Re, Donne in Rete contro la violenza, ha scritto una lettera aperta. Qualcuno l’ha letta? Mi auguro di sì, perché appunto in tempi in cui le femministe sono latitanti blablabla, ho la sensazione che atti e documenti e azioni vengano ignorate. Dunque esiste una lettera, indirizzata al sensibile presidente del consiglio e a Ermenegilda Siniscalchi, a capo del dipartimento Pari Opportunità, dove si dice chiaro e tondo che le politiche contro i femminicidi non sono soddisfacenti.
In particolare:

“Ci preoccupa l’approccio securitario e di emergenza emerso in particolare dal tavolo Codice Rosa. È necessaria, invece, una metodologia progettuale ed integrata tra tutti i servizi e le agenzie, che permetta alle donne vittime di violenza la massima libertà di scelta sul percorso da intraprendere e consideri prioritaria la loro protezione e quella dei minori coinvolti, non disgiunta dalla costruzione del loro nuovo progetto di vita.

Dai documenti espressi dai tavoli di lavoro interministeriali emerge anche l’alto rischio della burocratizzazione del sistema di intervento, focalizzato su una filiera di servizi che perde di vista l’obiettivo primario di rispondere ai bisogni e alle richieste delle donne e dei minori vittime di violenza e in cui i centri antiviolenza gestiti da associazioni di donne, perdono la loro connotazione originaria di agenti femminili di cambiamento culturale.

Gli interventi efficaci contro la violenza alle donne necessitano, invece, di politiche globali e coordinate, di un approccio integrato e di sistema che preveda un percorso centrato sulla donna, di un coinvolgimento in primo luogo dei centri antiviolenza, quali luoghi privilegiati dell’accoglienza e di forti reti territoriali e nazionali orientate ad un approccio di genere”.

Strano, buffo paese, dove si ragiona per emergenze, il tempo di una breve stagione e le emergenze, puff, non ci sono più, perché ne sono arrivate altre, e quelle precedenti, per favore, stiano in coda.
Buon lunedì.

Alla fine del 2012 un rapper del Punjab, Honey Singh, fu travolto da una furibonda polemica alla vigilia del concerto che doveva tenere a Delhi e che fu cancellato a seguito di una campagna online contro di lui orchestrata da gruppi di donne e da associazioni per la tutela dei diritti umani. Le sue canzoni erano infarcite di brutali fantasie di stupro. ...
È la sorte toccata a Ipazia, la filosofa e scienziata vissuta tra il IV e il V secolo. Il suo caso costituisce uno dei più efferati femminicidi di matrice cristiana della storia. ...
Proprio inquadrando gli omicidi borderline che sfuggono a un'interpretazione letterale del femminicidio, si scopre che in molti casi i primi indiziati sono i figli maschi che vivono con loro (11 casi nel 2012,18 nel 2013). È forse il segno di un rapporto di dominanza che si è creato fra le mura domestiche e che, pur sfuggendo alle definizioni ufficiali, mostra quanto il femminicidio affondi le radici in un terreno fertile, dove equilibri di potere malati e stravolti, gettano le basi della violenza di genere. ...

Honduras: femminicidi, più di mille tra il 2011 e il 2012

  • Mercoledì, 20 Marzo 2013 09:11 ,
  • Pubblicato in Flash news
Atlas 
20 03 2013

Almeno 1.118 femminicidi si sono verificati in Honduras tra il 2011 e il 2012, e il 97% dei casi è rimasto impunito: lo denunciano le organizzazioni per i diritti delle donne locali. La cifra è stata confermata dall’ufficio dell’Onu a Tegucigalpa.

La denuncia parte dalla Tribuna de Mujeres contra los Femicidios – che raggruppa otto Ong e gode del sostegno di Oxfam International- che questa settimana ha pubblicato due rapporti intitolati “Como se tejen los hilos de la impunidad” e “Campaña Nacional contra los Femicidios”.
I due studi rivelano che tra il 2005 e il 2012 nel paese centroamericano si sono registrati 2.851 omicidi di donne, la maggior parte di esse in età comprese tra i 15 e i 30 anni.

Negli ultimi tre anni gli omicidi di donne in Honduras sono aumentati del 160%, mentre quelli degli uomini del 50%: in media muoiono ogni mese in circostanze violente 51 donne o circa una ogni quindici ore. Nel 2011 sono stati registrati 512 femminicidi, una cifra salita a 606 l’anno successivo.

L’80% delle vittime sono state assassinate con armi da fuoco e il 20% con armi bianche, precisano i rapporti, secondo i quali Tegucigalpa e San Pedro Sula, le due principali città dell’Honduras, registrano i tassi più alti di violenza contro le donne.

L’Honduras registra una media giornaliera di 19 persone uccise, cosa che lo fa spiccare tra i paesi più violenti al mondo, con 92 omicidi ogni 100.000 abitanti nel 2011, secondo uno studio delle Nazioni Unite.

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