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Corriere della Sera
03 12 2012

Sistema di studio e competitività economica, una ricerca internazionale stila la classifica qualitativa globale    

di Cristina Taglietti

I modelli sono Finlandia e Corea del Sud: sono queste le superpotenze dell’ istruzione, come emerge da una corposa ricerca sui sistemi educativi di 50 Paesi, realizzata dall’ Economist Intelligence Unit per la multinazionale dell’ educazione Pearson.
Lo studio, presentato a Londra, ha come obiettivo principale supportare politici, dirigenti scolastici e ricercatori universitari nell’ individuare i fattori chiave di miglioramento della scuola.

L’ idea è che, per quanto sia difficile da quantificare, c’ è un collegamento evidente tra le conoscenze e le competenze con cui i giovani entrano nel modo del lavoro e la competitività economica di un Paese a lungo termine. Lo studio ha prodotto un database pubblico e open-source che raccoglie oltre 60 indici comparativi da 50 Paesi: dati come spesa pubblica nell’ istruzione, salari dei docenti, tasso di alfabetizzazione, raggiungimento del diploma e della laurea, tasso di disoccupazione, Pil e via dicendo.
La classifica, che vede l’ Italia al ventiquattresimo posto, propone un nuovo parametro di valutazione, l’ «Indice globale sulle capacità conoscitive e il raggiungimento del livello di istruzione», basato su test internazionali (quello dell’ Ocs-Pisa, le valutazioni Timms e Pirls), ma anche dati nazionali sulla media di conseguimento di diploma e laurea. Hong Kong, Giappone e Singapore sono nelle posizioni più alte, mentre negli ultimi posti si trovano Messico, Brasile e Indonesia, pur essendo, queste ultime, economie in veloce via di sviluppo.

I due Paesi al vertice della classifica, Finlandia e Corea del Sud, propongono due sistemi educativi completamente diversi: mentre quello coreano è rigido, basato su verifiche, test, apprendimento mnemonico e obbliga gli studenti a investire molto tempo nella loro istruzione (oltre il 60 per cento dopo la scuola segue lezioni private), quello finlandese è molto più duttile e soft: le ore di scuola sono inferiori rispetto a molti altri Paesi (in Italia il tempo passato sui banchi è superiore di tre anni), non vengono assegnati compiti a casa, viene privilegiata la creatività sull’ apprendimento mnemonico. Ciò che accomuna i due Paesi è l’ importanza attribuita all’ insegnamento. La ricerca evidenzia che entrambi danno grande importanza all’ arruolamento e all’ aggiornamento della classe docente (Finlandia e Corea del Sud scelgono gli insegnanti tra i migliori laureati). Entrambi fanno leva sul senso di responsabilità nel raggiungimento degli obiettivi e sono caratterizzati da un’ idea morale diffusa nella società che motiva docenti e studenti (in entrambe le società il rispetto per l’ insegnante è considerato fondamentale).
D’ altro canto l’ importanza dell’ insegnamento è l’ indicazione principale che emerge dalla ricerca e si basa soprattutto sul riconoscimento del ruolo sociale, mentre il salario degli insegnanti sembra avere scarsa rilevanza sui successi scolastici e pochi collegamenti con lo sviluppo della capacità cognitive misurate secondo i test internazionali.

Uno studio su due milioni e mezzo di americani ha stabilito che gli studenti che hanno avuto insegnanti migliori hanno più probabilità di frequentare college prestigiosi, guadagnano di più, vivono in quartieri di migliore status economico-sociale, risparmiano di più per la pensione e, addirittura, hanno meno probabilità di avere gravidanze adolescenziali. Da un punto di vista generale, dice la ricerca, l’ investimento economico sull’ istruzione sembra sì importante nel raggiungimento di risultati positivi, ma ancora più importante è una cultura di supporto all’ educazione.
Non è un caso che, negli Stati Uniti, a seconda della cultura d’ origine, ci sono forti differenze, per cui è statisticamente provato che studenti provenienti da famiglie di Hong Kong o Singapore fanno meglio di studenti che vengono dall’ America latina o da Haiti. La questione dell’ istruzione appropriata in vista di una futura crescita economica, in grado di offrire agli studenti gli strumenti per affrontare un futuro incerto sono il cuore di alcune riforme scolastiche sopratutto in Asia. Il fatto di anticipare, nella formazione, quelli che saranno i lavori di domani, ha fatto sì che il sistema educativo di Singapore, per esempio, fin dal 1997, sia passato da una forma di apprendimento tradizionale, con grande attenzione allo studio mnemonico, a una formazione che si basa su matematica, scienza e cultura generale combinata con l’ apprendimento di come applicare le informazioni che si acquisiscono.
I sistemi scolastici di alcuni dei Paesi che si collocano più in alto nella classifica si basano su un’ enfasi maggiore sullo sviluppo di «creatività, personalità e collaborazione».

Dallo studio emerge che insegnare a lavorare in squadra, a interagire ed empatizzare con gli altri è la sfida della scuola di domani, tanto che un gruppo di lavoro che include i ministeri dell’ Educazione di alcuni Stati stanno cercando di elaborare un metro di valutazione per queste abilità, che verrà introdotto nel programma di valutazione internazionale Pisa del 2015.

Figli o Lavoro. La maternità negata

  • Giovedì, 29 Novembre 2012 05:48 ,
  • Pubblicato in L'Incontro

Venerdì 30 novembre, dalle 9.30 alle 18.00
Sala Di Liegro - Palazzo Valentini
Via IV Novembre, 119/A - Roma
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Corriere della Sera
28 11 2012

La legge interessa 100 mila figli, il 20% del totale 366 sì, 31 no e 58 astenuti. Bongiorno: «Risultato storico»
 
Mai più figli e figliastri. Finalmente anche in Italia i figli naturali sono equiparati ai figli legittimi, nati all'interno del matrimonio. Il disegno è diventato legge alla Camera con 366 favorevoli, 31 contrari, 58 astenuti ed è stato approvato in terza lettura. Sono 100 i figli naturali nel nostro paese, il 20% del totale.

RISULTATO STORICO - «Abbiamo finalmente raggiunto un risultato storico in materia di diritti civili, archiviando norme odiose fondate su un anacronistico senso della morale. Spero che sia solo il primo di una lunga serie di provvedimenti coraggiosi, capaci di eliminare le profonde discriminazioni che esistono ancora nel nostro Paese» ha detto la portavoce di Fli, Giulia Bongiorno.
NUOVA CIVILTÀ - «Finalmente, dopo anni di discussione, è stata approvata una legge che costituisce un importante punto di innovazione: non esistono più i figli con aggettivi, cioè legittimi o naturali, ma i figli sono tutti uguali. È una nuova civiltà giuridica. Questo è uno di quei passi in avanti che fanno entrare il nostro Paese in un'altra epoca storica». ha affermato la senatrice Pd Vittoria Franco.

BAMBINI TUTTI UGUALI - «La parentela è il vincolo tra le persone - dice la legge - che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione sia all'interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo». Il figlio «nato fuori del matrimonio può essere riconosciuto» dalla madre e dal padre «anche se già uniti in matrimonio con altra persona all'epoca del concepimento» e il riconoscimento «può avvenire tanto congiuntamente quanto separatamente». La legge riconosce ai figli naturali un vincolo di parentela con tutti i parenti e non solo con i genitori. Il che significa che in caso di morte dei genitori può essere affidato ai nonni e non dato in adozione come accade oggi. Inoltre questa parificazione ha conseguenze anche ai fini ereditari.

DIRITTI E DOVERI DEI FIGLI - «Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni. Il figlio ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti. Il figlio minore (che ha compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento) ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano. In tutti gli articoli del Codice le parole figli legittimi e figli naturali sono sostituite semplicemente da figli.

DELEGHE AL GOVERNO - La revisione di alcune delle norme in materia viene affidata a una delega al governo da attuare entro un anno. Per questo è stata già istituita dal ministro Andrea Riccardi una commissione ad hoc guida dal professor Cesare Massimo Bianca che metterà a punto le norme di attuazione. Uno dei decreti attuativi riguarderà la disciplina delle successioni e delle donazioni, ai fini dell'eredità . I decreti di delega si occuperanno anche di prova della filiazione, presunzione di paternità del marito, azioni di riconoscimento e disconoscimento dei figli, dichiarazione dello stato di adottabilità.

FIGLI NATI DA INCESTO - Sul delicato tema dei bimbi nati da persone legate da vincolo di parentela (fino al secondo grado) viene riformulato l'art. 251 del codice civile e ampliata la possibilità di riconoscimento dei figli nati da queste relazioni. La scelta ha sollevato la protesta dell'Udc e in particolare di Paola Binetti secondo la quale «è stato sdoganato l'incesto».

FIGLI CONTESI, DECIDE TRIBUNALE DI COMPETENZA: in base ad un'altra modifica del Senato, in caso di controversie tra i genitori, dei procedimenti di affidamento e mantenimento dei figli si occuperà, d'ora in avanti, il Tribunale ordinario.
Non è stato facile, ma alla fine l'aula della Camera dei Deputati ha approvato il testo unico che cancella i figli di serie A e di serie B dalle leggi italiane.
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O I FIGLI O IL LAVORO

  • Martedì, 17 Aprile 2012 07:02 ,
  • Pubblicato in ZeroViolenza
di Valentina Faraone, Zeroviolenzadonne
17 aprile 2012

Il libro di Chiara Valentini, “O i figli o il lavoro” (Serie Bianca/Feltrinelli, pp. 224, euro 16,00), racconta storie di donne lavoratrici che hanno scelto di fare figli e si sono ritrovate condannate sui luoghi di lavoro. Storie raccolte in giro per l’Italia che narrano di soprusi, mobbing e violenze dai padroncini e collegh* nei confronti delle neomamme.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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