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Immagini del tempo

  • Mercoledì, 02 Novembre 2016 10:19 ,
  • Pubblicato in L'Iniziativa
Franco Rella, Immagini del tempoMartedì 8 novembre, ore 17.30
Roma - Fondazione Lelio Basso
Via della Dogana Vecchia, 5

Antonio Gnoli e Giacomo Marramao
discutono con Franco Rella
del suo ultimo libro "Immagini del tempo. Da Metropoli a Cosmopoli"

Epicuro il primo rottamatore

L'attimo fuggenteEpicuro ricorda quei politici che pretendono di non essere politici. Durissimi contro i "professionisti della politica", reclamano un rapporto privilegiato con le persone comuni, con cui dicono di condividere i problemi
Mauro Bonazzi, Corriere della Sera ...

Anche le donne pensano: storia delle filosofe dimenticate

  • Giovedì, 21 Maggio 2015 09:53 ,
  • Pubblicato in Flash news

Linkiesta
21 05 2015

Chi ancora sfogliasse i libri di storia della filosofia, anche senza molta attenzione, noterebbe, se non è troppo distratto, che di nomi di donna ne appaiono pochi. Prima del ’900, addirittura, non se ne trova quasi nessuno. Concludere però che le donne non siano adatte al pensiero speculativo, come sosteneva invece Aristotele, non sarebbe corretto (non è solo una questione di buon senso). Nonostante le correnti femministe del ’900 non se ne siano granché accorte, nel passato sono esistite diverse donne filosofe. Soltanto, sono state rimosse o messe da parte.

Ad esempio, Émilie Du Châtelet, era una scienziata, filosofa, matematica. Era stata allieva di Newton e veniva citata da Immanuel Kant (proprio lui) come esempio da seguire in una delle sue opere (che, va detto, era la prima, del 1747, dal semplice titolo di: Pensieri sulla vera valutazione delle forze vive e valutazione delle prove di cui si sono serviti in questa controversia il signor Leibniz e altri meccanici, insieme con alcune considerazioni preliminari riguardanti la forza dei corpi in generale, che non è che si leggono tutti). Aveva avuto anche un lungo e importante rapporto con Voltaire, che dopo la morte fece di tutto per infangarne la memoria. Invidia?

Un altro caso scuola è Margaret Cavendish, filosofa naturalista che respinse, nelle sue opere, l’aristotelismo e la filosofia meccanicistica del Seicento. Fu un personaggio fuori dagli schemi, che si fece notare molto e odiare anche di più: Samuel Pepys scrisse di lei che era “pazza, presuntuosa e ridicola”. Forse anche questo contribuì a farla dimenticare dagli storici della filosofia.

Se ancora servisse un esempio, si può pensare ad Anne Conway, platonista e razionalista che influenzò anche Leibniz. Scrisse i “Principi della filosofia più antica e più moderna”, dove mise in discussione diverse tesi di Cartesio, Hobbes e Spinoza.

Bene: per chi volesse saperne di più – e volesse anche contribuire a sollevare un velo che la storia ha calato sul mondo della filosofia femminile, non ha che da andare sul sito Project Vox, un sito open-source con testi e traduzioni delle filosofe del XVI e XVII secolo, finanziato da un fondo della Duke University. È pensato per aiutare studenti e professori che desiderano approfondire la questione e che hanno l’ambizione, se mai fosse ancora necessario, di smentire, anche in questo campo, il vecchio Aristotele.

Il mondo ricorda quest'anno il sedicesimo centenario del martirio di Ipazia, la filosofa bizantina assassinata ad Alessandria d'Egitto dalle milizie fondamentaliste cristiane del vescovo Cirillo nella primavera del 415, poco prima di Pasqua. Una mostra al Museo del Calcolo di Rimini ricorda questa donna eminente, amata dai suoi discepoli pagani e cristiani, esponente di una moderazione di pensiero cui faceva riscontro "una franchezza di parola", narrano gli storici, per cui "si rivolgeva faccia a faccia ai potenti e non aveva paura di apparire alle riunioni degli uomini,
Silvia Ronchey, La Stampa ...

L'invenzione della conoscenza

  • Martedì, 07 Aprile 2015 16:09 ,
  • Pubblicato in Il Libro
Roberto Ciccarelli, Il Manifesto
7 aprile 2015

"In un angolo remoto dell'universo scintillante e diffuso attraverso infiniti sistemi solari, c'era una volta un astro su cui animali intelligenti inventarono la conoscenza. Fu il minuto più tracotante e menzognero della storia universale". È uno dei passaggi folgoranti, dall'ironia crudele è maestosa, di Nietzsche che riflette su verità e menzogna in senso extra-morale. ...

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