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Il settembre nero della Lombardia

  • Venerdì, 04 Settembre 2015 10:00 ,
  • Pubblicato in Flash news
Il Manifesto
04 09 2015

L'hanno già ribattezzato «il settembre nero» della Lombardia.

Due gli appuntamenti, in contemporanea, da venerdì 11 a domenica 13 settembre a Cantù e a Milano. Il primo è promosso da Forza nuova, un meeting internazionale, il terzo dopo quelli del 2013 e 2014, che avevano visto la partecipazione di esponenti di formazioni di estrema destra, neonaziste e ultracattoliche provenienti da diversi paesi europei, dal British national party alla spagnola Democracia Nacional all`Hivm ungherese alla francese Jeune nation. ...

Forza Nuova: "Schederemo gli hotel che ospitano i migranti"

  • Giovedì, 02 Ottobre 2014 13:39 ,
  • Pubblicato in Flash news

la Repubblica
02 10 2014

"Renderemo pubblici i nomi ed i cognomi dei direttori degli hotel che metteranno a repentaglio la sicurezza della nostra gente".

Lo annuncia la segreteria provinciale di Bologna di Forza Nuova in un comunicato in cui definisce "inaccettabile" che ci siano albergatori che accettino di "ospitare gli immigrati smistati dalla prefettura nei loro hotel" nell'ambito della gestione dei profughi da accogliere.

Secondo il partito di Roberto Fiore, bisogna fermare un "business dell'accoglienza": gli albergatori, in provincia di Bologna, riceveranno 30 euro per ogni immigrato ospitato, si legge nella nota di Forza Nuova, e ogni 30 profughi accolti, "gli hotel riceveranno 27mila euro mensili".

Ma così si mette a repentaglio "la salute e la sicurezza della popolazione". Forza Nuova ritiene infatti che possano diffondere varie malattie. "Fermare l'immigrazione, e battersi per un rimpatrio totale di tutti gli immigrati sul territorio, non è più un diritto ma un dovere", si legge infine nella nota del partito di estrema destra.

Il Fatto Quotidiano
29 04 2014

Il romanzo di Melania Mazzucco, Sei come sei, è uno splendido ritratto dell’omogenitorialità, nel suo disgregarsi a causa della morte di uno dei genitori. E’ infatti la storia di due genitori dello stesso sesso che hanno una figlia, e il destino fa sì che muoia proprio il padre biologico, rendendo la bambina di fatto orfana. Sola in un mondo freddo e ostile, la piccola va alla ricerca di suo padre, dell’altro padre, che poi la riporta a casa dagli zii affidatari.

Non è, si badi, una storia superficiale, ma la descrizione, a tinte forti e con molta partecipazione e sentimento, di famiglie che già esistono anche nel nostro Paese e che, al contrario di altre nazioni anche a noi molto vicine, patiscono tutta la sofferenza di un vuoto normativo e di un’ostilità da parte di una certa compagine politica, mentre l’altra compagine, che invece dovrebbe occuparsene, deliberatamente le ignora.

Ora, è proprio alla luce di queste considerazioni che va letta la vicenda del liceo classico Giulio Cesare di Roma, dove gli insegnanti hanno proposto agli studenti del ginnasio proprio la lettura del libro della Mazzucco.

È arrivata così la reazione di alcuni studenti di movimenti vicini a Forza Nuova, che hanno gridato allo scandalo parlando di “emergenza omofollia” o deplorando il fatto che “vengano presentati ai giovani studenti modelli di vita deviati e perversi come se fossero la normalità o rappresentassero una priorità“.

Sono frasi talmente assurde da non meritare di essere prese in considerazione in un genuino dibattito sull’omogenitorialità, semmai la nostra classe politica sia in grado di accoglierne uno. Si tratta di un episodio di omofobia pura che danneggia la scuola, gli studenti omosessuali e tutti gli sforzi che le famiglie omogenitoriali stanno compiendo ogni giorno per ottenere un riconoscimento che è costituzionalmente – e soprattutto moralmente, se non altro per la condizione dei loro figli – doveroso.

Trovo pure ridicolo l’esposto presentato dalle associazioni Giuristi per la vita e Pro vita Onlus, che accusano gli insegnanti del Giulio Cesare di divulgazione di materiale dichiaratamente osceno. Che dire allora di certe immagini della mitologia classica o di taluni versi di Catullo che, mi pare di ricordare, si fanno solitamente studiare al liceo classico: Pedicabo ego vos et irrumabo, scriveva.

Dichiaratamente oscena è, piuttosto, l’idea che sta emergendo sullo sfondo di questa e di altre simili vicende di censura selvaggia, cioé che gli studenti italiani non siano in grado di elaborare nozioni o che la sessualità debba rimanere al di fuori delle scuole. Questo, sì, è una follia, in un Paese come il nostro, dove non si può parlare di bullismo perché altrimenti si viola il diritto dei genitori ad educare i loro figli, mentre nulla si dice sul diritto degli studenti di vivere una scuola senza bullismo, discriminazione o prevaricazione.

Come certe persone riescano in piena coscienza a coniugare difesa della vita e complicità nel bullismo, ancora non l’ho capito.

Global Project
17 03 2014

Pubblichiamo qui di seguito il comunicato che abbiamo ricevuto via mail sul fatto gravissimo, avvenuto nella notte fra sabato 8 e domenica 9 marzo, nel parcheggio della discoteca Rio Grande di Bellaria/Igea Marina, dove due giovani antifascisti riminesi sono stati accoltellati da un gruppo di quattro neonazisti affiliati a Forza nuova e solo recentemente fuoriusciti dall'organizzazione.

Scriviamo due righe di premessa perché riteniamo importante esplicitare alcune cose dopo aver letto la stampa locale e perché fatti come questi siano l'occasione di ri-articolare, da subito, un percorso territoriale antifascista che si muova nella direzione di costruire coalizioni sociali o di scopo capaci di impattare realmente sulla politica territoriale e cittadina nonché sull'informazione per non rimanerne stritolati. Come purtroppo accaduto rispetto a questa vicenda.

In questi giorni, infatti, la stampa locale ha offerto un panorama indegno ad una qualsiasi narrazione che voglia ritenersi realistica.
Si sono citate sigle di movimenti di sinistra mai esistite, si sono messi sullo stesso piano gli antifascisti e neonazisti nel chiaro tentativo di liquidare la questione come uno scontro fra bande e opposti estremismi.

Sta di fatto che questi elementi hanno impedito fino ad ora che questa vile aggressione venisse considerata per ciò che essa sta a significare.

La città di Rimini è diventata una città insicura non per la presenza degli homeless, dei poveri o dei migranti irregolari (come ci vogliono raccontare le merde di Forza Nuova) ma perché in una normale discoteca di periferia si può essere aggrediti e accoltellati per il semplice fatto di essere antifascisti/e, migranti, omosessuali.

Crediamo sia arrivato il momento di dire basta!

Dal 2004 ad oggi sono, infatti, numerose le aggressioni che Forza Nuova e affiliati hanno compiuto nel nostro territorio con un'escalation continua fino al gravissimo episodio in questione.

Elenco aggressioni e azioni di Fn e affiliati nella Provincia di Rimini dal 2004 ad oggi.

Nelle case dei quattro giovani riconducibili all'estrema destra riminese responsabili dell'aggressione è stato trovato un vero e proprio arsenale. Sono stati sequestrati infatti: 42 coltelli a serramanico, 2 manganelli, una pistola soft-air senza tappino rosso, una noccoliera e due spranghe. (Ci ricorda qualcosa!)

Per queste ragioni crediamo che nonostante le difficoltà di muoverci in un territorio spesso ostile, anche a causa di un antifascismo legalitario che in più di un'occasione ha negato piena legittimità a chi crede che praticare l'antifascismo voglia dire anche scontrarsi con il piano formale della legalità, sia necessaria dare una risposta pubblica a questi gravi fatti. Perché non accadano mai più e perché nessuno sia lasciato solo.

Con i compagni villmente colpiti.

“Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone.”

Rimini Wake up!
i compagni e le compagne del Lab. Paz Project

COMUNICATO (pervenutoci via mail)
Nella notte di sabato 8 marzo 2014 due giovani sono stati accoltellati e seriamente feriti da un gruppo di fascisti (tra cui ex aderenti a Forza Nuova) fuori da un noto locale della zona.

I due ragazzi accoltellati sono due compagni di Rimini, attivi nelle lotte per la giustizia sociale, per il diritto all'abitare, per lo sport e la cultura popolare, contro lo sfruttamento, il fascismo e il controllo sociale.

Fortunatamente, benché uno sia tutt’ora in ospedale, dovrebbero essere entrambi fuori pericolo e ci stringiamo a loro aspettandoli dove sono sempre stati, nelle strade, nelle lotte, al nostro fianco.

Quello che ci preme è rendere noto un episodio gravissimo che non ha precedenti nella nostra città.

Siamo antifasciste e antifascisti militanti, come ci insegnarono i nostri nonni e le nostre nonne partigiane. Come loro siamo assetati di libertà e, con la dignità che sempre muove le nostre azioni, cerchiamo di combattere ingiustizia e prevaricazione ovunque si trovino, finanche in una discoteca di merda.

Ma ieri come oggi lottare per cambiare lo stato di cose presenti può avere un caro prezzo: quello di vedere violata la propria incolumità fisica è uno di questi.

Ed è ciò che è accaduto ai nostri compagni.

Infatti le coltellate inflittegli sono state sferrate con l’evidente intento di uccidere: colpire più volte all'addome può avere solo quell'obiettivo.

Quando un fascista arma la propria mano per colpire chi si ribella allo status quo, la matrice è ben chiara e i motivi non sono per nulla futili: sta combattendo la propria guerra contro chi non abbassa la testa e chi considera “diverso”; contro la vita di chi ha deciso di dedicarsi alla costruzione di un mondo migliore, dove non si debba morire di freddo senza casa, dove si possa avere un lavoro degno che non occupi tutta la giornata per un salario miserevole, dove non ci sia schiavitù imposta dal ricatto del denaro, dove si possa scegliere liberamente delle proprie vite senza essere usurpati dal potere.

Per noi l'antifascismo è una pratica rivoluzionaria, oggi come ieri.

E il 25 aprile non è una ricorrenza ma una lotta quotidiana, per questo abbiamo rischiato che delle persone generose, intelligenti e piene divita, compagni preziosissimi, ci venissero sottratti dalle lame degli utili idioti del capitalismo.

Solo chi è in malafede può equiparare stupidamente chi propaga ignobili disvalori a chi lotta per la giustizia sociale e la libertà, così come chi parla di “rissa tra bande” ed altre sciocchezze addomesticate, agisce nell’interesse servile di legittimare la falsa retorica degli opposti estremismi.

I nostri compagni sono forti e hanno la pelle dura, non ne avevamo dubbi, ma proprio perchè la vita è una questione di carne e dicentimetri diciamo che, per un raggio infinito di chilometri, nessuno si deve permettere di toccarceli.

Dopo i recenti omicidi di Clement a Parigi e Pavlos ad Atene, a pochi giorni dall'undicesimo anniversario dell’assassinio di Dax a Milano, vediamo che anche in una città come Rimini le mani dei fascisti sono armate e pronte ad uccidere.

Sappiamo bene come il fascismo non sia mai stato definitivamente sconfitto perchè è il capitalismo stesso che crea continuamente il terreno fertile per la sua riproduzione, ossia per la sua aggressiva perpetuazione.

Vediamo come nella nostra società, dal potere economico alle istituzioni politico/militari passando per le sue ramificazioni, elementi fascisti vengano sempre mantenuti per fare il proprio sporco lavoro: che sitratti di governanti mascherati da liberatori come in Ucraina, o di“Albe Dorate” come in Grecia, che si inventino pretesti territoriali come la Lega Nord o che si tratti di finti benefattori come ForzaNuova o suoi ex militanti.

Questi giorni sono lunghi che ci sembra valgano anni.

Sentiamo sempre più necessario disintegrare quel tessuto di indifferenzasociale intriso di razzismo, sessismo e sopraffazione, riappropriandoci di spazi non solo di agibilità politica ma anche di socialità quotidiana.

Più avanzano le nostre lotte più terreno sottraiamo al capitale e ai suoi sgherri in divisa o camicia nera.

Sollecitiamo con forza tutte le realtà sensibili, collettivi e singoli,senza confini geografici, nella costruzione diffusa di percorsi di lotta contro il capitalismo e i suoi fascismi, raccogliendo le forze per avanzare con determinazione, esprimendo rabbia, autonomia, passione, autodifesa, solidarietà, azione diretta, lotta di classe e una smisurata voglia di libertà.

Se si colpisce un/una compagn* si colpiscono tutt*, nessuno si senta escluso.

Guai a chi ci tocca!

Antifasciste e antifascisti - Rimini

No al raduno nazifascista a Roma

  • Venerdì, 28 Febbraio 2014 11:20 ,
  • Pubblicato in Flash news

Globalist
28 02 2014

Per sabato Forza Nuova ha organizzato un convegno con tutti i movimenti neonazisti, compresa Alba Dorata. La protesta delle forze democratiche.

È allerta nella Capitale, dove tra meno di 48 è in programma un grosso raduno nazifascista. Questo sabato le forze di estrema destra si riuniranno in occasione del convegno organizzato da Forza Nuova dal titolo "L'Europa risorge". Un'iniziativa a cui presenzieranno i nomi più noti dell'estremismo nel continente e che per questo, si teme, richiameranno molti militanti.

Alla manifestazione, in programma dalle 17 all'Hotel Pineta Palace, sarà presente ovviamente Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova. Insieme a lui, parteciperanno il deputato greco di Alba dorata Antonios Gregos, il Presidente del partito nazionalista spagnolo Democracia National Manolo Canduela e l'eurodeputato britannico e Presidente del British National Party, Nicholas Griffin. In programma anche un collegamento audiovisivo con il partito Elam, da Cipro.

Un raduno che rischia di diventare scomodo per la città, dove le forze democratiche sono già in allarme. La richiesta è che la manifestazione venga vietata. "Sono affissi in tutta la città manifesti che - si legge nella nota del capogruppo Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola - indicono un raduno nazifascista a Roma per il primo marzo". Roma, continua, "non può ospitare convegni di forze politiche che si ispirano al fascismo. La nostra città non può essere oltraggiata dalla sfilata di formazioni politiche che evocano i peggiori scenari della storia contemporanea. Roma città medaglia d'oro della Resistenza rifiuta e si oppone ai rigurgiti del peggior nazionalismo. Chiedo al Ministro dell'Interno e al Prefetto - conclude - di non autorizzare lo svolgimento di questo raduno".

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