Il protagonista che gli dà il titolo non assomiglia a nessuno di quelli che popolano usualmente le storie per i più piccoli: ha 10 anni e sente, da quando ha contezza di sé, di voler essere una ragazza. "Melissa". 
Elena Tebano, Corriere della Sera ...

Un altro genere di paese

  • Martedì, 22 Settembre 2015 12:08 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO

Il Manifesto
21 09 2015

Forse il Paese è migliore di quello che ci rac­con­tano i media e i geni­tori sono meno scioc­chi e cre­du­loni di quanto certe cam­pa­gne d’odio sem­brano insi­nuare. Forse gli inse­gnanti non hanno dimen­ti­cato la libertà di inse­gna­mento e i diri­genti sco­la­stici rico­no­scono ancora il con­fine tra il ruolo della fami­glia e quello che con­cerne la scuola, stru­mento essen­ziale per la costru­zione della cit­ta­di­nanza e del pubblico.

Que­sta è la prima con­si­de­ra­zione che ser­peg­giava tra inse­gnanti delle scuole di ogni ordine e grado, geni­tori, docenti uni­ver­si­tari, esperti/e in studi uma­ni­stici e scienze sociali, case edi­trici, fem­mi­ni­ste e attiviste/i lgbt, pro­ta­go­ni­sti a Roma di Edu­care le dif­fe­renze, due giorni di scam­bio di buone pra­ti­che incen­trati sulla valo­riz­za­zione delle dif­fe­renze, il con­tra­sto alla vio­lenza di genere e al bul­li­smo omo­fo­bico den­tro e fuori la scuola.

L’incontro, orga­niz­zato dall’Associazione SCOSSE, Il Pro­getto Alice e Sto­newall e co-promosso da 250 orga­niz­za­zioni, è stato attra­ver­sato da 800 per­sone, pro­ve­nienti da tutta Ita­lia per seguire 9 tavoli di lavoro paral­leli e 2 assem­blee ple­na­rie.

Il suc­cesso della seconda edi­zione di Edu­care alle dif­fe­renze non è fatto solo di numeri, ma di col­la­bo­ra­zioni, reti e com­pe­tenze che si intrec­ciano. Testi­mo­nia che pur nell’assenza quasi totale di fondi e in un clima di gene­rale osti­lità cul­tu­rale, esi­stono asso­cia­zioni e inse­gnanti che svi­lup­pano quo­ti­dia­na­mente pro­getti di grande inte­resse per la valo­riz­za­zione delle dif­fe­renze, la scuola mul­ti­cul­tu­rale e metic­ciata, l’educazione sen­ti­men­tale, la pre­ven­zione e il con­tra­sto delle vio­lenze legate al genere e all’orientamento ses­suale e di ogni forma di discri­mi­na­zione e sopraffazione.

E’ que­sto il “mondo vitale” della scuola, gene­roso e plu­rale, attento ed esi­gente. Non rimane pas­sivo a guar­dare la furia dei movi­menti estre­mi­sti che pren­dono le mosse dal discorso del 21.12.2012 di papa Bene­detto XVI, in cui il pon­te­fice con­dan­nava la “nuova filo­so­fia della ses­sua­lità” espressa dal “lemma gen­der”, che con­trad­dice il rac­conto biblico della crea­zione, secondo il quale “appar­tiene all’essenza della crea­tura umana di essere stata creata da Dio come maschio e come fem­mina”. Non si lascia sedurre dalle poche righe della con­tro­ri­forma dedi­cate al’educazione di genere né smette di lot­tare con­tro la buona scuola di Renzi.

Non si accon­tenta di una cir­co­lare della Mini­stra Gian­nini che nega l’ideologia gen­der ma si dimen­tica di affer­mare che il genere — inteso come sistema di pra­ti­che sociali e cul­tu­rali che asse­gnano ruoli, potere, fun­zioni e oppor­tu­nità diverse agli indi­vi­dui in base al loro sesso di nascita e al loro orien­ta­mento ses­suale — esi­ste eccome. Ma sa bene che le dif­fe­renze si inter­se­cano e sono “un bene indi­vi­si­bile”, che tutte devono essere pro­ta­go­ni­ste nelle forme e nelle pra­ti­che peda­go­gi­che e edu­ca­tive dell’inclusione in classe, altri­menti non lo sono nes­suna. Ha impa­rato che nomi­nare le parole ha un valore ine­sti­ma­bile, per que­sto per par­lare di bul­li­smo non rinun­cia a con­no­tare una vio­lenza spe­ci­fica e a par­lare anche di bul­li­smo omo­fo­bico. E’ pronto a rifiu­tare discorsi isti­tu­zio­nali e solu­zioni poli­ti­che al ribasso, pro­po­nendo deli­bere ed azioni spe­ci­fi­che agli enti locali.

E’ un mondo vitale maturo e con­sa­pe­vole, che chiede di sedere al tavolo di chi sta­bi­lirà le linee guida della scuola di domani. E’ un arci­pe­lago di ric­chezza stanco della com­pe­ti­zione reci­proca per qual­che euro messo a bando dalle isti­tu­zioni, anno­iato dall’isolamento per­ma­nente, deter­mi­nato a unirsi in un pro­getto cul­tu­rale e edu­ca­tivo di lungo rag­gio, dedi­cato a difen­dere la scuola pub­blica e a valo­riz­zare le differenze.

"Ma la sessualità è fonte di benessere, non di disagio"

  • Domenica, 20 Settembre 2015 08:30 ,
  • Pubblicato in L'Intervento
Haring amoreIl Manifesto
19 settembre 2015

"Le persone che ricevono corsi di educazione sessuale, sulle linee guida dell'OMS, hanno una maggiore consapevolezza della loro sessualità e tendono ad esordire più tardi nel comportamento sessuale e farlo in modo più consapevole e lontano dai rischi." ...

La sofferenza non astratta, vissuta nel suo "genere"

  • Venerdì, 18 Settembre 2015 11:57 ,
  • Pubblicato in Il Libro
Ordine dal soffittoBia Sarasini, Il Manifesto
17 settembre 2015

Si entra in un intero universo, aprendo le pagine del libro di Assunta Signorelli Praticare la differenza. Donne, psichiatria e potere (Ediesse). Un universo articolato, ricco, variegato, come lo sono i 40 anni di esperienza di vita, di lavoro pratico e teorico di Assunta Signorelli spesi nei centri di salute mentale. ...
La seconda edizione di Educare alle differenze torna a Roma il 19 e 20 settembre, alla scuola secondaria di primo grado Carlo Cattaneo.

A Roma il 19 e il 20 settembre torna Educare alle Differenze il network nazionale - nato lo scorso settembre dall’appello promosso da SCOSSE (Roma), Stonewall (Siracusa) e Il Progetto Alice (Bologna) - per sostenere la scuola pubblica, laica, inclusiva e democratica.

250 i co-promotori tra associazioni, gruppi di ricerca, esperienze istituzionali, comitati, 9 tavoli tematici, oltre 60 relatori selezionati grazie a una partecipatissima call, oltre 500, ad oggi, le pre-iscrizioni per i workshop da ogni parte d’Italia: sono questi i numeri, in continua crescita, di quello che si preannuncia come il più grande evento sull’educazione al genere, alle differenze e all’affettività su scala nazionale (programma).

Insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, genitori, docenti universitari, esperti/e in studi umanistici e scienze sociali, in comunicazione e politiche europee, case editrici, attiviste/i lgbt e femministe, giornaliste/i e blogger, assistenti sociali, artisti/e e rappresentanti delle istituzioni saranno i protagonisti di due giorni di formazione: laboratori, scambio di buone pratiche, condivisione orizzontale di metodologie e strumenti didattici, incentrati sulla valorizzazione delle differenze, il contrasto alla violenza di genere e al bullismo omofobico dentro e fuori la scuola.

In un clima inquinato da violente polemiche e gravi mistificazioni sui contenuti, le metodologie e gli obiettivi dei progetti di educazione alle differenze nelle scuole, Educare alle differenze è l’occasione giusta per conoscere che cosa davvero si fa nelle aule italiane per promuovere parità e rispetto e costruire una società giusta e inclusiva.

A chi cerca di seminare il panico diffondendo informazioni false e strumentali, Educare alle differenze risponde mettendoci la faccia di tutti/e coloro che quotidianamente promuovono progetti educativi per rendere bambini e bambine cittadini/e liberi e uguali.

Educare alla differenze sarà anche l’occasione per mettere in dialogo il mondo associativo e le istituzioni: alle 14.00 di sabato 19, infatti, si siederanno allo stesso tavolo alcune associazioni della rete EaD, i rappresentanti degli enti locali – tra cui il Comune di Roma e di Parma e alcune rappresentanti istituzionali quali Celeste Costantino (deputata) e Valeria Fedeli (senatrice).

Per visionare il programma completo e la lista delle adesioni: http://www.scosse. org/educare-alle-differenze-2/

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