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Arturo e il Supercanguro

Provo a mettermi nei panni di una persona non particolarmente interessata al racconto del potere (chiunque faccia un mestiere diverso dal politico o dal giornalista). Questa persona, chiamiamola Arturo, accende il computer sul lavoro, se ne ha ancora uno, e in tutti i principali siti di informazione trova scritto a caratteri cubitali: "Italicum, sì al Supercanguro". Immagino che Arturo oscillerà tra perplessità e smarrimento
Massimo Gramellini, La Stampa ...

05 01 2015

La cronaca continua a scandire quotidianamente e impietosamente il numero delle donne lasciate sole dallo Stato di fronte alla violenza maschile.
Sottraiamoci e non partecipiamo alla “consultazione online” lanciata dal Governo.
Diciamo basta ad azioni demagogiche sulla pelle delle donne.

A quando un vero Piano di Azione condiviso con le organizzazioni della società civile che lavorano sul tema?
La Presidenza del Consiglio dei Ministri- Dipartimento pari opportunità- ha lanciato dal 10 dicembre al 10 gennaio la consultazione pubblica on line sul Piano Nazionale Contro la Violenza sulle donne, con proposte banali, generiche e contraddittorie.

In realtà online non c’è nessun Piano ma solo 8 linee d’azione, incongruenti tra loro, tratte dai sette documenti elaborati dai gruppi della cosiddetta “task force” intergovernativa nata a fine 2013.
Solo poche associazioni sono state consultate nei tavoli della task force e sono state coinvolte poco e male contrariamente a quanto si afferma nella presentazione online.

Le proposte e le conclusioni dei gruppi di lavoro della task force non sono state trasparenti: i documenti finali non sono mai stati condivisi con e tra tutte le organizzazioni partecipanti.
La decisione di una consultazione online non è mai stata discussa con le organizzazioni della società civile nell’ambito delle consultazioni della task force.

Tale decisione appare come l’abdicazione politica alla presa in carico del fenomeno sociale della violenza e alla sua banalizzazione, illudendo qualcuno di prenderne parte genericamente. Inoltre la consultazione online appare una iniziativa poco chiara dal punto di vista metodologico.
Sono necessarie persone competenti e professionali nel trattare il tema e contribuire alla definizione di un Piano.

Servono politiche che affrontino la prevenzione, risposte adeguate alle donne vittime di violenza, una formazione appropriata di tutti gli operatori coinvolti, la creazione di una nuova cultura rispettosa delle differenze, la raccolta integrata dei dati, e la partecipazione
e il riconoscimento del sapere, sedimentato negli anni, e del ruolo delle realtà delle donne e della società civile impegnata da anni su questo grande problema politico, come prevede e richiede la Convenzione di Istanbul ratificata nel 2013 ed entrata in vigore nel 2014 in Italia, e come richiedono le raccomandazioni all’Italia CEDAW-ONU del 2011, e quelle della Special Rapporteur - Onu sulla violenza del 2012.

A causa della propria inerzia, lo Stato è responsabile della mancanza di risposte efficaci per ogni donna che subisce violenza.
Noi ci sottraiamo e non partecipiamo alla consultazione online.
Il piano d’azione di un Paese contro la violenza alle donne è una cosa seria.
Diciamo basta ad azioni demagogiche sulla pelle delle donne.

Chiediamo:
- che il governo riapra un vero confronto nel merito delle misure da mettere in campo,
- che questo confronto venga allargato anche alle associazioni non coinvolte nella prima fase
- che vengano preso in considerazione il documento prodotto dalle Nazioni Unite per la creazione dei Piani Nazionali contro la violenza alle donne

Gruppo task force:
UDI-Unione Donne in Italia, D.i.Re- Donne In Rete contro la Violenza, Fondazione Pangea, Maschile Plurale, Cam- Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti

Le associazioni e persone esperte aderenti:
Casa Internazionale delle donne, Bee Free, Le Nove, Ass. Il cerchio degli uomini di Torino, Ass.Giraffa

Acqua e beni comuni, il secondo scalpo di Renzi

Attraverso la famigerata coppia normativa, formata dal decreto "sblocca Italia" e dalla legge di stabilità, il governo Renzi sta tentando di portare un secondo scalpo al tavolo dei rigoristi europei e al banchetto dei grandi interessi finanziari: i servizi pubblici locali, a partire dall'acqua
Marco Bersani, Il Manifesto ...

Pensioni pagate il 10 del mese, è rivolta

Anziani"Nuova beffa per i pensionati", "Accanimento verso gli anziani", "Vergogna, Renzi colpisce chi è già debole", "Incomprensibile decisione". Si è subito rivoltato il mondo dei sindacati e delle associazioni di pensionati e consumatori, di fronte alla decisione del governo di far slittare dal primo al 10 di ogni mese le pensioni erogate dall'Inps. 
Mariolina Iossa, Corriere della Sera ...

Il Fatto Quotidiano
16 10 2014

Lunedì 13 ottobre è partita l’operazione ‘Mos Maiorum’: una sorta di super retata europea che prevede la schedatura dei migranti presenti negli stati dell’area Schengen che hanno aderito al progetto. Un’iniziativa che fino al 26 ottobre impegnerà svariati agenti in tutta Europa, sotto il coordinamento dalla Direzione centrale e dalla Polizia delle frontiere del ministero dell’Interno italiano, principale promotore del programma.

Come spiega il documento adottato dal Consiglio dei ministri dell’Unione europea, al momento presieduto dal governo italiano, il principale obiettivo sarebbe quello di identificare gli immigrati irregolari e annientare eventuali gruppi criminali. Gli stranieri senza permessi saranno successivamente trasferiti nei loro paesi di provenienza, nel caso in cui questi ultimi abbiano firmato la convenzione di riammissione con l’Ue. Altrimenti verranno trattenuti per un periodo variabile a seconda dei paesi, oppure lasciati in libertà con avviso di espulsione.

Secondo il documento del Consiglio, l’operazione si svolge in stretta collaborazione con Frontex (l’agenzia incaricata del controllo delle frontiere esterne dell’Ue), sebbene questa abbia immediatamente tenuto a precisare di non aver avuto “nessun ruolo nella pianificazione e nell’implementazione dell’operazione“ ma di aver semplicemente collaborato con “statistiche e analisi dei dati riguardanti i flussi migratori alle frontiere esterne dell’Unione Europea”.

Cominciato da appena pochi giorni, il programma Mos Maiorum ha già riscosso numerose critiche da parte di diverse associazioni. A Bruxelles il Collectif Mobilisation groupe 2009 sta già organizzando una manifestazione di protesta davanti alle istituzioni europee per il 22 ottobre, mentre in Italia l’Usb (Unione sindacale di base) ha lanciato l’operazione SOS libertà di circolazione e di residenza, con attività di informazione, orientamento e assistenza legale presso la loro rete di sportelli. ”Si tratta di una risposta a questa ennesima strumentalizzazione della condizione dei migranti e dei profughi, col sostegno di attivisti sindacali, mediatori e avvocati che daranno risposte concrete a coloro che ne avranno bisogno” – spiega Soumahoro Aboubakar, dell’esecutivo nazionale Usb.

“L’operazione Mos Maiorum, con evidenti connotati etnici e razzisti, avviene dopo Aerodromos, lanciata a suo tempo dalla Grecia durante il proprio semestre di presidenza dell’Unione Europea – denuncia Soumahoro. E la memoria ci ricorda la caccia e le aggressioni di gruppi neo-fascisti ai danni dei migranti, accusati di essere le cause della crisi che continua a colpire. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, insieme al suo ministro dell’Interno Angelino Alfano, con l’operazione Mos Maiorum stanno cercando di distrarre i cittadini dalle vere cause della crisi. La verità è che il governo, la Bce, l’Ue e i suoi stati membri approfittano del periodo per colpire i migranti insieme a tanti altri settori popolari, che certo non hanno nessuna responsabilità in merito all’attuale stallo economico. Anzi, i migranti sono vittime insieme ai disoccupati, ai precari, alle famiglie, agli studenti e ai lavoratori ormai trasformati in schiavi”, conclude il dirigente sindacale, spiegando che “le attività dell’operazione SOS Libertà di circolazione e di residenza convergeranno nelle manifestazioni e nello sciopero generale indetto dalla Usb per la data del 24 ottobre.“

Siamo dunque giunti all’epilogo di una triste storia. In un’Europa estremamente disunita e sempre più assoggettata alle derive nazionaliste dei suoi stati membri, il Consiglio europeo a presidenza italiana è riuscito ad avviare una super operazione di polizia perfettamente coordinata. Nel frattempo tg e giornali continuano a parlare di ebola come se fosse la principale causa di morte sul continente, alimentando la psicosi dei cittadini e dando man forte a tutti coloro che guardano agli immigrati come ai principali responsabili della diffusione del virus, oltre che potenziali attivisti del gruppo terroristico Isis.

Nasce da questi inquietanti presupposti e nell’indifferenza generale la messa in moto di un’operazione che dovrebbe far riflettere anche solo per il nome che porta… Mos Maiorum (costume degli antenati) come il termine latino che nella civiltà romana stava a rappresentare quell’insieme di principi che andavano a comporre il nucleo della morale collettiva. Un’etica vista come un complesso di tradizioni e valori in cui riconoscersi come membri di uno stesso popolo e di una stessa cultura. Esattamente le premesse più adatte per costruire una società multiculturale e aperta alle diversità, come quella in cui prima o poi dovremo inevitabilmente abituarci a convivere.

Erika Farris

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