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Un posto per le donne-mamme, non c'e'

  • Mercoledì, 28 Agosto 2013 14:46 ,
  • Pubblicato in Flash news

LinKiesta
28 08 2013

Da quando mi sono trasferita a Londra, mi vanto di come le donne inglesi siano riuscite a a conciliare famiglia e lavoro, e di come questo processo culturale sia cresciuto dagli anni '50 ad oggi. Ad ogni discussione, ne faccio il mio cavallo di battaglia.

E non solo. E' stato il tema del mio discorso tenuto per Matteo Renzi alla Leopolda 2012, nonche' la meta' delle interviste che ho rilasciato, non ultima quella per Il Fatto Quotidiano. Mi piace far parte di un mondo contemporaneo, dove lo status della donna non e' diverso da quello della donna-mamma: entrambe lavorano. La prima concilia lavoro con amanti e divertimento (beata lei), la seconda con marito e figli (che palle).

Ed e' cosí che nel lontano Dicembre 2011, l'Uomo Dei Numeri, Little Miss Sunshine ed io, siamo partiti alla volta dell'America degli anni '90: l'Inghilterra. Un paese che sopravvive grazie alla sua capitale che sfoggia servizi a destra e manca. Perche' questo e' il pattern degli inglesi e della loro arte, ne hanno fatto un mestiere. Quindi, dicevo, leggo oggi su R2 di Repubblica da uno studio della LSE, che l'occupazione femminile, a Londra, aveva raggiunto il picco più alto d'Europa, sfoggiando un bellissimo 71% , contro il 52% del 1965. La parita' di genere esiste.

Ed io, con Little Miss Sunshine e l'Uomo dei Numeri, vado dritta dritta a prendermela. E' tutta mia. La mattina sveglia alle 7.30, lavoro, poi a turno (eh, parita') vestiamo Viola e la portiamo a scuola. Tempo le 9.30 che sono in ufficio. Il mio non e' un lavoro da donne, quindi la percentuale maschile super quella femminile di parecchio. Ma insomma, lavoro e ho uno stipendio buono. Poi torno a casa verso le 7 e mi occupo di Viola. Sempre a turno, apparecchiamo, cuciniamo la cena, sparecchiamo. Si diceva, parita'. L'asilo per Little Miss Sunshine e' gratuito, dietro casa e da subito disponibile. Il primo non era certamente l'asilo a 5 stelle, ma un asilo piuttosto punk: del resto punk e' il mondo e dunque punk sará parte della crescita di mia figlia.

Quindi, finalmente, sono una donna, mamma, amica, fidanzata, lavoratrice, amante, sorella, figlia, tutto quello che la natura ha dato al genere femminile.

Ma oggi la notizia su R2 di Repubblica mi arriva come un fulmine a ciel sereno: la percentuale dell'impiego femminile inglese e' scesa al 68% e si ritiene possa abbassarsi ulteriormente. Pare che le venticinquenni di oggi preferiscano i figli al lavoro. E questo dato (per me allarmante) non proviene dalla crisi economica come si potrebbe pensare, piuttosto da un cambiamento culturale.

Schock, qualcuno mi chiami un medico. Il 27% delle ventenni di oggi, e' convinta che una madre che lavora faccia crescere peggio i figli. Ma ne è convinta perché ha provato, oppure sono solo fantasie? Il dato proviene dalla Gran Bretagna e dagli USA dove l'occupazione femminile era alta e la forbice degli stipendi tra uomo e donna non era poi cosí squilibrata.

Se penso all'Italia, vedo 800mila mamme che negli ultimi 2 anni sono state costrette ad abbandonare il lavoro. Siamo al 74esimo posto per paritá di genere, al 48esimo per istruzione femminile e sempre al 48esimo per presenza femminile in Parlamento. Sono il 50% le donne occupate senza figli (15 punti in meno della Gran Bretagna, in questo l'Italia è al terz'ultimo posto davanti alla Turchia) e solo il 31% le donne occupate con tre o più figli. E questo perché, o meglio, anche perché meno del 30% dei bambini italiani ha accesso ai servizi per l'infanzia e il 33% delle mamme è costretto a lavorare part time.

Saró anche stata fortunata ad aver trovato un asilo pubblico gratis dopo una settimana dal nostro arrivo, e ad aver trovato uno (in realtà quattro) lavoro, e contribuire cosí all'onda rosa inglese. Sono convinta che non sia solo una questione di fortuna, ma anche di una cultura profondamente diversa, quella inglese, più aperta al genere femminile ed ai suoi molteplici aspetti nonché aspettative.

Allegra Salvadori

In Gran Bretagna e negli Stati Uniti è in corso una rivoluzione: le ventenni, contrariamente alle madri, preferiscono matrimonio e figli alla carriera. E in Italia? L'onda rosa non esiste. Le donne giovani continuano a non avere scelta. ...

Il Fatto Quotidiano
25 07 2013

Prima celebrato come eroe di guerra, poi condannato alla castrazione chimica per “indecenza” e semplicemente per il suo essere omosessuale. Infine costretto al suicidio, così è stato ricostruito dagli storici, due anni dopo la sentenza che, nel dopoguerra, lo fece entrare in forte depressione.

Ora, a più di 60 anni dalle vicende, Alan Turing, matematico, logico, conosciuto anche come uno dei padri dell’informatica e dell’intelligenza artificiale, verrà ufficialmente “perdonato” dal governo inglese, che annullerà quella sentenza di condanna e lo riabiliterà finalmente, inserendolo nell’empireo dei grandi uomini che contribuirono alla sconfitta del potere nazista.

Lo ha fatto sapere il governo di coalizione fra conservatori e liberaldemocratici guidato da David Cameron. A ottobre verrà ufficialmente discusso in parlamento il disegno di legge per la riabilitazione di Turing.

Ma non tutti sono contenti per questa mossa del governo, che è arrivata a pochi giorni dall’approvazione del matrimonio gay e dal sigillo della Regina alle nozze fra persone dello stesso sesso. Ben Summerskill, direttore dell’associazione gay Stonewall – una sorta di Arcigay britannica – ha bollato la mossa del governo come “ipocrita”. E ha aggiunto: “Questo non servirà a rendere giustizia alla figura di Turing. Meglio sarebbe che il suo pensiero venisse insegnato nelle scuole a ogni bambino. Questo gli renderebbe veramente giustizia”.

A Turing, nei mesi passati, è stata dedicata un’importante mostra del museo londinese della Scienza. Una mostra, tuttavia, che si concentrava più sulle sue scoperte tecniche che sulla sua vita privata. Turing, infatti, riuscì a decodificare le comunicazioni segrete dei nazisti, aiutando così a vincere la Seconda Guerra Mondiale. Secondo molti studiosi, la scoperta di Turing avrebbe evitato la morte di ulteriori centinaia di migliaia di persone.

Ora la stampa britannica dice apertamente che Turing fu “torturato” per il suo essere gay. Torture che il governo cerca di cancellare col bianchetto, approvando una legge che, appunto, pulisca la fedina penale di Turing e di altri importanti condannati. Dal 1885, anno dell’editto vittoriano sugli omosessuali, al 1967, ben 49mila persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender furono condannate nel Regno Unito semplicemente per il loro essere e per il loro stile di vita. Fra queste, uno dei più famosi fu lo scrittore, poeta, dandy e regista teatrale Oscar Wilde. Turing molto probabilmente – non vi è assoluta certezza – si avvelenò, molti altri si tolsero la vita o finirono nei manicomi di Stato.

Ora, appunto, il perdono. Per il quale il partito laburista all’opposizione ha sempre premuto. Sadiq Khan, musulmano, parlamentare del Labour e ministro ombra per gli affari relativi alla capitale, pochi mesi fa esortò l’esecutivo. “C’è un lavoro che non è mai stato completato, il governo deve perdonare Turing. A cento anni dalla sua nascita, è giunto il momento di correggere questo grande errore storico”.

Da parte sua, il governo assicura che la legge di perdono passerà, al netto di qualche emendamento che forse ne rallenterà l’approvazione. Ai parlamentari, tuttavia, verrà data libertà di voto secondo la loro coscienza.

Turing decodificò le comunicazioni fra nazisti, scritte in codice Enigma, così chiamato dal nome del marchingegno usato per cifrare e decifrare messaggi e informazioni. “Ma il vero enigma è il perché nel Regno Unito si sia arrivati così tardi a un passo indietro ufficiale su Turing”, dicono ora gli attivisti gay del Paese. Leggenda vuole che Turing morì mordendo una mela avvelenata e che Steve Jobs si ispirò a lui quando pensò al logo della Apple.

Daniele Guido Gessa

Il Fatto Quotidiano
24 07 2013

“Prosciugheremo il mercato del porno e degli abusi online”. Così ha detto il primo ministro britannico David Cameron parlando in parlamento a Westminster e inaugurando una guerra alla pornografia senza precedenti in un Paese occidentale.

Non tutto l’erotismo su Internet, chiaramente, verrà bandito: alla gogna verrà messo, chiaramente, tutto il materiale pedopornografico – previsto un grande database nazionale di criminali o sospettati – ma anche la pornografia hardcore, quella che richiama la violenza sessuale fra adulti, verrà vietata in Inghilterra e Galles, come già è vietata in Scozia.

Cameron fa sua così una battaglia quasi storica delle femministe britanniche, la polizia lo supporta, mentre storcono il naso le grandi compagnie che forniscono servizi Internet, motori di ricerca e siti sui quali si possono condividere file di ogni tipo e video. Il premier ha comunque assicurato: “Abbiamo il supporto anche dei big dell’online”. Ma resta ancora da capire come possa essere effettuata in concreto questa grande operazione di controllo.

Cameron ha indicato alcune strade possibili: per evitare che giovani e giovanissimi possano accedere alla pornografia, gli apparati informatici in vendita dalla fine del 2013 potrebbero avere dei blocchi installati di default, che solo un adulto della famiglia potrebbe sbloccare. Inoltre, allo stesso modo, chiunque attiverà un servizio di Internet broadband domestico verrà messo di fronte all’opzione se accedere o meno alla pornografia. Anche gli attuali utenti verranno contattati dai provider, promette Cameron, e posti di fronte alla fatidica domanda.

Fra le promesse del premier, in particolare, spicca la prima: il possesso di pornografia “estrema”, quella che include scene di violenza simulata, verrà reso illegale. Inoltre, un famoso centro per il contrasto allo sfruttamento della pedopornografia (Child exploitation and online protection centre) metterà in piedi un database di parole chiave – spesso terribili – utilizzate dai pedofili per la ricerca di materiale illegale. Così, allo stesso modo, verrà anche strutturato un archivio di immagini che circolano nei meandri e nel sottobosco della Rete, in modo da individuare il prima possibile fruitori ed estimatori del genere.

Anche Twitter, dicono fonti governative, pare aver acconsentito alle richieste provenienti dal Regno Unito, così utilizzerà strumenti innovativi per prevenire che queste immagini vengano postate sulla sua applicazione e sul suo sito.

Il governo dice che queste tecnologie di filtro e censura dovranno e potranno essere controllate solo da un adulto e possibilmente dal capofamiglia.

Soddisfatta l’associazione Rape Crisis, che combatte la violenza sessuale di ogni genere. “Speriamo che ora ogni video messo online inizi a sottostare alle regole di quelli venduti nei negozi. No alla violenza contro le donne, anche simulata, che se visionata dai giovani può inculcare cattivissimi modelli di comportamento”, ha detto un rappresentante del gruppo d’azione.

Del resto, proprio Cameron, parlando con alcuni parlamentari, ha detto che “aziende come Google, Bing, Yahoo e altri hanno un dovere morale. Se ci sono problemi e difficoltà tecniche per implementare questi strumenti, usate quei vostri grandi cervelli di cui siete dotati”.

Daniele Guido Gessa

 

Huffington Post
18 07 2013

Le nozze gay sono legge nel Regno Unito, dal momento che la regina Elisabetta II ha dato l'approvazione reale necessaria.

Ieri sera la legge aveva ottenuto l'ultimo via libera da parte della Camera dei Comuni. Il "royal assent" era comunque considerato una mera formalità, perché dal 1708 (l'ultimo caso in contrario fu quello della regina Anna Stuart) un monarca britannico non si è mai rifiutato di firmare una legge voluta dal Parlamento.

È stato lo speaker della Camera dei Comuni, John Bercow, a informare i deputati dell'assenso reale.

Secondo quanto reso noto dal ministero della Cultura, i primi matrimoni gay potranno essere legalizzati a partire dalla prossima estate, dopo che il governo avrà chiarito alcune questioni quali gli effetti sulle pensioni. È prevista la possibilità di sposarsi civilmente, lasciando alle diverse confessioni - quella anglicana, in ogni caso, si è già detta contraria al provvedimento - la scelta di autorizzare o meno i matrimoni religiosi.

A seguito del regio assenso la Gran Bretagna diventa così il 15° Paese al mondo, in cui è legale il matrimonio gay.

I restanti Stati, che riconoscono ufficialmente le nozze tra persone dello stesso sesso, sono:

1) Paesi Bassi: dopo aver creato nel 1998 una partnership aperta agli omosessuali, l'Olanda è stato il primo paese, il 1° aprile 2001, ad aprire ai matrimoni civili per le coppie dello stesso sesso. Obblighi e diritti dei congiunti sono identici a quelli delle coppie eterosessuali, tra cui quello di adozione; dall'entrata in vigore della legge al 2005 sono stati registrati 6mila matrimoni.

2) Belgio: i matrimoni tra omosessuali sono legali dal 30 gennaio 2003.

3) Spagna: il governo socialista ha legalizzato, il 30 giugno 2005, le nozze tra omosessuali ed è possibile per queste coppie, sposate o meno, di adottare dei bambini; i conservatori avevano tuttavia fatto appello alla corte Costituzionale, che si è pronunciata, lo scorso anno, sulla legittimità dei matrimoni tra le persone dello stesso sesso.

4) Canada: matrimonio e diritto di adozione per le coppie gay sono ufficiali grazie alla Loi sur le mariage civil in vigore dal 20 luglio 2005. Il Canada è il primo Paese nel continente americano a riconoscere questo diritto. In precedenza la maggioranza delle province canadesi concedeva già le unioni tra persone dello stesso sesso.

5) Sudafrica: il 30 novembre 2006 il Sudafrica è divenuto il primo Paese africano a legalizzare il matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Già dal 2002, comunque, coppie gay possono regolarmente adottare.

6) Norvegia: una legge dell'11 giugno 2008 mette sullo stesso piano le coppie omosessuali ed eterosessuali, in merito sia alle nozze sia all'adozione di bambini e ai benefici legati alla fecondazione assistita (nel caso di un matrimonio fra due donne e una successiva gravidanza per inseminazione, entrambe avranno il diritto di maternità). Dal 1993 esisteva la possibilità di stipulare un patto civile.

7) Svezia: pioniera in materia di diritto all'adozione, la Svezia, dal 1° maggio 2009, concede alle coppie gay di sposarsi civilmente o con rito religioso. Dal 1995 erano autorizzate le unioni di fatto, dal 2003 le adozioni.

8) Portogallo: una legge dell'8 gennaio 2010 modifica la definizione di matrimonio, cassando il riferimento "tra sessi diversi", ma per le coppie gay è escluso il diritto all'adozione.

9) Islanda: la legge che legalizza le nozze gay è entrata in vigore il 27 giugno 2010; il giorno dopo il primo ministro Johanna Sigurdardottir ha convertito in matrimonio l'unione civile, stipulata nel 2002 con la sua compagna.

10) Argentina: il 15 luglio 2010, l'Argentina è diventato il primo paese a autorizzare i matrimoni omosessuali in Sudamerica. Le coppie gay possono adottare e hanno gli stessi diritti degli eterosessuali, indipendentemente da nazionalità e residenza.

11) Danimarca: le nozze sono aperte alle coppie dello stesso sesso dal 7 giugno 2012, quando il Parlamento ha approvato definitivamente una legge che cancella il requisito di essere uomo e donna per poter contrarre matrimonio.

12) Uruguay: il 10 aprile 2013, l'Uruguay è diventato il secondo paese sudamericano a legalizzare i matrimoni omosessuali, che saranno possibili a partire dal prossimo agosto.

13) Nuova Zelanda: il 17 aprile 2013, una settimana dopo l'Uruguay, la Nuova Zelanda è entrata nel novero dei Paesi apripista del matrimonio omosessuale. Persone dello stesso sesso potranno convolare ufficialmente a nozze dall'agosto prossimo.

14) Francia: L'Assemblea Nazionale ha approvato, il 23 aprile scorso, il testo di legge che autorizza il matrimonio civile per le coppie omosessuali dopo un acceso dibattito di settimane. La legge è stata ufficialmente promulgata il 18 maggio.

Particolarità al riguardo sono riscontrabili negli Stati Uniti e in Messico. Negli Usa, infatti, i matrimoni omosessuali, pur essendo proibiti a livello federale - anche se la decisione del 26 giugno scorso, con cui la Suprema Corte ha dichiarato incostituzionale il Doma, potrebbe aprire presto a nuovi scenari -, sono legali negli stati di Iowa, Connecticut, Massachusetts, Vermont, New Hampshire, New York, Maine, Maryland, Rhode Island, Delaware, Minnesota, Washington e California oltre alla capitale. In Messico, invece, le nozze gay sono legali solo nella capitale federale.

Bisogna inoltre registrare il caso del Brasile, dove, pur mancando una legge specifica sulle nozze gay, il Consiglio nazionale di giustizia ha autorizzato di fatto, il 14 maggio scorso, il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Questo a livello federale, perché in alcuni stati del Brasile - come per gli Usa - le nozze gay sono normate e, dunque, legali da tempo.
Altri Paesi, infine, hanno adottato una legislazione sulle unioni civili, che concedono dei diritti più o meno estesi agli omosessuali, tra cui la Germania, la Finlandia, la Repubblica Ceca, la Svizzera, l'Ecuador, l'Irlanda, la Slovenia.

Francesco Lepore

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