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Alba dorata minaccia i testimoni: "Poliziotti tra noi"

  • Giovedì, 10 Ottobre 2013 10:36 ,
  • Pubblicato in Flash news

Globalist
10 10 2013

Alba Dorata minaccia i testimoni protetti. Un messaggio agghiacciante sul suo sito web prova a inquinare le vicende giudiziarie che la riguardano ma svela la natura criminale dell'organizzazione.

Duplice il messaggio dei nazisti greci, secondo l'organizzazione "Deporta il razzismo", organizzatrice del festival che s'è appena concluso in un parco ateniese: che saranno resi noti i nomi dei testimoni e che gli uomini della Polizia svolgeranno un ruolo cruciale in questa schedatura al contrario.

"Lo sa la Corte che gli agenti di polizia che proteggono i testimoni non hanno votato l'Elas (l'esercito popolare di liberazione greco, i partigiani, ndr)? Sapete cosa passava per la mente a ogni poliziotto nelle urne?"
 
Il primo nome di un testimone protetto è già venuto fuori forse nemmeno per errore e Alba dorata sta cogliendo l'occasione per mandare un messaggio ai capi in carcere e per ricordare a tutti che molti poliziotti sono le "unghie" dell'organizzazione, gli artigli.

L'organizzazione ammette in realtà la sua natura criminale. Dice esplicitamente che ci sono sbirri agli ordini di Alba Dorata "spergiuri e pronti a diventare informatori dell'organizzazione". Proprio quello che in genere succede con ogni altra forma di criminalità organizzata.

Intanto domani ad Atene ci sarà il varo del Comitato greco e della campagna dell'iniziativa Antifascista europea nella sede dell'Unione greca dei giornalisti (Eshea). Vi prenderanno parte, tra gli altri, Aris Hatzistefanou, autore del documentario Debtocracy e Catastroika, giornalisti, scrittori e molti dei 53 parlmentari di Syriza che già hanno aderito all'appello.

Checchino Antonini

Agora Vox
27 09 2013

Un poliziotto di Rodi (piccola città dell'omonima isola) sarebbe indagato per aver addestrato membri di Alba Dorata. Il fatto concretizza i sospetti che esponenti delle forze dell'ordine siano collegati al braccio armato del partito presente nel parlamento greco.

L'inchiesta, inoltre, si è trasformata in un'operazione in grande stile, che ha visto perquisizioni nelle centrali di Peristeri e Egaleo (Atene), senza apparentemente trovare traccia di reato. Si ritiene che le unità stanziate nell'area abbiano volontariamente dato corda ai membri di Alba Dorata nei loro raid contro gli immigrati.

Javed Aslam, presidente della Comunità pakistana, spiega alla testata EtenEnglish come, recatosi nelle stazioni di Nikea, Kolonos, Egaleo e Ayios Panteleimonas dopo essere stato attaccato a Nikea, abbia ricevuto la medesima risposta: "Torna domani".

Il rischio che gli attacchi vengano ampiamente tollerati dalle forze di polizia è reale dunque non solo nell'isola di Rodi, ma anche nella capitale.

Ma non è la sola questione aperta. L'operazione disciplinare ha riguardato anche il nucleo anti-terrorismo della polizia greca.
Le fonti ufficiali ad oggi spiegano che nulla di sospetto è stato rilevato, ma non si tratta certo di dubbi infondati. La decisione del procuratore della Corte Suprema di procedere alle intercettazioni telefoniche dei deputati di Alba Dorata ha scatenato un putiferio.

Secondo il National Intelligence Service greco la questione in gioco sarebbe la "sicurezza nazionale", e se ne sono viste le ragioni: tra i contatti del partito sono apparsi importanti imprenditori e membri della polizia.

Nessun contatto, per ora con i militari, ma la procura potrebbe optare per un azione anche nei loro confronti. Intanto però - a quanto attesta EtenEnglish - gli attacchi sono uno ogni due giorni.

Le parole di John Psaropoulos, autore dell'articolo, non hanno bisogno di commenti:
"La cosa forse più preoccupante di tutte è il fatto che la polizia sia stata spesso coinvolta in 25 di questi attacchi - uno su sei. Sette di questi hanno avuto luogo dentro le strutture di detenzione. In altri 17 incidenti, gli aggressori portavano presumibilmente divise della polizia. Il report spiega che "questi sono incidenti nei quali i poliziotti che svolgono mansioni di routine ricorrono a comportamenti illegali e violenti”".

Francesco Finucci

Sull’omicidio di Pavlos Fissas

  • Mercoledì, 18 Settembre 2013 13:42 ,
  • Pubblicato in Flash news

Atenecalling.org
18 09 2013

Pavlos Fissas, un antifascista di 34 anni e cantante hip hop (Killah P), è stato ucciso dai nazisti di Alba Dorata a Keratsini, un quartiere operaio del Pireo.

Dal racconto di un testimone oculare: “intorno alle 24, un gruppo di 15-20 fascisti, che indossavano magliette nere e pantaloni e stivali militari, erano schierati in via Tasaldari. In quel momento, Killah P. stava camminando con la sua ragazza e un’altra coppia, quando è stato riconosciuto dai fascisti, che urlavano ̀cosa stai cercando qui? Lo sai che non c’è posto per te ̀. I fascisti hanno inseguito le due coppie per via Tsaldari verso via Lampraki dove, da un’altra strada, è uscito fuori un gruppo di circa 10 fascisti che ha circondato i ragazzi. In quel momento, da una strada a senso unico è arrivata contromano una macchina, si è fermata, il conducente è uscito fuori e ha accoltellato Killah P, una volta al cuore e una all’addome (la coltellata all’addome aveva la forma di una “L” rovesciata).

Tutta la scena si è svolta in presenza della DIAS, la polizia in moto, che soltanto in seguito e solo quando la maggior parte dei fascisti si era già dispersa, ha arrestato l’assassino (secondo alcune testimonianze, Killah P, mentre era ancora sotto shock, continuava a indicare l’assassino e così i poliziotti lo hanno arrestato – un 55enne che aveva un coltello, descritto da altri testimoni oculari come un noto membro di Alba Dorata). L’ambulanza ha impiegato 35 minuti per arrivare e Plavos è stato dichiarato morto all’ospedale generale di Nikaia”.

Una chiamata per un concentramento sul luogo dell’omicidio è stata lanciata per oggi, mercoledì 18 settembre, alle 18, al 60 di via Tsaldari (da Atene, autobus B18 da Ralli-Salaminas, o G16 da Lampraki; da Pireo bus 824 o 826). Ci sono anche appelli per manifestazioni a Salonicco: h 10 nella manifestazione degli insegnanti, h 16 nel dipartimento di Fisica nel campus universitario AUTH, h 18 manifestazione da “Kamara” su via Egnatia. Sull’isola di Lesbo l’appuntamento è alle 18 in piazza Saffo; a Patrasso, alle 10 in piazza Olga; a Larissa alle 10 nel primo liceo e alle 10:30 alla manifestazione degli insegnanti; anche a Komotini e molte altre città ci saranno manifestazioni dalle 18.

Non sorprende che la polizia greca, ancora una volta, non ha fatto niente per prevenire la violenza nazista di Alba Dorata (Alba Dorata è ampiamente sostenuta dai capitalisti greci, dal governo e dalla chiesa, come un delinquente usato intenzionalmente contro i militanti, i lavoratori e i poveri, e più della metà della polizia ha votato per questo partito apertamente neonazista), se non partecipare attivamente o coprire l’organizzazione di quella che sembra una trappola mortale per un radicale ben noto, membro del sindacato dei metalmeccanici e artista hip-hop antifascista in un quartiere operaio. L’agguato è avvenuto proprio vicino all’incrocio in cui pochi giorni fa anche 8 membri del partito comunista (KKE) erano stati brutalmente assaliti dai nazisti di Alba Dorata.

Non sorprende il silenzio di tutti i mezzi di comunicazione, che vengono mantenuti in vita dai finanziamenti e dai benefici del governo, che hanno deciso di classificare l’omicidio come “una rissa dopo una discussione sul calcio” o di non menzionarlo affatto. Sono gli stessi mezzi di comunicazione che promuovo ogni attività misantropica di Alba Dorata come “opposizione alle falle del sistema” e, ultimamente, rappresentano quel partito come un partner governativo realistico per il futuro. Sono chiaramente la voce dei loro padroni, le stesse famiglie di capitalisti, proprietari di un sacco di navi, banche e hotel che supportano il governo di estrema destra e il suo piccolo alleato per le strade, Alba Dorata, in quella che vedono come un’opportunità “dorata” per sbarazzarsi dei diritti dei lavoratori e trasformare la Grecia in un vero e proprio campo di lavoro sotto la pacchianeria dei nazionalisti e della chiesa.

Vale la pena notare che è un periodo duro per il governo e i suoi equivalenti nazisti, se perfino dopo il loro attacco su vasta scala contro anarchici, occupanti e lotte dei lavoratori, i movimenti sembrano ritrovare di nuovo lo slancio, con l’attuale lotta degli insegnanti, dei lavoratori degli ospedali, etc.

Alcune informazioni aggiuntive possono essere trovate su twitter: @antireport, #antireport, #killahp

Fonte: Athens.indymedia

Traduzione di Atene Calling

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Pavlos Fyssas, a 34 year old antifascist and hip hop artist (Killah P), was murdered by Golden Dawn neonazis in Keratsini, a working class neighborhood in Piraeus.

From eye-witness report: “Around 24:00 a group of 15-20 fascists, wearing black t-shirts and military pants and boots, was deployed on P. Tsaldari street. During that time, Killah P was walking with his girlfriend and another couple when he was spotted by the fascists shouting “what are you looking for here, you know there is no place for you in this hood”. The fascists hunted the two couples down P. Tsaldari street towards Gr. Lampraki avenue, where from another street, a new group of around 10 fascists came out and surrounded the guys. At that time, a car drove opposite in an one-way street, stopped, the driver came out and stabbed Killah P once in the heart and once in the abdomen (the stabbing on his abdomen had an upside-down “L” shape).

A call for a gathering on the spot of his assassination was made for today, Wednesday 18:00, on 60, P. Tsaldari street (from Athens, via public bus B18 from Ralli-Salaminas, or Γ18 from Gr. Lampraki, from Piraeus via public bus 824 or 826). There are also calls for demonstrations in Thessaloniki: 10:00 in the teachers demo, 16:00 in Physics dept. in AUTH university campus, 18:00 demonstration from “Kamara” on Egnatia street. In

The whole scene took place in the presence of DIAS motorbike police, that only afterwards and only as soon as most of the fascists had already dispersed, arrested the murderer (according to some witnesses Killah P while still in shock kept pointing at the murderer and this is how the cops arrested him – a 55year old holding a knife, described by other eye-witnesses as a known Golden Down associate). The ambulance took 35 minutes to approach and Pavlos was pronounced dead at Nikaia general hospital.”Mytilene, Lesbos island, 18:00 on Sappho square, in Patras, 10:00 on Olga square, in

Larissa 10:00 in the 1rst Lyceum and 10:30 in the teachers’ demo, in Komotini and many other towns there also demos on 18:00.

It is hardly surprising that the Greek police once again did nothing to prevent Golden Dawn nazi violence (Golden Dawn is largely supported by the Greek capitalists, the government and the church, as a willful thug against militants, workers and the poor, and more than half of the police vote for this openly neonazist party) if not actively participating in or covering the organisation of what looks as a death trap for a well-known radical, member of the metalworkers union and antifa hip-hop artist in a working class district, near the spot where a few days ago 8 members of the communist party (KKE) were also brutally assaulted by Golden Dawn nazis.

It is hardly surprising the silence of all the mass media, that are kept alive due to the government’s vast loans and benefits, that either decided to mention the assassination as a “fight after an arguement about football” or to not mention it at all. They are the same mass media that promote every misanthropic Golden Dawn activity as an “opposition to the system’s flaws”, and lately as a realistic government partner for the future. They are of course the voice of their owners, the same few families of capitalists, owners of a shitload of shiptanks, banks and hotels that support the right-wing government and its thuggish little counterpart on the streets, the Golden Dawn, in what they see as a Golden opportunity to get rid of workers rights and turn Greece into a proper labour camp under the nationalist and religious kitsch.

It is worth noticing that this is a hard time for the government and their nazi counterparts, as even after their full scale assault on anarchists, squatters, and workers’ struggles, the movements seems to find again its momentum, with the current struggles of the teachers, the hospital workers etc.

Some additional info can be found in twitter: @antireport, #antireport, #KillahP

From Athens.indymedia

- See more at: http://atenecalling.org/sullomicidio-di-pavlos-fissas/#sthash.xCHWFwa2.dpuf

La Repubblica
18 09 2013

La vittima colpita da diverse coltellate. All'origine del delitto, un diverbio nato prima sul calcio e poi sulla politica, che ha opposto l'uomo all'esponente del partito neonazista


ATENE - Un uomo di 34 anni, militante di un'organizzazione di estrema sinistra, è morto ad Atene in seguito alle ferite da colpi di coltello per le quali è sospettato un componente del partito neonazista 'Alba dorata'.

L'omicidio è avvenuto nel corso di scontri durante la notte nei pressi della capitale, secondo fonti della polizia. L'uomo è morto all'ospedale dove è stato trasportato, gravemente ferito, dalle forze dell'ordine intervenute dopo una rissa che è nata verso la mezzanotte nel quartiere periferico di Keratsini (ovest di Atene).

Secondo i primi elementi dell'inchiesta, l'uomo era militante di un piccolo movimento di estrema sinistra, Antarsia, mentre il principale sospettato dell'omicidio è un uomo di 45 anni, interrogato dalla polizia e trovato in possesso di un coltello. La rissa sarebbe nata dopo un diverbio legato al calcio, degenerato a causa delle opposte appartenenze politiche.

Grecia: la caccia alle streghe delle prostitute affette da HIV

  • Venerdì, 13 Settembre 2013 09:43 ,
  • Pubblicato in Flash news

AgoraVox Italia
13 09 2013

Era l'aprile 2012 quando la polizia greca - già nota per l'operazione razziale Zeus Xenios - iniziava la caccia alle prostitute all'interno della città di Atene. Le si voleva allora costringere ad un controllo relativo al virus dell'AIDS. E infatti, puntualmente, appena un mese dopo si arrivava ad arrestare 17 donne risultate positive al test. Nulla a che vedere però con la sicurezza pubblica, anzi. E a renderlo evidente solo le accuse rivolte loro: non solo prostituzione, ma diffusione intenzionale del virus. Untrici, insomma.

Propri di questi fatti parla il documentario Ruins, presentato qualche giorno fa in Grecia per aprire gli occhi sul fenomeno.

Il documentario racconta di come l'allora ministro greco della Sanità, Andreas Loverdos definì l'operazione di interesse per la pubblica sicurezza. Aggiungendo - malignamente - che il virus si era "diffuso oltre i ghetti, entrando nella società greca".

Il che ci dice molto sullo scopo dell'operazione: riportare il virus da dove è arrivato, da quel posto - il ghetto - atto a contenere al suo interno gli estromessi dalla società. E questo si evince direttamente dalle parole del ministro: il ghetto non fa parte del mondo civile. Ne è fuori. Inevitabile di conseguenza il titolo scelto dalla regista, Zoe Mavroudi: Ruins: Chronicle of an HIV Witch Hunt [Rovine: Cronaca di una caccia alle streghe dell'HIV].

Una caccia che ancora oggi continua, nonostante Positive Voice, un gruppo per la difesa dei malati di AIDS abbia espressamente parlato di violazione dei diritti umani. La stessa Mavroudi ha dichiarato al riguardo che "il giro di vite prende di mira persone che sono deboli e malate, persone che non sono coinvolte in alcun partito politico, persone che sono comunque state largamente colpite dalla crisi".

Non c'è bisogno di ricorrere al nazismo, quando nei lager si costringevano le detenute a prostituirsi, oggetto di "buoni premio" per gli altri carcerati, mentre ai malati si apriva più direttamente la strada dell'eugenetica, cioè dello sterminio di massa. E non c'è neanche bisogno di pensare al processo agli untori portato avanti nella Milano del 1630. Prostituirsi, nonostante il proprio stato di malato di HIV è ancora oggi reato.

La normativa in Italia rimane morbida, anche in virtù della complessità del fenomeno. La Cassazione ha chiarito come l'offerta di prestazioni sessuali non possa prescindere dall'avvertimento sul proprio stato di sieropositività nei confronti del "partner". Si deve avvertire il "cliente" insomma. Negli Stati Uniti però il piano ideato da George W. Bush per contrastare l'AIDS è stato duramente contestato a Washington dalle associazioni che tutelano i malati di HIV. L'accusa, quella di voler spingere ai margini le prostitute. Una norma prevede infatti che i paesi aderenti al piano debbano evitare qualsiasi politica che possa anche solo "far pensare" ad un incoraggiamento del fenomeno.

Mentre il dibattito negli Stati Uniti si fa acceso, altri paesi non si fanno di questi problemi. L'accusa penale per la diffusione dell'Aids è già realtà in Polonia. Lo riporta il Telegraph, con tanto di originale foto in intimo della signorina in procinto di espletare la propria performance, tanto per alimentare l'immagine della "puttana" senza scrupoli che pur di guadagnare del denaro rovina la vita al proprio "corteggiatore". Come se una malata di AIDS stesse lì a divertirsi e a bere champagne.

Altro Paese che non si fa molto problemi è, come ormai sappiamo, la Grecia. Qui si è pensato direttamente a pubblicare le foto e i nomi delle prostitute malate di AIDS, tanto per esporle alla riprovazione dell'intera società "sana". È qui che si concretizza il salto di qualità rispetto ad Italia, Stati Uniti e Polonia. Non solo la presunzione della volontarietà, al fine di poter stigmatizzare e ghettizzare le prostitute come elementi estranei alla società civile, ma anche la pubblica rivendicazione di questa idea da parte delle autorità.

Se in Polonia, Italia e Stati Uniti almeno queste tengono per sé tale pensiero che ormai sappiamo non essere più medievale, ma anzi pericolosamente moderno, in Grecia la cosa può tranquillamente diventare di pubblico dominio, senza scandalizzarsi troppo. Che si sappia pure: le prostitute non trasmettono la piaga. La causano.

Francesco Finucci

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