Il Fmi mette all'angolo Merkel sulla Grecia

  • Sabato, 09 Aprile 2016 14:36 ,
  • Pubblicato in REPUBBLICA
GrexitMaurizio Ricci, Repubblica.it
9 aprile 2016

Tutte le strade d'Europa passano sempre per la Grecia. Lo si è visto quando si parlava di crisi dell'euro. Poi della crisi dei migranti. E si tornerà a dirlo quando si materializzerà nuovamente la crisi dell'euro che sta montando dietro le quinte.

La desaparecida della crisi. Come sta oggi la Grecia?

  • Mercoledì, 09 Marzo 2016 15:48 ,
  • Pubblicato in REPUBBLICA
Grecia EuropaEttore Livini, La Repubblica
9 marzo 2016

La crisi greca non va più di moda. Per sei anni le disavventure di Atene, le fibrillazioni dell'euro e le colorate uscite di Yanis Varoufakis hanno occupato Tg e prime pagine dei giornali. Oggi non ce n'è quasi più traccia. Vuol dire che la Grecia si è salvata? No, tutt'altro.

Il laboratorio "perfetto" della Troika

  • Domenica, 22 Novembre 2015 09:32 ,
  • Pubblicato in L'Inchiesta
Crisi dell'EuropaNatascia Ronchetti, Left
21 novembre 2015

Dopo anni di manovre finanziarie lacrime e sangue, l'Irlanda è diventato il classico caso da manuale per quell'Europa che ha fede incrollabile nel taglio spietato della spesa pubblica. Peccato che la realtà sia ben diversa. ...

Grecia, al via le prime riforme imposte dall'Europa

  • Lunedì, 19 Ottobre 2015 08:28 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Il Manifesto
18 10 2015

Il par­la­mento di Atene ha varato le “riforme” impo­ste dall’Europa, con i voti della mag­gio­ranza di governo di Syriza e dei Greci indi­pen­denti di Ane. Si tratta di misure che la sini­stra greca non avrebbe voluto adot­tare ma che si è deciso di votare per rice­vere i primi 2 miliardi di aiuti da parte dei creditori.

Le con­di­tio sine qua non a cui si è dovuti sot­to­stare pre­ve­dono che la tassa sulla casa debba essere pagata da tutti, anche dei pos­ses­sori di immo­bili in stato fati­scente, che sinora erano esclusi, men­tre a chi non ha ver­sato l’Iva per una somma supe­riore a 150.000 euro ver­ranno bloc­cati auto­ma­ti­ca­mente i conti ban­cari. Per i cit­ta­dini che sono riu­sciti a farsi dila­zio­nare i pro­pri debiti con lo Stato per un totale di cento rate men­sili, viene riba­dito che dovranno effet­tuare, in con­tem­po­ra­nea, tutti i ver­sa­menti rela­tivi alle nuove impo­ste. Se lo Stato, poi, dovesse veri­fi­care che le entrate del cit­ta­dino age­vo­lato dalla rateiz­za­zione sono, in parte, aumen­tate, può richie­dere il paga­mento di quanto dovuto in tempi più veloci.

La mag­gio­ranza di governo ha pre­fe­rito riti­rare, alla fine, la misura che pre­ve­deva l’aumento dell’imposizione fiscale per chi affitta un immo­bile. Ini­zial­mente si era deciso di far salire la tas­sa­zione sulla somma com­ples­siva per­ce­pita da affitti che non supe­rano i 12.000 euro annuali, dall’11% al 15%. È stato com­preso, tut­ta­via, che depri­mere ulte­rior­mente un mer­cato immo­bi­liare in cui le case hanno perso più di un terzo del loro valore a causa della crisi, avrebbe potuto avere ulte­riori effetti dele­teri. A fine mese, o al più tardi nella prima set­ti­mana di novem­bre, dovrà essere appro­vata una nuova serie di decreti attua­tivi del memo­ran­dum fir­mato dal governo in ago­sto, per rice­vere un ulte­riore miliardo di euro e poter dare il via alla trat­ta­tiva sulla ridu­zione, o alleg­ge­ri­mento, del debito pub­blico del paese.

Nel frat­tempo, però, si dovrà affron­tare anche il dif­fi­ci­lis­simo nodo delle pen­sioni. Secondo la stampa greca, se verrà attuato quanto sug­ge­rito da una spe­ciale com­mis­sione di saggi creata dal mini­stero del lavoro elle­nico, chi per­ce­pi­sce una pen­sione che supera i mille euro men­sili, potrebbe per­dere da una, sino anche a tre pen­sioni all’anno. Allo stesso tempo, l’unificazione di tutti gli enti pre­vi­den­ziali del Paese potrebbe pro­vo­care tagli auto­ma­tici a tutte le pen­sioni, anche a quelle infe­riori agli 800 euro men­sili. Il mini­stro del lavoro, Jor­gos Katrou­ga­los, ripete con forza che il governo farà tutto il pos­si­bile per evi­tare impatti trau­ma­tici e pro­teg­gere le cate­go­rie più deboli, ma che si tratti di una sfida molto dif­fi­cile, è sotto gli occhi di tutti.

Il Quo­ti­diano dei Redat­tori (Efi­me­rida Syn­dak­ton), vicino al governo di Syriza, riba­di­sce che stiamo par­lando di una «patata bol­lente», di un pro­blema che impe­gnerà al mas­simo l’esecutivo. Il pro­blema, ovvia­mente, è che tutte le nuove misure impo­ste dai cre­di­tori vanno a impat­tare su una eco­no­mia depressa da 5 anni di auste­rità, con la disoc­cu­pa­zione al 25%. La spe­ranza di Ale­xis Tsi­pras e del suo governo, è di riu­scire a inver­tire la rotta in corso d’opera, anche gra­zie a dei cam­bia­menti a livello euro­peo, di cui il Por­to­gallo sem­bra essere il primo esem­pio con­creto. Soste­nendo, con­tem­po­ra­nea­mente, l’economia reale, gra­zie anche ai pro­grammi di aiuto euro­pei. È però, una spe­cie di corsa con­tro il tempo.

La domanda, in sol­doni, è se la sini­stra riu­scirà a gestire e cam­biare l’austerità, o se sarà l’austerità ad inde­bo­lire e cam­biare la sini­stra. Il 22 e 23 otto­bre, sarà ad Atene il pre­si­dente fran­cese Hol­lande, per una visita uffi­ciale, in cui si par­lerà anche della ridu­zione del debito. La sua visita dovrebbe coin­ci­dere con quella dei rap­pre­sen­tanti delle isti­tu­zioni cre­di­trici, che con­trol­le­ranno i «pro­gressi» nell’attuazione del com­pro­messo fir­mato in estate. Il mini­stro delle finanze, Efkli­dis Tsa­ka­lo­tos, ha chia­rito che lo scopo del governo è arri­vare al più pre­sto ad una valu­ta­zione posi­tiva, da parte della nuova Troika, per potere, appunto, girare pagina e discu­tere del debito. E nel frat­tempo, il governo Tsi­pras si pre­para a met­tere sul tavolo la nuova legge sulle fre­quenze tv, per riu­scire a rego­la­men­tare la pre­senza dei pri­vati nel sistema radio­te­le­vi­sivo nazionale.

Teodoro Andreadis Synghellakis

Dalla Grecia all'Europa

  • Domenica, 20 Settembre 2015 09:29 ,
  • Pubblicato in L'Opinione
Tsipras e GreciaNorma Rangeri, Il Manifesto
20 settembre 2015

A fronte dei muri e degli eserciti che l'Europa costruisce e schiera per respingere i migranti in fuga da guerre, violenze, fame e povertà, l'altra guerra, quella economica, che l'ha attraversata e deformata, sembra quasi eclissata. ...

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