×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 407

Voucher nuova frontiera del precariato. Mentre il Jobs Act comincia a dare i suoi frutti, con le stabilizzazioni dei contratti che iniziano a crescere grazie anche agli sgravi per le assunzioni, a lanciare un nuovo allarme sulla precarietà del lavoro è Tito Boeri, guardando alla crescita esponenziale dell'uso dei voucher per le prestazioni occasionali. "Il loro aumento può significare problemi futuri ed è bene guardare questo fenomeno con grande attenzione" avverte il presidente dell'Inps.
Il Messaggero ...

"Coalizione 27 Febbraio" incontra Boeri

  • Lunedì, 27 Aprile 2015 09:17 ,
  • Pubblicato in Flash news

Sciopero Sociale Blog
27 04 2015

Un primo passo per l’equità previdenziale e l’estensione universale del welfare.

Incontro importante quello che si è svolto stamane presso la Direzione generale dell’INPS, al seguito dello Speakers’ Corner che ha visto raccolti oltre 200 tra
professionisti atipici e ordinisti, lavoratori parasubordinati, precari della ricerca, studenti e iscritti al programma Garanzia Giovani: una delegazione della
“Coalizione 27 febbraio” è stata ricevuta dal presidente Tito Boeri, e da Luciano Busacca (responsabile Segreteria generale della presidenza), Luca Sabatini (Direzione
centrale prestazioni sostegno al reddito), Isabella Rota Baldini (portavoce del Presidente).

L’incontro è stato occasione utile per presentare nel dettaglio le pretese elaborate dalla “Coalizione 27 febbraio” e poi raccolte, attraverso la Call pubblica, nella
Lettera aperta rivolta al presidente Boeri e diffusa a mezzo stampa. Il presidente ha mostrato interesse e risposto nel merito, illustrando il percorso che porterà
l’INPS, entro giugno, ad avanzare a Governo e Parlamento precise proposte di riforma del sistema assistenziale e previdenziale. In particolare ha chiarito che in tempi
brevissimi (lunedì 27 aprile) sarà operativa la circolare relativa alla DIS-COLL e dunque verranno erogate le indennità ai parasubordinati che sono senza lavoro dal
primo gennaio 2015.

L’INPS si impegna a erogare tempestivamente – sul piano nazionale e nella Regione Lazio – le indennità per i tirocini svolti dagli iscritti al
programma Garanzia Giovani; l’INPS ha inoltre precisato che alla data del 20 aprile 2015 l’istituto aveva già erogato l’indennità a favore del 92% dei tirocinanti i
cui nominativi sono stati inoltrati all’INPS da parte delle regioni. Esprimendo sintonia con l’esigenza di estendere universalmente il reddito di base, nella sua
proposta, l’INPS, per una questione legata alle risorse reperibili per la copertura economica, proporrà di introdurre tale prestazione solo per i lavoratori sopra i 55
anni. L’INPS auspica che le casse previdenziali degli ordini che non lo hanno ancora fatto riprendano e realizzino l'”operazione trasparenza” nella previsione dei
trattamenti pensionistici futuri. L’INPS si impegna a prendere seriamente in considerazione le proposte relative all’estensione degli ammortizzatori sociali alle
partite Iva e ai professionisti atipici.

La “Coalizione 27 febbraio” ritiene positivi gli esiti della mobilitazione, sarà attenta nel verificare il rispetto degli impegni presi dalla Presidenza e rilancia i
prossimi appuntamenti di lotta per l’equità previdenziale, la sostenibilità fiscale, il welfare universale.

Coalizione 27 febbraio
(ACTA, ADU – Associazione degli avvocati Difensori d’Ufficio, ANAI – Associazione Nazionale Archivistica Italiana, Archivisti in Movimento, Assoarching, Associazione
delle guide turistiche, Camere del Lavoro Autonomo e Precario – CLAP, Comitato per l’Equita Fiscale, Comitato Professioni Tecniche – Ingegneri e Architetti, F.N.P.I. –
Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane, Geomobilitati – Geometri, IVA sei Partita, Inarcassa Insostenibile, Intermittenti della Ricerca – Roma, MGA –
Mobilitazione Generale degli Avvocati, Rete della Conoscenza, Sciopero Sociale – Roma, Stampa Romana)

Lettera aperta a Boeri: cambiare rotta in nove punti

  • Mercoledì, 22 Aprile 2015 10:09 ,
  • Pubblicato in Flash news

Blog Sciopero Sociale
22 04 2015

La Coalizione 27 febbraio scrive a Tito Boeri, presidente dell'INPS. Quale welfare in un paese piegato dalla crisi e dalla disoccupazione? Le proposte dei precari e degli autonomi in vista della manifestazione di venerdì 24 aprile.

Egregio Presidente Dott. Boeri,

siamo lavoratori, professionisti autonomi, atipici e ordinisti, parasubordinati, precari della ricerca, studenti, iscritti al programma ‘Garanzia giovani'; Le scriviamo perché venerdì 24 aprile saremo sotto il suo ufficio, con un’intenzione chiara: poterLa incontrare, presentarLe le nostre istanze.

In queste settimane abbiamo letto con attenzione le Sue dichiarazioni: una vera e propria proposta di riforma del sistema previdenziale, che presenterà al governo entro giugno. Abbiamo notato la Sua insistenza sull’estensione in senso universalistico delle protezioni sociali, così come l’indisponibilità di Palazzo Chigi a prestarLe ascolto. Ci è chiaro: Lei ha in mente un nuovo INPS capace, riprendiamo le Sue parole, di combinare previdenza e assistenza. Non sono casuali, dunque, i Suoi espliciti riferimenti ad un reddito minimo di cittadinanza per gli over 55 che perdono il posto di lavoro e non possono accedere alla pensione; all’idea di ricalcolare le pensioni alte con il metodo contributivo per una redistribuzione delle risorse verso il basso (così auspichiamo e abbiamo capito); all’unificazione dei trattamenti previdenziali. Al centro l’«operazione trasparenza», in netta controtendenza rispetto alle politiche del suo predecessore.

Tutto molto importante, indubbiamente; ma se la direzione è quella di estendere in senso universalistico le protezioni sociali, ancora insufficiente. Oltre agli ‘esodati’ ‒ da tutelare a ogni costo intendiamoci ‒ c’è un mondo, il nostro, che in questo stato di cose non accederà mai ad una pensione dignitosa. Un mondo del lavoro che non dispone di ammortizzatori sociali, che è sottoposto a una pressione fiscale insostenibile, che non dispone di welfare né diritti.

Tanti, tantissimi, che giunti al bivio dell’insostenibilità hanno scelto di mutare la rabbia in proposizione; hanno sollevato il capo, cercato persone, confronti ed opinioni, in rete ed in tante assemblee pubbliche; assieme abbiamo definito una prima serie di istanze che in questa lettera Le riassumiamo e che il 24 mattina vorremmo, con Lei, approfondire in colloquio. Le nostre richieste riguardano:

l’introduzione di correttivi solidaristici all’attuale sistema contributivo;
lo sblocco immediato dei pagamenti della DIS-COLL;
lo sblocco immediato per le indennità dei tirocinanti iscritti al programma ‘Garanzia giovani';
la rivalutazione del montante contributivo, realisticamente conveniente, almeno parametrata al rendimento dei titoli di Stato o a benchmark assicurativi di mercato;
una ‘pensione minima di cittadinanza’ indipendente dal montante contributivo accumulato e superiore all’attuale assegno sociale;
un’aliquota della Gestione Separata effettivamente sostenibile; non solo il blocco degli aumenti previsto dalla riforma Fornero, ma l’avvio di un piano di riduzione sui parametri europei;
l’unificazione delle prestazioni previdenziali: basta con le ricongiunzioni onerose o con i versamenti di contributi a vuoto!
l’avvio di un processo di unificazione delle casse previdenziali degli ordini professionali;
l’estensione universale del welfare (malattia, maternità, ammortizzatori sociali) ed un reddito di base.
Riteniamo queste le premesse fondamentali per cambiare rotta e ripensare la previdenza e le protezioni sociali di un paese ‒ il nostro, lo ricordiamo ‒ affossato dalla crisi, dalla disoccupazione di massa, dall’impoverimento, dalla svalorizzazione del lavoro. Confidiamo nella Sua disponibilità a incontrarci, confermandoLe che la nostra mobilitazione non si fermerà fino a quando non otterremo risposte ‒ confidiamo, soprattutto, concrete.

Distinti saluti,

Coalizione 27 febbraio

(ACTA, ADU – Associazione degli avvocati Difensori d’Ufficio, ANAI – Associazione Nazionale Archivistica Italiana, Archivisti in Movimento, Assoarching, Associazione delle guide turistiche, Camere del Lavoro Autonomo e Precario – CLAP, Comitato per l’Equita Fiscale, Comitato Professioni Tecniche – Ingegneri e Architetti, F.N.P.I. – Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane, Geomobilitati – Geometri, IVA sei Partita, Inarcassa Insostenibile, Intermittenti della Ricerca – Roma, MGA – Mobilitazione Generale degli Avvocati, Rete della Conoscenza, Sciopero Sociale – Roma, Stampa Romana)

Bluff Jobs act: solo 13 posti

Ben ultima venne l'Inps, con la perfidia dei numeri a decretare la fine dell'affaire Poletti. Il verdetto: quanti posti di lavoro ha prodotto finora il Jobs act? Solo 13 in tutto il Paese, una variazione statistica dello 0 per cento. Nelle stesse ore in cui a Palazzo Chigi si confezionava la nuova "operazione bonus", l'Istituto guidato da Tito Boeri archiviava la campagna comunicativa con cui il ministro del Lavoro ha provato a magnificare gli effetti della riforma - nonostante pessimi dati sulla produzione e fatturato industriale - anticipando dati incompleti: "Nei primi due mesi dell'anno ci sono 79 mila nuovi contratti a tempo indeterminato rispetto al primo bimestre 2014", annunciava Giuliano Poletti a fine marzo, anticipato di poco dal tweet di giubilo del premier Matteo Renzi: "L'Italia riparte".
Carlo Di Foggia, Il Fatto Quotidiano ...

Corriere della Sera
31 12 2014

L’Inps ai ripari sulla scadenza unica degli assegni: a gennaio non si cambia. La rivalutazione Spi-Cgil: i pensionati dovranno restituire una parte di rivalutazione

di Enrico Marro

ROMA - Non è ancora risolto il problema delle date di pagamento delle pensioni per chi prende più di un assegno. Un problema creato con la legge di Stabilità, che ha introdotto un nuovo termine, il 10 di ogni mese, accanto a quelli abituali del primo del mese per i pensionati Inps e del 16 per quelli dell’ex Inpdap (pubblico impiego). Ma a gennaio non ci saranno problemi, assicura l’Inps con un comunicato. Il prossimo mese «non ci sarà nessuna novità sul calendario dei pagamenti », afferma l’istituto di previdenza, ribadendo che «gli assegni verranno liquidati come sempre il primo del mese e il 16». La questione si presenterà però nei mesi successivi, per cui, sottolinea l’Inps, occorrerà trovare «una soluzione».

Chi riguarda
Il problema riguarda i soli pensionati che incassano più assegni, compresi quelli di reversibilità e invalidità, legati a carriere sia nel settore pubblico sia nel privato. Per loro, stando alla legge di Stabilità, la nuova data sarebbe il 10 del mese, con un forte ritardo per chi finora ha riscosso il primo. Tuttavia l’Inps assicura che «farà di tutto per non introdurre una nuova scadenza, che non sia il primo e il 16 del mese» ed evitare «di procrastinare il pagamento delle spettanze».
La questione era stata nuovamente sollevata ieri dallo Spi-Cgil che sollecita una risposta al governo e al nuovo presidente dell’Inps, Tito Boeri. Lo stesso Spi sottolinea che a gennaio gli assegni previdenziali saranno più leggeri perché i pensionati italiani dovranno restituire allo Stato una parte della rivalutazione ricevuta nel 2014, calcolata inizialmente con un tasso provvisorio dell’1,2% e poi assestatosi in via definitiva all’1,1%. In questo modo, secondo i calcoli del sindacato, una pensione minima perderà 5,40 euro rispetto a dicembre 2014 mentre una pensione da 1.500 euro perderà 16,30 euro.

Opzione donna
Sempre a proposito di questioni aperte, l’Inps è in attesa del parere del Tesoro sulla riapertura dei termini per la presentazione delle domande per la cosiddetta «opzione donna», la possibilità cioè per le donne che lo vogliano di andare in pensione a 57 anni con 35 anni di contributi, ma con l’assegno interamente calcolato col metodo contributivo (perdendoci di regola almeno il 15-20%). Opzione donna è prevista in via sperimentale dalle leggi fino al 31 dicembre 2015. Inizialmente l’Inps aveva disposto che le domande potessero essere accolte fino al 31 dicembre 2014 (tenendo conto della vecchia finestra di 12 mesi tra maturazione dei requisiti e decorrenza della pensione) poi, dopo risoluzioni parlamentari e l’apertura di una class action per il rispetto del limite del 31 dicembre 2015, ha riaperto i termini per le domande chiedendo istruzioni al ministero dell’Economia. Che ancora non sono arrivate. Il ministro Padoan ha detto di volerne parlare con Boeri. I tecnici del suo ministero sono contrari alla riapertura dei termini. Anche questo problema va risolto presto.

facebook