L' America insegna: si può risorgere

Dopo due bellissimi giorni passati al di sopra dei 5000 punti - il 9 e il 10 marzo del 2000, il Nasdaq si tuffò di testa nel mare della crisi. La bolla dell'Internet, gonfiata dalle idee ridicole di banchieri e imprenditori e dalla cupidigia degli investitori, scoppiò in un instante. Lo schianto del Nasdaq fu spettacolare. Alla fine dell'anno, aveva già perso più del 50%, distrutto dalla decomposizione di società che non avevano mai avuto utili, strategie o futuro. Milioni d'investitori persero miliardi di dollari nel giro di pochi mesi.
Francesco Guerrera, La Stampa ...

Diamo maestri ai ragazzi schiavi dei video hard

Dopo il caso del video hard della sedicenne torinese condiviso sui social network da oltre tremila persone, chi si occupa di didattica dovrà fare una riflessione. Non si potrà veramente parlare di "buona scuola" in Italia fino a quando, per legge, non si formeranno insegnanti specifici di "Educazione alle relazioni digitali". Qualcuno abbia dunque il coraggio di prendere la decisione, solo all'apparenza del tutto irrituale, d'introdurre il "social networking" come materia obbligatoria sin dalle classi elementari. 
Gianluca Nicoletti, La Stampa ...

Anonymous si racconta "Così colpiamo l'Isis"

  • Venerdì, 27 Febbraio 2015 09:36 ,
  • Pubblicato in Flash news

Il Fatto Quotidiano
27 02 2015

"Questo è solo l'inizio. Siamo determinati. Internet non è per la vostra propaganda. Il tempo è scaduto. Jihadisti, stiamo arrivando. E' l'inizio della fine".

Anonymous dichiara guerra all'Isis con un video su Youtube in tutte le lingue, anche in italiano. E' l'operazione #opIceIsis che raccoglie diverse altre operazioni iniziate nei mesi scorsi.

A parlare, un uomo con la maschera di V per Vendetta - film del 2005 sulla rivolta dei cittadini contro la dittatura - diventata negli anni copertura per le comunicazioni e le apparizioni di Anonymous. ...

C'è solo una cosa che li spaventa più dell'Is. Il silenzio. Vedere la loro città, Raqqa, senza più voce per chiedere aiuto. Osservarla sprofondare nell'abisso, giorno dopo giorno, accompagnata dalla mano violenta dei terroristi fanatici. "Noi proviamo a difenderla con le nostre armi: computer portatili e la Rete", dice Abu Mohammed Hussam, uno dei diciotto ragazzi della "resistenza".
Fabio Tonacci, La Repubblica ...

Corriere della Sera
13 02 2015

Lo scrivano, il lazzarone, il lustrascarpe sono termini che appartengono alla nostra memoria, figure ormai scomparse che molti di noi non hanno mai neanche sentito. Eppure fanno parte della nostra memoria al pari di re e presidenti, di quella storia della quotidianità che ha avuto un posto di rilievo nella storiografia ufficiale solo grazie a fotografi, pittori e scrittori illuminati.

Tra essi emergono i fratelli Alinari, Giacomo Brogi, Giorgio Sommer ma anche Robert Rive, Giorgio Conrad e Gustave Emile Chauffourier, fotografi che a cavallo tra Ottocento e Novecento hanno viaggiato nel nostro Paese per cogliere l’essenza quotidiana di un’Italia appena nata e mai impressa prima su pellicola.

Ecco quindi che il maccheronaio, la pastiera, il carretto siciliano e il mercato del tonno di Palermo si trasformano da oggetti in soggetti e posti al centro di ritratti che oggi riemergono grazie al web.

Da oggi infatti parte dell’Archivio Alinari è entrato all’interno del Google Cultural Institute, la piattaforma tecnologica sviluppata da Big G per promuovere e preservare la cultura online. Primo passo dell’accordo è la mostra digitale «Antichi mestieri e costumi d’Italia fotografati tra il 1860 e il 1900», un repertorio di 50 scatti di cui il Corriere della Sera pubblica in esclusiva le prime quindici foto. Un viaggio nel tempo per ricordare, sorridere e conoscere un mondo che non c’è più. Il nostro.

Alessio Lana

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