Indossa un elegante shalwar kameez viola e fucsia ("me lo ha comprato la mamma"). Ai piedi, i tacchi (della mamma) con cui non supera il metro e 57, proprio come due anni fa. "Ma non bisogna essere alti - dice - per cambiare il mondo".
Viviana Mazza, Corriere della Sera ...

Chi parla in nome dei bambini senza voce

Come per un triste destino, ogni volta che viene pronunciata la parola bambino seguono i più scontati dei discorsi. [...] Eppure dei bambini ci si dimentica continuamente; non votano quindi non contano.
Roberto Saviano, l'Espresso ...

La buona scuola nel caos. Ripartono le proteste

La ministra dell'istruzione  Giannini continua a ripetere che va tutto bene: l'esodo dei docenti dal sud al nord non deve essere drammatizzato, dei precari fatti fuori dalla riforma non si deve più parlare, che non è vero che le scuole versano nel caos per la confusione normative generata dalla cosiddetta buona scuola.
Cronache Del Garantista ...
l'Unità
04 09 2015

Di loro non esistono foto che possano far piangere il mondo. Ma nel martoriato Medio Oriente vi sono milioni di piccoli Aylan a cui è stata negata l'infanzia e a molti, la vita stessa. Una infanzia normale significa anche poter tornare a scuola, come si apprestano a fare i bambini del mondo. Ma questa normalità è preclusa a oltre 13 milioni di bambini e adolescenti vittime delle guerre che sconvolgono il Medio Oriente e il Nord Africa.

Un quadro angosciante è quello tratteggiato dal report dell`Unicef che l`Unità ha potuto visionare nella sua interezza. Il rapporto riguarda l`impatto dei conflitti sull`istruzione in 6 Paesi della Regione. In queste realtà, tra le quali la Siria, sono state distrutte o gravemente danneggiate oltre 8.500 scuole.

Lo scorso anno, l`Unicef ha documentato 214 attacchi contro scuole in Siria, Iraq, Libia, Territori palestinesi e Yemen. In Siria, rimarca il rapporto dell`Agenzia delle Nazioni Unite per l`infanzia, una scuola su quattro è stata chiusa, portando così a oltre 3 milioni i bambini e adolescenti siriani senza più la possibilità di entrare in una scuola, per ricevere istruzione e per trovare un sia pur fragile rifugio. ...

La guerra tiene i bambini lontani da scuola

  • Giovedì, 03 Settembre 2015 08:38 ,
  • Pubblicato in LA STAMPA

La Stampa
03 09 2015

Le guerre in corso nel mondo arabo obbligano 13,7 milioni di bambini a rinunciare alla scuola. Ad affermarlo è un rapporto dell’Unicef in cui si documenta come i conflitti in Siria, Iraq, Yemen, Libia e Sudan abbiano allontanato dalle aule il 40 per cento del totale dei bambini in età scolare. «Un’intera generazione viene privata della basi dell’istruzione» afferma il rapporto, documentando attacchi a studenti ed insegnanti come anche la distruzione di edifici scolastici.

Nel complesso sono almeno novemila le scuole divenute inagibili a causa dei danni subiti o della destinazione ad altri usi, come basi militari o centri di addestramento per milizie. L a situazione più grave è in Siria dove, dall’inizio della guerra civile nel marzo 2011, il 25 per cento delle scuole è stato chiuso, privando dell’istruzione 2 milioni di alunni. «L’impatto distruttivo dei conflitti in corso si abbatte sui più piccoli in tutta la regione - afferma Peter Salama, direttore regionale di Unicef in Medio Oriente e Nord Africa - non solo per i lutti e la demolizione delle scuole ma soprattutto per la disperazione di una generazione che vede infrante le speranze per il futuro». Il rapporto cita anche attacchi alle scuole palestinesi in Cisgiordania. Sul fronte dei profughi l’emergenza investe Turchia, Giordania e Libano: mancano fonti, strutture e insegnanti per fare fronte alla necessità di istruzione per chi fugge da Siria e Iraq.

Maurizio Molinari

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