×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

Invalsi, Paese ancora a velocità diverse

due_italieEsiste ancora un'Italia a differenti velocità nell'istruzione: con studenti al Nord che ottengono risultati migliori in italiano e matematica rispetto ai colleghi meridionali.
Claudio Tucci, Il Sole 24 Ore ...

Daniel che studia alla luce dei lampioni

  • Venerdì, 03 Luglio 2015 08:53 ,
  • Pubblicato in Flash news

la Repubblica
03 07 2015

La fotografia del bambino filippino che fa i compiti alla luce di un lampione l`avrete vista quasi tutti, e avrete cuccato "mi piace" e condiviso con più entusiasmo del solito. (Ieri le condivisioni su Repubblica.it erano 60 mila).

La sera del 23 giugno Joyce Gilos Torrefranca, una studentessa dell`università di Cebu, l`aveva fotografato e messo su Facebook con la sobria didascalia: "Un bambino mi ha ispirata".

Adesso raccontiamo la storia intera, che anche dopo essere andata così lontano dalla sua luce di lampione non perde di poesia. ...

Il dinamismo è frutto dell'istruzione

Lo strumento più potente della mobilità sociale è l'istruzione. Un livello di scolarizzazione più elevato di quello ai propri genitori è il primo gradino di una scala che consente di aumentare le opportunità. Lo stesso aumento delle conoscenze, prima ancora di trasformarsi in più elevati livelli di reddito, è già il passaggio a una dimensione sociale diversa. Una nuova dimensione della mobilità sociale è oggi l'integrazione degli immigrati. In realtà non è così nuova.
Marco Panara, la Repubblica ...

Come l'aula del preside

Manifestazione scuolaLe deputate renziane che fanno un salto alla manifestazione dei sindacati, poi tornano a votare il disegno di legge sulla scuola come prima e più di prima traducono in azione il pensiero del premier. "Discutiamo con tutti, ma poi andiamo avanti. Non possiamo perdere tempo", dice Matteo Renzi. E chiude per sempre con l'ipotesi di stralciare le assunzioni dei precari dalla contestatissima riforma: "E' impossibile. Se accettiamo l'idea di assumere è perché vogliamo portare avanti un modello diverso". E allora il modello diverso va avanti, per tutta la giornata nel semivuoto di Montecitorio, indifferente a tutte le proteste.
Domenico Cirillo, Il Manifesto ...

Guerra mondiale all'istruzione

Internazionale
14 05 2015

Il 30 aprile un tribunale pachistano ha condannato dieci terroristi coinvolti nell’attentato del 2012 contro Malala Yousafzai, allora quindicenne. Il caso di Yousafzai o la strage nella scuola pubblica di Peshawar nel dicembre 2014 o le imprese del gruppo Boko haram in Nigeria hanno avuto grande eco nell’informazione e si lasciano facilmente inquadrare nel diffuso stereotipo antislamico. Ma la cosa è più complicata. Dall’islam stesso, anche da gruppi fondamentalisti, arrivano condanne e sconfessioni. E soprattutto si osserva che le aggressioni terroristiche ad alunni e alunne, insegnanti, edifici scolastici, non rare dagli anni settanta del novecento, si sono ormai diffuse e intensificate in molte parti del mondo.

Nel 2014 un rapporto del National consortium for the study of terrorism ha elencato 110 paesi in cui tra il 1970 e il 2013 ci sono stati 3.400 attacchi a scuole. I numeri di alcuni paesi, dalla Colombia alla Russia, sono impressionanti. Il fenomeno è globale. Censirlo e capirlo è dal 2010 la missione della Global coalition to protect education from attack (Gcpea). È giusto individuare le differenti cause prossime che armano la mano di terroristi, dai narcotrafficanti alle minoranze oppresse o ai fondamentalisti.

Ma una causa prima e comune forse c’è. L’istruzione dà comunque strumenti di libertà, incrina equilibri tradizionali. Proprio questo la rende invisa a chi campa su diseguaglianze, servitù, ignoranza. E forse non si tratta solo dei terroristi.

Tullio De Mauro

facebook