Tre questioni sull'Italicum

Troppo tardi, troppo poco. È inutile e tardiva la battaglia della minoranza Pd sull'Italicum. Non ha molto senso cercare di limitare i danni di una legge malfatta alla fine di un lungo processo legislativo. Ormai è arrivata in dirittura d'arrivo. Solo che ci lascia in eredità tre problemi: restringe le linee di comunicazione tra cittadini e classe politica, concentra il potere nelle oligarchie di partito e mina quella stessa stabilità governativa che vuole garantire.
Piero Ignazi, La Repubblica...

Così la democrazia è soltanto un optional

Nel giorno in cui Matteo Renzi pone la fiducia sulla legge elettorale, qualcuno dovrebbe spiegargli che la democrazia non consiste nel tagliare, ma nel contare le teste; e che già la sua decisione di sostituire i membri della Commissione affari costituzionali che avrebbero votato contro la riforma dell'Italicum con altri che avrebbero votato a favore era stata l'equivalente contemporaneo della medievale consuetudine dei monarchi assoluti di tagliare le teste dei propri oppositori, invece di contarle, prima della nascita dello Stato moderno.
Piero Ostellino, Il Giornale ...
Se i "signori del Parlamento" voteranno contro la legge elettorale, se l'Italicum non dovesse passare, il governo cadrà: "Non sono per tenere la poltrona attaccata alle terga". Messaggio (chiarissimo) che il segretario-premier Matteo Renzi, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, lancia ai deputati da lunedì impegnati sulla riforma del voto, in particolare alla minoranza del suo partito. Quella critica sulla legge, una "divisione che rispetto ma non capisco".
Francesca Schianchi, La Stampa ...

L'ossimoro della fiducia segreta

  • Giovedì, 16 Aprile 2015 12:42 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Mosca ciecaMassimo Villone, Il Manifesto
15 aprile 2015

Siamo alla conta finale? L’appello delle oppo­si­zioni a Mat­ta­rella con­tro il ricorso alla fidu­cia per la legge elet­to­rale usa parole molto pesanti. Ma non è dub­bio che l'arrogante testar­dag­gine del governo, nel lasciar inten­dere che alla que­stione di fidu­cia potrebbe giun­gersi, ha creato una situa­zione di straor­di­na­ria gra­vità. In tale ipo­tesi non saremmo più di fronte a una nor­male dia­let­tica poli­tica, dura quanto si vuole, ma ad una patente e voluta vio­la­zione del rego­la­mento par­la­men­tare.

Senza parità (Roberta Carlini, Pagina 99)


Tutti per la parità di genere, ma per carità non adesso. Il principio di una pari rappresentanza di uomini e donne nelle istituzioni va bene, nessuno lo nega, a parole. Purché restino, appunto, parole. È successo per l'Italicum, è ri-successo per elezioni più imminenti, quelle del futuro parlamento europeo. Per le quali il parlamento italiano ha sfornato quello che viene definito un "compromesso", secondo il quale la parità di genere verrà completamente applicata solo nelle prossime elezioni, quelle del 2019. ...

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