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Attenzione

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Si richiede un'attenzione particolare al tema delle donne lesbiche, oggetto di discriminazioni multiple, e alle persone transgender e intersessuali, da ricomprendere nelle politiche di genere. Si invita la Commissione a promuovere buone pratiche antidiscriminatorie sul lavoro, a scuola, nella sanità e ad agire insieme all'OMS per depatologizzare i disturbi dell'identità di genere. ...

Legge Mancino, ovvero il compromesso sulla nostra pelle

  • Martedì, 24 Settembre 2013 08:19 ,
  • Pubblicato in Flash news

Femminismo a Sud
24 09 2013

Legge Mancino, ovvero il compromesso sulla nostra pelle
Riceviamo e volentieri condividiamo il Comunicato di Azione Gay e Lesbica di Firenze:

Approvato l’emendamento salva vescovi – La posizione di Azione Gay e Lesbica

20 SETTEMBRE 2013 – La Camera dei Deputati ha approvato la tanto attesa estensione della Legge Mancino (“Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa”) anche ai crimini d’odio rivolti alle persone LGBT. La legge è stata approvata dopo mesi di discussione e decine di interventi in aula che hanno mostrato quanto pericolosamente alto sia il livello di ignoranza, di fanatismo religioso, di omofobia, lesbofobia e transfobia tra i deputati del nostro Paese. Ma, come se non bastasse, il lungo e acceso dibattito si è concluso con un ignobile compromesso: le aggravanti vengono applicate, ma lasciando fuori dal contesto “le organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di religione o di culto”. In parole povere: te la puoi cavare con una pena ridicola se usi violenza di tipo omofobo, lesbofobo, tansfobico purché essa venga agita all’interno di organizzazioni e istituzioni.

L’emendamento chiave (ribattezzato ‘salva associazioni o salva vescovi’) che è passato alla Camera -proposto da Scelta Civica e Pd e con l’opposizione strenua ma purtroppo senza successo di Sel e Movimento 5 Stelle (ecco il bacio-protesta in aula) – svuota del tutto il senso stesso dell’estensione legislativa e di questa tanto attesa “conquista costituzionale”, creando anzi un grave precedente che si ripercuoterà su tutto l’assetto della legislazione italiana.Quello che è avvenuto, in un Paese che secondo i rapporti di Amnesty International, Ilga-Europe (vedi la rainbow map Ilga 2013 nella quale l’Italia in termini di diritti umani si posiziona tra la Bulgaria e la Bosnia) e le principali organizzazioni internazionali occupa gli ultimi posti in Europa per la salvaguardia e il rispetto dei diritti umani, è estremamente grave.

L’omofobia, la lesbofobia e la transfobia in italia (qui una bella infografica sulla situazione attuale) sono un problema che mette a repentaglio la vita di milioni di persone e oggi il Parlamento, e il Pd in particolare, ha scelto di stare dalla parte di chi odia e discrimina, preservandone il diritto a istigare alla violenza, e ci ha consegnato senza pudore nelle mani di fanatici religiosi, organizzazioni neonaziste, leghisti e di qualunque altro gruppo organizzato faccia dell’odio il centro delle proprie attività, ignorando secoli di derisioni, persecuzioni, omicidi, aggressioni.

Spacciato mediaticamente come un passo avanti in un percorso di civiltà, questo avvenimento ci conferma invece che l’Italia è sempre più soltanto un paese da cui fuggire, se si desidera, com’è giusto, vivere in un contesto autenticamente civile, dove il rispetto delle persone non sia un opzione che chi governa baratta e svende per tornaconti, ottusità, deferenze corrotte. Noi però non ci arrendiamo e continuiamo la nostra opera di informazione e sensibilizzazione, e invitiamo tutti e tutte alla mobilitazione: non vi regaleremo la nostra pelle senza lottare.

L'omofobia e quelle indelebili cicatrici sul cuore

Huffington Post
20 09 2013

Nei giorni in cui si discute di legge contro l'omofobia, capita di riflettere sulle proprie cicatrici, segni che rimangono impressi per tutta la vita, alcune visibili, altre invisibili. Non siamo nel film "Scarface" di Al Pacino ma nella vita di tutti i giorni. Ciascuno ne ha una, come tutti. Quando ci si guarda allo specchio, duro e così spudoratamente sincero, ricordano cosa si è stati e cosa è inciso nella carne, cosa è inciso negli occhi.

Può essere la cicatrice di un sopracciglio, procurata per un banale insulto, una battuta su un amico che difendi, in un sabato sera qualunque trascorso a ballare. Col risultato di un segno che ti porterai per sempre, frutto della stupidità che sfocia nella violenza omofoba. Una notte improvvisamente piombata nel silenzio assordante; una sconfitta per un gesto gratuito. Si smarrisce il senso del rispetto verso l'altro, e basta davvero poco per colpire la diversità per paura, per ignoranza, senza capire che è la diversità di ciascuno che ci rende straordinariamente unici.

E poi ci sono loro: cicatrici del cuore, laddove l'amore non riesce a scavalcare muri troppo alti come quelli dell'omofobia verso se stessi. Pur avendo lottato sino all'ultimo filo di energia, brucia la sconfitta di vedere intatto quel nodo che a volte stringe la gola di chi non accetta la propria natura. Chi distrugge invece di costruire la propria strada, la propria felicità, il proprio futuro e si rifugia nel silenzio assordante ed artificiale di una coscienza prostrata, per fuggire da sé. Impossibile, inutile.

Ciascuno di noi ha bisogno di ricordare chi è: quel piccolo grande segno sulla carne o nel cuore che può averti cambiato la vita ti insegna a non dimenticare, e magari a ridere mentre piangi. Esattamente come è successo a noi: Giovanni, Giuliano e chissà quanti altri. Dare voce a chi non ne ha, a chi ha paura di raccontare e di raccontarsi, non riuscendo a rimarginare delle ferite che non diventano cicatrici.

Non sempre ci si rende conto che dietro un dibattito come quello che c'è in Parlamento e nel Paese sull'omofobia, ci sono storie, cicatrici, a volte ferite di persone vittime del pregiudizio. Piccole e grandi, troppo spesso avvolte dal silenzio. Eppure una società aperta è quella che include le differenze, di ogni tipo. Non basta certo una legge, pur attesa da trent'anni, per risolvere una questione culturale.

Che si affronta con una seria strategia di lotta alle discriminazioni di genere e di orientamento sessuale. Perché il nodo è la libertà di essere e vivere se stessi, senza discriminazioni. Ed è una libertà che si conquista ogni giorno e non toglie nulla, e non deve togliere nulla, a quella sacrosanta libertà di confrontarsi anche con chi ha i pensieri più distanti dai nostri. Senza che questo si trasformi in violenza contro se stessi o contro gli altri.

Cicatrici, bellezza, unicità: saranno la parte più sensibile ma anche quella più forte di noi. Per vivere senza la paura di essere quello che si è. "È sempre bellissima / la cicatrice / che mi ricorderà / di esser stato felice ", per dirla con i Subsonica.

Giuliano Gasparotti e Giovanni Licchello

E dice che adesso anche l'omofobia sarà punita dalla legge Mancino come già succede per il razzismo, la xenofobia, l'antisemitismo. Ci sono voluti vent'anni per arrivare a questo primo "sì" di un ramo del Parlamento. Ma la maggioranza ieri si è spaccata. ...

Decreto omofobia: i nodi vengono al pettine

  • Giovedì, 25 Luglio 2013 08:53 ,
  • Pubblicato in Flash news

Globalist
25 07 2013

La cosa migliore della proposta di legge contro l'omofobia è che molta, moltissima gente si sta qualificando per quella che è, senza nemmeno farci fare la fatica di cercare di capire.

Insomma, non serve leggere tra le righe per interpretare il non detto: il terrore di alcuni ed alcune di essere messi in galera se mai la legge dovesse passare parla da sé.

Certo, dire esplicitamente "a me i froci fanno schifo e non tollero che abbiano i miei stessi diritti" fa brutto, quindi molto meglio buttarla in caciara e inventare cose che non sono.

C'hanno messo in mezzo di tutto, rasentando il ridicolo, tipo la dichiarazione di Costanza Miriano, che mette in mezzo catechismo, bambini, scimmie e aborto:

[...] ho sicuramente 200 persone che sarebbero pronte ad andare in carcere se dire che i bambini hanno bisogno di un padre e una madre diventasse reato. Che faranno? Le metteranno tutte in carcere? E leggere ad alta voce il Catechismo della Chiesa cattolica, che parla degli atti omosessuali come contrari alla legge naturale sarà reato?

[...]Cos'è l'omofobia? Parliamone. Perché l'omofobia come paura degli omosessuali non esiste, anzi. C'è un "pregiudizio positivo" nei loro confronti. Sono in politica, nell'arte, nella letteratura, nel cinema. Sono giustamente tutelati e inseriti. Ci sono addirittura programmi scolastici, e lo posso testimoniare come madre di quattro bambini, che forniscono ampie catechesi contro la discriminazione. Tanto che secondo me, nell'età dello sviluppo, questo modo di procedere può essere pericoloso e generatore di confusione.

Come puoi spiegare a questa gente che non è in discussione il tuo diritto di dire che sei contraria ai matrimoni e alle adozioni, ma che si vuole evitare che la tua simpatica contrarietà diventi discriminazione e violenza?

Come glielo spieghi che non ci sono solo i gay "tutelati e inseriti" (tipo panda, come le donne) o che si occupano di letteratura, cinema, politica e arte, ma che è pieno di donne e uomini più o meno giovani che non possono dichiararsi apertamente sul lavoro e nella vita perché in questo paese essere gay è considerato da troppa gente qualcosa che "si fa, ma non si dice"?

Come glielo spieghi che ci sono tante e tanti che preferiscono morire piuttosto che continuare a vivere in mezzo a chi li schifa e non fa nulla per nasconderlo, ma anzi rivendica il suo diritto a discriminare?

Come fai a spiegargli che questa legge farà sì che due ragazzi innamorati come Arin e Katie possano vivere la loro vita in pace, senza che ci sia qualcuno pronto a umiliarli, insultarli, minacciarli e magari ammazzarli di botte?

Si mascherano da grandi difensori della libertà di opinione, ma quello che vogliono realmente è che "loro" stiano ben nascosti. In fondo, dopo "anche io ho molti amici gay" la seconda frase più ricorrente tra gli omofobi che si fingono persone per bene è "non ce l'ho coi gay, ma solo con chi lo ostenta".

Io ostento la mia eterosessualità ogni volta che per la strada abbraccio mio marito, quando lo tengo per mano, quando ci baciamo, ma ancora non mi sono mai sentita urlare "etero demmerda, fai schifo!".

Le obiezioni dei grandi difensori della libertà di opinione sono abbastanza ridicole, se si pensa che tutta 'sta storia la stanno facendo per qualche parola aggiunta ad una legge già esistente, che, a quanto pare, per loro non è mai stata un problema (o per lo meno non al punto da fare una "maratona del rosario" per dichiarare la propria preoccupazione e il proprio dissenso).

Dire, poi, che una legge che vuole essere finalmente contro ogni discriminazione discrimini i discriminatori è quantomeno ridicolo.
Cos'è, omosessuali, lesbiche, transessuali sono meno degni di altre "categorie" (passatemi la parola, lo so che è orrenda, ma non me ne viene un'altra al volo)?

Già è punito chi "propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi", aggiungerci "o fondati sull'omofobia e transfobia" evidentemente per qualcuno deve essere davvero troppo.

Non andrete in galera perché siete omofobi, ma, ripeto, il vostro terrore dice parecchio di voi.

Lorenza Valentini
 

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