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Nigeria e Uganda, arresti anti-gay sempre più assurdi

  • Giovedì, 29 Gennaio 2015 12:32 ,
  • Pubblicato in Flash news

Il grande colibrì
29 01 2015

Un regime inefficiente a caccia di capri espiatori, la polizia che irrompe in una semplice festa privata, l'arresto di decine di persone con l'accusa di star celebrando le nozze tra due uomini: se il copione vi ricorda vicende accadute in Egitto (ilgrandecolibri.com), significa che state seguendo bene la cronaca dei diritti (violati) delle persone LGBT nel mondo. Questa volta, però, la farsa non è andata in scena sulle rive del Nilo, ma nel nord della Nigeria. Aminu Daurawa, capo della polizia islamica dello stato di Kano, ha annunciato che i suoi agenti, grazie ad una soffiata arrivata quattro giorni prima, hanno fatto irruzione in un resort dove due ragazzi si stavano unendo in matrimonio e hanno arrestato dodici (o quattrordici, secondo altre fonti) adolescenti "con sembianze e atteggiamenti femminili", tra cui "anche la sposa" (sic!).

Uno degli arrestati, Faruk, che secondo le accuse sarebbe stato lo sposo, ha giurato che stavano festeggiando il suo diciottesimo compleanno e che lui e i suoi amici non sono gay, ma non è servito a niente: conviene a troppi concentrare l'attenzione della popolazione sui presunti turpi vizi degli omosessuali e provare a sviarla dal disinteresse della politica e dalla corruzione dell'esercito che stanno permettendo a Boko Haram di seminare devastazione e morte in tutta la regione.

Poco importa se ce la si prende con degli adolescenti e se si sprofonda nel ridicolo, non solo per l'arresto in sé, ma anche per alcuni particolari: l'"operazione di intelligence", come l'ha definita Daurawa, è stata pianificata per quattro giorni, ma questo non ha impedito che i professionisti dell'ordine si lasciassero sfuggire decine di ragazzini presi alla sprovvista, che hanno evitato l'arresto scappando via (timeslive.co.za). Ci sarebbe quasi da ridere, se i poveri malcapitati non rischiassero una condanna a quattordici anni di carcere, secondo quanto previsto dalle recenti modifiche (ilgrandecolibri.com) apportate al codice federale nigeriano (nel nord in teoria si rischia anche una condanna a morte, ma è una norma finora mai applicata).

Speriamo che il sostanziale disinteresse che avvolge la Nigeria sia presto superato e che il mondo si ricordi sul serio tanto di Boko Haram quanto di questa dozzina di giovani prigionieri dello stato. Intanto Daurawa sembra mettere le mani avanti e spiega che, in fondo, la polizia ha fatto un favore agli arrestati: se la notizia del matrimonio si fosse diffusa tra la popolazione locale, forse si sarebbe rischiato un linciaggio (allafrica.com). Forse il capo delle forze dell'ordine di Kano si aspetta addirittura un ringraziamento, come se lo aspetta sicuramente la polizia ugandese, che ha salvato nove presunti omosessuali dall'assalto della folla contro un centro segreto specializzato nelle malattie sessualmente trasmissibili che curava anche uomini che hanno rapporti con altri uomini.

Il salvataggio meriterebbe davvero degli applausi, se non si sapesse cosa è successo in seguito: le forze dell'ordine hanno tenuto in cella i nove ragazzi con l'accusa di sodomia per cinque giorni, sottoponendoli a torture e tormenti, comprese delle ispezioni anali. Agli avvocati e agli attivisti per i diritti umani che hanno chiesto la loro liberazione, è stato risposto che sarebbe stato meglio "se almeno un paio di loro fosse stato ucciso, così gli altri avrebbero imparato la lezione". Dopo cinque giorni, comunque, sono stati rilasciati, ma rischiano non solo una condanna a lunghi anni di carcere, ma anche di finire nelle mani di una folla inferocita: per questo i ragazzi ora vivono nascosti nelle campagne e per aiutarli è stata lanciata una raccolta fondi (76crimes.com).

Alle notizie che giungono da Nigeria e Uganda dobbiamo poi aggiungere quelle che abbiamo riportato pochi giorni fa dal Camerun, dove la polizia ricatta i presunti gay e tende trappole per arrestarli ed estorcere tangenti ai loro familiari (ilgrandecolibri.com), e le accuse mosse ad alcuni agenti del Gambia, che avrebbero torturato un uomo arrestato per omosessualità (buzzfeed.com). In troppi paesi d'Africa i poliziotti, con i loro atteggiamenti corrotti e criminali, sembrano tutori più dell'omofobia che dell'ordine.

Pier

Il Fatto Quotidiano
29 01 2015

«La statua di Giulio Cesare sembrava che annuisse» mi sussurra Vladimir Luxuria al telefono, mentre conversiamo sull’approvazione del registro delle unioni civili a Roma, il 28 gennaio, all’indomani della Giornata della Memoria. «D’altronde anche lui era uno di noi…» e mi sembra di vederla sorridere, con quel suo solito modo di fare, un po’ malizioso e delicato al momento stesso. L’ex deputata di Rifondazione e storica attivista per i diritti civili delle persone LGBT ha voluto esserci, nell’aula consiliare, a portare il suo sostegno al provvedimento voluto dal sindaco, Ignazio Marino.

«Ero stata lì anche la sera prima» dice ancora «ma qualcuno deve aver scambiato l’aula per uno stadio. Ho visto militanti di estrema destra strumentalizzare la religione solo per giustificare la loro omofobia. Fomentati, per altro, dai consiglieri dell’opposizione. Una scena brutta, scomposta e offensiva. Per questa ragione ho sentito la necessità di essere presente anche nel giorno della votazione». Vladimir Luxuria non nasconde l’entusiasmo: «dopo tante sconfitte e delusioni, oggi è il giorno della vittoria». E – ci tiene a dirlo – non è un “trionfo gay”, non solo, ma anche il successo «della civiltà, dell’inclusione. È l’affermazione di una città “civile”, prima ancora del registro delle unioni civili».

In effetti sembrano passati secoli da quando Walter Veltroni, allora sindaco, fece naufragare un precedente analogo tentativo, portando il suo partito a non approvare la proposta di legge popolare e facendo convergere i suoi voti con quelli della destra di Storace, allora all’opposizione. E non nascondono la felicità e l’ottimismo neppure le associazioni LGBT, presenti anch’esse in Campidoglio.

«Oggi il Sindaco Ignazio Marino, insieme alle forze politiche della maggioranza capitolina e con il Movimento Cinque Stelle, mantengono l’impegno preso con la città tutta, in modo solenne e pubblico, proprio in occasione dello scorso pride. È un momento storico per la Capitale, che per anni è stata incapace di legiferare in questa direzione», dichiara Andrea Maccarrone, presidente del Circolo Mario Mieli e rappresentante del Coordinamento Roma Pride, i cui attivisti e le cui attiviste hanno sostenuto, con la loro presenza, dentro e fuori l’aula, la scelta di Marino. «È segnale molto importante non solo per Roma, ma per l’Italia tutta. È un evento che il governo non può più ignorare» dice ancora Maccarrone, nel comunicato stampa diramato dalla sua associazione.

Dello stesso avviso anche l’ex vincitrice dell’Isola dei famosi, che aggiunge: «In parlamento c’è una maggioranza possibile su questo tema, fatta da Pd, Sel e l’ala laica di Scelta Civica. Insieme al movimento di Grillo, naturalmente. Se Renzi vuole approvare davvero le unioni civili alla tedesca deve rivolgersi alla stessa maggioranza che ieri c’è stata in aula consiliare. Se vuole, lo può fare». Una legge, ricorda Luxuria, che se approvata così com’è stata realizzata, analoga al matrimonio e con la stepchild adoption, può essere un buon punto di partenza per arrivare alle nozze egualitarie: «Non dobbiamo dimenticare qual è il nostro obiettivo finale. Se dipendesse da me, tuttavia, non me la sentirei di respingere una buona legge sulle civil partnership. Una legge, ovviamente, senza sconti e annacquamenti di sorta».

Certo, la strada è ancora lunga e pare che l’agenda parlamentare sia fitta di impegni e scadenze che sembrano allungare i tempi per un’ulteriore conquista di eguaglianza. Ma “la Vladi” si dichiara ottimista. E poi, ripensando alla bellezza della giornata di ieri, gelida e dal cielo azzurrissimo, sorride di nuovo, a distanza, sempre con quel fare un po’ irriverente: «L’altra sera, tra i vari cartelli degli integralisti, ce ne era uno che mi ha colpito: “maschio e femmina Dio li creò”. All’inizio pensavo si riferissero a me, poi ho capito che non riguardavano maschile e femminile in un’unica persona…» sorrido anch’io, stavolta.

Poi, a telefono spento, mi lascio avvolgere dalla sera e da una strana sensazione di tepore, nonostante questo gelido inverno. Sarà la prospettiva di vivere, proprio da ieri – all’indomani del giorno che ricorda di cosa è capace la follia umana quando crea cittadinanze privilegiate e umanità da discriminare – in un luogo che si avvicina un po’ di più all’idea che hanno le persone di buona volontà riguardo a democrazia, giustizia e futuro.

Dario Accolla

Quando le leggi vanno piano accelerano i magistrati

ClessidraEra già successo nella seconda meta degli anni Sessanta del secolo scorso, quando la giurisprudenza iniziò a smantellare alcuni capisaldi del diritto di famiglia di origine fascista che il Parlamento tardava a modificare, nonostante il dettato costituzionale lo obbligasse teoricamente a farlo. [...] Lo stesso sta succedendo oggi per quanto riguarda sia i rapporti tra persone dello stesso sesso, sia l'accesso alla filiazione.
Chiara Saraceno, la Repubblica ...

Diversities@Work

  • Giovedì, 22 Gennaio 2015 08:26 ,
  • Pubblicato in L'Intervento

Discriminazioni sessuali sul lavoroVenerdì 23 gennaio, ore 09.00
Casa Internazionale delle Donne (Sala Tosi – Piano Terra)
Via della Lungara, 19 - Roma

la Repubblica
09 01 2015

Hanno vinto loro, le due mamme, ed è il primo caso in Italia.

L'atto di nascita del bambino nato con la fecondazione eterologa da una coppia di donne sposate in Spagna, di cui una cittadina italiana, sarà tascritto nei registri di Stato Civile della Città di Torino. ...

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