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Il bullismo omofobico che a scuola fa male da morire

  • Sabato, 16 Maggio 2015 07:08 ,
  • Pubblicato in L'Articolo
cadmus-manikinsVittorio Lingiardi, Il Venerdì
15 maggio 2015

"Il primo giorno di scuola ero emozionato e pieno di aspettative" racconta Davide ricordando i tempi delle superiori. [...] La persecuzione comincia una mattina d'autunno, durante l'appello. Quando l'insegnante pronuncia il suo nome, un compagno di classe dice a voce alta: "Finocchio!". [...] "Mi hanno rotto un braccio, e mi hanno pure detto che ero fortunato che non fosse il destro."...

Arcilesbica
15 05 2015

Le gravissime le frasi del Presidente Lega Nazionale Belloli confermano la cultura sessista e omofoba diffusa nel mondo del calcio italiano.

Le sue parole sono l'espressione più becera degli stereotipi e pregiudizi che pervadono il mondo dello sport che discrimina le atlete costringendole al dilettantismo per regolamento.

Chiediamo le dimissioni immediate di Belloli perché, con le sue parole, dimostra di essere persona inadatta a ricoprire la carica più alta di un'organizzazione che dovrebbe promuovere i valori di solidarietà sociale e inclusività dello sport.

Roberta Vannucci presidente nazionale ArciLesbica

la Repubblica
15 05 2015

I suoi pennelli sono le sue dita e le usa tutte e dieci durante ogni esibizione.

È il linguaggio artistico di Silvia Emme, la disegnatrice con la sabbia intervenuta nel progetto "Lecosecambiano@Roma", che per la Giornata mondiale contro l'omofobia (IDAHOT) fa riflettere sull'inutilità di ogni ingiusta discriminazione.

Pasquale Quaranta

Linkiesta
15 05 2015

"Basta dare soldi a queste quattro lesbiche": Belloli è il degno successore di Tavecchio nella Lnd

Quando Carlo Tavecchio era numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, avevamo imparato a conoscerlo grazie a una puntata di Report. Durante un'intervista rilasciata al programma della Rai, Tavecchio esprimeva così il proprio concetto di calcio femminile:
"Noi siamo protesi a dare una dignità anche sotto l'aspetto estetico alla donna nel calcio. Finora si riteneva che la donna fosse un soggetto handicappato rispetto al maschio sotto l'aspetto della resistenza, del tempo, dell'espressione atletica. Invece abbiamo riscontrato che sono molto simili".

Insomma, non una grande uscita, bissata dall'ormai famosa frase di Optì Pobà e le banane che ha tenuto banco per settimane sui media italiani. Con la sua elezione a capo della Federcalcio, sembrava le avessimo viste tutte. Invece, il nostro pallone riesce sempre a sorprenderci.

E se la Lega Nazionale Dilettanti attendeva un degno successore di Tavecchio, potrebbe averlo trovato in Felice Belloli. Che durante il Consiglio del Dipartimento Calcio Femminile dello scorso 5 marzo, si è così espresso: "Basta! Non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche".

La frase è stata riportata nel verbale della seduta del Consiglio, pubblicato dal sito Soccerlife. Che specifica che il verbale «è stato firmato dal vice presidente vicario Antonio Cosentino che ha la delega al Calcio Femminile». Il quale, vista la frase, ha portato il documento alla Procura federale. La Federcalcio ha aperto un'inchiesta sulle parole di Belloli.

Il movimento femminile italiano conta circa 11mila tesserate, ma l'intenzione della Federcalcio è quello di puntare sulla sua crescita, grazie ai contributi Uefa.

Alessandro Oliva

Quando a metà degli Anni 80 l'allora deputato conservatore Matthew Paress confessò a Margaret Thatcher di essere gay, la "lady di ferro" gli mise un braccio sulla spalla e commentò addolorata: "Deve essere molto difficile per te parlare di una cosa simile, non è vero?". E ancora una decina d'anni dopo Tony Blair, premier laburista, non riusciva a fare a meno di domandare al suo consigliere Lance Price, dichiaratamente gay: "Ma cosa provi quando vedi una donna?". Da allora molta acqua, come si suol dire, è passata sotto i fiumi del Tamigi.  
Enrico Franceschini, la Repubblica ...

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