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La Casa delle Donne Lucha y Siesta non si tocca

  • Venerdì, 12 Aprile 2013 08:09 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS
DinamoPress
12 04 2013

Oggi (10 aprile, ndr) due poliziotti in borghese si sono presentati alla Casa delle Donne Lucha y Siesta con fare intimidatorio e inquisitorio per fare quello che loro chiamano “normali controlli”, e cioè sapere quante persone vivono lì e perché.

Questa anomala indagine, in un posto attivo da 5 anni ben conosciuto da tutte le istituzioni locali, arriva nella giornata in cui il peggior sindaco che Roma abbia mai avuto e il Prefetto minacciano sgomberi, arresti e il ripristino della legalità ad ogni costo contro le risposte trovate a un’emergenza abitativa sempre più pressante dall’autorganizzazione dei cittadini.

Ancora una volta preferiscono il testosterone alla testa e al cuore, ma l’inadeguatezza della carica che svolgono non ci sorprende perché l’abbiamo vista spesso negli ultimi anni: in una città che ha conosciuto solo campagne razziste sulla sicurezza continuano a crescere il numero di donne uccise, maltrattate e violentate (materia sulla quale abbiamo avuto un richiamo dell’Onu e della Commissione Europea).

Negli ultimi tre anni nei Centri Antiviolenza e nelle Case di Accoglienza si è creato il paradosso di liste di attesa, chi oggi è vittima di violenza domestica non può aspettare! In questi anni non solo non sono stati aperti nuovi centri ma sono anche stati definanziati quelli esistenti che continuano a rimanere aperti spesso solo grazie al lavoro volontario delle donne.

Lucha y Siesta in questo panorama è un esperimento innovativo, e possiamo dire anche riuscito: non è una casa di accoglienza né un centro antiviolenza, sebbene il suo sportello di accoglienza faccia parte del circuito municipale antiviolenza; è un progetto di semi-autonomia nato dalla lotta e dall’autorganizzazione delle donne, un luogo che in poco tempo è divenuto un punto di riferimento nel panorama cittadino, che lavora in sinergia con servizi sociali, centri antiviolenza, sportelli per il disagio sociale, con realtà e associazioni delle donne, in un ottica di autonomia e non di assistenza.

Qui sta tutta l’inettitudine di questa amministrazione che non si accontenta di non riconoscere e valorizzare un lavoro prezioso come questo (che per altro non gli costa un centesimo vista la crisi e la maledizione della spending review), ma continua ad osteggiarlo. E questo avviene non soltanto perché i profitti vincono sul benessere di cittadine e cittadini ma anche perché un esempio di autogestione ed autonomia come la casa delle donne Lucha y Siesta spaventa perché dimostra che il loro modello di governo fa acqua da tutte le parti, mentre l’autogoverno è l’unica alternativa funzionante in questa città.

In questi 5 anni di attività la casa delle donne di Cinecittà ha offerto accoglienza, orientamento, percorsi di autonomia, di reddito e formazione a centinaia di donne; ha costruito laboratori di lavoro e formazione, ha creato uno spazio sociale e culturale di cui usufruiscono tutte/i le/i cittadine del quartiere.

Questa è Lucha y Siesta: un patrimonio insostituibile per la città, un modello che andrebbe replicato in tutti i municipi, non un problema di ordine pubblico da gestire con polizia, sgomberi e minacce.

Per questo diciamo a Prefetto, Sindaco e Governatore che non si azzardino a toccarci, la loro prepotenza armata non ci fa paura, le cittadine e i cittadini sanno bene da che parte stare!!

Casa delle Donne Lucha y Siesta
via lucio sestio 10

5 anni della Casa delle Donne Lucha y Siesta

Sabato 9 Marzo, dalle ore 10

Lucha y Siesta compie 5 anni di occupazione, di partecipazione e di mobilitazione. Insieme a molte di voi abbiamo difeso la 194, rivendicato il diritto di scelta, gridato contro la violenza sulle donne ma anche detto No allo smantellamento del welfare e all'austerity finanziaria.

di Lucha y Siesta Action_a e Infosex_Esc
in collaborazione con Federica Giardini e Anna Simone

Domenica 17 giugno, ore 18.30
DinamoFest - Città dell’Altra Economia, Ostiense - Roma


Partecipano al dibattito:


Collegamento con Katerina Tsapopoulou, Avvocatessa, Grecia
Assemblea Costituente della Casa internazionale delle donne, Roma
Cristiana Albino, collettivo Medea, Torino
Davide Pirozzo, Queer Lab, Roma
Valeria Mercandino, Diversamente Occupate, Roma
Valerio Tursi, Social Pride, Roma
Anna Simone, Facoltà di Sociologia, Unisob, Napoli

LUCHA Y SIESTA BENE PUBBLICO VS. LA SPECULAZIONE PRIVATA

di Lucha y Siesta
14 febbraio 2012


La casa delle donne Lucha y Siesta è nata per la sicurezza sociale contro il razzismo feroce della sicurezza armata e non a caso in questi quattro anni ha ospitato molte donne migranti e i loro figli.

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