Fanpage.it
03 02 2015

Dopo la battaglia contro l’abbattimento e la trasformazione dell’ex Dogana di via dello Scalo San Lorenzo in un supermercato, i cittadini dello storico rione aprono un nuovo fronte contro la cementificazione: nel mirino questa volta il progetto dell’università la Sapienza per un parcheggio multipiano su via de De Lollis, in un’area adiacente all’Ateneo. Ma perché comitati e associazioni ce l’hanno tanto con un parcheggio che, potrebbero dire in molti, alleggerirebbe il caos e il traffico per il quartiere? Semplice, perché durante gli scavi è stato fatto uno straordinario ritrovamento archeologico: da sotto terra sono emersi i resti di una villa romana. Dopo un lungo stop ai lavori causato dal ritrovamento, ora la Sapienza ha presentato un nuovo progetto per aggirare i vincoli imposti dalla Soprintendenza: il parcheggio non sarà più interrato, ma bensì si svilupperà in altezza, una sorta di palafitta sopra gli scavi.

Un escamotage inaccettabile per quelli della Libera Repubblica di San Lorenzo, che da alcune settimane hanno intensificato la battaglia contro il progetto che, tra l’altro, prevedeva anche la costruzione di una piscina comunale da anni chiesta dal quartiere: “Il progetto della piscina sarebbe compatibile con quello del parco archeologico – spiegano quelli della Libera Repubblica – di certo non un ecomostro come quello che vorrebbe la Sapienza. Crediamo che i ritrovamenti archeologici vadano valorizzati, un’occasione per arricchire l’offerta culturale del territorio e per dare spazio a giovani archeologi e ricercatori”.

A tifare per la realizzazione del parco archeologico ci sono anche i genitori delle scuole medie ed elementari del quartiere che in un comunicato scrivono: “Il quartiere, le scuole e chi crede ancora che la speculazione e il cemento (e le auto) non debbano asfissiare le città si sta battendo affinché in quell’area sorga un parco archeologico e affinché non vada perso il progetto della piscina comunale (compatibile col parco). Con buona pace dei baroni universitari che dovranno parcheggiare un po’ più in là”.

La vicenda di via De Lollis arriva in Senato
Anche il II municipio ha votato all’unanimità (fatto più unico che raro) una mozione in difesa dei ritrovamenti. La mozione, presentata dal consigliere del Movimento 5 Stelle Raffele Schettino, chiede alle “autorità competenti in materia (Ministero Beni Culturali ed Ambientali, Laziodisu, Regione, Comune e Municipio) di mettere in atto tutte le iniziative di propria competenza affinché il parcheggio universitario venga realizzato altrove, in un’area di minore impatto ambientale”. E ora i 5 Stelle hanno deciso di portare la vicenda anche in parlamento: una truppa di senatori ha presentato un’interrogazione sulla vicenda indirizzata al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e a quello alle Infrastrutture Maurizio Lupi.

Infoaut
02 02 2015

L’inchiesta ribattezzata “Mafia Capitale” ha disegnato una città in mano ad una cupola affaristica con al vertice personaggi dell’estrema destra romana che già dagli anni ’70 avevano contribuito a scrivere alcune delle pagine più buie della storia del nostro paese. Una cricca divenuta trasversale che, attraverso rapporti con i servizi segreti, entrature nella polizia, politici ed amministratori di quasi tutti i partiti tenuti a busta paga, intendeva regolare le relazioni fra il palazzo e la strada, lucrava senza pudore su ogni aspetto della vita della nostra città, fino a trarre vantaggio dal moltiplicarsi delle emergenze: dai rifiuti, all’accoglienza dei rifugiati, all’emergenza abitativa, questi figuri erano in grado di mettere in movimento delle vere e proprie campagne politico – mediatiche, condizionando l’opinione pubblica e soprattutto le scelte dei governi locali. Certo i particolari che via via vengono fatti emergere, i meccanismi di una corruzione così pervasiva impressionano per capillarità ed efficacia, ma alcune domande sorgono spontanee:

C’era bisogno di questa inchiesta per sapere che Roma è da sempre in mano ad “interessi forti” che devastano ed opprimono la città? Che la politica istituzionale è oramai trasformata in un opaco mercato sempre più lontano dal garantire una effettiva partecipazione, dal dare risposte ai reali bisogni delle persone, ma sempre pronta a distribuire prebende per fare campagna acquisti di quei pezzi di città pronti a vendere il proprio silenzio e la propria complicità? Che dove non arriva questo circo istituzionale a garantire la pace sociale arrivano i tutori dell’ordine sempre più spesso pronti manganellare, sgomberare, arrestare per reprimere con la forza il diritto a manifestare e ad opporsi?

Di fatto sono anni che movimenti, comitati e singoli autorganizzati denunciano e si battono contro tutto questo. Giudichiamo sbagliato e pericoloso, ora, riporre il desiderio di cambiamento nelle mani di una magistratura che è sembrata fino ad oggi molto più attenta e solerte nell’attaccare il conflitto sociale piuttosto che colpire chi ha distrutto ed affamato buona parte delle nostra città. Come non ci si può affidare ad un sindaco che oramai è colpevolmente riduttivo e buonista continuare a definire soltanto “pasticcione o marziano”, visto che è riuscito nel rimpasto della giunta, persino ad inserire fra gli assessori il coordinatore del campo di tortura di Bolzaneto ai tempi di Genova 2001. Come del resto è chiaro da un pezzo che non ci si può fidare di un governo che dal suo insediamento ha dichiarato “guerra ai poveri” ed ora che ha commissariato la città, vorrebbe, dopo una veloce operazione di lifting, voltare rapidamente pagina per non cambiare di fatto niente. Come è possibile, infatti, che nel bel mezzo della bufera venga votata la delibera che dà il via libera alla cementificazione annessa al nuovo stadio della Roma? Che venga annunciata per la primavera una conferenza urbanistica utile solo ad armare un nuovo assalto al territorio ed alle risorse di Roma? Come è possibile che ci si permetta di lanciare la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 mentre persino la nuvola dell’EUR e gli impianti che dovevano celebrare i mondiali di nuoto del 2009 rimangono delle cattedrali dello spreco e del malaffare? Non ci vuole molto a capire che “Mafia Capitale” potrebbe risolversi in una colossale bolla di sapone, con una “nuova” classe politica pronta a prendere rapidamente il posto dei nomi coinvolti, “altri” interessi pronti a prendersi la propria fetta, con in testa magari proprio quei salotti buoni del mattone e della rendita che sono in larghissima parte rimasti fuori dall’indagine della procura romana. Come non ci vuole molto a capire che per fermare questa vergognosa giostra e per cambiare davvero occorre che un’altra Roma scenda in campo, con determinazione, coraggio ed autonomia.

 

Per questo facciamo appello a quella parte di città non si accontenta di indignarsi continuando a borbottare e a delegare al messia di turno il proprio destino. Alla Roma che non ne può più di vivere in una città meravigliosa ma resa invivibile dal malgoverno e dal malaffare. Alla Roma di chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese mentre pochi continuano ad accumulare immense ricchezze sulle nostre spalle. Alle periferie in lotta contro la vendita del patrimonio pubblico e delle case popolari, contro il decreto LUPI, contro sfratti ed emergenza abitativa. Ai lavoratori dei magazzini della logistica in lotta contro lo sfruttamento e ad una città intera ridotta a fabbrica a cielo aperto di precarietà. Facciamo appello alla Roma che paga il prezzo salato delle politiche di austerità, che soffre per i tagli alla salute, alla scuola, che vede trasformare il diritto alla scuola dell’infanzia in una insopportabile lotteria. Facciamo appello a quella parte, grande, di Roma che non vuole permettere che l’acqua, l’energia, il trasporto locale, i servizi primari ed i beni comuni vengano ulteriormente massacrati e privatizzati.

L’ultimo fine settimana di Gennaio in tutta Italia i movimenti daranno vita a mobilitazioni diffuse per il diritto all’abitare, contro le politiche di austerity e precarietà.

Per rovesciare le politiche della giunta Marino insieme a quelle del governo Renzi, contro la Mafia della Rendita e dei Profitti, contro il Job Act, la legge Lupi, il governo dei commissariamenti e dell’emergenza, i soldi regalati alle banche e sperperati nel sistema delle grandi opere e dei grandi eventi.

Uniamo le lotte. Riprendiamoci casa, reddito, risorse, tempo, vita. Riprendiamoci la città e tutto quello che ci spetta.

Togliamo di Mezzo il Mondo di Sopra!

Prepariamoci a togliere qualsiasi spazio ai fascio – leghisti di Salvini che hanno annunciato la manifestazione nazionale a Roma per il 28 Febbraio!

Movimenti per il Diritto all’Abitare


Gli appuntamenti:

Roma h 15 Piramide: Togliamo di mezzo il mondo di sopra! Contro la Mafia dei Profitti, dei Grandi Eventi e delle Grandi Opere.

http://www.abitarenellacrisi.org/wordpress/2015/01/26/31g-togliamo-di-mezzo-il-mondo-di-sopra-contro-la-mafia-dei-profitti-dei-grandi-eventi-e-delle-grandi-opere/

Bologna h 15 via Fioravanti- ex Telecom occupata: Stop sfratti subito! Marcia della dignità dalla periferia alla periferia

https://www.facebook.com/738322396197003/photos/a.738337392862170.1073741828.738322396197003/1003110816384825/?type=1&theater

Firenze h 16 piazza Puccini: a Novoli per casa, diritti e dignità!

http://www.abitarenellacrisi.org/wordpress/2015/01/25/firenze-31g-in-piazza-a-novoli-per-casa-diritti-e-dignita/

Milano h 15.30 p.zza Selinunte: Marcia della dignità!

http://www.cantiere.org/4070/31g-mobilitazioni-quartieri-popolari-no-piano-casa/

Palermo h 17.30 piazza Pretoria: Blocchiamo sfratti e sgomberi!

https://www.facebook.com/events/619198448180184/?ref_newsfeed_story_type=regular

Pisa h 16.30 Logge di Banchi: Contro la legge regionale Saccardi e il Piano casa di Lupi!

https://www.facebook.com/events/408438555992003/?pnref=lhc.recent

Livorno h 17 via Grande (angolo via del Giglio): Contro il Piano casa di Renzi!

http://www.livornoindipendente.it/livorno/casa-e-urbanistica/1005-livorno-contro-il-piano-casa-di-renzi,-presidio-e-volantinaggio

Brescia ore 15 piazza della Loggia: Casa, reddito, dignità per tutti e tutte!

http://dirittipertutti.gnumerica.org/2015/01/28/sabato-31-gennaio-manifestazione/

Abitare nella Crisi

Expo 2015 semina veleno

  • Mercoledì, 28 Gennaio 2015 13:07 ,
  • Pubblicato in COMUNE INFO

Comune-info
28 01 2015

La prossima Esposizione universale (Expo) avrà luogo a Milano, a partire dal 1 maggio 2015. Da sempre vetrina internazionale in grado di influenzare la società in molti dei suoi aspetti, l’Expo di quest’anno è dedicato all’alimentazione e al cibo. Dietro allo slogan che la anima, “Nutriamo il pianeta”, ci sono però molte contraddizioni-

di Marzia Coronati

In Italia è sorto un movimento, composto da contadini, cittadini, agricoltori e attivisti, nato con l’obiettivo di analizzare quello che avverrà nel corso dei sei mesi di esposizione universale e proporre alternative diverse al modello dell’Expo. Il movimento NO Expo mette in luce come dietro la retorica della sostenibilità, del diritto al cibo per tutte e tutti, della difesa di un cibo buono e sano, l’Expo 2015 sarà invece vetrina per più di 70 multinazionali famigerate per operare in modo poco pulito. “C’è spazio per tutti – spiegano i rappresentanti del movimento – dalla Monsanto, la multinazionale dei semi più contestata dai piccoli contadini di tutto il mondo, alla Nestlè, che con la sua piazza tematica sull’acqua nega in essenza l’acqua bene comune, passando per Mc Donald’s che nutre il pianeta col pollo fritto; e c’è spazio anche per nomi meno noti come Mekorot, l’azienda idrica di Israele che, sottraendo illegalmente acqua dalle falde palestinesi si è macchiata di gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani”.

Oltre a criticare la scelta politica dell’Expo, il movimento propone la sua alternativa, e lo sta facendo attraverso una serie di iniziative in cui è possibile accedere a un cibo prodotto diversamente: dai mercati degli agricoltori e contadini su piccola scala della rete Genuino Clandestino, alla degustazione di pranzi e cene di osterie sostenibili e popolari. “Allo slogan Nutriamo il pianeta, noi rispondiamo con Lasciamo che il pianeta si nutra da solo, cercando di rispettare ogni giorno la natura e la biodiversità” dicono gli aderenti.

Il 24 gennaio a Firenze, Roma e Milano si sono svolti tre incontri che andavano in questa direzione. Al mercato e il pranzo organizzato a Roma è atterrata anche la valigia di Amisnet, in una sua versione provvisoria. Con tre borse frigo contenenti cavi, microfoni e mixer, i redattori di Amisnet hanno costruito una postazione mobile attraverso cui è stata data voce al movimento NO Expo.

A questi temi è dedicata l’ultima puntata di Terranave, radiotrasmissione curata da Amisnet. Ospiti della puntata: Pippo (mercatino Terra Terra), Daniela (centro sociale Corto Circuito), Giovanni Pandolfini (Firenze Terra Bene Comune), Tonino Lepore (Genuino Clandestino).

Per ascoltare la trasmissione cliccate qui.

 

Terranave è trasmessa e diffusa da:

Radio Flash (Torino, 97.6) martedì 15 (replica martedì 20,00)
Radio Indygesta (Web Radio)
Radio Onda d’urto (Brescia, Cremona, Piacenza, 99.6) mercoledì 13,30
Basilicata Radio 2 (Potenza, 93.5) martedì 20,35
Radio Ciroma (Cosenza, 105.7) giovedì 17,00
Radio Onde Furlane (Udine, Pordenone e Gorizia, 90.0) sabato 17,30
Radio Beckwith (Torino, Cuneo, 87.8, 96.55) martedì 20,00 (in replica venerdì 7,00)
Radio Sonar (web radio) martedì 15,00
Radio Città Fujiko (Bologna, 103.1) lunedì 13,30
Radio Gold (Alessandria, 88.8, 89.1)
Radio Roarr (Web Radio) Mercoledì 18,00
Radio Booonzo (Web Radio) Venerdì 16,30

Cose da niente che vanno difese: Pasolini e Orte

  • Lunedì, 26 Gennaio 2015 15:18 ,
  • Pubblicato in Flash news

Lipperatura
26 01 2015

«Io ho fatto un documentario su questo [sulla difesa del paesaggio ndc] alla televisione: un pezzettino è inserito in Le mura di Sana’a. Ho aperto una parentesi, parlando dello Yemen, e ho detto: “Per esempio, in Italia c’è una città che ancora come colpo d’occhio, come situazione nel mondo naturale circostante (la collina, il Tevere che passa sotto i vigneti), insomma è uguale a Sana’a nel deserto. Però, ecco qui cosa hanno fatto”. E ho fatto un’inquadratura in cui, zumando leggermente indietro dalla perfetta forma di Orte, si è scoperto questo gruppo di immondi grattacieli popolari che hanno costruito lì vicino. La gente di Orte è molto sensibile a questo problema, era indignata mentre li costruivano ma sai, sono quegli intrallazzi italiani a un certo livello per cui la gente non è potuta intervenire»

“è un’umile cosa, non si può nemmeno confrontare con certe opere d’arte, d’autore, stupende, della tradizione italiana. Eppure io penso che questa stradina da niente, così umile, sia da difendere con lo stesso accanimento, con la stessa buona volontà, con lo stesso rigore, con cui si difende l’opera d’arte di un grande autore. [...] Nessuno si batterebbe con rigore, con rabbia, per difendere questa cosa e io ho scelto invece proprio di difendere questo. [...] Voglio difendere qualcosa che non è sanzionato, che non è codificato, che nessuno difende, che è opera, diciamo così, del popolo, di un’intera storia, dell’intera storia del popolo di una città, di un’infinità di uomini senza nome che però hanno lavorato all’interno di un’epoca che poi ha prodotto i frutti più estremi e più assoluti nelle opere d’arte e d’autore. [...] Con chiunque tu parli, è immediatamente d’accordo con te nel dover difendere [...] un monumento, una chiesa, la facciata della chiesa, un campanile, un ponte, un rudere il cui valore storico è ormai assodato ma nessuno si rende conto che quello che va difeso è proprio [...] questo passato anonimo, questo passato senza nome, questo passato popolare”.

“Il vero fascismo è proprio questo potere della civiltà dei consumi che sta distruggendo l’Italia, e questa cosa è avvenuta talmente rapidamente che non ce ne siamo resi conto, è avvenuta in questi ultimi cinque, sei, sette, dieci anni… è stato una specie di incubo in cui abbiamo visto l’Italia intorno a noi distruggersi, sparire. Adesso, risvegliandoci, forse, da questo incubo, e guardandoci intorno, ci accorgiamo che non c’è più niente da fare”

(Pier Paolo Pasolini su Orte. Qui il documentario La forma della città)

Cronaca di ordinario razzismo
23 01 2015

Un esposto all’Autorità Nazionale Anticorruzione: lo ha presentato l’Associazione 21 luglio, per chiedere l’accertamento della trasparenza degli atti che hanno portato all’apertura e al funzionamento del “Best House Rom”, situato a Roma in via Visso 12.

Il centro, classificato dall’Agenzia del territorio come struttura riservata per deposito di merci, è attualmente utilizzato come ‘centro di accoglienza’ per i cittadini rom sgomberati dall’insediamento di via del Baiardo e di Castel Romano. La gestione del servizio è stata affidata alla Cooperativa Inopera, nata alla fine del 2008. Secondo l’associazione, l’assegnazione è avvenuta in modo diretto, con una determinazione dirigenziale del Comune di Roma datata 6 luglio 2012 e firmata da Angelo Scozzafava, ex direttore del Dipartimento Promozione delle Politiche Sociali e della Salute di Roma Capitale, oggi indagato per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata. Sempre con una determinazione dirigenziale, il 16 dicembre 2013 l’Assessorato alle Politiche Sociali di Roma Capitale ha disposto un ampliamento dell’accoglienza per consentire l’ingresso dei 150 rom sgomberati dal ‘villaggio attrezzato’ di via della Cesarina.

In questi anni, circa 300 rom, tra cui 160 minori, sono stati ‘accolti’ giornalmente nei locali del ‘Best House Rom’: locali che, oltre a non garantire la metratura minima prevista dalla legge, non sono dotati di finestre o punti luce. Il 12 novembre 2014 la senatrice Manuela Serra, membro della Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei Diritti Umani del Senato visitava la struttura, per poi dichiarare: “Qui mancano i diritti umani, è un anno che ci occupiamo di campi rom, e non ho mai visto niente del genere. Qui le persone sono terrorizzate dal parlare con l’esterno”. Le visite e i dati raccolti in merito al ‘Best House Rom’ sottolineano come la struttura non rispetti i requisiti strutturali e organizzativi previsti dalla normativa regionale che regola l’apertura e il funzionamento delle strutture socio-assistenziali nella Regione Lazio. Ciononostante, il centro continua ad accogliere famiglie rom, peraltro con costi elevatissimi: nel 2014 la gestione è costata all’Amministrazione Comunale una cifra stimata superiore ai 3 milioni di euro. E’ proprio alla luce della documentazione raccolta che l’Associazione 21 luglio ha presentato un esposto all’Autorità Nazionale Anticorruzione, diretto da Raffaele Canton.

Proprio dal ‘Best House Rom’ a novembre 20 persone, tra cui 22 minori, sono stati cacciati senza alcun preavviso. Il provvedimento di espulsione, firmato dal Dipartimento Politiche Sociali del Comune di Roma – e nello specifico dalla responsabile della Direzione Accoglienza e Inclusione Ivana Bigari – già allora si profilava come illegittimo, poiché non supportato, come dimostrano le verifiche effettuate dall’Associazione 21 luglio, da alcuna motivazione che trovi riscontro nella realtà dei fatti. Secondo le istituzioni, l’espulsione sarebbe stata legata alla mancata frequenza scolastica dei bambini, e al comportamento non consono, da parte di tre minori, nei confronti di alcuni operatori della struttura. Ma sul primo punto l’Associazione 21 luglio ha ottenuto dall’Istituto scolastico interessato tutti i certificati di frequenza scolastica dei minori coinvolti, mentre sul secondo non esiste alcuna denuncia scritta né verifica degli eventi e dei soggetti lesi. Alla luce di ciò, l’espulsione sembrerebbe riconducibile più a “un puro atto di abuso politico e rappresaglia perpetuato ai danni di persone che hanno contribuito a denunciare situazioni di violazioni di diritti e malagestione di questa struttura”, come sottolineato dalla senatrice Manuela Serra, che segnala addirittura l’esistenza di “una petizione scritta in italiano dalla Cooperativa INOPERA, e fatta firmare dagli ospiti del centro, in cui si dichiarano felici di stare lì e trattati con rispetto, sotto la minaccia di finire per strada come le due famiglie”. L’associazione 21 luglio fa eco a quanto dichiarato dalla senatrice, evidenziando che “gli unici fatti riscontrati sono le proteste portate avanti dai cittadini rom lo scorso 17 ottobre a Torino, dove due degli uomini colpiti dal provvedimento di espulsione avevano partecipato alla Conferenza sulla Carta dei Diritti Sociali organizzata dal Consiglio d’Europa, denunciando le condizioni di vita critiche all’interno del “Best House Rom” di via Visso, segnalate già nel marzo 2014.dall’Associazione 21 luglio nel rapporto “Senza Luce”.

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