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Marocco: il dramma delle domestiche-bambine

  • Venerdì, 29 Marzo 2013 10:59 ,
  • Pubblicato in Flash news

Rassegna.it
28 03 2013

Ogni anno migliaia di bambine vengono mandate, dai loro stessi genitori, a lavorare nelle case della media borghesia marocchina. Una di loro, 14 anni, è morta ieri per gravi ustioni infertele per punizione dai suoi datori di lavoro

E' morta per ustioni di terzo grado su tutto il corpo una bambina di 14 anni impiegata come domestica presso una famiglia in Marocco. Le ustioni le sono state inferte, per punizione, dai suoi datori di lavoro, un poliziotto ed una insegnante.

La ragazzina, che il quotidiano Aujourd'hui le Maroc chiama Fatima, è morta domenica nell'ospedale di Agadir, a 600 chilometri a sud di Rabat. La morte di Fatima segue quelle di altre domestiche-bambine, un fenomeno che coinvolge, secondo quanto riporta l'Ansa 60mila bambine, costrette a lavorare in condizioni che sovente sono vicine alla schiavitù e con lo stipendio dato non a loro, ma direttamente ai familiari.

Alcuni mesi fa, Diego Minuti, per AnsaMed descriveva così il fenomeno: "La fanno passare per una tradizione, ma l'utilizzo di bambine per i lavori domestici, con il corollario di sfruttamento e violenze che questo fenomeno si porta dietro, è e resta una piaga per il Marocco, che si affanna, soprattutto dopo l'ascesa al trono di Mohamed VI, a cercare di dare di sé una immagine moderna e proiettata verso l'Occidente".

"E' difficile tracciare i contorni numerici di questo problema - scrive ancora Minuti - denunciato di recente anche da Human Rights Watch, perché ancora oggi ogni anno migliaia di bambine vengono mandate, dai loro stessi genitori, a lavorare nelle case della media borghesia marocchina. Spesso il loro pur esiguo stipendio e' la sola fonte di sostentamento delle famiglie. Denaro che non vedono nemmeno, perché passa direttamente nelle mani dei genitori. Lo stesso denaro che é anche il vincolo che le impedisce loro di ribellarsi, magari di denunciare quel che subiscono, nel chiuso delle mure delle case che accudiscono sin dall'alba e fino a sera, in un ciclo continuo, che le costringe a restare sempre sigillate in casa, ad eccezione di quando escono per comprare qualcosa per la famiglia".

Nel suo articolo, Minuti ricordava un altro episodio drammatico, avvenuto nel 2012. Quello di Khadija, altra "piccola schiava", ridotta in fin di vita dalle violenze cui la sottoponeva la figlia della padrona di casa. "Ma anche quell'episodio, seppure agghiacciante e commovente insieme, sembra essere stato dimenticato, quasi che la morte di una bambina di undici anni, uccisa a nerbate inflittele da una ragazza poco piu grande di lei, fosse la normalità".

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