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I padroni dell'eterologa

  • Venerdì, 31 Ottobre 2014 08:46 ,
  • Pubblicato in L'Inchiesta
Monica Soldano, Repubblica.it
30 ottobre 2014

Con il via libera all'utilizzo di gameti esterni alla coppia parte anche in Italia la corsa alle banche di ovuli e spermatozoi. E subito si affacciano sul mercato alcuni giganti della crioconservazione e dello stoccaggio a cui tutti, sia le strutture pubbliche che quelle private, dovranno far riferimento.
Sabrina Marchetti, Zeroviolenza
27 maggio 2014

Qualche sera fa a Roma, nella cornice accogliente della libreria femminista Tuba al Pigneto, abbiamo discusso, raccontato e immaginato realtà e utopie legate al mondo della prostituzione. Al centro della conversazione “Vendere e comprare sesso

Il Fatto Quotidiano
11 10 2013

Tre giornate interamente dedicate al design autoprodotto e indipendente: è questo ‘Operae‘, festival giunto alla quarta edizione che si svolgerà a Torino dall’11 al 13 ottobre. Un punto di riferimento per il design italiano e internazionale che nasce dall’idea di un gruppo di giovani donne che hanno trasformato in realtà il desiderio di creare un punto di incontro tra creatività e mercato, nel settore del design autoprodotto.

Paola Zini e Sara Fortunati, che hanno fatto tesoro dell’esperienza maturata nell’organizzazione del Torino world capital design, insieme con Maurizia Rebola e Pamela Tarantino, registe del Salone del libro di Torino per molti anni, guidano con entusiasmo la squadra tutta femminile di ‘Operae’, dando vita a un festival che alterna esposizione di prodotti, workshop e laboratori creativi, in un programma ricchissimo di appuntamenti.

Nei suggestivi spazi delle Officine grandi riparazioni, si incontrano non solo i nomi più affermati, ma anche i nuovi protagonisti del mondo del design con l’obiettivo di presentare produzioni realizzate in piccole serie, spesso frutto di una sapiente unione tra esperienza artigianale e tecnologie innovative.

L’autoproduzione sembra essere, d’altra parte, la soluzione scelta oggi da numerosi designer che decidono di assumere il controllo dell’intera filiera, in un’ottica di flessibilità e accessibilità, dalla progettazione alla vendita.

Possibilità concreta per esporre e vendere le proprie creazioni confrontandosi con designer provenienti da tutto il mondo, ‘Operae’ non è solo una risorsa per gli addetti ai lavori: i visitatori, curiosando attraverso i 7000 metri quadrati dedicati alla manifestazione, hanno la possibilità di approfondire il rapporto tra design e vivere quotidiano.

Il “green side”, area presente per la prima volta al festival, risponde alla sempre crescente esigenza di spazi verdi non solo in ambito pubblico, ma soprattutto in contesti domestici o privati. Con ‘Vegetable‘, ad esempio, Giacomo Borta propone un oggetto che può essere definito “orto portabile”: soluzione ideale quando non c’è la possibilità di un’orticultura in piena terra, ‘Vegetable’ dà la possibilità di coltivare ovunque, dalla terrazza di un’abitazione privata ai piccoli spazi comuni di scuole o imprese.

A inaugurare il festival sarà Michele De Lucchi, architetto e designer ferrarese, stretto collaboratore di Ettore Sottsass (architetto e designer italiano, morto nel 2007) ed esponente di gruppi d’avanguardia come Cavart o Memphis. Docente al Politecnico di Milano, De Lucchi terrà un workshop sul tema della filiera corta nel design, sull’importanza del territorio e di un approccio responsabile alle risorse.

Venerdì 11 il designer spagnolo Alvaro Catalàn de Ocon racconterà invece la sua esperienza in Colombia, dove ha realizzato la collezione ‘Pet lamp‘: lampade nate dal riciclo di bottiglie di plastica e intrecciate alla maniera della produzione tessile di quel territorio.

‘Operae kids‘ è una parte del festival dedicata interamente al design per bambini, con soluzioni per migliorare la quotidianità dei più piccoli. Non manca poi un’area dedicata all’editoria indipendente di design, grafica, illustrazione e fotografia: è ‘Micro‘, una mostra-mercato organizzata per promuovere le migliori realtà indipendenti della micro-editoria italiana.

Claudia Rossi

Chi fa private banking oggi è seduto su un tesoretto che rende bene. Si tratta di un business che, non prevedendo grossi accantonamenti di capitali, costa poco a chi lo propone, a fronte di ricavi di tutto rispetto, considerando le "tariffe" applicate alla clientela. ...

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