Il "Mercato delle Leucemie"

  • Domenica, 08 Novembre 2015 09:43 ,
  • Pubblicato in Il Commento
De ChiricoSarantis Thanopulos, Il Manifesto
7 novembre 2015

Che la riunione dei responsabili delle vendite di una casa farmaceutica inizi con la frase "Come va oggi il mercato delle leucemie?", è pura routine, niente affatto una trovata da film sul cinismo dei mercanti della salute. ...

TTIP: dallo stato di diritto allo stato di mercato

  • Lunedì, 12 Ottobre 2015 09:05 ,
  • Pubblicato in ZeroViolenza
Stop TTIPMarco Bersani, Zeroviolenza
12 ottobre 2015

Sabato scorso 250mila persone provenienti da tutta Europa hanno dato vita a Berlino a una grande manifestazione aprendo così la settimana di mobilitazione europea ed internazionale contro il TTIP,
Libri e culturaRoberto Ciccarelli, Il Manifesto
6 ottobre 2015

Gian Carlo Ferretti: "La crisi del libro non si risolverà creando concentrazioni editoriali oligopolistiche come "Mondazzoli", ma con una trasformazione sociale che permetta ai ceti subalterni di conquistare una nuova consapevolezza della cultura e una vita più ricca di quella dei consumatori di televisione". ...
Cassa Depositi e PrestitiAntonio Tricarico*, Zeroviolenza
21 luglio 2015

Alla fine anche la Cassa Depositi e Prestiti, la vera cassaforte dell'Italia, non ha resistito al rottamatore e così i suoi vertici sono saltati. L'eterno Franco Bassanini, uomo bipartisan ed artefice dell'espansione della Cdp nell'ultimo decennio, insieme al banchiere Gorno Tempini, hanno dovuto lasciare la guida dell'istituto di Via Goito, ancora oggi per più dell'80% in mano pubblica.
Stop TTIP Italia
08 07 2015

Passata la Relazione Lange sul TTIP nella sua versione peggiore.
Stop TTIP: "forzate le procedure, non hanno fatto votare emendamenti ISDS"

Con una forzatura procedurale il Presidente dell'Europarlamento, il socialdemocratico Shulz, dichiara decaduto l'emendamento 40, l'unico che avrebbe permesso di far esprimere l'aula sull'arbitrato internazionale, su cui il gruppo socialdemocratico si era spaccato. Con un gioco di cavilli, l'Europarlamento evita lo scontro sull'ISDS salvando il testo originale e la tenuta dei socialdemocratici, che si sarebbero spaccati pesantemente su un argomento tanto problematico.
Tutti gli emendamenti della società civile vengono sacrificati all'altare del grande compromesso Popolare - Socialdemocratico, nella peggiore tradizione europea delle Grandi coalizioni, garantendo così una cornice flessibile e assolutamente non problematica né vincolante alla Commissione europea, che potrà continuare esattamente come prima a negoziare con gli Stati Uniti un accordo a favore di pochi.

Salta l'emendamento sulla Human Rights Clause, che avrebbe anteposto la tutela vincolante dei diritti umani rispetto alle dinamiche di mercato. Resta un capitolo sullo sviluppo sostenibile solamente consultivo senza nessuno strumento impositivo. Viene bocciata la lista positiva per i servizi pubblici, che avrebbe permesso di scrivere nero su bianco i servizi che si vogliono mettere sul mercato, salvaguardando quelli non elencati. Viene bocciata la possibilità di inserire il riferimento a settori sensibili da escludere dal negoziato, come dovrebbe avvenire per alcune produzioni agricole, fortemente a rischio di estinzione.

Salta soprattutto la possibilità di escludere l'ISDS, l'arbitrato internazionale tanto deprecato dai più, sostituito con una proposta generica su un meccanismo pubblico che risponderà, comunque, all'esigenza di far diventare leggi vincolanti (perchè imporranno sanzioni economiche) delle norme di mercato, ritornando alla Lex Mercatoria medioevale.

"Una brutta pagina per le nostre istituzioni europee" sottolinea Elena Mazzoni, coordinatrice della Campagna Stop TTIP Italia, "la forzatura compiuta dal Presidente Schulz e avallata da socialdemocratici e popolari impedisce di trovare alternative a un compromesso al ribasso, insostenibile e assolutamente inaccettabile. Tuttavia i 241 voti contrari dimostrano come buona parte del Parlamento Europeo non abbia voluto rendersi complice di questo colpo di mano. Come Campagna continueremo, ora come non mai, a smascherare questo tentativo surrettizio di far passare come politica per il bene comune un trattato che parla ai soliti noti. Del resto, il senso della discussione che si è svolta ieri ha dimostrato che le posizioni di Stop TTIP Italia si basano su dati di realtà, e non su miti come ha voluto far credere il viceministro Carlo Calenda e la Commissione europea".

"Il Parlamento europeo ha perso una grande occasione per far valere le proprie prerogative" aggiunge Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia, "non sono stati presi in considerazione i quasi due milioni e mezzo di cittadini che chiedevano ascolto, né le centinaia di organizzazioni, da Slow Food ai Sindacati europei per arrivare alle ACLI che chiedevano un ripensamento. In ogni caso, una cosa è certa: avendo votato l'emendamento di compromesso sull'arbitrato, e seguendo pedestremente le dichiarazioni di Gianni Pittella, presidente del gruppo S&D, l'ISDS dovrebbe essere superato. Se così fosse, che si riapra il capitolo investimenti e si metta mano all'ISDS dell'accordo con il Canada e quello con Singapore. Forse a Pittella sfugge che con il CETA un'impresa statunitense potrà comunque fare causa a un Governo europeo, utilizzando una sua sussidiaria canadese. Se la politica è linearità e coerenza, i Socialdemocratici dimostrino di fare politica".

La Campagna Stop TTIP Italia parteciperà la prossima settimana al meeting di strategia delle reti Stop TTIP europee e statunitensi a Bruxelles, in vista della grande mobilitazione di ottobre che mobiliterà migliaia di persone per opporsi al negoziato TTIP e alla ratifica del trattato CETA, recentemente concluso con il Canada.

facebook