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la Repubblica
24 10 2014

"Fermate la violenza sulle donne! Non si diffonde la virtù con l'acido!".

Migliaia di iraniani sono scesi in piazza a Isfahan per protestare contro gli attacchi all'acido contro le donne, ufficialmente quattro o sei, ma secondo diversi siti web iraniani già molti di più. ...

Il padre fa lapidare la figlia dai terroristi di Isis

Lo Stato islamico continua la sua propaganda tramite video. Le immagini che stanno facendo il giro del web mostrano la lapidazione di una donna accusata di adulterio a Hama, nella Siria centrale. Ad aggiungere orrore all'orrore ad eseguire la condanna a morte con alcuni militanti dell'Is è il padre della vittima. 
Valerio Sofia, Cronache del Garantista ...

Il Nobel prigioniero

Mente libera e libertà di pensieroNon possiede più niente. Le scarpe che calza sono dello Stato. Gli hanno tolto carta e inchiostro. Ogni giorno scrive poesie sul pavimento di pietra, bagnando un dito nella ciotola dell'acqua che beve. I versi, anche se in cella, sono liberi: evaporano in pochi istanti. Vietato invece leggere. La rieducazione ha deciso che il lavoro giusto per lui è il sarto. Liu Xiaobo a fine dicembre compirà 59 anni e trascorre le giornate a cucire le divise dei suoi carcerieri.
Giampaolo Visetti, la Repubblica ...

Messico, ira degli studenti Fuoco ai palazzi del potere

  • Mercoledì, 15 Ottobre 2014 10:52 ,
  • Pubblicato in LA STAMPA

La Stampa
15 10 2014

Centinaia di studenti e insegnanti hanno assaltato, mettendola in parte a fuoco, la sede governativa dello Stato messicano di Guerrero in violenze innescate dopo la scomparsa di 43 giovani che si teme siano stati rapiti da settori della polizia collusi con criminali. I manifestanti, nelle proteste degenerate a Chilpancingo, la capitale dello Stato, reclamavano di conoscere la sorte degli studenti rapiti e le dimissioni del governatore Angel Aguirre. Poco prima vi erano stati una serie di scontri tra polizia e manifestanti armati di pietre e bastoni alle porte del parlamento locale: cinque insegnanti e due poliziotti sono rimasti feriti, secondo fonti giornalistiche.

Quello che sta succedendo in questi mesi in Sierra Leone, Liberia e Guinea è peggio di una guerra, perché la paura del contagio impedisce qualunque forma di collaborazione, qualunque solidarietà.
Carlo Petrini, la Repubblica ...

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