La libertà di movimento non si condanna

  • Mercoledì, 28 Gennaio 2015 14:14 ,
  • Pubblicato in Flash news

Global Project
28 01 2015

Ancora un volta si abbatte il peso del teorema giudiziario: 140 anni di carcere e 47 condanne per gli imputati del processo No Tav rispetto ai fatti del 27 giugno e del 3 luglio 2011. Un’altra sentenza spropositata come una scure calata sulla vita delle persone Le ipotesi, i teoremi, le letture che vanno avanti senza alcun tipo di confronto o di modificazione durante il dibattimento siamo abituati, in particolare quando si riferiscono ai movimenti che hanno messo in crisi interi sistemi di interessi mafiosi e di profitti, di devastazione ambientale e di eliminazione della sovranità territoriale. La sentenza di primo grado ha infatti registrato le condanne e l’impianto proposto dall’accusa, scartando qualsiasi tipo di messa in discussione delle istanze della difesa.
Abbiamo ripetuto più volte che quei giorni hanno dimostrato la loro forza non solo per la determinazione di una Valle di opporsi ad una grande opera inutile, ma anche per la capacità di parlare a tutti i movimenti sensibili alla tematica dei beni comuni, che ha caratterizzato gli studenti, i lavoratori e i comitati per l’acqua in mobilitazione per un anno intero. Il 3 luglio a Chiomonte non c’erano i cosiddetti “professionisti della rivolta”: è stata una giornata moltitudinaria dove si sono trovati per i boschi della Valle decine di migliaia di persone, unite nell’obiettivo di rompere con la logica della speculazione e della devastazione (quella vera!) ambientale.

Quello che il giudice Bosio ha sentenziato ieri pomeriggio di certo continua quel lungo filone di criminalizzazione del movimento No Tav; è però anche da inscrivere nella sempre più accurata tendenza repressiva della magistratura. Per quanto riguarda le lotte e i conflitti sociali assistiamo ad un uso strumentale della magistratura, a causa del quale le aule dei tribunali diventano la ratifica di interpretazioni ideologiche che nulla hanno a che fare con la certezza del diritto. Certezza in questi casi diventa pura efficacia, meccanismo automatico che applica a priori una regola ad un fatto evitando di interrogarsi sulle ragioni sociali che vi stanno dietro. Inoltre, la frequenza delle misure preventive e dei fogli di via inasprisce l’atteggiamento verso gli attivisti e i movimenti saltando addirittura il momento del dibattito e dell’espressione della difesa, dando già per scontato che gli imputati siano colpevoli fino a prova contraria, piuttosto che il contrario come vorrebbe il nostro ordinamento penale.

Lo vediamo troppo spesso in Italia e soprattutto nelle nostre città, in cui la marginalizzazione degli attivisti mira a stroncare di netto il dissenso praticato collettivamente cercando di identificare l’antagonista a capo delle rivolte, etichettato dalle varie denunce e provvedimenti fatti nei suoi confronti come un “problema sociale”. Qui vediamo quel filo rosso tra la sentenza di ieri e l’accanimento giudiziario che riguarda il piano locale. Non per niente ad aver subito la condanna del tribunale di Torino c’è anche un nostro compagno, Zeno, che ha partecipato alla grandissima manifestazione assieme a tanti altri il 3 luglio a Chiomonte. Subito viene operato il collegamento, dunque una giustificazione, tra il foglio di via emesso contro Zeno e il pesantissimo verdetto di ieri: la questura padovana, la cui voce è amplificata dai giornali, può trovare quindi legittimazione del divieto di presenza nel Comune della città facendo vedere che è un condannato, che effettivamente è un elemento dannoso per una comunità. Un’ulteriore operazione a favore delle restrizioni della libertà di movimento e del dissentire, che mai vengono interrogate in base alle rivendicazioni sollevate ma considerate come caotiche, un virus da estirpare dall’ordine quotidiano. Quello stesso ordine causa di ingiustizia sociale, povertà e limitazione della democrazia.

Di fronte a questo sopruso che si dichiara verità della legge oggettiva non possiamo che stringerci attorno a Zeno, Alvise, Gianluca e Fabiano e a tutti gli altri condannati No Tav. Come sempre non abbandoneremo mai la nostra volontà di esprimere le contraddizioni e le imposizioni di ciò che giudichiamo ingiusto. E la libertà di movimento, di farlo, è la forma che dobbiamo continuare a tutelare al di là di qualsiasi tribunale.
La libertà non si misura!

CSO PEDRO

Expo 2015 semina veleno

  • Mercoledì, 28 Gennaio 2015 13:07 ,
  • Pubblicato in COMUNE INFO

Comune-info
28 01 2015

La prossima Esposizione universale (Expo) avrà luogo a Milano, a partire dal 1 maggio 2015. Da sempre vetrina internazionale in grado di influenzare la società in molti dei suoi aspetti, l’Expo di quest’anno è dedicato all’alimentazione e al cibo. Dietro allo slogan che la anima, “Nutriamo il pianeta”, ci sono però molte contraddizioni-

di Marzia Coronati

In Italia è sorto un movimento, composto da contadini, cittadini, agricoltori e attivisti, nato con l’obiettivo di analizzare quello che avverrà nel corso dei sei mesi di esposizione universale e proporre alternative diverse al modello dell’Expo. Il movimento NO Expo mette in luce come dietro la retorica della sostenibilità, del diritto al cibo per tutte e tutti, della difesa di un cibo buono e sano, l’Expo 2015 sarà invece vetrina per più di 70 multinazionali famigerate per operare in modo poco pulito. “C’è spazio per tutti – spiegano i rappresentanti del movimento – dalla Monsanto, la multinazionale dei semi più contestata dai piccoli contadini di tutto il mondo, alla Nestlè, che con la sua piazza tematica sull’acqua nega in essenza l’acqua bene comune, passando per Mc Donald’s che nutre il pianeta col pollo fritto; e c’è spazio anche per nomi meno noti come Mekorot, l’azienda idrica di Israele che, sottraendo illegalmente acqua dalle falde palestinesi si è macchiata di gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani”.

Oltre a criticare la scelta politica dell’Expo, il movimento propone la sua alternativa, e lo sta facendo attraverso una serie di iniziative in cui è possibile accedere a un cibo prodotto diversamente: dai mercati degli agricoltori e contadini su piccola scala della rete Genuino Clandestino, alla degustazione di pranzi e cene di osterie sostenibili e popolari. “Allo slogan Nutriamo il pianeta, noi rispondiamo con Lasciamo che il pianeta si nutra da solo, cercando di rispettare ogni giorno la natura e la biodiversità” dicono gli aderenti.

Il 24 gennaio a Firenze, Roma e Milano si sono svolti tre incontri che andavano in questa direzione. Al mercato e il pranzo organizzato a Roma è atterrata anche la valigia di Amisnet, in una sua versione provvisoria. Con tre borse frigo contenenti cavi, microfoni e mixer, i redattori di Amisnet hanno costruito una postazione mobile attraverso cui è stata data voce al movimento NO Expo.

A questi temi è dedicata l’ultima puntata di Terranave, radiotrasmissione curata da Amisnet. Ospiti della puntata: Pippo (mercatino Terra Terra), Daniela (centro sociale Corto Circuito), Giovanni Pandolfini (Firenze Terra Bene Comune), Tonino Lepore (Genuino Clandestino).

Per ascoltare la trasmissione cliccate qui.

 

Terranave è trasmessa e diffusa da:

Radio Flash (Torino, 97.6) martedì 15 (replica martedì 20,00)
Radio Indygesta (Web Radio)
Radio Onda d’urto (Brescia, Cremona, Piacenza, 99.6) mercoledì 13,30
Basilicata Radio 2 (Potenza, 93.5) martedì 20,35
Radio Ciroma (Cosenza, 105.7) giovedì 17,00
Radio Onde Furlane (Udine, Pordenone e Gorizia, 90.0) sabato 17,30
Radio Beckwith (Torino, Cuneo, 87.8, 96.55) martedì 20,00 (in replica venerdì 7,00)
Radio Sonar (web radio) martedì 15,00
Radio Città Fujiko (Bologna, 103.1) lunedì 13,30
Radio Gold (Alessandria, 88.8, 89.1)
Radio Roarr (Web Radio) Mercoledì 18,00
Radio Booonzo (Web Radio) Venerdì 16,30

Difendi Scup! Giovedì 29 manifestazione in Campidoglio

  • Martedì, 27 Gennaio 2015 13:16 ,
  • Pubblicato in Flash news

Communianet
27 01 2015

Scup è il centro di sport e cultura popolare nato a San Giovanni nel maggio del 2012 dall'occupazione della ex motorizzazione di via Nola 5. Da quel giorno è nato un sogno: quello di creare dal basso welfare e mutualismo. Infatti, Scup offre dei servizi al territorio e raccoglie numerosi progetti: una palestra con dieci corsi per bambini, adulti e anziani, un bar e un'osteria, una ludoteca, corsi e laboratori per bambini, una web radio, una biblioteca, un'aula studio e dei corsi di lingua, una scuola popolare di musica, uno sportello di ascolto psicologico, un mercato di artigiani e produttori che si svolge ogni prima domenica del mese e un punto di distribuzione settimanale a cura di "terra terra". Il wi-fi libero e gratuito e uno spazio per seminari e conferenze.
Scup è inoltre un luogo al servizio dei movimenti e della cittadinanza attiva in cui numerosi cittadini e realtà organizzano, laboratori, dibattiti, iniziative, progettano confronti e mobilitazioni. E poi Scup è l’iniziativa dei cittadini per fermare il tentativo di speculazione in atto sullo stabile di via Nola. Infatti, lo stabile, che era pubblico, è stato privatizzato e ceduto ad una società immobiliare, la F&F immobiliare che intende modificare la sua destinazione d’uso a verdi e servizi, per realizzare un polo commerciali con una cubatore superiore all’attuale del 35%.

Scup si trova in un momento cruciale della sua vita. Lo sgombero di Scup è all'ordine del giorno del prossimo comitato per l'ordine e la sicurezza. Un attacco che non riguarda solo Scup, ma anche altri spazi sociali (ad esempio il Corto Circuito e il Cinema palazzo) che promuovono la socialità, il mutualismo e combattono la speculazione. Per organizzare la difesa di Scup, domenica 18 gennaio si è tenuta una partecipata e bella assemblea di coloro che hanno a cuore il progetto e che in vari modi contribuiscono ad alimentarlo o che comunque solidarizzano con questa esperienza. Dall’assemblea è emersa la volontà di promuovere una manifestazione in piazza in campidoglio. Mostrare in una piazza così importante di Roma le attività, i servizi, le professionalità, le passioni e la vitalità di Scup e delle realtà e dei cittadini che lo difendono.Chiunque può dare un contributo, portando l’attività che svolge, pubblicizzando la manifestazione, portando un saluto.

Saremo in quella piazza Giovedì 29 gennaio dalle ore 16.00 (quindi è possibile raggiungerci anche dopo). Chiederemo al consiglio comunale e all’amministrazione capitolina un atto politico che fermi lo sgombero e difenda l’esperienza di Scup. E anche un atto politico di riconoscimento dell’ importanza per la democrazia di questa città, di tutti gli spazi sociali sotto attacco e delle esperienze che promuovono autogoverno, mutualismo e diritto Invitiamo tutti e tutte.

IN PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO
GIOVEDÌ 29 GENNAIO DALLE ORE 16.00 (oppure a Scup alle ore 14.00 per andare insieme)

Denunce per decine di attivisti No Muos

  • Martedì, 27 Gennaio 2015 11:49 ,
  • Pubblicato in Flash news

Ragusa Oggi
27 01 2015

In tutta la Sicilia, una nuova ondata di decine e decine di denunce sta colpendo gli attivisti No MUOS. Questa volta per i fatti del 9 agosto 2014 quando, per la seconda volta, i No Muos e gli antimilitaristi di tutta la Sicilia e di tutta l'italia, dopo avere sfilato in corteo contro la base di Contrada Ulmo, hanno tagliato le reti e sono entrati ad occuparla simbolicamente e a dare solidarietà agli attivisti che il 7 agosto erano saliti sulle antenne per bloccarne la mortifera funzione.

Ancora una volta, la repressione si accanisce contro chi lotta per difendere pace, salute, territorio e sovranità della propria terra, tra la collusione imperante nei politici e l'opera di propaganda architettata dalle istituzioni che cercano di nascondere e ridurre la pericolosità del MUOS e delle 46 antenne della base NRTF di Niscemi.

Il fine delle ultime denunce è sempre il tentativo maldestro di colpire, isolare e scoraggiare singoli attivisti, comitati e movimenti che non vogliono abbandonare la mobilitazione e continuano a impegnarsi a vari livelli per diffondere la giusta informazione sul MUOS, aggregare e compiere azioni di disturbo contro chi esporta guerra e avvelena l'ambiente. Pensano, ingenuamente, colpendo un centinaio di attivisti, di intimidire la massa di persone che in tutta la Sicilia e l'Italia oramai lotta contro le basi e l'inquinamento elettromagnetico che esse producono.

Noi rivendichiamo il valore di quella giornata e di quelle azioni e rivendichiamo le pratiche messe in campo durante il campeggio No Muos. Una simile operazione repressiva stride con i proclami di libertà e di democrazia ascoltati in questi giorni, dopo i drammatici fatti di Parigi, da chi lavora, a livello Europeo e globale in realtà, per produrre atti di guerra continui, per supportare i quali è stata costruita la base del Muos e decine di altre in tutta l'Europa e l'Italia: un'altra grande e innegabile prova di come l'ipocrisia dei poteri dominanti si accanisca contro le istanze di vera libertà, giustizia e sostegno alle resistenze dei popoli, in particolare kurdo e palestinese.

Movimento e Comitati No MUOS non si lasciano intimorire e continuano a mobilitarsi contro la presenza della base NRTF e del MUOS, contro l'elettromagnetismo e contro la guerra. Restiamo vigili, in particolare in questi giorni, nei quali si attende la sentenza del TAR che dovrà esprimersi entro breve tempo sui ricorsi presentati contro la base e ribadiamo che non accetteremo esiti che autorizzino o avallino in alcun modo la legittimità di questa enorme opera di morte.

 

Un sogno chiamato Scup

  • Lunedì, 12 Gennaio 2015 13:08 ,
  • Pubblicato in Flash news

Communianet
12 01 2015

Con questa lettera l’assemblea di gestione di Scup invita ad un momento di confronto tutte le persone o realtà che contribuiscono alla vita del progetto. Scup è il centro di sport e cultura popolare nato a San Giovanni nel maggio del 2012 dall’occupazione della ex motorizzazione di via Nola 5. A distanza di due anni e mezzo dalla prima occupazione, e di due anni dal primo sgombero e dalla rioccupazione di Scup, questo progetto presenta un profilo più definito, seppure in continua evoluzione.

Anzitutto, Scup offre dei servizi al territorio e raccoglie numerosi progetti: una palestra con dieci corsi per bambini, adulti e anziani, un bar e un’osteria, una ludoteca, corsi e laboratori per bambini, una web radio, una biblioteca, un’aula studio e dei corsi di lingua, una scuola popolare di musica, uno sportello di ascolto psicologico, un mercato di artigiani e produttori che si svolge ogni prima domenica del mese e un punto di distribuzione settimanale a cura di “terra terra”. Il wi-fi libero e gratuito e uno spazio per seminari e conferenze.

In secondo luogo, fin dalla sua nascita Scup è stato concepito come uno spazio aperto ai movimenti, ai comitati, ai cittadini di Roma e di Italia. Tantissime realtà a Scup si incontrano, organizzano riunioni, dibattiti e incontri pubblici, oppure Scup si offre come appoggio logistico dei movimenti e delle realtà di base durante manifestazioni o cortei, ad esempio ospitando i partecipanti per la notte, organizzando pranzi ecc.

In altri termini, abbiamo concepito lo spazio non come di spettanza esclusiva di un collettivo, ma come un luogo utile al territorio e a tutte quelle realtà che quotidianamente e instancabilmente si battono per un altro modello di città, per l’affermazione dei diritti sociali e civili e contro il razzismo e il fascismo. Scup si trova in un momento cruciale della sua vita. Lo sgombero di Scup è all’ordine del giorno del prossimo Comitato per l’ordine e la sicurezza.

Per questo vogliamo invitare ad un momento di confronto tutte le persone e le realtà sociali che fanno vivere quotidianamente Scup, per informare e aggiornare sia sullo sgombero che sul progetto speculativo della proprietà e per condividere una strategia di difesa di questo sogno chiamato Scup che si terrà domenica 18 gennaio alle ore 15,30 a Scup.

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